mercoledì 28 aprile 2021

Il tintinnio di due soldi dentro al cappello


Invento e racconto storie da tutta la vita
Non so dire quando ho cominciato, ma spesso in famiglia si ricordano aneddoti di racconti fatti da me quando ero un minuscolo scricciolo, quindi tenderei a dire che racconto storie da sempre, almeno da quando ho capito di poterlo fare, insomma

E appena ho imparato a scrivere, ho iniziato a scrivere storie. Probabilmente ho imparato a scrivere proprio per poter scrivere le mie storie. Ricordo ancora che da bambina ero capace di perdermi a scrivere storie persino sui ritagli di una fotocopia, insomma, era naturale come respirare, per me

lunedì 5 aprile 2021

"La pace viaggi in autobus" di Renato Ghezzi


Oggi è il 5 aprile e ho deciso di scrivere questo post per parlarvi di un evento sportivo che ha cambiato la storia e del quale, proprio oggi, si festeggia il 50° anniversario.

I rapporti tra Cina Popolare e Stati Uniti erano davvero complicati cinquanta anni fa e fu (almeno in parte) grazie al ping-pong se le cose cambiarono. Avete mai sentito parlare della cosiddetta diplomazia del ping-pong? Ecco, sembra quasi assurdo, ma la frattura tra i due Stati ha iniziato a ricucirsi proprio grazie a un evento apparentemente insignificante: un atleta statunitense, Glenn Cowan, che sale per caso sull’autobus degli atleti cinesi, tra i quali Zhuang Zedong, per raggiungere il torneo di ping-pong di Nagoya.  

Lo so, lo so, vi state chiedendo perché tutto questo interesse da parte mia per un evento sportivo, io che con lo sport non ho in comune nulla e che sono anche pochissimo informata sulla storia moderna che non si studia a scuola. Be’, è presto detto: tutto merito di Renato Ghezzi. Lui mi ha fatto appassionare a questa storia grazie al suo bellissimo libro La pace viaggia in autobus pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice.  

 

Vi ho già parlato di un libro di Renato Ghezzi, ricordate? Abbiamo fatto spettacoli insieme (qui un video) e ho anche letto con lui un racconto per il blog (qui il video).

Il suo primo romanzo, Seconda possibilità (qui trovate la mia recensione), trae spunto da una vicenda storica reale, quella di Rudi Ball, giocatore di hockey tedesco, unico ebreo ad aver giocato per la Germania nelle olimpiadi del 1936.

Seconda possibilità, come altri libri di Renato Ghezzi, era legato al mondo dell’hockey, sua grande passione. In questo caso, invece, con La pace viaggia in autobus, si è avventurato nel mondo del tennis da tavolo, mantenendo però la stessa volontà di raccontare un evento storico importante in chiave narrativa.

Cambia dunque lo sport, ma la Storia (quella con la S maiuscola) rimane protagonista.

Proprio come in Seconda possibilità anche in La pace viaggia in autobus, la cosa che colpisce di più non è però la vicenda storica (vera e documentata, con tanto di apparato fotografico, disponibile nella versione cartacea del libro) quanto il grande livello di introspezione che l’autore è stato capace di dare ai suoi personaggi (protagonisti e non solo). E, niente, dopo questa lettura, Let it be vi farà versare qualche lacrimuccia (in più). È un libro denso di emozioni, storie e retroscena, ma anche pervaso di una grande umanità, perché anche cambiare la storia ha un suo prezzo. Preparatevi a versare qualche lacrime e a una lettura da fare tutta d’un fiato per cercare di mettere insieme i tasselli di ciò che è avvenuto dal 1971 in avanti, grazie a un viaggio commemorativo del 2006 (realmente avvenuto) che dà il la alla vicenda del libro.

Un viaggio ricco di storie, di Storia, ma anche di vita e di persone (chiamarle personaggi sarebbe decisamente riduttivo). E vedere le fotografie in fondo al libro, poi, vi aiuterà a dare un volto a vicende e vite, che di certo vi avranno fatto una bella compagnia durante la lettura. Vedere Glenn Cowan e sentirlo così vicino a quello raccontato da Renato Ghezzi è stato davvero un’emozione. Così come nelle foto ho ritrovato la stessa vitalità di Frances Cowan (madre di Glenn) partita per il viaggio commemorativo insieme agli atleti, in memoria di suo figlio.

 

Di solito la quarta di copertina la metto all’inizio delle recensioni ma… mi sono fatta prendere dall’entusiasmo, quindi ve la metto qui:

 

Glenn Cowan è un diciannovenne americano hippie, campione nazionale di ping-pong; Zhuang Zedong un trentunenne cinese, atleta professionista, campione mondiale di ping-pong.

Nel 1971 Stati Uniti e Cina Popolare non hanno relazioni diplomatiche. La situazione tra i due paesi è tesa per via della guerra in Vietnam e dell’appoggio statunitense alla Cina Nazionalista di Taiwan.

Quando le due nazionali arrivano a Nagoya, in Giappone, per i campionati del mondo, l’ordine dato ai giocatori cinesi è di non parlare con gli americani.

A Glenn Cowan tutto ciò non interessa. Lui è uno spirito libero, noncurante. Un giorno, al termine di un allenamento, scopre che il pullman della sua squadra è già partito, lasciandolo solo. Quello che farà, grazie anche all’iniziativa del cinese Zhuang Zedong, darà il via a una serie di eventi che cambieranno la storia del pianeta.

Dietro la vicenda umana dei due ragazzi, il mondo dello sport e della politica tirano i fili della vicenda, fino allo storico incontro tra Nixon e Mao Zedong.

Basata su fatti reali, questa è la storia romanzata di quella che divenne famosa come Diplomazia del ping-pong.

 

Le recensioni non sono il mio forte, lo sapete, ma… vi posso assicurare che questo libro ha tanto da raccontare e non vi serve essere appassionati di ping-pong, di sport o di Storia per apprezzarlo, vi basta semplicemente amare le belle storie, quelle che non necessariamente cambiano il mondo, ma di sicuro cambiano la vita di chi le attraversa.


 La pace viaggia in autobus

di Renato Ghezzi

Edito da Le Mezzelane

ISBN: 978-8833281773

Link per l'acquisto (cartaceo): La pace viaggia in autobus

Link per l'acquisto (digitale): La pace viaggia in autobus



lunedì 22 marzo 2021

Non rimandare a domani

 


Nove anni. Nove lunghi anni.

Una storia infinita, praticamente. Anzi, no, visto che è finita... 

Dal 2012 a oggi sono stata Direttrice di Redazione di una piccola rivista parrocchiale, Insieme. Un'attività impegnativa, di volontariato, che ho sempre svolto con tanta passione e amore. Nove anni in cui la mia vita è cambiata infinite volte, eppure questo mio ruolo è restato una costante, una costante preziosa. 

Quello appena uscito, per questa Pasqua imminente, è stato il mio ultimo numero. Volevo parlarne anche qui, ma, ormai mi mancano le parole, in merito, dopo tante telefonate con lo staff, dopo il peso della scelta, e quindi ho deciso di aspettare l'uscita della rivista e poi ripubblicare qui il mio articolo apparso lì. Ho pensato fosse giusto parlarne anche a voi, miei lettori. Alla fin fine, spiega anche perché questo blog è diventato un po' deserto... e anche perché nel post precedente, vi avevo detto che vi avrei raccontato di una decisione molto difficile che avevo appena preso.

Vi mando un abbraccio e vi lascio all'articolo!


Non rimandare a domani

 

Sono diventata Direttrice di Redazione di Insieme (che all’epoca non si chiamava nemmeno Insieme ma Berbenno Insieme) in un momento non ben precisato del 2012. Dire che è stata una scelta non sarebbe proprio il termine corretto: semplicemente è capitato. Don Giovanni era arrivato da poco e la redazione (alla quale non avevo mai partecipato prima) era rimasta particolarmente dilaniata dopo la partenza di Don Roberto. Don Giovanni mi ha chiesto di dargli una mano a rimettere in sesto la situazione. Ancora mi chiedo: «Perché a me?». Dopotutto non mi conosceva nemmeno, ma forse solo così doveva essere. Ho iniziato così la mia avventura, che pensavo sarebbe durata qualche mese, giusto il tempo di imbastire una redazione nuova, al più qualche numero… sono passati nove anni, poco meno di un terzo della mia vita, svariati numeri e ben tre preti (Don Giovanni, Don Luca e Don Michele)!

lunedì 8 marzo 2021

"Cosa vuol dire essere donna in questo ultimo anno?" - guest post di Luana Nava


Da quanti milioni di anni non esce un guest post su questo blog? Da troppo tempo!

Quest’anno pensavo di non scrivere niente per la festa della donna, anche perché per me oggi è più che altro l’anniversario dell’inizio del primo lockdown e non sono molto in vena di scrivere. Aggiungiamoci pure che ho da poco preso una decisione molto difficile (ve ne parlerò) e che sto aspettando una lettera che potrebbe cambiare radicalmente la mia vita… insomma, un periodo davvero molto tranquillo. 

Mi corre in soccorso Luana Nava, mia storica collaboratrice su un altro progetto (non sul web) che ha accettato il mio invito a scrivere un guest post per il blog. Non c’era tema né scadenza, ma… è arrivato oggi, quindi, che faccio? Ma ve lo regalo, ovviamente, come lei l’ha regalato a me. Con un mio grande grazie!


Cosa vuol dire essere donna in questo ultimo anno? 

  • Vuol dire vedersi chiudere tutto il 7 marzo e nessuno ti fa gli auguri perché tutti sono a parlare di lockdown e di coronavirus e un po’ ti senti in colpa per questo pensiero egoista perché «ci sono donne che stanno peggio di te, in fondo».
  • Vuol dire passare 3 mesi chiusa in casa cercando ogni giorno un modo per passare la giornata, dal pulire casa da cima a fondo a fare un aperitivo via Zoom con le amiche, al darsi agli work out del tuo personal trainer in palestra.

martedì 2 febbraio 2021

"Luce della notte" di Ilaria Tuti


 È quasi un decennio che voglio leggere un libro di Ilaria Tuti.

Non sto scherzando.

Dai tempi in cui, insieme a lei, frequentavo un forum di scrittura (Abaluth, quanto lo adoravo!). Ci siamo conosciute su un altro forum e, se non ricordo male, è stata proprio a lei a farmi approdare in quell’isola felice che è stato Abaluth, sul quale ho partecipato a tante iniziative e creato io stessa varie iniziative, insomma… niente, mi sono fatta trasportare dai ricordi, mi rimetto in carreggiata.  

mercoledì 13 gennaio 2021

"Tea e Teo - Rime per lavarsi le mani": una video-filastrocca per insegnare ai bambini come lavarsi le mani correttamente


Sono molto lieta di presentarvi Tea e Teo – Rime per lavarsi le mani: un video con una filastrocca per insegnare ai bambini come lavarsi correttamente le mani, secondo una procedura ispirata a quella promossa dall’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Un sentito grazie a Giulia Mazzali, che ha dato vita ai miei orsetti, illustrando la mia filastrocca e montando il video. Speriamo davvero che vi piaccia e che vi sia utile!

Prima di ogni parte della filastrocca c’è un disegno che guida i bambini nel corretto movimento da fare, dopo aver trasformato, come per magia, le loro manine in due teneri orsetti. Sotto il simbolo del movimento c’è anche una didascalia, pensata per gli adulti, così che possano aiutare meglio i bambini nel compiere i gesti corretti. 

Buona visione (poi sotto vi racconto tutto sulla genesi di questo video, che è stata abbastanza travagliata, ma… prima lavatevi le mani!).

 


Licenza Creative Commons
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Vi ringraziamo! 

 

mercoledì 30 dicembre 2020

Elena Perego parla di “Il migliore amico di Santa Lucia” su TeleBoario

 


Santa Lucia è passata, ormai.

E ci ho messo un po’ a trovare il tempo per il post, quindi è passato pure Babbo Natale, ormai.

Ma… ci tengo comunque a condividere con voi questo bellissimo servizio di TeleBoario in cui Elena Perego parla del nostro Il migliore amico di Santa Lucia.

Tutti i diritti del video sono riservati a TeleBoario che ringraziamo per la concessione di ripubblicare il video originale, andato in onda il 12 dicembre 2020 su TeleBoario (servizio di Polina Yordanova, riprese di Simone Inverardi e montaggio di Cristina Bignotti).

 

 


 Per vedere il video su Facebook, ecco il link. I mi piace e le condivisioni sono sempre ben accetti! 

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