lunedì 8 dicembre 2014

"Disegna il tuo universo" - guest post di Elisa Elena Carollo

Oggi sono felicissima di presentarvi un guest post scritto da Elisa Elena Carollo, la blogger che sul suo blog, DramaQueen, ci insegna tantissime belle cose sul teatro e che ci regala coinvolgenti video con le sue interpretazioni.

Qualche tempo fa ha indetto un'iniziativa per il compleanno del suo blog che prevedeva la scrittura di monologhi, poi lei ne ha scelti alcuni di quelli che le sono arrivati e li ha interpretati (e, se ve li siete persi, ora correte a vederveli!). Due di questi monologhi erano miei (Libera e Basta!) e uno dei due ha persino vinto il concorso! Tra i premi in palio ho scelto la possibilità di avere un guest post scritto da Elisa e… eccolo qui! A me è piaciuto moltissimo, quindi spero piacerà anche a voi.

Intanto ringrazio Elisa per il post e per la bellissima iniziativa dei monologhi, nonché per i suoi bei video. Ora però taccio… vi lascio al suo post!


Disegna il tuo universo


Sulla mia scrivania ci sono libri e appunti, pagine piene di equazioni e di grafici esplicativi. Ma ci sono anche tanti fogli sparsi con monologhi scritti e altri libri che parlano di teatro. Il computer è acceso e il browser aperto su una pagina del mio blog. Indovinate quale, tra tutti questi elementi, attira di più la mia attenzione?
Esatto, per chi passa, anche solo di sfuggita, nel mio blog non è difficile capire quale sia la mia vera passione e quale sia la strada di riserva.


L’importanza di una passione
Molte persone rimangono basite, quando scoprono che per me l’università è una specie di ruota di scorta, nel caso in cui i progetti artistici vadano male, ma io non riesco a pensarla diversamente. Mi piacerebbe seguire la strada tracciata per me, studiare e poi fare un lavoro normale: sarebbe molto più semplice… però questa mi sembra una gabbia, più che una prospettiva desiderabile.
Quando si ha una passione, una passione vera, di quelle che ti bruciano dentro, è difficile pensare a qualcos’altro. Se anche voi ne avete una, saprete sicuramente di che cosa sto parlando.
Il teatro mi dà quell’entusiasmo che non riesco a perdere, quella voglia di partecipare, quella sensazione di essere viva più che in qualsiasi altro momento. Ora come ora, non riuscirei mai a rinunciarci.

Protagonisti e spettatori
Poco tempo fa, sono stata ad un concerto metal. Non era musica classica, quindi il pubblico si faceva coinvolgere, saltava, urlava e cantava. Per quanto fosse divertente agitarsi e tenere il ritmo, a un certo punto, guardando i musicisti sul palco, ho riflettuto sulla differenza tra essere spettatori e protagonisti della scena.
Per me, l’esperienza del concerto sarebbe stata divertente e memorabile, ma sarebbe rimasta solo un’esperienza occasionale. Per loro, era un lavoro e hanno una vita fatta di esperienze come quella.
E non solo: la differenza è anche tra essere uno dei tanti che formano il pubblico (che cantano e si agitano, ma non si distinguono uno dall’altro) ed essere il cantante che tutti ammirano per la sua bravura e per la sua presenza scenica.
Chiamatela mania di protagonismo, vanità o come volete, ma quando assisto a questi spettacoli io mi dico sempre che non voglio essere solo spettatrice. Mi sembra troppo poco assistere a qualcosa di così bello e non poter partecipare concretamente. Io voglio essere artefice della bellezza e non guardarla soltanto da lontano.

Le difficoltà concrete della vita
Ad un certo punto, anche la cantante ha citato l’argomento, introducendo una canzone dal titolo Design your universe. Traducendo liberamente dall’inglese, le sue parole sono state: «Vi auguro tutto il meglio per le vostre vite e spero che possiate realizzare i vostri sogni, ma ricordate che dovrete faticare, perché per ottenere quello che volete serve impegno».
Ecco, questo è il punto dolente. Ed è anche la prima cosa che la gente mi ricorda, quando dico che voglio fare l’attrice. È difficile.
Ci vuole talento, ci vuole tanto lavoro e bisogna anche avere la fortuna dalla propria parte. Non c’è nessuna garanzia di successo, perché solo pochissimi ce la fanno, ma non c’è nemmeno la garanzia di un lavoro stabile, una volta ottenuti i primi ingaggi. Insomma, tutti possono cercare di disegnare il proprio universo, ma non è detto che ci riescano.
Di questi tempi, la stabilità sembra difficile da raggiungere per tutti. Uno stipendio fisso, un contratto a tempo indeterminato, la possibilità di pagare l’affitto e le bollette senza doversi preoccupare sono più vicini al sogno che alla realtà.
Chi sono io per disprezzare questa possibilità andare in cerca di un futuro incerto e precario? In fondo, molte delle persone che escono dalla mia stessa facoltà trovano lavoro ancor prima di essersi laureate. Perché io sono così pazza da disprezzare una tale opportunità?

Stabilità e felicità
Il punto è che la stabilità viene quasi sempre identificata con la felicità. Invece, le due cose non sono necessariamente coincidenti. Certo, in una realtà utopistica tutti vivremmo con uno stipendio fisso e un contratto a tempo indeterminato. Questa sarebbe la condizione più auspicabile in assoluto.
Con alcuni lavori, però, non è possibile avere il posto fisso. A qualsiasi professione artistica (attore, cantante, ballerino, pittore…) si accompagna la precarietà. Quando ci si dedica a queste attività a livello professionale, per di più, è difficile anche affiancarle ad un altro lavoro vero che dia uno stipendio fisso. L’unica speranza è riuscire a diventare, un giorno, abbastanza noti nel proprio settore. In questo modo, il lavoro non è proprio assicurato, ma è abbastanza certo.

Concezioni diverse
Tutto sta nel capire qual è il nostro personale concetto di felicità. Coincide con un lavoro fisso? Oppure la stabilità può passare leggermente in secondo piano, perché è più importante svolgere una professione che ci fa sentire realizzati? Ogni persona è diversa e, ovviamente, avrà una risposta diversa per questa domanda.
Ognuno ha la sua strada e ha il diritto di provare a costruire il suo futuro come lo vorrebbe. Se ci sono delle difficoltà, anche grandi, può scegliere di provare a superarle. Di quanti artisti sarebbe stato privato il mondo, se tutti avessero sempre scelto il posto fisso?
Certamente, non tutti potremo diventare famosi musicisti, pittori o attori, ma qualcuno ce la farà… e solo il futuro potrà dire quale sarà veramente la nostra strada e se troveremo la nostra felicità (o almeno la serenità)  in un lavoro normale o nella passione per l’arte.

Conclusioni
Il concetto di felicità può essere diverso da persona a persona. Si possono dare consigli, ma non imporre la propria idea a qualcuno che non è d’accordo. È una frase che si ripete spesso, in giro, ma che non sempre ci si ricorda di mettere in pratica.




Ringrazio ancora Elisa per il bellissimo articolo che si richiama molto a un tema a me molto caro, quello del sogni che devono avere comunque i piedi per terra.
E ora… non dimenticate di dire la vostra sull'argomento!



Vi ricordo che se volete pubblicare un articolo sul mio blog o volete un mio post per il vostro, potete trovare informazioni alla mia pagina dedicata al fenomeno del guest post dove c’è anche l’elenco sempre aggiornato dei miei post pubblicati in altri blog e degli ospiti che sono passati di qui!





39 commenti:

  1. Esatto, la vedo come te, Elisa.
    Il vero problema è che ci stan togliendo il diritto di poter sognare.
    Ma ce lo riprenderemo. Intanto, è sempre meglio avere un piano B e pure C per ogni evenienza! ;)
    Un abbraccio a te e Romina :)

    Moz-

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    1. Sono contenta di trovarti d'accordo con me, Moz :)
      Il diritto di sognare, di questi tempi, sembra più un privilegio di pochi. Eppure, le persone felici che conosco sono quelle che hanno realizzato il proprio sogno o che stanno lavorando per realizzarlo.
      Sto faticando, ma porterò a termine anche il piano B. Anche contro gli ultimi esami, vincerò io!
      Un abbraccio :)

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    2. Ma sì, Elena! E' così... e se si insegue il proprio sogno, anche il piano b sarà pià leggero da portare a termine!^^
      Ah: mi hai visto "recitare"?? :p

      Moz-

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    3. Se tu vedessi i miei appunti di fenomeni di trasporto, cambieresti idea :P
      Ma porterò a termine anche il piano B, niente paura!

      Ti ho visto... ma eri nascosto da una maschera! Attendo la seconda puntata per vedere quali sono le tue reali capacità di attore.

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    4. Fai bene a portarlo a termine, davvero. Anche perché niente ti impedirà di continuare la tua passione :)
      Quanto al video, io resterò sempre in salotto XD

      Moz-

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    5. Noooo lo spoiler! D:
      Si vedrà... Ma ormai avete capito che sono testarda, quindi non sarà facile farmi desistere!

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    6. Comincio scusandomi per i miei silenzi di ieri... ma mi fa molto piacere vedere che ci sono state tante discussioni sul tema!

      Lottare per i propri sogni è un diritto che ci vogliono togliere, ma anche un dovere che dobbiamo a noi stessi. Almeno finché non diventa oggettivamente impossibile (a quel punto tormentarsi a che cosa serve?).

      Ti ammiro tanto, Elisa, per la tua forza nel combattere sempre per ciò in cui credi.
      Per il resto, a me i piani B, C, D, E... hanno sempre salvata!

      @Miki: Io ti vedrò recitare a breve... sono curiosissima!

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  2. Non posso che fare i complimenti ad Elisa per il suo post così vicina al suo mondo e anche al tuo Romina.
    Così vicina al mondo di tutti quelli che osano ancora reinventarsi o comunque crearsi.
    Io non mi saprei proprio immaginare lontana dalle mie passioni. Sarebbe come privarmi di una scintilla di vita, tante scintille.

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    1. E che cosa sarebbe la vita, senza le scintille di vita?
      Fa bene, Alma. Continua così e continuiamo tutti a reinventarci in modo da portare le nostre passioni nella vita quotidiana! :)

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    2. @AlmaCattleya: Sì, non si possono spegnere le nostre passioni... se mai si trasformano, cambiano, ma il loro fuoco deve continuare a bruciare!

      @Elisa: Per citare la mia cara Licia: "Risplendiamo!".

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  3. "Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni". Non conosco persona che rende più vera questa affermazione di te, Elisa Elena.

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    1. Marcooooo mi fai arrossire così!
      Che grande e bellissimo complimento... Spero di continuare a renderla vera, allora! Ma devo ringraziare anche tutti voi per il vostro sostegno :)

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    2. @Marco: La forza che riesce a mettere Elisa nel raggiungere i suoi sogni deve esserci sempre di grande esempio!

      @Elisa: Sostegno sempre più che meritato!

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  4. Aggiungo i miei complimenti per il post, Elisa :)
    Per quanto mi riguarda, ho sempre dato la priorità ai miei sogni e ho sempre vissuto la stabilità come uno dei più grossi ostacoli alla loro realizzazione. Ho vissuto un lungo periodo della mia vita in cui lavoravo otto-nove mesi l'anno e trascorrevo gli atri tre-quattro mesi in giro per il mondo.
    Anche adesso che ho smesso, per il momento, di viaggiare fisicamente, sto comunque dando la precedenza al sogno della scrittura rispetto alla stabilità.
    In altre parole, sono un inguaribile ottimista ;D

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    1. Ti ringrazio, Ivano! Mi conforta non essere l'unica a pensarla così.
      Credo che l'ottimismo sia la migliore malattia da cui possiamo avere la fortuna di non guarire :)

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    2. @Ivano: Per essere felici, serve una piccola dose di follia... forse per questo felicità e stabilità non sempre vanno di pari passo.
      Ma essere felici "nonostante tutto" è sempre un bel piano!

      @Elisa: Chissà, magari prima o poi mi ammalo anch'io!

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  5. Al di la del fatto che il mio lavoro era anche uno dei miei tanti sogni (lavoro in un asilo), abbiamo partecipato, noi educatori, ad un corso di teatro e le parole che piu' ci hanno colpito le abbiamo utilizate per spiegare ai genitori che i bambini devono avere la liberta' di pensare - credetemi, non e' scontato - perche' "quando si nasce si entra in scena" e "nella vita non si potra' essere sempre protagonisti, ma non bisogna essere mai comparse".
    Grazie Elisa per le belle parole, molto toccanti. Grazie Romina

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    1. Prego, grazie a te per il commento!
      E' vero che il teatro può dare insegnamenti molto importanti anche per la vita vera: dobbiamo recitare al meglio la parte che ci è stata assegnata.
      Ma non è tutto, perché nella vita possiamo essere anche registi di noi stessi, oltre che attori. Possiamo decidere di essere noi i protagonisti, invece di lasciare che il copione delle nostre azioni sia scritto da qualcun altro.

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    2. @Ape: Riuscire a fare del proprio sogno un lavoro è la cosa che secondo me consente di trovare una felicità più duratura di tante altre...
      E, hai ragione, non sempre è facile spiegare queste cose ai genitori!

      @Elisa: Bisogna essere registi e non burattini...

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  6. Una bellissia riflessione, che chiunque abbia una forte passione per una disciplina, quale che sia, può certamente comprendere e, almeno in parte, condividere. Io ho sempre legato in maniera indissolubile la mia (la letteratura) allo studio e alle aspirazioni professionali, che includono l'insegnamento, raggiungibile con un lungo percorso di perfezionamento, e la scrittura, che, invece, sento come attività più libera e come valvola di sfogo quando lo studio, pur amato, impone dei ritmi e delle scelte difficili. A mio modo, anch'io mi sono scontrata col problema stabilità: da quando ho scelto di studiare letteratura e filologia mi sono piovute addosso le solite gufate di chi mi faceva presente che l'insegnamento è sinonimo di precariato a vita. Fortunatamente quelle persone non fanno così strettamente parte della mia vita da meritare troppa attenzione. L'evoluzione del sistema socio-economico, peraltro, ha dimostrato che questa precarietà è una condizione che va ben oltre gli insegnanti e coinvolge la maggior parte delle professioni, il che dovrebbe incitarci, per quanto possibile di fronte ad una realtà tanto amara, a seguire le proprie passioni, perché le difficoltà sono comunque presenti, ma se manca l'entusiasmo tutto diventa più grigio e insostenibile.
    Gli antichi dicevano Per aspera ad astra: attraverso un percorso irto di ostacoli si possono raggungere le vette della felicità! Quindi faccio un grande augurio di tante soddisfazioni a tutti i sognatori e uno particolare a te, che tu possa fare della tua passione il tuo lavoro! :)

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    1. Immagino che chi sceglie facoltà letterarie, soprattutto lettere antiche, filologia, storia e filosofia, sia costantemente bersaglio di frasi come: "Non troverai mai lavoro" e simili. Io almeno mi sono risparmiata questa scocciatura: quando dico che studio ingegneria, la gente tace. Che poi io non voglia fare l'ingegnere, è un'altra storia...
      Sono d'accordo con te quando dici che il precariato è una difficoltà che si incontra in molte professioni, quindi a questo punto è meglio scegliere un lavoro precario ma che ci appassioni.
      Ti ringrazio per l'augurio e ricambio. Essendo figlia di un'insegnante, so quanto può essere difficile il mondo della scuola italiana! Auguro anche a te di realizzare le tue aspirazioni :)

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    2. @Athanea Noctua: Il precariato ormai è in quasi ogni settore, però l'insegnamento è un settore senza dubbio molto colpito da questa piaga... io ho sempre cercato di trasformare il precariato in flessibilità e credo che prima o poi questo mi tornerà utile! Non mi piace fare sempre la stessa cosa e ho troppi sogni ancora da rincorrere.

      @Elisa: Almeno qualcosa di buono te l'ha portato la facoltà di ingegneria: ti sei evitata un sacco di discorsi noiosi!

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  7. La vita diventa molto velocemente grigia se non si insegue un sogno, quale che sia... Senza contare che attori ingegneri ce ne saranno pochi, e questo ti mette nella invidiabile posizione di sapere - e poter fare - cose che molti in quell'ambiente non sanno e fanno.
    Conosco personalmente una persona che è partita facendo l'attore "amatoriale", poi è passata alla regia (sempre amatoriale) poi ha messo a frutto gli studi di economia e adesso produce spettacoli anche a livello nazionale.
    Non sarà sul palco, ma ha molti attori famosi sulla rubrica del cellulare: forse non era proprio il piano a, ma non è stato neppure il piano b! ;)

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    1. Non si sa mai dove ci potrà portare la vita...
      Un attore ingegnere che cosa potrebbe fare? Aggiustare il palco se si rompe? ;)
      A parte gli scherzi, mi lamento tanto della facoltà di ingegneria, ma una cosa buona sicuramente me l'ha data: la mentalità. Un ingegnere non sta (o non dovrebbe stare) a perdere in elucubrazioni e va dritto alla soluzione del problema. Se non funziona, ne prova un'altra, e così via. Questa capacità di problem solving torna spesso utile, in campo teatrale e non.
      Speriamo che anche il piano che la vita ha per me non si troppo lontano dal mio sogno :)

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    2. @Michele Scarparo: I sogni sono ciò che ci rende vivi... bello vedere che ogni tanto si evolvono in modo positivo!

      @Elisa: Eh, il problem solving... e ho detto tutto!

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  8. Bellissimo post, bellissime parole e... sono orgogliosa e contenta di averlo letto.

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    1. Orgogliosa? Di me? *arrossisce di nuovo*
      Grazie!

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    2. Mi unisco al gruppo "orgogliosi di Elisa Elena Carollo".

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    3. Ti vogliamo tutti molto bene, e facciamo il tifo per te.

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    4. Certo che di te! Guardati attorno! Leggi bene tutti quei caldi commenti e imprimili dentro di te. Che siano la base da cui volare.

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    5. Siete il fan club migliore del mondo! :D
      Grazieeeeeeeeee!

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    6. Ci mancano solo gli striscioni, ma ci stiamo attrezzando!

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  9. E se gli artisti avessero un posto fisso? ;)

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    1. Sarebbe un'utopia di sconfinata bellezza!

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  10. Post ben costruito, complimenti a Elena. Meglio essere protagonisti: la vita non e` imitare scimmiottando o seguire altri come pecore. La passione bisogna autoalimentarla: nessuno lo fara` per noi. Abbiamo la non facile responsabilita` di disegnare la nostra strada e di accendere e seguire con costanza la via scelta. L'artista vero e` precario perche' la creativita` e` sfuggente e sempre sul filo del funambolo. Auguri a te e a Romina di buone feste. Un bellissimo 2015. Lucia

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    1. Hai proprio ragione, Lucia!
      Grazie per gli auguri, che ricambio!

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    2. Forse hai ragione: l'arte è di per sé incostante e imprevedibile, sarebbe sciocco cercare di contenerla dentro i confini dell'abitudine.
      Ti ringrazio per i complimenti e per gli auguri. Buone feste e felice anno nuovo anche a te!

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    3. La creatività è imprevedibile!

      Auguri a te e a tutti!

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