domenica 15 luglio 2012

"Il teorema del blogger"


“Il teorema del blogger”: un po’ in generale e un po’ su di me!

Vi siete mai chiesti chi è un blogger? Una persona che ha un blog, mi risponderete e avrete del tutto ragione. Ma cosa spinge una persona ad aprire un blog? Ricerca di visibilità nel web? Presunzione di avere qualcosa da dire? Bisogno di comunicare?


Insomma, credo che ognuno di voi abbia le sue personali motivazioni. Io ho aperto il blog per fare pubblicità ai miei libri e poi sono finita con il parlare di letteratura, libri altrui, scrittura, e-book, … Pensavo di scrivere un post ogni secolo e invece poi mi sono addentrata nel magico mondo dei programmi mensili e delle rubriche periodiche. Forse non si diventa blogger quando si apre un blog (per fare quello bastano pochi minuti, in realtà): è qualcosa che nasce pian piano, post dopo post.

Un blog nasce per una finalità oppure per caso, ma la sua sopravvivenza è strettamente legata alla testardaggine del suo blogger. Ci sono momenti in cui è dura, momenti in cui mollare sembra l’unica scelta possibile. Sì, siamo sinceri, la vita offre milioni di impegni e casini che possono tranquillamente riempire le nostre ore senza avere un blog, post da preparare, commenti da leggere… Forse ci sarà chi lo fa per guadagnare o per raggiungere la celebrità, ma credo siano una minoranza.

Dei blogger che seguo io credo che quasi tutti (forse anche tutti) lo facciano solo per passione in quello che fanno e per questo verranno capiti solo da chi condivide la stessa passione.
Per un non-blogger sarà difficile arrivare a capire perché un blogger impiega tanto del suo tempo e del suo impegno in qualcosa che non gli rende assolutamente niente sul piano economico, perché questa è l’ottica moderna: faccio questo se ottengo quest’altro, altrimenti lascio perdere. Boh, sarò io che non capisco nulla, ma non mi preoccupo del fatto che nessuno mi paga per scrivere su questo blog, perché lo faccio con passione e interesse, così come quando scrivo in generale. Anche se non sarebbe male poter vivere scrivendo, non è indispensabile!
Io so che questo post non sarà comprensibile da molti non-blogger, sono preparata a questo, ma voi cari colleghi blogger del mio blogroll o conosciuti ancora da poco, voi potete capire. Voi cari scrittori esordienti schiacciati dai problemi dell’editoria moderna con le vostre paure e le vostre crisi di autostima dovute a lettere di rifiuto o critiche non costruttive, voi potete capire.
Noi non ci rimproveriamo mai le nostre perdite di tempo, perché tali non sono ai nostri occhi.

Oggi un teorema un po’ strano…

Ipotesi:
Se un blogger vuole veder crescere il suo blog anche quando non ne ricava alcun tornaconto…
Se un blogger dedica tempo e interesse al suo blog per pura passione…
Se un blogger si informa e si documenta per scrivere i suoi post per puro amore degli argomenti che tratta e per desiderio di fornire contenuti originali e corretti…

Tesi:
Allora è diventato un vero blogger e sfugge alle logiche moderne per cui si considera lavoro solo ciò che è retribuito, mentre tutto quello che si fa gratis è una perdita di tempo.

Insomma blogger non si nasce ma si diventa!

Niente matematichese oggi, ma questo teorema per ridere con ipotesi e tesi.

Si apre un blog e si ha un blog, poi pian piano si diventa blogger!
E io? Io sono una vera blogger? Sicuramente non lo ero il luglio scorso, spero di esserlo diventata altrimenti lo diventerò prima o poi! Non sta a me giudicare il mio operato.

E voi? Come e perché avete cominciato? E soprattutto come avete proseguito?

16 commenti:

  1. Ho appena messo un post sulle notti di noi blogger e sei nominata e linkata!

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    1. Allora corro a vedere! Certo che oggi sei stata proprio veloce a commentare il mio post!
      Grazie per il link e la nomina...

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  2. Verissimo. Io per anni ho tenuto un blog (non l'attuale) e da allora a oggi c'è di mezzo un abisso (senza la maiuscola). La ragione per cui ho aperto il mio primo blog è... "ritengo doveroso premettere che non ho aperto questo blog per un motivo preciso", datato... beh, avevo 17 anni.
    Ed era un blog pieno di punti di domanda e punti esclamativi! E mettevo in guardia dalle sale Mega Theatre, avvertimento che vale tuttora.
    Una curiosità, ho smesso (definitivamente) di scriverci quando mi sono iscritto a facebook.
    Terribile!

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    1. Hai cominciato presto!

      Temo che il mio blog sia ancora pieno di punti di domanda ed esclamativi! Non ti pare? Ah!

      Facebook... poveri noi! Abbiamo rischiato di perdere un blogger per colpa sua! Per fortuna che poi sei tornato all'attacco!

      Leggere la storia dei tuoi inizi da blogger è stato davvero bello, grazie per aver condiviso.

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  3. Io inizialmente ero nemico di internet, lo misi i n casa solo per far felice mia moglie. Cominciai a seguire solo le novitá librarie e quelle del cinema per tenermi informato delle cose da comprare...poi però....Boom! Piano piano scoprì i primi blog e cominciai a commentare.
    Il resto come si suol dire, è storia!

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    1. Allora dobbiamo ringraziare tua moglie se Nocturia esiste!

      Il mondo dei blog è qualcosa che coinvolge. Anch'io sono passata da "non vorrei mai lasciare un mio commento su internet" a "curo un blog e commento tutti quelli che posso".
      Strane metamorfosi avvengono nel web!

      Grazie per aver portato la tua esperienza!

      E, sempre come si suol dire, "la storia continua"!

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  4. Io l'ho aperto perché un mio amico, che ha studiato Pittura un anno qui a Ravenna, l'aveva aperto per far vedere i suoi lavori e così ho deciso di aprirlo anch'io. Il passo di poter comunicare ciò che sentivo è stato breve e ti dirò: a volte cercando su Internet per ricavare del materiale, scopro io stessa cose che non sapevo. Per esempio che la Berta della canzone di Rino Gaetano si riferisce alla madre di Carlo Magno.

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    1. Leggere il tuo commento è proprio bello dato che tu porti un punto di vista un po' diverso dagli altri. Sei infatti una blogger ma non ti occupi di scrittura (almeno non prevalentemente) ma di arti pittoriche!

      Sicuramente io, da quando ho aperto il blog, ho imparato molto più di quanto ho insegnato, sia documentandomi per i miei post, sia leggendo quelli tuoi e degli altri blogger nel mio blogroll.

      Grazie per il commento.

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    2. Beh come hai scritto tu una volta non mi occupo solo di pittura e a volte mi è capitato anche di scrivere sulla scrittura come è successo qui:

      http://www.almacattleya.blogspot.it/2011/07/perche-si-scrive.html

      e visto che la scrittura è legata alla lettura,, e viceversa, ho creato un post analogo:

      http://www.almacattleya.blogspot.it/2011/09/perche-si-legge.html

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    3. Sì, certo... non volevo sminuire la varietà dei tuoi argomenti! Andrò a leggere i tuoi due post. Grazie mille.

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    4. Ma sminuire cosa?! ;)
      Chissà se poi la tua idea di scrittura cambi col corso del tempo. Solo il tempo ce lo potrà dire.

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    5. Io sono una persona abbastanza coerente, ma fa parte di questo essere coerente anche il fatto che cambio idea tutte le volte che trovo un'idea migliore di quella che avevo prima! Ah!

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  5. Già, ma la cosa contorta è che quelli che criticano i blogger passano ore davanti alla TV o ad un video-game. Chi è che perde tempo?

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    1. Questo è lo spirito giusto! Ottima domanda da arringa! Se un "non blogger amante dei video-game e che ci considera dei folli che perdono tempo" vuole rispondere, io ne sarei felice! Grazie, Kinsy!

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  6. Come dico nel mio post "perchè un blog:Per aprire un blog devi avere qualcosa da dire, qualcosa da raccontare. Che più o meno è la stessa ragione che muove uno scrittore. Chi scrive, non sta tanto a domandarsi perché scrive. Scrive e basta, perché deve. Perché ha qualcosa dentro che spinge per uscire e non può proprio tenerlo dentro. Scrivere è esporsi al giudizio degli altri, è mettersi in piazza è mettere la faccia pure dove non dovresti. Perché un blog, dunque? Perché quando uno finisce i fogli bianchi, comincia con quelli elettronici. Ecco, dunque, perché". Ma tra l'aprire un blog e diventare blogger, come tu dici ci passa un mare in mezzo. Se però credi nella tua creatura, se la vedi crescere piano piano alimentata da te e dalle persone che trovano qualcosa in te, beh allora ti rendi conto che stai condividendo qualcosa di importante e i sacrifici non hanno più peso.
    Raffaella

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    1. Avevo letto quel tuo post, o era direttamente una pagina del blog? Non ricordo. Comunque hai ragione su tutta la linea!

      La cosa più bella di un blog è che consente di comunicare in tempo reale con persone di tutta Italia e magari anche all'estero, mentre i libri degli esordienti (almeno i miei) hanno pochissima diffusione per ora, pur essendo prenotabili in rete (è difficile che una persona che non ha mai sentito parlare di una autore nel mare di libri esistenti prenoti proprio quello).

      Grazie per questo bellissimo commento!

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