giovedì 12 marzo 2015

Ricominciare a scrivere

Tornare a scrivere dopo tanto tempo: impressioni e cambiamenti

 Scrivere è stata una delle avventure più belle della mia vita, un sogno grande, un obiettivo sentito… poi lentamente ho preso le distanze da questa passione, prima con gradualità e poi con un taglio piuttosto netto, come è nel mio stile. Smettere di scrivere anni fa mi sarebbe sembrata una tortura, un'amputazione immotivata, ma con il tempo è invece diventata una scelta saggia, razionale e quasi per niente sofferta.

Come annunciavo qualche tempo fa, però, un progetto collettivo mi avrebbe riportata nel settore (che non ho mai lasciato del tutto occupandomi del blog, di editing e di altro…). Il progetto in questione è Fibromialgia: fa male e questo post è anche l'occasione per tirare le fila di quello che sto combinando in merito.


Qualche aggiornamento sul progetto…

In queste settimane ho ricevuto molte testimonianze e ho cominciato a organizzarle. Mi sono resa conto (anche se lo temevo già) che non è semplice avere a che fare con persone malate. Sono stata più volte combattuta tra la voglia di dare conforto e la paura di risultare retorica. Sono persone che hanno bisogno di parlare e di essere ascoltate e, al di là del progetto, spero un pochino di saper fare queste cose.

Ho scritto anche alcune parti dell'ebook rielaborando le esperienze di Fabrizia, ma già ho dovuto cambiare totalmente la struttura che volevo dare al lavoro finito, quindi metà del lavoro è da buttare, probabilmente… Comunque, questo era giusto per farvi sapere che sto lavorando e ci vorrà tempo, che è faticoso ma bello, che sono felice di farlo e che se qualche altro fibromialgico si vuole unire, io sono qui.

Questa è anche un'occasione per ringraziare chi sta partecipando, accettando di raccontare pezzi di sé. Grazie  a tutti, di cuore, davvero.  

Ritornare a scrivere
Torniamo alla scrittura, che poi è l'argomento di questo post (e perdonatemi la parentesi di cui sopra, ma sentivo di doverla scrivere). Non scrivevo narrativa da veramente tanto tempo, ormai (eccettuati i racconti in 200 caratteri e simili…). Mi capita ogni giorno di scrivere e di scrivere anche parecchio, post, articoli, cose di lavoro… però scrivere un racconto è altra cosa. Quando ho iniziato a scrivere le esperienze di Fabrizia partendo dai suoi racconti orali, credevo che non sarebbe stato per niente naturale per me raccontare qualcosa, che mi sarebbero uscite solo parole sbagliate, stantie, arrugginite… invece, le parole fluivano leggere con succede con le prime bozze dei post, come un tempo succedeva per la prima stesura dei miei romanzi (tutti accuratamente buttati in recessi remoti del computer). Scrivere era un flusso per me, un distaccare la logica e lasciare che la parole si incasellassero una dietro l'altra. Non mi ero mai resa conto di farlo prima di riprendere con la narrativa, prima di lasciarmi sorprendere da un'immagine evocativa sbucata da chissà quale connessione del mio cervello o da una parola che a stento sapevo di sapere e che, sì, lì, era proprio quella giusta.

Le ragioni per cui avevo smesso e gli orizzonti futuri
In un certo senso ho smesso di scrivere non perché non avessi più voglia di farlo o non mi facesse più piacere farlo: l'ho fatto perché sentivo di non aver più niente da dire o, meglio, di avere da dire troppe cose che non potevo dire in un periodo emotivamente già troppo pesante.

In altre parole, il progetto Fibromialgia: fa male, mi ha dato qualcosa da dire e consentito di ritrovare la gioia di dirlo, riavvicinandomi così alla scrittura.
Non saprei dire se è cambiato qualcosa dal prima ad adesso, anche se sono sicuramente più consapevole di tanti meccanismi sottesi alla scrittura dopo averli visti e analizzati dal di fuori, con meno coinvolgimento personale. Di certo sono cambiata io in tutto questo tempo, affrontando e superando cose, infilandomi in nuovi problemi, cercando nuovi equilibri…

Non so se dopo questo progetto ricomincerò a scrivere, non so se riprenderò i progetti letterari che avevo abbandonato o finalmente mi deciderò a scrivere quello che so di dover scrivere. Non ho risposte in merito, ma quel che so è che sto riscoprendo la gioia di narrare che avevo perso per quanto riguarda lo scritto. Il resto è… ancora tutto da scrivere.


19 commenti:

  1. Può fare paura, ma a volte il tempo in cui si sta fermi per obbligo (per esempio infortunato ecc...) oppure no, potrebbe essere un'occasione per prendere un'altra strada, per trasformare qualcosa. Come ben sai, se ti ricordi, avevo scritto un post simile al tuo e, come dire, attendo. Non perché mi sono arresa. Anzi, io continuo a fare per esempio le mie cose teatrali ma si tratta di questione di fiducia.
    Un bacio carissima Romina e non vedo l'ora di vedere il risultato finale del tuo progetto.

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    1. In questi ultimi due anni ho stravolto la mia vita in tutti i sensi in cui era possibile stravolgerla. Ho percorso strade nuove, ho incontrato sofferenze cupe e grandi gioie. Sono una persona diversa da quella che ero un tempo e, sì, mi serviva tempo per trovare la mia strada e capire cosa voglio da questa vita. Ora credo di saperlo e lotterò per quello. Se la scrittura farà parte di questo progetto di vita o no, lo scoprirò solo strada facendo.

      Spero che anche tu possa trovare risposte alla fine della tua attesa.

      Un abbraccio!

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  2. Magari in tutto questo tempo ti è mancato un tema a cui tenessi davvero, qualcosa che ti stesse a cuore. La connessione forte con ciò che volevi raccontare ti ha aiutata a ritrovare la tua voce, ed è una bellissima cosa.

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    1. Credo che in parte sia così. Tutto ciò che avrei voluto raccontare, tutto ciò che avrei voluto gridare, non era il tempo per "buttarlo fuori" e magari non lo sarà mai. Avere modo di parlare di altri, pur con un tema che mi sta così a cuore, mi dà nuova forza.

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  3. Una cosa davvero curiosa dello scrivere, che in realtà già sapevo ma che mi ha fatto notare un amico, è che quando inizi con un'idea poi la storia ti porta da tutt'altra parte, e m'è venuto in mezzo sorriso quando hai detto che ti ritrovi a cambiare struttura dell'ebook :) In effetti anche il come scriviamo è una parte importante della storia. Comunque sono felice abbia preso piede.
    Altra cosa... odio fare lo spammone, ti giuro, ma visto l'argomento, se ti va ho organizzato un progetto di scrittura facile rapido indolore che si chiama #RaccontoVolante, e se ti va di darci un occhio e partecipare o altro, lo trovi qui http://cervellobacato.blogspot.it/2015/03/il-progetto-raccontovolante.html
    Non spammo più promesso! :P

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    1. Più che altro non è un romanzo o un racconto a se stante, vuole essere un ebook di denuncia, ma anche bello da leggere, commuovente ma non melenso, "spontaneo" ma preciso e ben organizzato... insomma, è una montagna troppo alta da scalare e sono fuori allenamento!

      Avevo segnato il tuo post come "da leggere", quindi spam o no l'avrei fatto prima o poi... in giornata passo. Grazie.

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    2. Eheh non ti arrendere però anche se è alta, che è comunque importante ;)

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    3. In fondo, non mi sono mai piaciute le cose facili!

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  4. Risposte
    1. Starò diventando taoista?

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    2. Chissà! Anche per Eraclito tutto scorre... Forse sei percorsa dal sacro fuoco del logos? La condizione in cui le parole scorrono liberamente è decisamente la migliore!

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    3. Ho deciso: voglio fare il supereroe "percorso dal sacro fuoco del logos"!

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  5. Bene, sono contento che tu stai tornando a scrivere. ;)

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    1. Grazie, Nick, anche se la letteratura viveva benissimo anche senza di me! Ahah!

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  6. Sono veramente felice di leggere questo post! È un bel tornare in carreggiata, col progetto e anche emotivo. :) Poi ricordo quello che dicevi della scrittura e vedere che forse la stai ritrovando è una cosa davvero piacevole. :)
    Ti auguro ogni bene per il progetto e per un più ampio ritorno sulla narrativa!

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    1. Forse la scrittura può ancora avere una parte nella storia della mia vita, o forse no. Intanto stiamo a vedere e vi tengo un po' aggiornati.
      Grazie per gli auguri!

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  7. Dal virus della scrittura si guarisce raramente :). Forza e coraggio!

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    1. Forse stavo meglio senza, sai? Almeno avevo una cosa in meno a cui pensare!
      Però grazie per l'incoraggiamento!

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  8. Era un pò che non girovagavo tra i tuoi post, per mancanza di tempo, principalmente. Oggi, sto cercando di recuperare parte del tempo perso. Mi trovo a leggere questo tuo post, con quel senso di colpa tipico di chi, sente di aver trascurato un amico. Scusami, quindi se sono stata distratta. Una cosa però che voglio dirti è che ti trovo diversa. Diversamente "viva". Piena, completa, ti sento come non mai. Mi ritrovo in quello che dici sulla scrittura, del bisogno di prendersi del tempo per capire cosa si voglia trasmettere agli altri, quando scriviamo. E, questa parte di te, che forse doveva solo esplodere, oggi, è cresciuta. Oggi, per la prima volta ti"sento". Ed è bellissimo,e forse è la cosa più bella che uno scrittore possa sentirsi dire. Forse, è proprio dal dolore, che nascono le parole migliori.
    Un abbraccio, carissima.
    Raffaella

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