venerdì 7 dicembre 2012

"Alosa con contorno di ditole": esercizio di scrittura - 10 parole nuove da usare - novembre 2012


Eccoci giunti all’appuntamento mensile con il racconto scritto con le dieci parole nuove da usare apparse su Penna blu. Meno di 300 parole, anche questa volta. Avevo deciso di scrivere un testo totalmente diverso, poi non so perché è nato questo. Mah, a volte la creatività ama deragliare rispetto agli intenti.
Comunque, buona lettura!


Alosa con contorno di ditole
Quella sera voleva preparare un piatto speciale.
Abbandonò i socchi appena fuori dalla porta di casa per indossare delle uose e poi si avviò nel bosco. Alla ricerca di un po’ di ditole, camminava tra nemorali e picee che sfiorava tra le dita a ogni occasione, mentre l’odore dei fiori del balsamodendro la inebriava d’euforia, come se ci fosse della magia nell’aria. In realtà, l’intera atmosfera le sembrava magica.
 
Quella sera voleva preparare un piatto speciale.
Era a pesca, sperava davvero di trovare delle alose perché sarebbero state perfette per l’occasione, ma si sarebbe anche accontentato di qualcosa di meno pregiato. Fissò la canna da pesca e si mise al lavoro su una cintura già maschiata che voleva terminare durante l’attesa. Il ferzo della piccola barca vibrava sotto il soffio di un vento impetuoso, ma poco se ne curava, avvolto nel pesante maglione di rascia, anzi, quel rumore suonava per lui come parole di un’ancestrale magia. In realtà, l’intera atmosfera gli sembrava magica.
 
Finalmente trovò le ditole che cercava! Era stata davvero fortunata e sorridendo cominciò a raccoglierle.
 
Finalmente notò il filo della canna tendersi, così abbandonò la cintura per vedere cosa aveva pescato. Era stato davvero fortunato: era proprio un’alosa!
 
***
 
«L’ultima cosa che ricordo è che stavo raccogliendo queste ditole» disse lei, un po’ sconvolta, indicando i funghi che aveva con sé.
«Io stavo staccando questa alosa dall’amo» replicò lui.
«Come siamo finiti qui?» si chiesero in coro a vicenda.  
«Non ho mai visto questa casa» commentò lui.
«Nemmeno io. Sono un po’ spaventata» tentennò lei.
«Forse è solo un sogno» cercò di tranquillizzarla lui.
«Spero di svegliarmi presto, allora».
«Io no. Perché nell’attesa di capire cosa ci è successo non ci prepariamo una bella cenetta?».

Mi stupisco di me stessa! Anche se il mese scorso vi avevo promesso un lieto fine, questo è il massimo che posso fare… confesso che la tentazione di chiudere in tragedia c’era anche questa volta.

Che cosa ne dite? Un po’ troppo romantico, eh? Sì, non ricapiterà, tranquilli! Sarà effetto della stanchezza che mi rende meno cinica…

Come al solito se fate l’esercizio sul vostro blog, fatemelo sapere. O, se non avete un blog, potete lasciare il testo anche in un commento qui sotto. Vi ricordo che nel post dedicato alle dieci parole su Penna blu trovate, oltre alle definizioni delle parole, l’esercizio di Daniele Imperi. Prima di postare il post sono andata a cercare il link sul suo blog e mi sono resa conto che avevo già preventivato una ricetta, tuttavia me l’ero del tutto dimenticata! Si vede che alla fine da qualche parte il ricordo era rimasto!

Al prossimo appuntamento con questa rubrica il 7 gennaio.




4 commenti:

  1. Brava, vedo che a forza di esercizi stai diventando concisa :D
    Io li faccio finire in tragedia e tu a lieto fine, direi che accontentiamo tutti :)
    Grazie della citazione.

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    1. Grazie! Li ho fatti finire in tragedia tutti tranne questo e solo perché l'avevo promesso! Dal mese prossimo riparto con i melodrammi!

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  2. Adoro il lieto fine. Per i finali tragici c'è già la vita! Grazioso e magico racconto.

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    1. Non abituarti troppo ai finali lieti sul mio blog, soprattutto in questa rubrica (non so perché, ma le parole difficili mi ispirano storie tormentate)! Ora che però so che c'è una fan del lieto fine, magari uno ogni tanto proverò a inventarlo! Grazie per il commento.

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