mercoledì 3 agosto 2016

"Routine pericolose"

Oggi è il 3 del mese e, come è consuetudine, qui sul blog ci occupiamo di parole in disuso. La parola da (ri)scoprire di questo mese è, come da programma…

Ecco, il mio cervello oggi si è svegliato così, con un misto di ansia e nervosismo.
È incredibile come cinque anni di programmi e rubriche blogghesche modifichino il modo di affrontare le routine.

Pochi giorni fa vi ho detto che questo mese non ci sarebbe stato un programma, quello che in molti non hanno capito è che il blog non è chiuso per ferie. Spero di scrivere comunque dei post e magari di trovare il tempo per finire alcune sorprese a cui sto lavorando da tempo immemore.
Voglio vedere se il togliere scadenze incide troppo sul numero di post (del resto vi avevo detto che programmi e rubriche sono il mio modo di bloggare) oppure incide solo su questa stanchezza di fondo. È una sorta di esperimento sociale che, per il momento, ha come unico risultato il fatto che sto comunque scrivendo un post il 3 del mese, solo che non lo sto facendo per forza. Purtroppo non ha nemmeno un contenuto, quindi mi sa che ci devo lavorare su, altrimenti vi ritroverete con un blog-diario pieno di mie riflessioni sul senso della vita. E non so se sarebbe una cosa buona.

Mi spaventa un po' la gioia che ha seguito i minuti successivi alla pubblicazione del post precedente, quella sensazione da sono libera! che non mi aspettavo. È la stessa cosa che mi era successa quando avevo deciso di smettere di scrivere narrativa: prima della decisione definitiva ero molto triste e cupa, come se stessi fallendo e tradendo i miei sogni, ma poi… mi sono liberata di quello che da hobby era diventato peso e mi sono sentita di nuovo io, con tutto il diritto di scegliere cosa essere e non con il marchio di un'etichetta (scrittrice).
La vita è troppo piena di gabbie e imposizioni per crearsene altre.
Le routine sono pericolose perché ci inducono a pensare che quello che è stato per forza deve essere e sarà.


E, mentre nella mia testa si ripete il mantra:
Oggi è il 3 del mese e, come è consuetudine, qui sul blog ci occupiamo di parole in disuso. La parola da (ri)scoprire di questo mese è, come da programma…
Io mi riscopro libera di dire quello che voglio, di scrivere quello che sento di dover scrivere. E se una parola in meno verrà salvata, pazienza. Non avrei salvato il mondo lo stesso, né gli analfabeti funzionali.
Sono libera di cercare il mio nuovo modo di essere blogger oppure di decidere con risoluta determinazione che questo non è più il mio mondo e trovarne un altro.

Scrivo questo post anche per rassicurare tutti: non è successo niente di grave. So che sono strana ma io, quando mi succedono cose gravi, mi attacco alle certezze, quindi non avrei mai chiuso il blog perché avevo un problema personale, anzi, nei momenti più difficili della mia vita ho scritto tantissimi post tecnici e dettagliati perché avevo bisogno di tenermi la mente occupata nelle routine. Ora sono una persona felice e posso concedermi il lusso di cambiare quello che sporca di noia e stanchezza eccessiva la mia felicità. E lo sto facendo, perché forse un pochino me lo merito pure. Tutto qui.

A voi la parola…
Io ho sempre amato molto le routine perché mi danno sicurezza (e incoraggiano il mio odio per i cambiamenti), ma ora comincio a vederne il lato negativo. Voi che rapporto avete con le abitudini?



P.S. Questo post finisce anche nella rubrica Aforismi (mi piacerebbe continuare con le mie rubriche, anche se in modo casuale, almeno per questo mese).

P.P.S. Lo so che questo post non interesserà a molti, ma sto cercando di portare alla luce qualcosa e mi aiuta scrivere i miei meccanismi mentali. Riproponendo vecchi link, trovo collegamenti e risposte. Portate pazienza.


P.P.P.S. Sì, lo so, non sono stata nemmeno qualche giorno senza blog. Mi sa che ho sviluppato una forma di blog-dipendenza! 

8 commenti:

  1. Ciao, mi chiamo Nino Gaudiello DellaCorte.Vederne il lato negativo...Le idee umane, fondate,nella stabilita' della loro forma sulla necessaria esclusione di cio' che e' perituro e che quindi corre verso l'inorganico dallo sgretolarsi della bella forma del "fiore"in favore di un annunciarsi dell'informe che vi sta costantemente celato dietro.

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    1. Benvenuto sul mio blog!
      Grazie per il commento molto profondo.

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  2. Anch'io ho con le abitudini un rapporto contrastante. Ci sono certe che faccio anche senza pensarci ma poi? Riconosco che spesso ci si può sentire liberi, ci riconosciamo in gesti che consideriamo propri quando invece si agisce per schemi mentali che si è appropriato come se fossero nostri. L'estate può essere un'occasione di fare qualcosa di diverso, sperimentare se stessi in altre strade, vedere il nostro mondo sotto altre prospettive e per fare questo non è necessario andare in capo al mondo.
    Pensa che quando ero bambina odiavo l'estate, soprattutto agosto, perché lo vedevo come un periodo vuoto. C'è sempre un'ansia verso il vuoto ma per superarla bisogna immergersi, attraversarlo. Detto questo, ti dico anch'io che ho scritto il mio post il 1 agosto :D Era come desideravo farlo.
    Un bacio cara

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    1. Sto sperimentando cose nuove. Ancora non so se le metterò nel blog, però sto camminando su nuovi sentieri e mi sento più leggera e più felice, quindi forse non ho fatto proprio una stupidaggine! Ahah!

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  3. Odio/amore per abitudini/routine e cambiamento.
    La routine mi dà sicurezza da una parte ma anche sen so di staticità. Per molte cose lo sono... fino a quando non mi annoio :)
    Il cambiamento invece è movimento, la vita che scorre, la fantasia al galoppo.
    Ecco! Sul mio blog sono così. Oggi una cosa e domani un'altra senza programmi o scadenze fisse, a parte Insieme raccontiamo.
    Trovo opprimenti troppe scadenze.

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    1. Le routine sono una fonte di certezza a cui spesso ho bisogno di attaccarmi con una grande dose di determinazione. I cambiamenti però non sempre si possono evitare e opporsi a volte è solo controproducente.

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  4. E' difficile rispondere, in realtà un po' di routine serve, altrimenti ci si perde a fare mille cose inutili (come sto facendo io adesso). Quello che mi piacerebbe veramente sarebbe avere una routine un po' "creativa", un lavoro vario che non sia sempre lo stesso...

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    1. Il mio lavoro ha elementi molto ripetitivi (a volte spiego lo stesso argomento o addirittura lo stesso esercizio svariate volte nella stessa settimana), però ci sono anche tante cose imprevedibili e mutevoli. E poi posso affiancarlo ad altre attività più creative. Purtroppo non sono mai riuscita a ottenere un lavoro del tutto creativo, ma il compromesso raggiunto è già qualcosa.

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