lunedì 5 agosto 2013

"Cadere e rialzarsi"

“Cadere e rialzarsi”: nella vita, nella carriera, nella scrittura…


Riflessione semiseria su questo periodo. Forse seria. Mah…
Cadere e rialzarsi sta diventando uno stile di vita? Non so…




Cadere
Non scrivo più.
Praticamente.
Sì, scrivo i post per il blog, scrivo per lavoro se occorre, qualche testo per i concorsi, ma… un tempo scrivevo in ogni minuto libero, era come una sorta di droga, ora non so.
Mi va di scrivere, adoro scrivere, ma non lo faccio.
Colpa degli impegni? Sì, di certo sono troppi, ma non è solo questo. è una sorta di carenza di senso. Cadere e rialzarsi, sempre, anche nella scrittura e non capire dove sto andando.

Tanta stanchezza, troppe delusioni, una gran dose di insoddisfazione. Sembra che vada tutto storto: nella vita, nella carriera, nella scrittura…
Tutti i progetti che avevo sono finiti sgretolati. Ok, non tutti, ma tanti. Sì, ci sono delle soddisfazioni, magari anche tante, ma non in proporzione agli sforzi e all’impegno.

E io che ero abituata a fare mille cose insieme ora mi ritrovo sempre più a chiedermi quanto ne valga la pena se poi tutto cade e si deve ricominciare da capo.
Sono stanca di fare come Tantalo a portare macigni che non arrivano mai in cima.

Persone di cui mi fidavo si sono rivelate inaffidabili… o forse lo sono io? Sono io che sono cambiata e non mi riconosco più? Be’, a furia di cadere si cambia. Si cambia o si muore. Lo si capisce cadendo.

Rialzarsi
La parte del post in cui mi piango addosso è finita. Perdonate il momento di sfogo, ma ogni tanto mettere la maschera e ridere è più difficile del solito. Poi però ci si rialza, in questo post e in generale, eh!
Sto facendo tanti progetti, cercando nuovi entusiasmi, nuova grinta.

Scrivere ancora? Certo. Adoro scrivere. Perché non dovrei farlo? Devo presto riprendere in mano il romanzo che stavo scrivendo, perché credo in quel progetto e si merita attenzioni.

I progetti finiti alle ortiche? Be’, ormai è andata… anni di sforzi, impegno, fatica, sogni… tutti da buttare? Bene, allora buttarli e ricominciare. Nuovi sforzi, nuovi impegni, nuove fatiche, ma senza restare per terra dopo una caduta. Questo ho imparato a furia di cadere.

Cadere e rialzarsi
Non mi metterò a dire che cadere è bello perché insegna a rialzarsi. L’ipocrisia non mi piace per niente. Cadere fa schifo. Tuttavia ci mette di fronte a una scelta: stare a terra a piangere e commiserarsi o rialzarsi.

Non si cade per imparare a rialzarsi. Si cade perché si sbaglia, perché qualcuno ci butta a terra o perché a volte capita senza motivo. Ci si rialza perché non ci sono alternative.

Anche se cadere è orribile, il vantaggio di cadere è che farlo fa capire chi ti sta davvero accanto e chi invece no. Le mani che si tendono per aiutarti a rialzarti sono quelle di chi davvero ci vuole bene. Se sono tante o poche non importa, l’importante è che ci siano.  

Conclusione
 Non riesco a capire cosa sia questo post… forse è solo uno sfogo noioso e lamentoso, forse invece è un inno al coraggio, al farsi forza e al non mollare mai. Secondo me, è entrambe le cose.

E poi è un modo contorto per dire grazie a chi mi aiuta a rialzarmi quando cado.


Ora a voi la parola… 




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16 commenti:

  1. Ma dai! Io questo lo chiamo vivere! Semplicemente vivere! Un abbraccio forte tesoro e anche caloroso nonostante il caldo!

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    1. Vivere?! Be', forse sì...
      Ricambio l'abbraccio. Grazie.

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  2. Hai ragione, non cadiamo per imparare a rialzarci. Cadiamo e basta. La malattia del "perché" può fare brutti scherzi. Sono contento che ti sia rialzata, ma ora, come dire, cerca di stare un po' attenta!
    Ti lascio un abbraccio, e per due ragioni. Una è questo post.

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    1. Ah, la malattia del "perché"... quando guarirò? Ahahah!
      Devo fare più attenzione, lo so.
      Ricambio l'abbraccio per entrambe le ragioni.

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  3. Concordo con Serena, si chiama vivere.
    Concordo poi con tutto il tuo post (parola più, parola meno), anche se alla fine anche cadere può essere "bello": quantomeno utile. Si spera di non farlo troppe volte... Le prime fa molto male, poi una ogni tanto può capitare e ci si fa il callo, le bucce di banana sono tremende... L'importante è che non capiti ogni volta che si fanno le scale, sennò prima o poi ci si rompe la testa.
    Che simpaticona che sono, picchiami pure. :D
    Rialzati sempre. E non farlo perché la gente te lo dice: fallo per te, perché rialzarsi fa bene. Spesso non è tanto importante la causa... lo è di più l'effetto.
    E per le lunghe pause dallo scrivere, non ti preoccupare. Una cosa che credo tu non abbia mai valutato (da quello che ho letto nel blog) sia la mancanza momentanea d'ispirazione. Non si può essere perfetti e obbligarsi a scrivere generalmente fa danni. Un respiro profondo e poi riparti. Sì, come sempre, ma ogni partenza è una nuova avventura, ricca di nuove emozioni, custode di nuovi sogni. :)
    E be'... Se sei a terra e c'è qualcuno duro d'orecchio, prova a chiamarlo per nome e rimproverarlo. Potrebbe accorgersi che si è un po' troppo distratto e rimediare.

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    1. Picchiarti?! Io sono tra le creature più non violente che conosca. Non schiaccio nemmeno le zanzare, quindi figurati! E poi con ironia hai detto cose sensatissime.

      A me non manca l'ispirazione, so esattamente cosa vorrei scrivere e ho dei progetti in corso... sono solo un po' stanca, perché altre cose mi hanno richiesto troppe energie e sono un po' scarica.

      La gente dura d'orecchio meglio lasciarla nella sua sordità, a mio avviso. Chi vuol sentire sente.

      Grazie per il commento.

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    2. Allora prenditi il tuo tempo per caricarti. Senza preoccuparti troppo. :)

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    3. Riposare e non preoccuparmi troppo... già... non sei la prima che me lo dice. Prima o poi vi darò retta.
      Forse. Ahahah!

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  4. Quando si cade per la centesima volta può capitare di chiedersi se non si ha sbagliato tutto, ma proprio tutto nella vita. Ma di vita abbiamo solo questa - a mio personalissimo parere, ovviamente - e rialzarsi e riprovarci può essere la sola soluzione che rimane. Senza fare gli eroi né i martiri. Un grosso abbraccio e chiediti soltanto, magari, se ciò che non funziona è almeno in parte responsabilità tua, giusto per evitarlo al prossimo tentativo,.

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    1. Credo di aver passato la centesima volta, sai? E dato che sono abbastanza giovane conto di arrivare almeno a mille. Ahahahah!

      Non sono un eroe e nemmeno un martire. Cerco di fare tesoro dei miei errori e so prendermi le mie responsabilità (forse troppo, nel senso che mi prendo la colpa anche quando non è mia). E poi si va avanti. Ancora.

      Grazie per le belle parole.

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  5. Cadere, sentirsi stanchi, demotivati, delusi, avere l'impressione di non essere all'altezza... sono tutte sensazioni che purtroppo talvolta ci toccano.
    Non conosco lo specifico della tua situazione, comunque posso dirti che il modo migliore per sfruttare questi periodi di non-scrittura è immaginare. Prova a immaginare la storia che vorresti raccontare, ma non a livello di frasi, parole, concetti. Immaginala visivamente, immagina le scene come fosse un film. Poi, man mano che prende forma, quando ti senti pronta, stendi una scaletta e prova a scrivere...

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    1. Immagino tanto. La cosa buffa è questa: il romanzo che st(av)o scrivendo è nato come un film nella mia testa in tanti anni, ma a livello di scrittura è inesorabilmente fermo al secondo capitolo.
      Prima o poi verrà alla luce. Probabilmente più "poi" che "prima".
      E ho davvero voglia di ricominciare a scriverlo, ma ci sono troppi "ma" di mezzo.
      In ogni caso, grazie a te e a tutti per i bei commenti e la vicinanza.

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  6. Ogni tanto sfogarsi va bene, quindi ben venga il tuo post: tenersi tutto dentro porta solo all'ulcera! I momenti di caduta fanno schifo, concordo, quindi sono felice che tu ti sia rialzata; spero che ti manterrai sempre forte, perché tutta l'energia che hai non dovrebbe mai stare a terra. Forza e coraggio :)

    Ti mando un abbraccio forte!

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    1. Sfogarsi fa bene, lamentarsi non so... ho qualche problema nel capire quale delle due cose sto facendo! Io cado e mi rialzo continuamente. La mia energia ormai se n'è fatta una ragione.

      Ricambio l'abbraccio.

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  7. Quoto Camilla, ben vengano gli sfoghi, ogni tanto sono vitali! Se fossero solo lamentele non continueresti a metterci tutta la tua buona volontà nonostante le cadute :)

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    1. Il confine tra sfogo e lamentela è sottile sottile. Però la volontà e la passione ci sono! Grazie.

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