martedì 19 maggio 2015

"Perché l'editing di un testo è importante?" - guest post di Gloria Zaffanella

Sono sempre abbastanza scettica quando ricevo via mail proposte di guest post da parte di gente con cui non ho mai avuto dei contatti prima. Non è come quando un blogger che conosci da tempo si offre di scrivere qualcosa per te, perché in quel caso gli spalanchi la porta senza nessuna esitazione. Un blog è una casa e, per quanto sia bello ricevere ospiti, gli estranei non entrano tutti indistintamente (altrimenti su questo blog avreste visto di tutto).
Oggi però sono lietissima di presentarvi un guest post di Gloria Zaffanella che si presenta così:
Public Relation Manager di Stampasprint S.r.l., azienda leader in Italia nel settore della stampa online. Dopo una carriera nel print marketing, Gloria ha studiato le dinamiche del search engine marketing per approfondire le molteplici opportunità di un loro utilizzo congiunto.
Il suo post sull'editing (tema a me molto caro, dato che io lavoro per voi) mi è piaciuto e sono pertanto molto felice di condividerlo con voi. Gloria è stata una bella scoperta del web e la ringrazio per averci regalato questo guest post.

Perché l'editing di un testo è importante?

Il mondo in cui viviamo è fatto di testi: sia se pensiamo all'universo online sia a quello offline, siamo circondati da parole, contenuti e messaggi dalle più svariate tipologie. I testi pubblicitari sono quelli che più ci balzano davanti agli occhi; a questi aggiungiamo gli articoli di giornali e riviste, broschure illustrative, materiale informativo e libri.
Questo ci dimostra quanto la scrittura sia un elemento importante, continuamente presente nella nostra vita quotidiana.


Brani, frasi, elaborati più complessi e opere sono il frutto di un duro lavoro: arrivare a esprimere un'idea in modo chiaro non è semplice; renderla comprensibile e, contemporaneamente, attraente per potenziali lettori è un'operazione che richiede altrettanto impegno.
Questo vale per qualsiasi tipologia di testo, da una singola frase pubblicitaria a un testo letterario: avere un'idea e trascriverla non è cosa da tutti e necessita delle giuste competenze.

Cosa succede nella fase post-scrittura?
Una volta che le parole sono messe nero su bianco, arriva il momento della loro revisione, una fase delicata poiché bisogna considerare il testo da più punti di vista e valutarlo nella sua complessità.
Questo momento avviene in due fasi: una è la correzione di bozze, la seconda è l'editing.
Accade ancora spesso che le due fasi vengano confuse, o magari le due parole siano considerate sinonimi. In realtà, si tratta di due operazioni completamente diverse, che possiamo definire complementari, in quanto servono a dare una revisione del testo a tutto tondo.
La correzione di bozze, infatti, rivede e corregge la grammatica, la sintassi, l'ortografia, diciamo che è una fase strettamente tecnica sull'uso corretto della lingua.
L'editing, invece, riguarda tutto il resto, come il contenuto, la struttura dell'opera e lo stile. Questa fase è decisamente importante (tanto quanto la prima, comunque!) e viene spesso sottovalutata, e a volte persino ritenuta superflua.

Perché l'editing è importante?
Scrivere, come già accennato sopra, è un'attività che richiede impegno e competenze, oltre alla creatività. Se decidiamo di comporre un libro, come un romanzo o un saggio su una determinata tematica, dobbiamo tenere ben presente che servono conoscenze sul genere di cui stiamo scrivendo e anche la capacità di aver sottocontrollo l'intero contenuto.

Proprio su questo punto l'editing diventa fondamentale: una volta che il libro è terminato, serve fare una revisione accurata che si concentri sulla coerenza e la compiutezza del testo.
Durante la stesura, infatti, è difficile avere la lucidità ed il giusto distacco per rendersi conto della fluidità di ciò che si sta scrivendo, si è troppo coinvolti nel cuore del testo e nel buttar giù le proprio idee.
L'editing, infatti, è il momento di verifica di tutti i dati. Nel caso di un testo di narrativa, l'analisi riguarda la trama e i personaggi. Si controlla, per esempio, che i nomi dei personaggi restino gli stessi e che gli eventuali morti non resuscitino improvvisamente senza spiegazione. Si verifica che i passaggi della trama abbiano una loro giustificazione e non siano ammassati uno dopo l'altro e che la narrazione sia scorrevole. Si controlla, inoltre, che i dialoghi siano ben strutturati, che non risultino forzati o addirittura banali.

Questo fa già capire il valore della revisione contenutistica, poiché è ciò che consente di rendere l'opera effettivamente leggibile e proponibile a una casa editrice oppure al pubblico, a seconda che ci affidiamo al servizio di un editore oppure di un professionista. Credo, infatti, che sia sempre meglio affidarsi a editors seri e competenti ed evitare di svolgere questo delicato compito da soli.
A meno che abbiamo già avuto una certa esperienza al riguardo e vogliamo lanciarci in sperimentazioni, un occhio esterno e completamente estraneo al contenuto del testo è sempre un valido punto di partenza, in grado di fare considerazioni ed osservazioni con maggior oggettività e distacco.

L'editing, quindi, ci permette di capire se la nostra opera funziona e se gli ingranaggi sono stati ben oliati e avviati.
Oltre a questo importantissimo compito, il ruolo dell'editing è anche verificare la correttezza e la coerenza del contenuto stesso. Se, per esempio, facciamo delle citazioni o riportiamo il pensiero di altri, l'editor serve a controllare la veridicità di quanto detto. Questo non per mancanza di fiducia nei confronti di chi scrive, quanto piuttosto per essere sicuri di dare al potenziale editore o pubblico un testo corretto anche nelle sue fonti. Per esempio, se in un'opera che parla di psicologia viene citato un passo di Jung con le relative note, è necessario che il pensiero, così come la fonte, siano controllati. Questo va nell'interesse dell'autore, poiché il futuro lettore lo considererà affidabile e credibile (tanto quanto la casa editrice).

Sempre in riferimento all'argomento del testo, l'editor si occupa anche di verificare la correttezza delle informazioni inserite; per esempio, un romanzo ambientato in Inghilterra all'epoca della regina Vittoria dovrà rispecchiare determinate caratteristiche legate all'epoca, a partire dai vestiti, dalle usanze e dai luoghi descritti. Questo perché la coerenza è fondamentale e, se manca, l'opera stessa rischia di perdere valore e significato.

L'editing si occupa anche dello stile del testo, del modo in cui è stato scritto, in relazione alla tematica e al genere trattato. Rivedere lo stile di un libro è un'operazione decisamente difficile, poiché il rischio che si corre è trasformare l'originale nella propria versione personale. Proprio qui stanno la bravura e le competenze dell'editor, che deve trovare l'equilibrio giusto.

Se spesso l'editing viene sottovalutato o magari evitato per i suoi costi, sia economici che di tempo, è perché probabilmente non se ne coglie il valore. Editare un testo non vuol dire soltanto rivoltarlo da capo a piedi, scrutarlo in ogni minimo dettaglio per andare a scovare quello che non va. L'obiettivo principale, infatti, è aiutare l'autore, non certo andare a colpirlo. E l'aiuto viene proprio dato tramite le correzioni, i suggerimenti e le annotazioni, di cui il testo si costella a mano a mano che viene rivisto, con l'intento di rendere l'autore maggiormente consapevole sul suo lavoro.
Certo, bisogna essere umili e disponibili a mettersi in discussione continuamente, affinché sia il lavoro di editing che quello di scrittura possano essere efficaci e ne risulti un'opera più completa e adatta ad essere pubblicata.



Ringrazio ancora Gloria Zaffanella per aver scritto questo post e per aver deciso di pubblicarlo proprio sul mio blog. Il suo pensiero è molto vicino al mio sull'argomento, ma ora invito voi a dire la vostra sul tema!



Vi ricordo inoltre che se volete pubblicare un articolo sul mio blog o volete un mio post per il vostro, potete trovare informazioni alla mia pagina dedicata al fenomeno del guest post dove c’è anche l’elenco sempre aggiornato dei miei post pubblicati in altri blog e degli ospiti che sono passati di qui!

14 commenti:

  1. Ottimo articolo! Ho avuto il piacere di collaborare con l'autrice circa un mese fa, e la ritengo una persona molto seria e competente. I suoi consigli sono validissimi!

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    1. Io ho avuto a che fare con lei solo per questo post, ma "seria e competente" è anche l'impressione che ha dato a me.

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  2. Grazie mille, Chiara! (e un grazie anche a te, Romina, per l'ospitalità)

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    1. È stato un vero piacere!
      Benvenuta qui sul mio blog!

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  3. Molto bello questo post!
    Ho lavorato per cinque anni nella veste di editor oltre che come traduttore, sia per una casa editrice che per alcuni autori indipendenti. Adesso sto invece lavorando per me stesso e sono alla fase finale dell'editing del mio primo romanzo. Proprio perché capisco l'importanza e la delicatezza della fase dell'editing, ho finito per dedicargli molto più tempo rispetto alla prima stesura.

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    1. Io un tempo scrivevo un libro l'anno, peccato che poi mi servissero anni per editare ognuno di quelli!
      Come ti capisco...

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    2. L'editing richiede molto tempo, soprattutto se fatto da soli! Complimenti ad entrambi!

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    3. Io però sono dell'idea che sia impossibile editare davvero bene un proprio testo, perché non c'è la sufficiente "distanza emotiva".

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    4. Il mio testo non può essere editato dall'esterno per dei motivi di metodo di scrittura che prima o poi (forse) renderò noti.

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    5. Io sono curiosa, adesso! Uff!

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    6. Porta pazienza... non dovrebbe mancare molto ormai.

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    7. Sono una persona molto paziente, tranquillo!

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  4. Ho letto ieri notte il post: è davvero ottimo e interessante!

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    1. I post su questo blog escono quasi tutti in notturna... lieta che ti sia piaciuto questo guest post!

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