mercoledì 25 giugno 2014

In parte

In parte: un errore locale. 

Un giorno, chiacchierando con Licia su G+, parlavamo di errori che si fanno in alcune regioni geografiche e mi è venuto in mente di scrivere questo post. Sinceramente non so quanto possa essere utile, perché mi appresto a parlare di un errore estremamente comune nella bergamasca, ma che già a Milano non mi è mai capitato di sentire (e sono piuttosto sorpresa, credevo di ritrovarlo anche qui, invece niente!). Dato però che in ogni scuola, via, negozio dell'area di Bergamo (ma anche di Brescia) vi potrebbe capitare di sentirlo… chissà che spenderci due righe non serva a qualcosa, no?

Sto parlando della locuzione in parte.


L'uso corretto
In parte significa per una parte, per certi versi, parzialmente.

Si può dire:
In parte sono d'accordo con te.
Significa che sono d'accordo con te solo parzialmente, per alcuni aspetti.

Questo è l'uso che occorre fare di in parte.

L'uso errato
In alcune province lombarde (Bergamo e Brescia sicuramente, poi potrebbero essercene altre), però si utilizza anche come di fianco, accanto, accompagnato dalla preposizione a che introduce un complemento di termine.

Per esempio:
Mi sono seduto in parte a te.
Tutti volevano stare in parte a lei.
In parte al libro di matematica c'è quello di italiano.

Questo uso è errato: si tratta di un tratto di un italiano sub-regionale.

Inoltre...
Con il senso di da parte  o a lato si trova anche a Parma e in Friuli (ma senza la preposizione a).

Per esempio:
Stai in parte, se no ti investono.

E devo dire che anche nella mia zona si sente spesso.

Conclusione

In parte  si può usare per indicare qualcosa che avviene in modo parziale, l'uso che lo vuole come sinonimo di di fianco è da considerarsi errato e carattere di una varietà sub-regionale di italiano (che non è la stessa cosa del dialetto).



Hanno parlato di questo articolo:



23 commenti:

  1. La versione "stai in parte" (nel senso stai a lato, stato da parte) l'ho sentita spesso anch'io pronunciata dal mio parentado. Credo sia molto diffusa in veneto.

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    1. Quell'uso (senza la preposizione "a") è diffuso su un'area geografica più estesa dell'altro (che si riduce a poche province), quindi non mi sorprenderebbe che sia tipico anche del Veneto! Grazie per le informazioni.

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  2. Poi ci sarebbe il "mettere a parte" nel senso di "mettere a conoscenza"... Ma qui mi sa che sto andando fuori tema....

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    1. "Mettere a parte" nel senso di "comunicare, informare" credo sia invece corretto in italiano. Non ritengo sia infatti un tratto subregionale e nemmeno del generico substandard dell'italiano. Si tratta di un uso figurato e sicuramente più diffuso nel parlato che nello scritto (e probabilmente non accettato in scritti di media o alta formalità) però non lo considererei errore.

      Non sei andato fuori tema (visto che di "parte" si parla, anche se qui abbiamo tolto "in") e, in ogni caso, era uno spunto interessante, quindi perché non parlarne?

      Grazie!

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  3. Veramente l'ho sentito dire anch'io, che sono veneta, ma mi è sempre parso un modo di dire dialettale... In realtà io uso un sacco di modi di dire dialettali anche quando parlo in italiano ("svegliati fuori", "mi sono presa a letto", "mi stavo ingozzando") ma sto attenta a non farlo quando scrivo! ^^"

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    1. Non è dialettale, ma tratto regionale o subregionale dell'italiano, comunque anch'io, che sembro tanto precisina, uso tantissime espressioni di questo tipo, eh! La cosa divertente è che a Milano pare non capirmi nessuno! Ahaha!

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  4. Concordo con dramaqueen in ogni parola. XD
    Più che altro, il "in parte" è parzialmente, sennò viene usato "da parte" (stai da una parte).
    E in verità non sono sicura sia dialettale o propriamente errato... Perché sarebbe inteso come "stai nella parte del marciapiede" (per riprendere il tuo esempio) fino al senso astratto "stai da parte" (stai fuori da questa faccenda... stai nella parte di questione che non riguarda ciò/questa parte di discorso non ti deve riguardare).

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    1. Quell'uso l'ho scoperto scrivendo il post e, in effetti, potrebbe non essere del tutto errato, se non altro per estensione di significati consentiti nell'italiano comune. Il post comunque era soprattutto incentrato su "in parte a" utilizzato nel senso di "di fianco a".

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    2. Certo! :)
      Bel post come il solito, comunque.

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    3. Mi sembra naturale che concordi con me, Maria! Abiti a.. quanto? Dieci chilometri da me? xD

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    4. Ahaha, va bene che è italiano "subregionale", ma in 10 chilometri dovrebbe essere più o meno simile! Anche se non è detto...

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  5. "In pizzo" l'avevi mai sentito? Io a volte lo uso.

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    1. Mai sentito... cosa vuol dire? L'ho digitato in google ottenendo solo abiti da sposa e slogan mafiosi...

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    2. "Sedersi in pizzo" cioè sedersi sulla punta, sul bordo più esterno delle sedie. E' una locuzione vecchissima, la si usava nella prima metà del '900, però io la uso spesso. In effetti uso di frequente alcuni arcaismi, un po' come Maria che dice "in verità".

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    3. E anche oggi ho imparato una cosa nuova! Grazie mille!

      Chissà, forse deriva dal fatto che le dame, quando avevano grandi vestiti di pizzo erano obbligate a sedersi sul bordo delle sedie? In ogni caso, io mi siedo spesso in pizzo e ora posso utilizzare questa espressione!

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    4. A questo punto mi chiedo se la città di Pizzo Calabro deve il suo nome al fatto che si trova sul bordo (sulla costa) della Calabria...

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    5. Wow! Se fosse così è proprio una scoperta (almeno per me). Grande, TOM!
      Procediamo per associazione di idee e andiamo sempre più lontano. Siamo una bella squadra!

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    6. No, non credo abbia a che vedere con la merlettatura... penso proprio che con pizzo s'intenda o il modo o la posizione. Però sì, in genere sono le signore che si siedono in pizzo, probabilmente perchè non si poteva fare altrimenti (pensa a quando c'erano le gonne a stecche).
      Lo immaginavo che quest'espressione fosse quasi sconosciuta.

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    7. E adesso ci sono almeno due persone in più che la conoscono! Non male, no? Grazie!

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    8. Dalla Treccani:
      Pizzo (1° significato) Con accezione generica, estremità appuntita di qualche cosa, cocca, lembo: il p. del fazzoletto, della camicia; un cappello a due, a tre p., a due, a tre punte; sedere in pizzo (alla sedia, a una panca, al letto, ecc., o sulla sedia, ecc.), sull’orlo, sull’estremità.

      Infatti il pizzo (il pizzetto) è una barba a punta.

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    9. Confermo inoltre a Tom, che c'aveva preso per quanto riguarda Pizzo Calabro, anche se in maniera imprecisa.
      Il nome Pizzo ( = becco d'uccello, punto sporgente) deriva dal fatto che il borgo è arroccato su di un promontorio al centro del Golfo di Sant'Eufemia.

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    10. Grazie per tutte le precisazioni, Marco!

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