giovedì 10 gennaio 2013

Incipit

Incipit: un tentativo di classificazione e qualche riflessione.

L’inizio di un testo, che sia un racconto breve o un romanzo, è sempre molto importante. Oggi ci sono così tante cose da leggere che un incipit poco convincente o mal riuscito può spingere il lettore ad abbandonare subito una lettura in favore di un’altra opera. Anche gli editori a volte non possono leggere manoscritti interi, quindi un bell’incipit può essere una carta vincente da giocare (anche se ovviamente non basta!).


Che cos’è l’incipit?  
Incipit è una parola latina che deriva dal verbo incipere (incominciare). L’incipit di un testo è la prima parte, cioè quella che segue immediatamente il titolo. È invece difficile stabilire dove l’incipit finisce, esistono infatti incipit molto lunghi e altri molto brevi (in termini di numero di parole). L’incipit non si limita alla prima frase ma alla parte di avvio del testo e non ha dunque lunghezza standard.

Ora vedremo due tipi di classificazione per gli incipit (ovviamente non le ho trovate da nessuna parte, quindi sono le solite mie etichette…).

Dov’è l’incipit?
Domanda sciocca, vero? L’incipit, l’abbiamo detto, è all’inizio. In realtà un modo per classificare gli incipit dipende dall’istante temporale in cui cominciano, ma per spiegarvi questo devo partire da due concetti che forse molti di voi conosceranno già: fabula e intreccio.

La fabula è l’insieme degli elementi di una storia secondo il filo logico e cronologico. L’autore può decidere di rispettare l’ordine della fabula oppure di modificare l’ordine naturale degli eventi per descriverli in modo da creare curiosità o suspense. L’intreccio, infatti, spesso non coincide con la fabula ed è l’insieme degli eventi della storia nell’ordine in cui l’autore sceglie di disporli.

Questo significa che nell’intreccio, l’incipit è sempre all’inizio, ma se consideriamo la fabula?
Immaginiamo di prendere un libro e di dividerlo in parti per rimetterle in ordine cronologico (secondo la fabula, dunque). Dove troveremo ora l’incipit? Si possono verificare tre casi:
  • L’incipit è ancora all’inizio: significa che (almeno all’inizio) la fabula e l’intreccio coincidono e quindi l’incipit è sia l’inizio del testo sia il primo episodio cronologico della storia.
  • L’incipit è in mezzo (detto anche incipit in media res, cioè nel mezzo delle cose): la situazione descritta nell’incipit è nel mezzo della fabula, quindi ci saranno nel testo dei flashback e delle parti che invece sono cronologicamente successive alla situazione descritta dall’incipit.
  • L’incipit è alla fine: la situazione descritta nell’incipit è quella conclusiva della vicenda.
Trovo difficile fare degli esempi che siano chiari, perché dovrei trovare tre libri noti a tutti (solo conoscendo tutto il libro si può catalogare l'incipit in questo modo).

Lento o veloce?
Vi ho parlato all’inizio del post di incipit brevi o lunghi, ricordate? Ecco, anche questo può essere un modo per classificare gli incipit. Uno scrittore (mi dispiace ma non ricordo chi!) ha usato la metafora del mettere l’omino sull’albero. Secondo lui, l’incipit è il passaggio che va dall’inizio del testo fino a quando si mette il protagonista in una condizione di pericolo o di turbamento (lo si mette sull’albero, insomma). Questo passo può essere:
  • Molto breve: l’omino finisce subito sull’albero. 
Es. Gregorio Samsa, svegliandosi un mattino da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo [Da La metamorfosi di Franz Kafka] 
  • Molto lungo: l’omino finisce sull’albero con calma.
Es. Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, […] Il luogo stesso da dove contemplate que’ vari spettacoli, vi fa spettacolo da ogni parte: il monte di cui passeggiate le falde, vi svolge, al di sopra, d’intorno, le sue cime e le balze, distinte, rilevate, mutabili quasi a ogni passo, aprendosi e contornandosi in gioghi ciò che v’era sembrato prima un sol giogo, e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l’ameno, il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio, e orna vie più il magnifico dell’altre vedute.
E ovviamente ci sono le tante possibilità che vanno tra questi due estremi. [Da I promessi sposi di Alessandro Manzoni, l'ho tagliato un po' perché era lunghissimo!]
Classificazioni miste
Le due classificazioni analizzano aspetti diversi dell’incipit quindi possono essere usate contemporaneamente per catalogare un incipit. Un incipit, per esempio, può essere breve e in media res oppure lungo e in media res...

Ogni storia…
Non esiste un tipo di incipit migliore degli altri, ogni storia richiede il suo incipit. E la stessa storia raccontata in modo diverso può dare effetti diversi. Leggere un testo partendo dalla scena finale o da quella iniziale non crea forse un effetto molto diverso, per esempio?

Un trucco che forse funziona
 Per chiudere questo post voglio rivelarvi un trucco. Avevo letto qualche informazione sull’argomento, ma poi ci ho riflettuto su quindi non so quanto di questo sia attendibile e quanto ciò sia frutto dei miei ragionamenti.

Secondo questo trucco, cominciare un incipit con una preposizione, una congiunzione o, meglio ancora, con una subordinata, rende l’incipit migliore perché costringe a proseguire la lettura per trovare la parte più importante della frase.

Riciclo un esempio che avevo postato tempo fa in un post di Penna blu sugli incipit tratto dall’incipit de Il signore degli anelli.

L’incipit originale è questo:
Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunciò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbyville si mise in agitazione.

Ed è un incipit migliore (secondo il trucco) rispetto a:
Il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunciò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima e tutta Hobbyville si mise in agitazione.
Questo incipit infatti non comincia con una congiunzione o con una preposizione, ma con gli elementi più importanti della frase (soggetto e verbo).
La prima versione (quella originale) ha una sonorità diversa, non trovate?

Secondo questa teoria (mia?), l’incipit potrebbe migliorare cominciando con una subordinata più lunga introdotta da una preposizione:
Nell'annunciare che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins mise tutta Hobbyville in agitazione.
In questo modo, l'occhio è obbligato a scorrere varie parole prima di trovare il soggetto della frase e questo incentiva a proseguire la lettura.

Non sono riuscita a trovare la fonte che mi aveva ispirata, se la trovo, aggiorno il post.
Spero che Tolkien mi perdonerà per aver giocato con il suo incipit.

Conclusione
Esistono vari tipi di incipit ed esistono anche molti trucchi (oltre a questo) che si possono usare per creare effetti diversi. Non sempre funzionano ovviamente, questo sta alla bravura dello scrittore.



Aggiornamento del 10/01/2013
Non ho ancora trovato la fonte che ha dato vita alle mie riflessioni sul trucco qui presentato, però Stray Dog dal forum Abaluth mi ha suggerito un link in cui si discute proprio questa questione, quindi vi invito a leggere L'incipit e, in particolare un passaggio che cita Franco Gaudiano.
E ovviamente un grazie a Stray Dog!


Hanno parlato di questo articolo:




22 commenti:

  1. Sebbene uno sappia certe cose, ogni volta che leggo i tuoi post mi sembra di imparare qualcosa in più. E' sempre gradevole leggere come spieghi, come condividi, come approfondisci certe nozioni.
    Raffaella

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    1. Troppo buona, Raffaella! Grazie mille.

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  2. Certo Romina che fai dei lavoracci! Comunque grazie, non avevo mai fatto caso al discorso della subordinata, forse perché mi piace essere chiara dall'inizio.
    Bel post! :)

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    1. Il trucco non consiste nell'essere criptici ma nello spingere a proseguire la lettura. Ovviamente non funziona sempre! Grazie per il commento.

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  3. grazie mille per questi tuoi post. Mi ricordo che alle medie, la professoressa diceva che iniziare l'incipit con un gerundio rendeva interessante la lettura.

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    1. Il gerundio in genere viene usato nelle subordinate, quindi è un caso particolare del trucco! Benissimo, qualche elemento a favore dei miei post fa sempre comodo. Grazie!

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  4. Anche secondo me ogni storia ha il suo incipit, va pensato secondo ciò che stai raccontando.

    Grazie della citazione ;)

    PS: perché usi il verbo "annunxiare"? :D

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    1. Ho usato quel verbo perché c'era nel tuo post e ho pensato dunque che fosse più corretto!

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    2. Ahaha, ma Romina, è stato un mio refuso, che ho subito corretto :D
      Che roba: io volevo bacchettarti e invece mi sono dato la zappa sui piedi da solo :P

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    3. E io che mi sono fidata ciecamente! Ah ah ah!
      Ora correggo anch'io! Grazie.

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  5. ciao Romi,
    ottimi suggerimenti, come sempre. Molto interessante.
    Tomas/Tuqiri73

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  6. Ah, dimenticavo: riguardo alle preposizioni hai ragione, però anche in quel caso dipende ancora dalla storia. In un racconto potrebbe invece funzionare meglio un incipit con il soggetto.

    Esempio:

    "Daniele sapeva benissimo che, uscendo, l'avrebbero ammazzato, ma contava sulla sua buona stella. Aprì la porta e una raffica di mitra esplose nel silenzio del mattino."

    Beh... non invoglia a continuare a leggere?

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    1. Nessun trucco funziona sempre, per fortuna! Altrimenti tutti i libri sarebbero uguali!

      In merito al tuo incipit, ti prego, come continua?

      Anche se poteva funzionare perfino con una frase come: "Uscendo l'avrebbero ammazzato. Daniele lo sapeva benissimo...".

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    2. Beh, la storia finisce così... Daniele sapeva benissimo che, uscendo, l'avrebbero ammazzato e infatti l'ammazzarono :D

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    3. Volevi fare un esempio di come un buon incipit non sia sufficiente per ottenere una buona storia? Ah ah ah!

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  7. L'incipit del mio 2013 non è stato molto promettente.
    Seguendo la teoria della relativa e della congiunzione, dovrei provare a creare una frase per descriverlo, ma non mi viene in mente niente.
    Spero che lo sviluppo della trama diventi più incoraggiante.

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    1. Mi dispiace per il tuo pessimo incipit dell'anno. Spero che la situazioni migliori.
      Comunque ci sono molti libri con un pessimo incipit ma che sono comunque meravigliosi e la storia non è finita fino a che non si arriva alla fine, no?

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  8. Tu scherzi, ma una volta ho copiato l'incipit di ISdA, adattato ad arte!

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    1. Dove? Sarei curiosa di leggere questo tuo adattamento!

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    2. Si trova nel mio mezzo (più un terzo, forse) romanzo di fantascienza. Non lo trovi in giro perché proviene dal futuro! :D

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    3. Ah, io non ho fretta. Il futuro prima o poi arriverà!

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