sabato 25 febbraio 2012

Segni di interpunzione e lettura ad alta voce

Parla come mangi, ma non scrivere come parli! Discorso sulle pause intonative e la punteggiatura.

«Per vedere dove mettere le virgole, leggi un brano ad alta voce e vedi dove fai le pause».
«Quando incontri una virgola conta “uno” prima di continuare a leggere, se incontri un punto, conta “uno, due e tre”».
Bene… sono frasi come queste che mi hanno spinta a scrivere questo post. Un post difficilissimo e sicuramente molto controverso che volevo pubblicare da mesi, ma che ho continuato a rimandare finché non l’ho inserito in programmazione. Quando si parla di punteggiatura, si entra sempre in un campo spinosissimo dove serpeggia il «sì, ma io la punteggiatura la uso un po’ come mi pare». Ok, è vero, la punteggiatura è molto soggettiva, ma io «ho visto cose che voi umani non potete immaginare». C’è un limite a tutto! Inoltre in molti mi hanno chiesto di approfondire l’argomento delle pause nella lettura e dunque eccoci qui.

Premesse
I segni di interpunzione sono stati ideati per permettere una migliore interpretazione del testo e renderne agevole la lettura a mente (prima con il metodo della scriptio continua e in assenza di punteggiatura era necessario leggere ad alta voce per dare senso alle parole del testo).
Premettiamo che è vero che al punto fermo corrisponde sempre una pausa, ma questa è più o meno lunga a seconda dei casi. Il punto di domanda e il punto esclamativo in genere servono a dare un’intonazione alla frase, ma ci sono domande e domande, esclamazioni ed esclamazioni.
Per es.
Come ti chiami?
Ti chiami Linda, vero?
Le due frasi hanno un’intonazione diversa, resa nello scritto con lo stesso segno di interpunzione.

Veniamo però all’argomento più spinoso di questa annosa questione: le virgole. Molti sono convinti che per sapere dove mettere le virgole basti leggere ad alta voce un testo e inserirne una per ogni pausa. Perfetto, questo sistema funziona nel 90% dei casi (dato non scientifico… intendo nella stragrande maggioranza dei casi). Questo, però, implica che non succeda sempre (a volte virgola e pausa non coincidono e la pausa va spostata o rimossa). Leggere il testo ad alta voce per vedere dove mettere le virgole non è una regola inattaccabile, non è una prova… se mai è uno strumento per cavarsela quasi sempre. In alcuni casi, però, porta a errori grossolani ed evitabili conoscendo le regole di base della punteggiatura. Basta pensare alla virgola tra soggetto e predicato che spezza i membri della frase nucleare e che, come vi ho già detto fino allo sfinimento, non dovrebbe mai esserci, anche se esistono delle eccezioni. È questo il dramma di questo post: per ogni tentativo di regola ci saranno sempre mille eccezioni che non potrò considerare in tutte le loro sfaccettature. Per questo ho pensato di fare un esempio. Partirò da un brano e lo leggerò secondo la punteggiatura del testo scritto, poi seguendo la corretta lettura ad alta voce (così che possiate sentire bene le pause) e, infine, aggiungendo l’enfasi della letteratura creativa. Questo è il file audio con supporto scritto, apritelo seguendo le indicazioni date successivamente nel post... avevo preparato tre video ma blogger non riuscivo a caricarli allora ho dovuto unirli in uno... Nel video i testi sono poco chiari, ma nel post trovate delle immagini che potete ingrandire con un semplice clik e tenere aperte mentre ascoltate il video.


Lettura secondo la punteggiatura del testo scritto
Nel testo che segue sono segnati in rosso e ingranditi tutti i segni di interpunzione. Dato che il testo l’ho scritto io, sicuramente ci potrà essere qualche segno di interpunzione che non condividete a pieno, perché, come vi ho detto, la punteggiatura è un argomento molto complesso e con spazi di soggettività.
 Cliccate sul video qui sopra e guardate la prima parte per ascoltare il brano e intanto seguite il testo nel video (oppure con un clik potete ingrandire quello qua sotto, che è più chiaro). In questa prima fase di lettura i segni di interpunzione vengono utilizzati come pause.



Lettura ad alta voce con pause corrette
Questa seconda lettura non segue più i segni di interpunzione, ma le pause indicate in blu, secondo questa simbologia:
- Pausa brevissima
/ Pausa breve
// Pausa lunga

Anche in questo caso, cliccate sul video e ascoltate la seconda parte seguendo il brano nel video o quello scritto qui sotto.



Seguendo queste pause, la lettura risulta molto diversa rispetto alla precedente. Si capisce che il testo è quasi raccontato, parlato come in una scena normale di vita quotidiana.

Differenze tra la prima e la seconda lettura
Le principali differenze sono:
  • Gli incisi. Grammaticalmente gli incisi devono essere tra due virgole, nella lettura ad alta voce la virgola che apre l’inciso è spesso spostata in avanti oppure rimossa. Es. Alice guardava il cielo cupo e senza stelle / e, sebbene avesse timore, / non riusciva a distaccarsi da quel buio fatto solo di ombre.
  • Le congiunzioni. Molto spesso i poi, gli infine eccetera vengono scritti tra due virgole oppure con una sola virgola che li precede o li segue (non entriamo qui nell’annosa questione, potremmo non uscirne vivi…) in ogni caso nella lettura ad alta voce queste tendono a non essere considerate delle pause. Se avete ascoltato il primo video, avrete notato come sono spesso innaturali. Es. Sapeva che sarebbe arrivato / e che, nonostante il suo amore per lei, / l’avrebbe uccisa e, poi, lei avrebbe avuto la sua pace. //
  • La lunghezza delle pause. Non tutte le pause hanno la stessa lunghezza e anche dove coincidono con un medesimo segno di interpunzione possono avere differenti durate. Il tutto è molto soggettivo e richiede esperienza e molte prove di lettura. In molti casi io aggiungo anche un ulteriore simbolo (///) che uso per discriminare i punti fermi con pausa più lunga.
  • Le virgole tra soggetto e predicato. Voglio precisare una cosa: normalmente e grammaticalmente è meglio non mettere virgole che separino gli elementi nucleare di una frase (soggetto, verbo, complemento oggetto) nelle forme scritte. Anche durante la lettura ad alta voce è sempre meglio non spezzare la frase nucleare con una pausa, tuttavia, a  volte, la complessità del soggetto rende necessario prendere fiato e “appoggiare” la voce, in tal caso si consiglia comunque una pausa brevissima. Es. La dolce, - limpida e luminosa gioia di rivederlo - e la sofferenza di sapere di incrociare il suo sguardo rude per l’ultima volta - erano indissolubilmente legate, / inscindibili.
  • Le pause di “rilevanza” (il nome l’ho inventato io, per questo è tra virgolette). Si tratta di una pausa che allo scritto non potrebbe essere resa con un segno di interpunzione e che, anche nella normale lettura, potrebbe stonare o sembrare inappropriata, ma che consente di attribuire la giusta rilevanza a un elemento (in genere un nome proprio di persona, di luogo, …) che viene nominato per la prima volta. Es. Il suo nome era - Alberto
Ci sarebbe ancora molto da dire, ma mi fermo qui. Se ci saranno domande, riprenderò alcuni concetti.

Lettura creativa
Siamo arrivati all’ultima versione della lettura. Potete cliccare ancora sul video e vedere la terza parte per ascoltare questa versione dove ho seguito la lettura con le pause segnate in blu e aggiunto la parte espressiva che è stata segnata con delle sottolineature spiegate poi subito dopo il brano. Ci potrebbero essere infinte versioni di questo stesso testo dando enfasi a cose diverse, usando un tono più o meno drammatico… Lungi da me il credere di aver fatto la lettura creativa perfetta, non ho fatto abbastanza prove e non ho abbastanza esperienza, ma spero di aver reso l’idea.

Le parole sottolineate sono state evidenziate per diversi motivi.
  • Le sottolineature in verde richiamano parole che possono essere enfatizzate per dare loro più senso e vigore, per renderle più vive.
  • Le sottolineature in fucsia evidenziano alcune allitterazioni significative che si possono accentuare con la voce tenendo conto della loro musicalità (es. le “l”, se allitterate, possono trasmettere senso di dolcezza e musicalità pacata, le allitterazioni con “s” possono trasmettere angoscia, quelle in “r” qualcosa di stridente, …). In alcuni casi qui ho un po’ esagerato le allitterazioni per farvele sentire bene, ovviamente in una lettura pubblica non si dovrebbe enfatizzarle così tanto.
In molti brani è poi necessario prestare attenzione anche al tono di voce dato ai personaggi parlanti e alle frasi ironiche e sarcastiche. Qui ho preferito evitare questi elementi per non confondere ulteriormente. Magari approfondirò la questione con un altro post.

Conclusione
Ok, ora mi fermo. Spero che i file audio, per quanto imperfetti (per un fastidioso rumore di sottofondo che non sono riuscita a eliminare e per le mie limitate abilità) e solo esemplificativi, siano stati sufficientemente chiari. Questo post non vuole essere una completa lezione di lettura creativa, ma semplicemente evidenziare due cose:
  • Non sempre le pause della lettura coincidono con i segni di interpunzione.
  • Leggere ad alta voce un brano non è semplice, richiedere molte prove ed è meglio riportare sul testo tutte le pause, le intonazioni, le parole da enfatizzare, …

Spero di aver risposto almeno parzialmente alla curiosità di chi mi ha chiesto di scrivere questo post e vi invito a fare domande e/o esprimere la vostra opinione sull’argomento.
Scusate il post troppo lungo e i tanti problemi tecnici, ma l’argomento era difficile da riassumere e, anche una trattazione parziale, ha necessitato molte parole.



Hanno parlato di questo articolo: 



16 commenti:

  1. Ho presente una discussione in cui l'argomento era emerso. Da parte mia, mai imparato a leggere a voce alta!
    Complimenti per la lezione.

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    1. La discussione era emersa in merito al mio racconto nel forum "Pirati!". Leggere ad alta voce non è così semplice, ma nemmeno impossibile: fai qualche esercizio! Io continuo a cercare di migliorarmi, ma sono ancora lontana da un livello accettabile. Questa comunque non voleva essere una lezione, se mai un'infarinatura... Grazie per il commento!

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  2. Ciao Romina, sono Gabriele (Abisso sul forum della Limanaumanìta). Intanto complimenti per il coraggio con cui ti sei addentrata in una questione tanto dibattuta e spinosa, e per il modo in cui l'hai fatto. Il post è costruito bene, al di là dei limiti tecnici, e strutturato in modo da chiarire il tuo punto di vista.
    Sul merito però devo dire che mi lascia perplesso il modo in cui hai usato la punteggiatura. Siamo tutti d'accordo che ciò sia soggettivo, però l'esistenza di differenze tanto marcate tra la prima lettura e la seconda sono dovute proprio a un curioso piazzamento della punteggiatura. Il ", però, " alla quartultima riga e il ", forse, " alla terzultima sono alcuni esempi particolarmente significativi.
    Secondo me l'unica regola fondamentale da ricordare è "non dividere soggetto e predicato". L'esigenza di separarli nella lettura è comunque generalmente dovuto a dubbie capacità interpretative (non sto parlando di te): nella maggior parte dei casi non è affatto necessario per il buon scorrere della recitazione. Tenendo fede a questa regola, e piazzando i segni in base alla lettura ad alta voce, credo che si possa portare quel 90% di successo di cui parlavi al 99%. Poniamo che io mi fossi trovato per le mani il tuo testo: non l'avrei affatto letto ad alta voce come hai fatto tu; d'altro canto se avessi dovuto interpretarlo (ma non ho mai recitato alcunché in vita mia) mi sarei sicuramente preso la libertà di riorganizzare mentalmente la punteggiatura in tutt'altro modo. In questo caso però, se anche il testo fosse stato del tutto privo di segni d'interpunzione, non avrebbe fatto alcuna differenza.

    Ormai credo non ci sia bisogno di spiegarti quanto il mio tono da saccente non vada interpretato come una mia particolare competenza, quanto come la mia opinione / convinzione. Grazie ancora per aver affrontato la questione; mi piacerebbe molto sapere altri pareri in proposito.

    In bocca al lupo e soprattutto a "Il Lupo". ;)

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    1. Per prima cosa, benvenuto sul forum e grazie per il commento!

      L'uso della punteggiatura nel mio testo, sicuramente non è dei migliori (anche se io tendo spesso a fare molti incisi brevi). La mia idea però era quella di usare un testo che evidenziasse bene le differenze tra le tre modalità di lettura. Anche perché, quando per esempio mi danno un testo da leggere in pubblico, non posso scegliermelo e spesso ci sono errori ben più gravi di qualche virgola fuori posto! E io devo partire da lì e interpretare...

      Tu dici che interpretando il testo avresti riorganizzato mentalmente le virgole... bene, questa riorganizzazione mentale è lo stesso processo che io ho applicato inserendo le pause (-, /, //) nel secondo brano. Io normalmente le riporto sul testo che devo leggere, perché la lettura ad alta voce in pubblico prevede anche altri comportamenti e atteggiamenti ed è difficile tener sotto controllo tutto senza un minimo di preparazione...

      Il tuo tono non è affatto saccente, non preoccuparti. Ognuno sul mio blog ha diritto di dire la sua opinione!

      Grazie per l'in bocca al lupo... ovviamente ricambio per "Il volo del notturno"... ormai manca poco al verdetto!

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  3. ma è una lezione fantastica! Complimenti per la fantasia con la quale hai esposto il video-argomento.

    Ho imparato ad usare le pause durante uno dei corsi che ho fatto, almeno, credo di averlo imparato.
    Ma non è facile come sembra.
    Sicuramente sarai preparata quando dovrai presentare il tuo libro in biblioteca.

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    1. Grazie, Lisa! Sei sempre troppo buona.
      Anche tu hai fatto corsi su questi argomenti? Non lo sapevo.
      Io ho cominciato proprio facendo animazioni per presentare i miei libri, poi, ho approfondito con un corso e tanta pratica, ma ancora non mi sento sicura al 100%: non è per niente facile!

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    2. sì ho fatto un corso di dizione/speakeraggio, dove ti insegnavano a pronunciare correttamente le parole e a parlare con le pause. Il mio difetto più grande però rimane sempre quello di parlare davanti ad un pubblico. Vedo che tu non hai di questi problemi, forse l'animazione è stata una buona scuola, e ora riesci a presentare la tua opera in pubblico.
      Brava

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    3. Un corso di dizione? Brava! Io non ce la farei... non riesco a parlare "impostata" e poi ho un accento tipico delle mie parti che in molti definiscono "marcato", bah...
      Hai paura a parlare in pubblico? Anch'io un tempo che ormai mi sembra lontano... certo, prima di cominciare anche adesso sono agitatissima, ma appena inizio, chi mi ferma più? Sì, le animazioni mi hanno aiutata, ma con i bambini è tutto più facile. Non riuscirei mai a fare un discorso in pubblico a memoria, quello no, credo che andrei subito in panico, ma se posso parlare a braccio o leggere con dei supporti o anche solo delle slide oppure parlare di un argomento particolare... insomma, tutto ma non a memoria! Posso parlare per ore di qualsiasi tema che io conosca, ma non farmi imparare qualche riga a memoria perché è complicatissimo per me...

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  4. Non sarei così fiducioso sulla pronuncia: tempo fa avevo avuto una discussione sul significato di una frase, e il problema era che il mio interlocutore, basandosi sulla punteggiatura, dava un significato che non c'era.
    Se uno non è in grado di capire il significato della frase avendo la punteggiatura già messa, sarà in grado di metterla avendo in mente il significato che vuole dare? Mi viene in mente una domanda che ho fatto varie volte, difficilmente ottenendo la risposta corretta: «È giusto "Prese il sentiero che portava alla montagna" o "Prese il sentiero, che portava alla montagna"?» (cui fa seguito: "Qual è la differenza di significato tra i due?").

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    1. Sai che aspettavo con un misto di curiosità e timore il tuo commento? Questo post è stato tra i più difficili e i più impegnativi della mia giovane carriera di blogger e, visto che tu sei un esperto di linguistica, punteggiatura e simili, mi interessa molto la tua opinione!

      Allora, la punteggiatura serve per dare un significato alla frase, ricorderai spero le nostre discussioni sul "panda che mangia, spara e se ne va". Essa, se usata correttamente, permette di leggere un testo scritto dando una corretta interpretazione. Quando si legge ad alta voce, l'interpretazione è data invece dal lettore. Se un lettore ha un po' di buon senso, prima di stabilire le pause controlla che esse non modifichino il senso stabilito dalla punteggiatura, ma comunque non può leggere solo in base alla stessa per i motivi che ho spiegato nel post.

      Il problema che tu evidenzi è reale e interessante, ma, a mio avviso, riguarda il testo scritto e non tanto la lettura ad alta voce. Tra le due frasi non noto una differenza di significato, ma forse (anzi certamente) è una mia mancanza. Io sceglierei la prima (quella senza virgola) perché, secondo me, "il sentiero che portava alla montagna" è una sorta di complemento oggetto (lo so, non si chiama così, ma mi sfugge il nome) che serve a esaurire la valenza del verbo "prese". "Prese" che cosa? Il sentiero che portava alla montagna.
      Non so se il mio ragionamento sia logico, quindi spero che altri chiariranno i tuoi dubbi che poi sono diventati anche i miei. Grazie per il commento e per le intelligenti questioni che sollevi ogni volta!

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  5. Mettere la punteggiatura nella scrittura o nella lettura ad alta voce sono comunque legati: se non sai metterla scrivendo, quando hai tutto il tempo, difficilmente riuscirai a farlo sul momento, quando dovrai leggere a voce alta ("tu" impersonale, ovviamente).

    Comunque, in realtà le due frasi sono diverse: "Prese il sentiero che portava alla montagna" implica un sentiero tra vari; "Prese il sentiero, che portava alla montagna", che c'è solo quello.
    Il tuo ragionamento non è sbagliato, ma puoi applicarlo a entrambe le frasi: senza virgola, "il sentiero che portava alla montagna" completa il verbo; con la virgola, è il solo "il sentiero" a completarlo, il resto è un'informazione che segue.
    Provo a spiegare la differenza da vari punti di vista, sperando di riuscire a farla apprezzare: innanzitutto, magari completando la frase è piú chiaro:

    • Prese il sentiero che portava alla montagna e si avviò.
    • Prese il sentiero, che portava alla montagna, e si avviò.

    Nel secondo caso "che portava alla montagna" è un inciso, ossia qualcosa di accessorio alla proposizione principale, mentre nel primo fa parte della proposizione stessa.
    Prova a guardare questo esempio:

    • I ragazzi che avevano letto almeno un libro si fecero avanti.
    • I ragazzi, che avevano letto almeno un libro, si fecero avanti.

    Nel primo caso si fanno avanti, tra tutti, solo quelli che avevano letto almeno un libro; nel secondo si fanno avanti tutti, e il testo dà come informazione che tutti avevano letto almeno un libro.

    Oppure, puoi vederlo cosí: senza virgola, l'articolo determinativo si riferisce al "sentiero che portava alla montagna"; con, al solo "sentiero" (determinando quindi "sentiero": il sentiero, non un sentiero), perché "che portava alla montagna" viene separato dalla virgola.

    Magari ti è piú chiaro cosí: l'inciso, oltre che dalle virgole, può essere indicato da altri segni, tra cui le parentesi. Quindi:

    • Prese il sentiero che portava alla montagna e si avviò.
    • Prese il sentiero (che portava alla montagna) e si avviò.

    Qui lo vedi meglio?
    È vero che la parentesi di suo stacca piú delle virgole, e quindi non è esattamente la stessa cosa, ma proprio per questo maggiore stacco magari si nota meglio quello che intendo; e il concetto è lo stesso anche con le virgole.

    P.S.: Non c'entra nulla, ma hai una voce che mi piace molto!

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    1. Sono d'accordissimo sul fatto che se uno non sa mettere le virgole nel testo scritto con tutto il tempo del mondo, non può improvvisare le pause durante la lettura ad alta voce. Per questo io ho consigliato di segnare le pause sul brano, le parole da enfatizzare eccetera eccetera. La lettura ad alta voce non si improvvisa.

      Sulla differenza tra le due frasi hai ragione... anch'io avevo pensato alla possibilità di usare la virgola ma di creare un inciso, poi però ho pensato che fosse una sciocchezza, invece, per una volta avrei detto qualcosa di sensato! Però non avevo colto con chiarezza la differenza tra le due frasi. I tuoi esempi sono stati chiarissimi e ora ho colto questa sfumatura. Grazie mille!

      P.S. Grazie per il complimento. Nei prossimi audio cercherò di eliminare quei fastidiosi rumori di fondo, così emergeranno di più il mio pessimo accento e la mia assenza di capacità di dizione... ah, ah, ah... mi conviene accettare i complimenti ora!

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  6. Io non mi so dare delle regole nella lettura a voce alta. Concordo che non sempre le pause debbano coincidere con i segni di punteggiatura, anzi, molte volte non è così. In una lettura a voce alta si sfruttano le pause per mantenere vivo l'interesse del lettore, quindi è meglio che siano in punti inaspettati e per sottolineare parole importanti.
    Rimane, però, il fatto, che non mi so dare delle regole precise e forse non me le voglio nemmeno dare. Sarebbe come dire "Ora devo sembrare felice, ora devo sembrare triste": falso. Il modo migliore per leggere un testo, secondo me, è sempre "sentirlo".

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    1. "Sentire" un testo è la cosa migliore, però la tecnica a volte aiuta. Penso che la spontaneità e anche il talento possano risaltare meglio, a volte, con un po' di studio. Poi io ne so davvero poco, ma cerco di far fruttare il poco che so.

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    2. Ma certo, non sia mai che proprio io sminuisca l'importanza della tecnica! Intendevo dire che non bisogna vederlo solamente come un fatto tecnico.

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    3. La tecnica senza il cuore diviene tecnicismo. Il cuore senza tecnica diviene spontaneismo.

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