Il marchio dello scrittore: quel
qualcosa che resta appiccicato…
«Ho scoperto che hai un blog. Molto bello, davvero».
«Oh, grazie».
«E scrivi! Ho visto che hai scritto dei libri».
«Be', sì, diciamo che scrivevo, li ho pubblicati con un
POD a 17 e 18 anni… praticamente una vita fa».
«E ora cosa scrivi?».
«No, vedi, non scrivo più».
«Mah…».
«Ora mi occupo di scrittura in altro modo: faccio
editing e audio promozionali per libri e audioletture di testi e…».
«Ma sei una scrittrice, giusto?».
«
No». E dentro
penso:
Forse non più. Boh, non lo so…
Questo dialogo, in diverse forme e variazioni sul tema,
avviene più o meno ogni volta che
qualcuno sul lavoro o del gruppo di amici scopre che ho un blog letterario.
Il no finale forse è un po' seccato
che, chi mi conosce lo sa, è il massimo del mio potenziale di arrabbiatura,
molto spesso. Però non è colpa dell'interlocutore: è colpa mia.