sabato 21 febbraio 2015

Bolla o bollisca?

In cucina con Romina Tamerici  non è una rubrica, ma è diventata una sorta di moda tra i blogger. Oltre alla mia rubrica narrativo-culinaria su Il pozzo e lo straniero, chiamata Avventure ai fornelli e che finora conta un solo post sul couscous (presentato qui), anche Elisa Elena Carollo mi vuol coinvolgere in tematiche culinarie, proprio mentre ci stiamo facendo una pasta: «Si dice: aspetta che l'acqua bolla o bollisca?». Su due piedi non ho saputo risponderle con certezza, pur avendo la mia opinione, e a distanza di tempo ne ricavo un post.


Per una volta non sarà nemmeno un post impegnativo o lungo e, per fortuna, la mia ipotesi era corretta, quindi non devo andare a nascondermi! Ahah!

Ci basta semplicemente guardare la coniugazione del congiuntivo presente del verbo bollire per trovare una risposta certa!

Che io bolla (e non Che io bollisca)
Che tu bolla (e non Che tu bollisca)
Che egli/ella/esso/essa bolla (e non Che egli bollisca)
Che noi bolliamo
Che voi bolliate
Che essi/esse bollano (e non Che essi bolliscano)

Vi ho segnato gli errori più comuni e sottolineato quello che è relativo alla domanda che ha dato vita al post di oggi.
Insomma, la frase corretta è prima che l'acqua bolla e non  prima che l'acqua bollisca.

Visto che la questione oggi si è sistemata in fretta, mi dilungo un po' facendovi notare anche l'indicativo presente, che spesso fa commettere errori:

Io bollo (e non Io bollisco)
Tu bolli (e non Tu bollisci)
Egli/ella/esso/essa bolle (e non Egli bollisce)
Noi bolliamo
Voi bollite
Essi/esse bollono (e non Essi bolliscono) 
Nello scritto fanno assolutamente ribrezzo, ma, se ci pensate, secondo me, nel parlato, almeno una volta, vi è capitato di sentirli…

Se vi vengono in mente altre questioni insidiose riferite a questo verbo, fatemi sapere così le aggiungo.


E intanto ripetete le coniugazioni del verbo come giaculatorie, così sarete sicuri di non sbagliare più. Ahaha! 








Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di febbraio 2015 è giaculatoria (al link maggiori informazioni).

14 commenti:

  1. Oddio, ci credi che io ero convinto che dire "che l'acqua bolla" fosse un errore? Credevo che fosse scorretto e invece...
    Proprio vero che l'italiano non si finisce mai di impararlo (e comunque eviterò accuratamente il verbo "bollire" nei miei racconti onde evitare figuracce ;-)

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    1. Nel dubbio, è sempre meglio cercare di evitare errori cambiando verbo o struttura della frase, però ora ne sappiamo di più!

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  2. Grazie di avermi risolto il dubbio!
    Comunque consolati: non sei l'unica a cui faccio venire in mente domande assurde... Proprio ieri ho chiesto ad una mia amica se la cioccolata è un fluido newtoniano e non abbiamo avuto pace finché non abbiamo trovato un articolo in internet ^^"

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    1. Grazie a te per avermi suggerito il tema per un post!

      Ma adesso lo voglio sapere anch'io: la cioccolata è un fluido newtoniano?

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  3. A me capita di pronunciarlo sbagliato nel parlato, ma fortunatamente sono ben conscia di quale sia la versione corretta e mi correggo prontamente. :D
    Post simpatico. :)

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  4. Nello scritto è sicuramente più facile riscontrare l'errore, ma nel parlato, come ha giustamente fatto notare, è molto più facile cadere in errore. Comunque ricordatevi di non buttare la pasta nella pentola prima che l'acqua "BOLLISCA"!

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    1. Benvenuto sul mio blog!
      Il parlato è la "versione" meno controllata della lingua, quella che evolve più rapidamente ed è più incline all'errore.

      P.S. Diamoci pure del tu, se non è un problema.

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    2. Non è assolutamente un problema, anzi, preferisco! Comunque sono più che d'accordo per quanto riguarda l'evoluzione della lingua italiana parlata, basti pensare alla differenza tra "le ho detto" e "gli ho detto" che sta lentamente svanendo, aggiungerei purtroppo!

      P.S. Grazie del benvenuto! avevo già commentato un tuo intervento, ma effettivamente non era sul tuo blog (mi riferisco alla video recensione che hai fatto con l'argonauta!).

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    3. La lingua parlata ha portato tantissimi cambiamenti nell'italiano, per fortuna e, spesso, purtroppo (come dici tu!). Fortunatamente ci sono ancora tratti che rimangono substandard mentre altri sono ormai stati assorbiti dal neostandard (se ti interessa approfondire, ne ho parlato qui tanto tempo fa: http://tamerici-romina.blogspot.it/2014/01/italiano-neostandard.html; avevo un'intera rubrica sull'evoluzione dell'italiano!)

      P.S. Oh, sì, vero! Però qui sul blog eri appena approdato: mi sembrava giusto accoglierti!

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  5. ma allora come mai si dice che "il cavallo nitrisca" e non che "il cavallo nitra"????

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    1. I verbi con desinenza "ire" (terza coniugazione) hanno diverse desinenze nei tempi verbali a seconda dei casi.
      Per esempio, "che io parta", "che io dorma", "che io bolla"; ma anche "che io nitrisca", "che io sparisca", "che io rinsavisca"...
      Con una buona dose di eccezioni come "che io muoia".
      Il bello della lingua italiana, no?

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  6. S'impara sempre qualcosa sull'italiano. Lingua stupenda!

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