lunedì 30 luglio 2012

Luigi Pirandello e "Sei personaggi in cerca d'autore"


Luigi Pirandello e “Sei personaggi in cerca d'autore”: personaggi, attori e maschere
Eccoci qui con un post su Pirandello. Lo so, ho già parlato di lui, ma a mia discolpa vi dirò che il post precedente era sul Pirandello narratore e questo è sul Pirandello autore teatrale! Due cose legate ma non del tutto sovrapponibili. Nello scorso post avevo parlato de Il fu Mattia Pascal e già avevo introdotto il tema delle maschere, ma in questo post voglio parlare di attori e personaggi, dopotutto l’avevo promesso al buon vecchio Luigi il giorno del suo compleanno.


Il teatro e Pirandello
Pirandello: una vita per il teatro, nel teatro e come un teatro.
  • Per il teatro: perché ha scritto tantissimo per il teatro.
  • Nel teatro: perché aveva una compagnia teatrale e dirigeva i suoi teatranti oltre che scrivere partiture.
  • Come un teatro: perché la sua vita assomiglia per certi versi a una partitura teatrale, ha vissuto eventi che poi sono diventati suoi personaggi o temi. La vita assomiglia all’arte che crea oppure viceversa.

Il metateatro
Questo post deriva in gran parte dalla visione dello spettacolo Sei personaggi in cerca d’autore. Quando andavo ancora alle medie avevo letto il libro con la partitura teatrale, ma non è così facile, secondo me, leggere un libro che è stato creato per essere rappresentato, soprattutto quando ci sono scene complesse derivate, in questo caso, dal fatto che questo dramma è uno dei primi a dedicarsi al metateatro (cioè al teatro dentro al teatro). Sulla scena, infatti, compaiono dei personaggi che si rappresentano da soli, senza il bisogno di attori, alla ricerca disperata di un autore che scriva la loro storia per poi rappresentarla. Per ora sono sospesi e condannati a rivivere incessantemente la storia delle loro vite, che, essendo un dramma, non è decisamente allegra. L’unica scena che ricordavo bene del libro è quella della fontana in cui uno dei personaggi (non vi dico quale per non rovinarvi la sorpresa) annega; con mia grande sorpresa, nella rappresentazione teatrale questa parte è presente, raccontata ma non rappresentata. Non c’è nessuna fontana sul palco, per intenderci, eppure quella scena io l’ho immaginata mille volte, sempre con la fontana.

Versione consigliata
Io vi consiglio di vedere la versione teatrale che ho visto io, in bianco e nero, con Romolo Valli e Rossella Falk. C’è anche su you tube, ma vi consiglio di noleggiare il DVD per vederlo in modo legale e con qualità maggiore. Io ho comprato il DVD pochi mesi fa e l’ho pagato un euro: meno di un DVD vuoto! Era il primo DVD di una raccolta. Mi piacerebbe un giorno vedere anche una rappresentazione moderna direttamente a teatro… chissà!

Personaggi e attori
Il senso di questo dramma è dato tutto dal fatto che i personaggi vogliono essere rappresentati dagli attori, ma pretendono di veder rispettata la loro storia e anche il loro dolore. Non sono uomini: hanno il loro ruolo e vivono solo quei ricordi, incessantemente, come una condanna, per questo il padre si permette di dire:
Un personaggio, signore, può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre “qualcuno”. Mentre un uomo – non dico lei, adesso – un uomo così in genere, può non essere “nessuno”. [Dal dramma Sei personaggi in cerca d'autore]
I personaggi insistono per essere ascoltati, per raccontarsi anche se è una sofferenza. L’attore ha la sua vita, vive diversi momenti e interpreta diversi ruoli ma lo farà a suo modo, un modo che sarà diverso da quello del personaggio che invece è congelato nella sua trama e non ha altra vita all’infuori di quella.

Il mio personaggio preferito di questo dramma
Il mio personaggio preferito è la figlia più grande. Un ruolo duro, drammatico, a tratti cinico, ma con dentro di sé una grande sofferenza, capace anche di piccoli ma meravigliosi gesti di affetto nei confronti della madre e dei fratelli più piccoli.

Un parallelismo con Vittorini
So che il post è su Pirandello, ma io adoro i parallelismi e i confronti. Voglio citare qui un breve brano di Vittorini tratto da Conversazioni in Sicilia. Si tratta di parte del discorso di Silvestro, il protagonista, con lo spirito di suo fratello, un soldato morto da poco.

«Meglio sedersi».
 «Meglio così,» il soldato rispose. «Tanto più che abbiamo la rappresentazione».
 «La rappresentazione?» io esclamai. «Che rappresentazione?».
 «Non siete venuto per la rappresentazione?» disse il soldato.
 E io: «Io non so nulla di rappresentazioni».
 E il soldato: «Oh, sedete e vedrete... Ecco che arrivano».
 Io: «Chi sono che arrivano?».
 Il soldato: «Tutti loro, re e oppositori, vincitori e vinti...».
 Io: «Davvero dite? Non vedo nessuno...».
 Il soldato: «Questo è forse per via del buio».
 Io: «Allora perché fanno la rappresentazione?».
 Il soldato: «Debbono farla. Essi appartengono alla storia...».
 Io: «E che rappresentano?».
 Il soldato: «Le azioni per le quali son gloriosi».
 Io: «Come? Ogni notte?».
 Il soldato: «Sempre, signore. Fin quando Shakespeare non mette in versi il tutto di loro, e i vinti vendica, perdona ai vincitori».
 Io: «Che cosa?»
 Il soldato: «L’ho detto».
 E io: «Ma allora è terribile».
 Il soldato: «è spaventoso».
 Io: «Immagino che soffrono molto. Cesari non scritti. Macbeth non scritti».
 Quando ho letto questo brano, mesi fa, prima ancora di vedere Sei personaggi in cerca d’autore, ho subito collegato questo breve testo al tema del dramma pirandelliano. Uomini che diventano personaggi e attendono riposo tra le pagine di un copione. Attendono che si faccia memoria, che ci sia qualcuno che li ricordi e tramandi le loro storie.

Conclusione
Secondo me, Sei personaggi in cerca d'autore è un capolavoro che ci fa riflettere sul nostro essere persone nella vita, spesso attori che recitano nascondendo la propria vera identità e raramente anche personaggi in attesa di essere liberati dal peso dei nostri ricordi ma desiderosi di lasciare una memoria di ciò che è stato.

E noi blogger? Siamo persone nella vita reale e magari anche in quella virtuale oppure nel web recitiamo la parte di un personaggio magari esasperando una sola sfaccettatura di noi, oppure agiamo secondo un copione prestabilito come se fossimo attori. Che ne pensate?

Se avete visto questo spettacolo, qual è il vostro personaggio preferito? E perché? Se non l’avete visto, mi fa piacere comunque sapere se questo post vi ha fatto venir voglia di saperne di più oppure se Pirandello si rivolterà nella tomba.


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10 commenti:

  1. Nella vita ci sono uomini che non vengono riconosciuti dagli altri (dalla società, dal mondo della cultura, dai propri vicini) questi sono uomini che non saranno mai personaggi perchè non hanno un "autore" qualcuno che riconosca la loro esistenza, il loro valore, qualcuno che certifichi che esistono; questa umanità che non ha autori. In genere la parola uomo viene ritenuta positiva e di valore, mentre con la parola personaggio si indica una persona caratteristica, a volte una macchietta, per Pirandello no, un personaggio è sempre "qualcuno".

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    1. Siamo tutti un po' personaggi in cerca d'autore... forse noi scrittori ancora di più, alla continua ricerca di qualcuno che riconosca la nostra identità creativa.

      In generale ci sono molte persone in infiniti campi che meriterebbero il riconoscimento della loro parte nello spettacolo di questa vita e invece nascono, vivono e muoiono lasciando ben poche tracce del loro passaggio. Per fortuna che Pirandello sa vedere certe parole in un'ottica straordinaria.

      Grazie mille per il commento molto profondo.

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  2. Ammett di non averlo mai visto/letto, al di là di quei brani letti a scuola. In realtà ho letto pochissimo teatro. Però leggere certe opere è meno faticoso che assistere alla loro rappresentazione!

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    1. Secondo me, tutto dipende da come vengono interpretate! Per me, la versione di Valli vale la pena di essere vista. Ci saranno magari altre versioni non altrettanto ben riuscite.
      Chissà...

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  3. Caspita, che post. Veramente interessante. (E perché ti dovresti scusare per aver parlato di Pirandello due volte? Ma magari ne parli ancora ;) )
    L'argomento non è facile, nemmeno ci provo, a parlarne, o si rischia di stare qui tutta notte: ho la sensazione che i tuoi post stiano affrontando argomenti più seri, ogni tanto :)

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    Risposte
    1. Mi sono scusata perché ci sono tanti autori che meriterebbero attenzione e io invece scrivo spesso due post sullo stesso scrittore.

      Teoricamente mi manca ancora il Pirandello autore di novelle, quindi chissà...

      I miei post prima non erano seri? Ah! Si può sempre migliorare. Diciamo che cerco di trattare anche gli argomenti complessi con un po' di ironia. Sono contenta che il post ti sia piaciuto.

      Grazie per il bel commento!

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    2. Ahi, ho riletto il mio commento, c'è un tono supponente che non era quello che avevo in mente :)
      Da quando frequento il tuo blog questo è forse il post più approfondito che ho letto: non li ho letti tutti, quindi la mia impressione è limitata.
      Cercavo di dire che ho avvertito uno sguardo diverso nelle cose che scrivi, e non sapevo come parlare di questo cambiamenteo.
      Devo proprio sforzarmi di esprimermi meglio :)
      Ciao, grazie a te.

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    3. Ma quale tono supponente, dai! Non preoccuparti...

      Non devi esprimerti meglio: era chiaro ciò che intendevi. La mia era solo una sorta di battuta (sono io che non riesco a rendere il tono ironico nello scritto!).

      Spero che il mio sguardo sia diverso, spero soprattutto di migliorare nei post e nella scrittura in generale.

      Grazie davvero.

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  4. Ottimo post.
    Complimenti.
    PirandelloWeb.com

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    Risposte
    1. Benvenuto in questo mio blog!

      Ho dato uno sguardo al sito segnalato e al blog collegato. Complimenti! Devo tornarci con calma perché ci sono molte cose interessanti.

      Sono molto felice che il post ti sia piaciuto anche perché credo tu sia un vero appassionato di Pirandello!

      Grazie.

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