sabato 27 dicembre 2014

Furbo di tre cotte

"Furbo di tre cotte": insomma, molto furbo!

Oggi vi parlerò dell'espressione furbo di tre cotte, che non ho mai sentito, ma mi è stata consigliata da Michele Scarparo, che ringrazio per il curioso suggerimento!  


Quando si dice?
In genere si usa l'espressione furbo di tre cotte nel senso di furbissimo, dotato di scaltrezza sopraffina.
Si è quindi in presenza di un furbo famigerato, insomma, uno che è davvero molto furbo. Assume quindi un significato simile all'espressione più famosa Saperne una più del diavolo.

Facciamo un esempio pratico: se una persona, con un abile serie di parole e frasi, sta quasi per riuscire a convincervi di aver ragione anche quando non ce l'ha per evitare un rimprovero, be', allora qualcuno potrebbe mettervi in guardia dicendovi: «Fai attenzione, quello è un furbo di tre cotte».

Un controsenso
Nella rubrica Lo dicono tutti, ogni tanto, parlo di queste espressioni poco note. Lo so, è un controsenso, ma è anche divertente impararne di nuove, no? Sono curiosa di sapere quanti di voi conoscevano già questa!

L’interpretazione più convincente
La parola cotte dell'espressione è il plurale di cotta, cioè cottura di cibi o bevande che un tempo veniva fatta per purificare, distillare, raffinare…
Si tratta quindi di un processo di raffinazione ottenuto mediante fasi di riscaldamento o cotture.

Lo zucchero di tre cotte era quello più puro perché il processo di raffinazione era stato ripetuto più volte; arrivare a tre cotture significava far raggiungere allo zucchero il miglior grado di perfezione.

Da qui poi si è passati a definire furbo di tre cotte una persona con una furbizia sottile, raffinata, proprio come succede ad alimenti che subiscono più volte il processo di raffinazione (per esempio lo zucchero di tre cotte).

Altre interpretazioni
L'espressione è anche conosciuta come furbo di sette cotte, senza particolari cambi di significato, a seconda delle fonti. In effetti, anche lo zucchero può subire ben più di tre cotte nel suo processo di raffinazione.

Anche se l'espressione pare derivare soprattutto dal procedimento di raffinazione dello zucchero, in realtà si può parlare di numero di cotte per tantissimi altri prodotti che si raffinano con questo procedimento di riscaldamento ripetuto più volte.

Conclusione
Vi è mai capitato di usare questa espressione?

Che cosa ne pensate? Siete mai stati dei furbi di tre cotte in vita vostra? 



12 commenti:

  1. Come espressione l'ho già sentita. Io però non lo sono mai stato, semmai più uno stupido di tre cotte :-P

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    1. Nah... ma quando mai! Non lo dire nemmeno per scherzo!

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  2. Se fossi furbo di tre cotte, a quest'ora starei in America a contare i soldi. Invece sono ancora qui, a contare le bollette :)
    Mentre leggevo il tuo pezzo, mi sono domandato dove possa aver mai imparato quest'espressione. Mi sono venuti in mente i cartoni animati, quelli vecchi, americani, tipo "Tom & Jerry". Chissà se sia davvero così... :)

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    1. Sinceramente non so proprio dove potresti averla sentita, però è stato divertente fare delle ricerche sul tema!

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  3. Io l'ho sentita più volte, quindi è giusto che quest'espressione stia nella rubrica "Lo dicono tutti". Beh, forse non tutti, ma più di qualcuno...
    Non sapevo la storia dello zucchero, interessante!

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    1. Ooohhh, qualcuno l'ha sentita, qualcuno l'ha sentita, qualcuno l'ha sentita! Evviva!

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  4. Non l'avevo mai sentita! Un'espressione davvero curiosa :)

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    1. Io ti ci vedo bene a usarla, sai? Magari da oggi in poi...

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    1. Nemmeno io, prima che me ne parlasse Michele!

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  6. Neanch'io l'ho mai sentita, quindi grazie a Michele!

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    1. Eh, sì, Michele mi dà sempre tante buone idee!

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