martedì 20 agosto 2013

Cleuasmo

Cleuasmo: una figura retorica che ho scoperto ora ma uso da sempre!

A volte le cose si scoprono per caso.
Io ho scoperto di fare ampio uso di una figura retorica della quale ignoravo l'esistenza.
è successo per caso, un mesetto fa, più o meno, e mi sono detta che dovevo parlarne anche a voi sul blog, perché oltre a essere una curiosa cronica, ho il vizio di voler sempre condividere le mie nuove scoperte.
Non che ci sia molto da condividere, in questo caso, ma... va be', almeno non vi annoierò troppo a lungo. Sto per parlarvi del cleuasmo.


Cleuasmo?!
Fino a poche settimane fa ignoravo del tutto l'esistenza del termine cleuasmo, non ne vado fiera, ma non si può saper tutto, no?
Cercando un'altra cosa mi sono imbattuta in questo termine e mi è piaciuto molto come suono, poi ho scoperto il significato e mi sono sentita chiamata in causa, allora ho cercato di indagare un po' sul suo conto, per scoprire che in rete non c'è praticamente nulla. Non c'è una voce dedicata nel Sabatini Coletti (il mio dizionario di fiducia online) e non compare nemmeno nel dizionario etimologico che uso di solito...
Word non considera nemmeno l'idea che il termine possa esistere, sottolineandolo con la sua tremante riga rossa da maestrina.
Il buon senso doveva intimarmi di non scrivere un post sull'argomento, perché non c'è quasi nulla da dire, ma questa povera figura retorica mi ha fatto tenerezza e allora eccoci qui.

Il cleuasmo
Il cleuasmo è la figura retorica che consiste nell'atto dell'oratore di sminuirsi. Questo spesso è fatto perché attraverso la professione di umiltà si possono attirare le simpatie dell'uditorio.

Di fatto è una sorta di modestia. Io ho deciso che lo chiamerò la figura retorica della modestia!

Il termine deriva da un verbo greco che significa diminuire, sminuire.

Alcuni esempi
Pensando al cleuasmo a me viene subito in mente Manzoni ne I Promessi Sposi con i suoi venticinque lettori (sì, venticinque milioni, forse, buon Alessandro, e sicuramente parlando ancora al ribasso):

Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull'animo del poveretto, quello che s'è raccontato.

E poi mi sovviene  il socratico So di non sapere. Socrate sapeva sicuramente molto più di quello che ammetteva dicendo quella frase, no?

E poi ci sono tante frasi di uso comune, per esempio:
  • So di non essere la persona più adatta per parlarne, ma mi permetto di dire che...
  • Dal mio umile punto di vista...
  • Senza alcuna pretesa di dire qualcosa di condivisibile...

Il cleuasmo e io
Scoprire questa figura retorica mi ha colpita perché questo è il mio stile di approccio nella scrittura, nelle conferenze, nelle riunioni, nelle manifestazioni... Non che lo faccia di proposito seguendo chissà quali macchinazioni: mi viene naturale, autoironizzare su di me per creare un clima il più disteso possibile, magari senza troppe aspettative (sì, è un po' un modo per evitare di deludere...).

Imperocché io possa testimoniarvi che non lo faccio apposta, prendete un post qualsiasi di quelli che ho scritto in questi due anni e nel 90% dei casi ci troverete almeno un cleuasmo [P.s. rileggendo questo post una volta finito credo di averne trovati cinque o sei].

Conclusione
Mi dispiace aver poco da dire, ma non potevo tenere la scoperta del cleuasmo tutta per me. E poi, chissà, magari si scoprirà altro e potrò ampliare il post.

Voi lo conoscevate? Sapete altro sulla figura retorica della modestia

Aggiornamento del 22/08/2013
Anche Wikipedia discute sul termine cleuasmo di cui nessuno sembra curarsi. Un grazie a Salomon Xeno per aver reperito la discussione in questione.




Questo post partecipa all'iniziativa Una parola al mese. La parola di agosto 2013 è imperocché (al link maggiori informazioni). 


13 commenti:

  1. Mai sentita. Però so da tempo come si applica in chat, con l'acronimo inglese IMHO: in my humble opinion.

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    1. Oh, io non amo le abbreviazioni (soprattutto se inglesi), però in chat me le concedo... credo che questa entrerà nel mio vocabolario.

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  2. Fico, anch'io la uso spesso! Purtroppo, comunque, nemmeno io l'avevo mai sentita, quindi tanto meno ne so qualcosa di più.

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    1. Sì, è vero, la usi anche tu!
      Spero di trovare altre informazioni sul tema, ma la rete tace. Devo cercare qualche libro, magari.

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    2. Forse dovresti partire da dove l'hai trovato e vedere se si riesce a risalire a qualche origine. :)

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    3. Lì, c'era solo la definizione. Povero cleuasmo!

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  3. Non la conoscevo e mi pare anche di non usarla... salvo smentite!

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    1. Bene, dai, siamo già in troppi a usare il cleuasmo.

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  4. Accipicchia, io ne faccio abuso, sono un cleuasmo-addicted, uno che dovrebbe chiamarsi Cleuo di nome!
    E neppure conoscevo questa figura retorica! Perché - giustamente - come potevo io conoscere, io che non so nulla...
    (visto? Cleuasmo-dipendente, non si fugge!)

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    1. Anch'io ne faccio abuso e non la conoscevo, perché ovviamente non sono abbastanza competente in materia (sì, sì, non c'è cura!).

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  5. Avevo incontrato qualcosa del genere nel corso delle lezioni di letteratura... ma mi sembra che i vari professori (sia di italiano che di latino e greco) la catalogassero come una forma di "captatio benevolentiae", senza dare un nome preciso.
    I Greci, in particolare, amavano molto il cleuasmo. Erano dei gran vanitosi e amavano sminuirsi, per poi sentirsi dire il contrario dai lettori...

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    1. Beati coloro che venivano smentiti! Sai se non succedeva? :D

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    2. @DramaQueen: Sì, credo anch'io sia una forma di "captatio benevolentiae". Per alcuni è un modo per attirare complimenti, per altri un modo per tentare di evitare di non essere all'altezza (io sono nel caso due).

      @Maria: Eh, se non succedeva, almeno non si erano elogiati invano. Il saggio dice: "Chi si loda si imbroda".

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