lunedì 25 novembre 2013

Corsivi e grassetti

Corsivi e grassetti: un po' di chiarezza, dal mio punto di vista


 Nella narrativa degli esordienti, soprattutto in quella pubblicata in rete (in blog, siti e forum) spesso si assiste a un uso poco chiaro di corsivi e grassetti. E per poco chiaro intendo spesso incomprensibile (nel senso che è difficile trovare una logica sottostante a tale uso). Quindi in questo post esprimo un po' di miei considerazioni sul tema.


Il corsivo
Per certi versi il corsivo (anche chiamato italico) viene usato quando si potrebbero usare le virgolette, che spesso sono più fastidiose da vedere e rischiano di confondersi con quelle utilizzate per i discorsi diretti (caso in cui non si può usare il corsivo, anche se io, per i discorsi diretti, preferisco di gran lunga i caporali).

I corsivi, in narrativa, si usano:
  • Per i titoli (di libri, quadri, cd, film…)
  • Per termini stranieri, ma solo se non sono diventati di uso comune in italiano (per esempio, non ha senso scrivere computer)
  • Per indicare i pensieri di un personaggio
  • Per le citazioni
  • Per parole usate in modo improprio o al posto di altre (per ironia, eufemismo o sarcasmo)


Il grassetto
Per quanto riguarda il grassetto, la situazione è ancora più semplice. Avete mai visto una parola in grassetto in un libro? Pensateci bene. Se escludiamo la narrativa per bambini, in cui occasionalmente si utilizza, e la manualistica, in narrativa io non ho mai visto una parola in grassetto.  Il grassetto infatti serve per mettere in evidenza della parole e ha quindi senso nei manuali, nei testi settoriali, ma non in un romanzo o in un racconto. Se volete che una parola risalti, utilizzate delle strutture di sintassi marcata (per esempio le dislocazioni) oppure altri escamotage, ma non usate il grassetto in narrativa. C'è solo una cosa tipograficamente peggiore: l'uso del tutto maiuscole.

Conclusione
Ho cercato di essere breve, perché di fatto non ci sono molte regole per la narrativa riguardo a corsivi e grassetti e qualche punto fermo credo sia sufficiente e più semplice da ricordare.

Che ne pensate? 



Hanno parlato di questo articolo:

12 commenti:

  1. Mi sembra un argomento sul quale non ci sia molto da dire, tutto esposto in modo chiaro. Sul grassetto mai presente nella narrartiva, non sarei così drastico. In qualche "romanzo" particolare, strano, di genere si potrebbero incontrare (penso a qualcosa dell'amato Scalvi, ma non solo).

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    1. Già il fatto che però si definisca "strano" tale romanzo, in un qualche senso fa sì che esuli dalle normali regole, quindi mi trovi pienamente d'accordo.

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  2. Thomas Pynchon, da molti considerato il più grande scrittore vivente, nei suoi romanzi è solito far risaltare le parole facendole iniziare con la lettera maiuscola.

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    1. Be', dai, almeno non usa il grassetto!

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  3. Io a volte uso i corsivi quando utilizzo una parola eufemistica in senso ironico. Tipo:
    Gli diede un'affettuosa carezza
    nel senso di "un pugno", e allora scrivo "carezza" in corsivo. Non so se è un uso improprio...

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    1. Questo è un uso accettato del corsivo, infatti, come ho scritto nel post, si usa sempre quando si potrebbero usare le virgolette. Se ben ci pensi, quando usi una parola la posto di un'altra, spesso si dice "tra virgolette".
      Magari lo specifico nel post.

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  4. Sono d'accordo sul'uso (o meglio, sul non-uso) del grassetto in narrativa. Non sopporto chi, per mettere in evidenza una parola o un concetto, usa il grassetto, o tutte le lettere maiuscole, o anche troppi punti esclamativi!!!!!!!
    Dovrebbe essere lo stile a mettere in evidenza i concetti importanti, non la grafica. Altrimenti, scriveremmo tutti come Geronimo Stilton (e mi pare un'alternativa abbastanza agghiacciante).

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    1. Sono completamente e totalmente d'accordo con te! Lo stile! Lo stile! E ancora lo stile!

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  5. Perfettamente d'accordo su tutto, aggiungo che il corsivo si può usare anche per dare un tono enfatico a una parola, soprattutto nei dialoghi, non solo in senso ironico.

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    1. Non sono molto d'accordo, sai? Per l'enfasi non userei il corsivo, però, se sei sicura, mi fido!

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  6. Che io sappia esistono delle vere e proprie tecniche di utilizzo del grassetto per i testi sul web. Tecniche che permetterebbero ad un lettore distratto (quindi ad un lettore medio) di conoscere al volo il contenuto di una pagina pur rimanendoci sopra non più di cinque secondi.

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    1. Sì, esistono, però i testi sul web seguono regole un po' diverse dalla narrativa.
      In realtà io sul blog metto le cose in grassetto e poi le sottolineo, perché solo il grassetto non si vede.

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