venerdì 25 gennaio 2013

Espressioni latine


Espressioni latine: un po’ di chiarezza per me che il latino non lo so e spero anche per voi.
  
È sorprendente quanto spesso in italiano si usino espressioni latine. Il tempo passa, la lingua latina cade in disuso, ma certe espressioni sono così radicate nel linguaggio corrente che vengono usate senza pensarci troppo anche da chi non conosce questa lingua antica. 
Be’, io che il latino non l’ho mai studiato, ho sempre ammirato quelle frasi e ne ho studiate anche molte, sempre cercando di capirle il significato per poterle usare correttamente. Oltre a tanti proverbi ci sono anche delle espressioni che vengono utilizzate nel discorso comune e mi sono accorta che a volte io le scrivo sbagliate (un grazie a un paio di persone che me l’hanno fatto notare!), quindi faccio un elenco sperando che sia utile anche a voi.


Ad hoc: a proposito. Es. Serviva un esempio ad hoc per chiarire la regola.

Ad maiora: verso obiettivi maggiori, verso cose più grandi (serve per augurare a qualcuno di raggiungere risultati sempre più alti). Es. Al caro Antonio che oggi si è laureato, tanti complimenti! Ad maiora!

Ab ovo: dall’inizio (letteralmente dall’uovo, perché si diceva ab ovo usque ad mala, dall’uovo alla frutta).

Ad personam: adatto a quella persona. Es. Non dovrebbero esistere norme ad personam!

A priori: prima. Es. Dimmi la verità, hai deciso tutto a priori, senza consultarmi!

Bis: due volte. Es. Questo dolce è delizioso: posso avere il bis?

Bonus-malus: buono-cattivo (in genere usato come clausola assicurativa). Es. Pagò l'assicurazione 40 euro in più dell'anno precedente a causa di un incedente che aveva fatto pochi mesi prima, maledicendo la clausola del bonus-malus.

Casus Belli: motivo che ha scatenato una guerra. Es. L’attentato di Sarajevo viene spesso considerato il casus belli della prima guerra mondiale.

De gustibus (non est disputandum): i gusti (non si discutono). Es. Non riscivo a capire perché non gradisse la mia buona cena vegetariana. Va be', de gustibus! 

Deus ex machina: il dio dalla macchina (divinità che nel teatro antico scendeva con un meccanismo apposito). Oggi si usa per indicare una persona in grado di risolvere questioni intricate. Es. No, mi dispiace, sono stanca di fare il tuo deus ex machina personale! Ora voglio vedere come te la cavi da solo.

Ex aequo: allo stesso modo, a pari merito. Es. La partita finì con un ex aequo.  

Errata corrige: le cose da correggere. Es. Ho bisogno di comunicarvi un errata corrige, in alcuni post ho scritto ad oc al posto di ad hoc.

Ex tempora: per ora. Es. Siamo ancora tutti vivi, ex tempora!

Ex post: a posteriori. Es. è troppo facile criticare ex post!

Ex novo: rifatto daccapo. Es. Il romanzo era pieno di incongruenze: lo sto scrivendo ex novo.

Factotum: colui che fa tutto. Es. è sempre la solita storia: dicon che non so fare niente e poi mi trattano come un factotum!

Gratis: senza richiesta di pagamento. Es. Prendi una copia del giornale: oggi è gratis.

In extremisall'ultimo momento. Es. Stava per buttarsi dal balcone, la salvarono in extremis.

Lapsus: caduta. Viene usato quando si dice la parola sbagliata. Es. Amore, lo so che ti ho chiamata Claudia, non volevo, ti giuro, è stato un lapsus…

Mea culpa: colpa mia. Es. Sì, lo ammetto, sono stata io a rompere la finestra, mea culpa!

Modus operandi: modo di fare. Es. Il tuo modus operandi mi sembra il migliore per raggiungere un risultato soddisfacente.

Modus vivendi: stile di vita. Es. Il suo modus vivendi era decisamente troppo noioso per i miei gusti!

Post Scriptum (in genere abbreviato come P.S.): scritto dopo.  Es. (dopo la chiusura di una lettera) P.s. Ricordati di inviarmi il fax.

Status Quo: stato delle cose in cui ci si trova. Es. L’importante per lui era mantenere lo status quo: odiava i cambiamenti!

Sine qua non: condizione senza la quale non si può fare qualcosa. Es. Se vuoi uscire, sistemare la tua stanza è una condizione sine qua non.

Tabula rasa: tavola vuota. Usato nel senso di mente vuota (deriva dalle lavagnette di cera). Es. L’idea della mente del bambino come una tabula rasa da riempire e oggi poco considerata in pedagogia.

Una tantumuna soltanto (evento che si verifica solo una volta). Es. Si può spendere una follia per l'abito da sposa, tanto ci si dovrebbe sposare una tantum! 

Vox populi: voce del popolo (decisione prese da molte persone). Es. Non sarebbe mai diventato presidente per vox populi.

Versus (in genere abbreviato come vs): contro. Es. E-book vs libri cartacei: un dibattito che anima tutti gli appassionati di letteratura.


Ok, ho finito l’elenco. Un po’ lungo, scusate…

In questo post ho scelto di parlare delle espressioni latine che non sono veri e propri proverbi e quindi vengono usati all’interno delle frasi, ma, se vi interessa un elenco esaustivo contenente anche i vari proverbi che vengono citati direttamente in latino nella lingua corrente, vi consiglio il sito Imperium Romanum nella pagina dedicata ai detti (tra i miei preferiti Homo homini lupus, In medio stat virtus, Lupus in fabula…).

E voi usate queste locuzioni latine? Ne conoscete altre? Le sapete scrivere e le usate in modo corretto? Io spero da oggi in poi di non fare più errori dovuti all’ignoranza del latino, dopotutto (questa l’ho studiata in diritto, quindi la conosco bene!) ignorantia legis non excusat (cioè, il non sapere una legge, non è una scusante per chi la trasgredisce).


18 commenti:

  1. Beh, c'è anche il celeberrimo "de gustibus non disputandum est", che spesso viene citato usando solo le prime due parole. Purtroppo conosco molta gente che ignora completamente questo detto non tanto per quanto riguarda il significato, ma proprio dal punto di vista della tolleranza e del rispetto per il prossimo che implica il principio di non criticare i gusti altrui.

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    1. Non l'ho inserito, ritenendolo più un proverbio, però forse ci stava anche qui, in effetti (magari solo per "de gustibus").
      Purtroppo il problema della mancata tolleranza è fin troppo presente! Grazie per il commento.

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  2. Pur avendo studiato latino, anche se preferivo di gran lunga il greco, non adopero quasi mai frasi del genere. So che le espressioni idiomatiche a volte rendono meglio l'idea, sono più dirette e spesso hanno significati più pregni che non l'espressione italiana (pensiamo a cosa c'è dietro, ad esmpio, a deus ex machina), ma preferisco sempre usare il corrispettivo italiano, perché penso che la nostra sia una lingua ricchissima e che non è sfruttata se non per meno della metà. Quelli che non sopporto in assoluto, comunque, sono tutti quegli inglesismi che stanno soffocando la lingua italiana. Non dico che dobbiamo tornare ai ridicoli eccessi dell'autarchia linguistica fascista, ma una buona spolverata dell'italiano dovrebbe essere fatto, a partire dalle scuole elementari, dove gli stessi libri di testo sono infarciti di vocaboli stranieri, probabilmente con la scusa che la lingua parlata è quella. Comunque, come diceva il grande Totò: de gustibus non est sputazzellam!

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    1. Io sono d'accordo con te. Adoro la lingua italiana ed evito il più possibile di usare parole straniere, proprio per tutelare la ricchezza del vocabolario italiano. Non uso spesso espressioni latine, però a volte mi capita, quindi ho voluto documentarmi per evitare di commettere errori nello scriverle!
      Non è una questione di autarchia linguistica, solo che troppo spesso ci dimentichiamo quanto è meravigliosa la nostra lingua. Insomma, condivido in pieno il tuo discorso!
      Grazie per la bella riflessione.

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  3. Ho fatto abbastana latino alle superiori, ma evito praticamente sempre di utilizzarlo per gli usi più banali, come affermare qualcosa che può essere reso altrettanto bene in italiano. Non è questione di snobismo al contrario, ma ho conosciuto troppa gente che nascondeva la propria sostanziale ignoranza dietro quattro parole tranciate "ore rotundo". Appunto. Q.E.D. (Quod erat demostrandum).

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    1. Sì, a volte un'espressione latina ben piazzata serve solo a fare una bella figura, ma altre volte è proprio l'espressione giusta per una frase, anche solo per suono e/o per significato.
      Hai fatto un ottimo esempio! Grazie.

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  4. Quo usque tandem abutere, Romina... :D
    Per non parlare di "una tantum". E' già capitato un paio di volte di incontrare chi ritiene significhi "ogni tanto", mentre il significato è "una volta sola". Anche "bonus" e "malus" sono di uso comune, per chi ha un'assicurazione.
    Bel post! ^^

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    1. Ho dovuto cercare la citazione in rete (beata la mia ignoranza!)... ah, è così che stanno le cose dunque? Ah ah ah!
      Aggiungerò "una tantum", "bonus" e "malus" e alcune altre che mi sono venute in mente!
      Grazie.

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  5. Non ho mai studiato il latino e fino a qualche tempo fa lo odiavo cordialmente. Ricordo un convegno sull'importanza del latino per i giovani in cui mi veniva da ridere perchè a sostenerlo erano tutti vecchietti, il più giovane aveva l'età di Andreotti, mentre a me veniva solo da ridere al pensiero di usare le frasi latine, adesso invece ne sono stato conquistato.
    Che stia diventando vecchio anche io?

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    1. A me invece sarebbe piaciuto studiarlo e chissà magari prima o poi... è sempre il padre dell'italiano, no? Mi piace l'etimologia delle parole e la grammatica storica, quindi sono certa che il latino non mi dispiacerebbe affatto, almeno credo.

      Non credo che sia una questione di età, Nick, non stai affatto invecchiando, tranquillo! Stiamo solo crescendo tutti quanti!

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  6. Ben fatto: ci sono molte persone che non conoscono il latino e nemmeno queste frasi di uso quasi comune!

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    1. E tra loro ci sono (o c'ero?) anch'io, visto che ho spesso commesso errori scrivendo in latino.
      Grazie.

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  7. Bell'elenco.
    Su "modus operandi" ho qualche dubbio, ma un giorno ne parlerò nel blog.
    A me il latino piace molto. Come hai detto, è il padre dell'italiano, anche se c'è ancora qualcuno che pensa sia il toscano.

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    1. Se ho detto una sciocchezza, dimmelo tranquillamente, eh! Altrimenti attendo il tuo post.
      Grazie per il commento.

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  8. Complimenti per il lavoro!
    Sinceramente alcune espressioni mi hanno stupito. Un po' perchè latino lo feci, un po' perché sono abituata ad usarle, ma spesso alcune neppure ci faccio caso che siano latine e non italiane.
    Certo che non le uso tutte ed alcune di quelle che hai scritto ammetto che non sapevo cosa fossero. ;)
    Complimenti di nuovo!

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    1. Non le uso tutte nemmeno io, eh! Ho solo cercato di essere il più completa possibile documentandomi un po'.
      Grazie mille!

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  9. Pur leggendo anche poesia latina (Catullo, Lucrezio) non ho mai potuto soffrire il latino, una lingua morta, che può essere usata per stupire l'interlocutore, ma che spesso rivela l'ignoranza nostra e altrui.

    Fenomenali i "referendums" e i "curriculums" che si sentono pronunciare da politici e giornalisti, e altre amenità dello stesso tipo. E non dimentichiamoci del latinorum del Manzoni, usato dall'Azzecca-garbugli per confondere Renzo, e del moderno inglesorum, che dilaga dai centri di potere. Meglio limitarsi all'italiano e usare termini di altre lingue solo se strettamente necessario.

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    1. Io il latino non lo so e di conseguenza lo uso ben poco. Lo scopo del post era far sì che quel poco fosse scritto in modo corretto visto che in passato ho commesso degli errori in tal senso.
      Pur non sapendo il latino, "curriculums" non lo direi mai!

      Manzoni la sapeva lunga!

      Anch'io sono per l'uso dell'italiano il più possibile.

      Grazie per il commento.

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