martedì 5 giugno 2012

"Doppia vita"


“Doppia vita”: due storie inconciliabili?
 Tanto per cominciare vi tranquillizzo: non ho una doppia vita malavitosa, nel caso qualcuno l’avesse sospettato dal titolo del post e non ho nemmeno due mariti in due stati diversi. Niente di tutto ciò, però oggi, come faccio sempre il 5 del mese, vi porto delle riflessioni sulla scrittura basate su un mio aforisma. Nel periodo in cui non ho avuto internet a casa e per connettermi dovevo andare in biblioteca o all’università ho notato quanto tempo mi porta via il blog  e le altre iniziative che seguo nel web. Non che non ne fossi al corrente, ma prima il tempo dedicato a queste attività era frammentato durante le pause o relegato alle notti insonni e quindi mi sembrava meno. Questo mi ha consentito anche di realizzare una cosa a cui avevo dato poco peso, ma che invece merita la mia attenzione (spero anche la vostra, giusto per non annoiarvi troppo!).


Io ho sempre scritto, scrivere mi dà serenità e mi mette allegria e chi mi conosce sa che non è poco per me raggiungere questi due stati contemporaneamente. Tempo fa però avevo una vita più suddivisa: da settembre a luglio studentessa, da luglio a settembre scrittrice.
Era così, era la regola.
E per questo motivo soffrivo, moltissimo.
Non scrivere mi fa andare in “crisi di astinenza”, ma ho sempre pensato di non aver tempo per scrivere durante la scuola, tranne qualche poesia scritta di fretta.
Poi l’estate scorsa ho aperto il blog, credendo di mettere un po’ di pubblicità e dimenticarmelo e invece eccomi qui ancora con i miei post programmati e non! Mi sono resa conto che non solo potevo trovare il tempo per tenere il blog, ma anche per leggere articoli e imparare cose nuove dagli altri blogger e scrivere qualche racconto per i concorsi o seguire qualche forum, offrire consulenze, fare qualche lavoretto… insomma, ho scoperto di poter avere tempo per tutto questo, magari non molto, ma piccoli spazi in cui scrivere e respirare (che poi per me è quasi la stessa cosa, e provate voi a tenere il fiato da settembre a luglio!). L’unica cosa che non riesco a portare avanti sono i due libri che ho in cantiere, ma per quelli mi serve più tranquillità. La cosa straordinaria che mi ha fatto capire questo blog e che l’assenza di internet mi ha reso evidente è che ho bisogno di tutto questo e che non si possono chiudere i sogni nel cassetto per tirarli fuori solo con il cambio di stagione. Ho una doppia vita, ma tutto non mi sembra più così inconciliabile.

E così arriviamo all’aforisma di questo mese…

La realtà e i sogni non sono due cose incompatibili: due mezze vite non ne fanno una intera. Due vite che sanno conciliarsi tra loro sono la chiave che permette di raggiungere una consapevolezza nuova della propria identità, una migliore accettazione del proprio io.

Un post un po’ pirandelliano forse, che dite? Speriamo che dietro alle due (o forse dovrei dire centomila?) parti di me ci sia un’unità capace di tenere tutto insieme. Come dice Goffman, dietro a tante maschere c’è un solo attore. Uno dei miei libri in cantiere affronterà questo tema, se mai riuscirò a scriverlo e poi pubblicarlo, ne saprete di più, ma facciamo un passettino per volta.

La verità è che non posso più pensare di tornare indietro, non posso più pensare di chiudere il blog, sparire da internet e non scrivere per nove mesi l’anno! Ormai il blog sta per compiere un anno e, se ripenso a tutte le persone straordinarie che ho conosciuto nel web, mi commuovo (ma un post strappalacrime ve lo risparmio fino al giorno x!). Romina è ancora la studentessa che si impegna a scuola con tutte le sue energie e che studia quasi tutto il giorno, ma è anche la ragazza che vuole scrivere e migliorare, che vuole sperare/illudersi di potercela fare. Ok, non voglio sapere quale Romina preferite o se siete contenti di questa mia doppia vita, ma mi piacerebbe invece sapere se anche voi a volte vi sentite divisi tra la vostra vita “ufficiale” (in cui siete genitori, figli, studenti, lavoratori, …) e la vostra vita “artistica”.
Insomma, parlate un po’ voi ora, ché io ho già detto troppo.




Hanno parlato di questo articolo:





6 commenti:

  1. Non amo parlare / scrivere di me estensivamente se non per ascoltatori / lettori selezionati, dunque mi limiterò all'essenziale.

    Trovo che la doppia vita forse l'avevi prima, non adesso. Infatti da ciò che dici sembra che fino a poco fa dividessi la tua esistenza in due fasi ben distinte, mentre adesso le amalgami in modo piuttosto omogeneo.

    Secondo ciò che dici io dovrei avere decine di vite, visto che oscillo come un matto tra tante attività diverse: ritengo invece che tutto ciò faccia parte della mia unica vita.

    Mi preme però una riflessione su internet e la tecnologia in genere, dato che sei entrata in argomento. Penso sia capitato a tutti di dover far a meno per un certo periodo di qualche congegno tecnologico ormai entrato nella quotidianità (telefono, cellulare, computer, internet).
    Quando capita sembra davvero di essere preda di un gran disagio, non è forse vero? Bene, questo deve far riflettere, in quanto è sintomo di una dipendenza, e, per quanto mi riguarda, le dipendenze vanno sempre combattute, perché limitano la propria libertà.

    Consiglio pertanto di provare l'esperienza di alcuni giorni senza tecnologia: io l'ho fatto ed è stata un'esperienza incredibile. Certo, si può ricadere presto nel baratro della tecnodipendenza; però resta la consapevolezza che si può rinunciare quasi a tutto senza grandi tragedie e questo genera una certa tranquillità d'animo.

    Tra l'altro (e con ciò mi ricollego nuovamente al tema del post) proprio internet è la fonte principale di "vite doppie", nonché una delle dipendenze più diffuse ormai. E non credo che la frammentazione della propria vita in fasi stagne sia positiva per l'essere umano.

    E qui ci si potrebbe addentrare nell'affascinante universo delle personalità multiple, strettamente collegato.
    Chissà se quelli di Billy Milligan e Shirley Mason (entrambi celebri casi di personalità multipla) sono in fondo solo esempi di disomogeneità della vita portati all'estremo. Ai post l'ardua sentenza.

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    1. Bella la tua riflessione, come al solito. Comunque non credo di essere tecnodipendente è solo che ero preoccupata per il blog e i post in programma e per non poter rispettare scadenze universitarie e di lavoro per le quali devo avere una connessione internet. In ogni caso hai ragione, molte cose sono molto più superflue di quanto si creda. Io fino a qualche anno fa non accendevo quasi mai il cellulare se non per estrema necessità, invece ora ci sono più impegni e devo essere "reperibile"... insomma, a volte si farebbe volentieri a meno della tecnologia ma non sempre si può. A volte invece sento proprio il bisogno di comunicare e sul web ci sono molte persone con cui sono in contatto.
      Spero davvero che tutto ciò sia conciliabile... Il fantastico mondo delle personalità multiple è affascinante, ma spero di non arrivare a certi livelli.

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  2. Non mi piace pensare a questa come a una doppia vita, altrimenti potrei considerarmi "doppio" in contesti diversi quali tra amici, in famiglia, al lavoro, da solo. Ci sarebbero troppi me!
    Il punto è che, qualunque maschera indossi, a seconda del palcoscenico, dietro ci sono sempre io. E se dovessi fare le stesse cose, al lavoro e nel tempo libero, credo che impazzirei, o mi annoierei a morte. Quindi, ben venga la doppia vita!

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    1. Diciamo che la tua visione è praticamente identica a quella di Goffman! Non c'è in te l'angoscia di Vitangelo Moscarda che si vede uno, nessuno e centomila.
      In ogni caso, la vita è davvero migliore così!

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  3. Molto bello il tuo post!
    Anch'io la direi doppia vita... io stessa dico di avere una doppia vita!
    Poi, per rispondere a Salomon: in verità, è proprio così. Ci sono diversi sé per le diverse situazioni di vita. La psicologia sociale è affascinante. :3
    Poi... sono d'accordo anche con una parte di ciò che ha detto Abisso: la tecnologia spesso diventa una dipendenza. Ma credo ci siano anche altre cose. Io non potrei rimanere senza cellulare NON per il cellulare, ma perché dentro mi appunto le idee per scrivere (essendo portatile e molto più facilmente raggiungibile di un foglio, per esempio in treno) e perché è l'unico metodo con cui posso comunicare regolarmente con il mio ragazzo. Lo stesso internet, per te è necessario per l'università e per il tuo blog, non in quanto sé. Ma questi sono altri ragionamenti.
    Sono d'accordo con il fatto che le doppie vite hanno bisogno di amalgamarsi... altrimenti si vive peggio che con una vita divisa a metà. ;)

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    1. Sì, non è il mezzo in sé, ma l'uso che se ne va a fare la differenza. Io per esempio uso poco il cellulare e molto il pc, ma perché per me è più funzionale ai miei scopi. Ecco tutto.
      Amalgamare le due doppie vite è un processo continuo ma necessario. Grazie per il commento.

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