venerdì 4 marzo 2016

Le lezioni-concerto di Emanuele Ferrari: un viaggio dentro la musica

Su questo blog, in genere, non vi parlo di musica, anche perché non è di sicuro il mio settore, però oggi faccio un'eccezione per parlarvi dello straordinario lavoro di Emanuele Ferrari, un pianista milanese.


Vi ricordate quando vi ho parlato della scrittura per la musica? Vi avevo accennato a un lavoro che avevo fatto per un esame universitario. Bene, ai tempi Ferrari era il mio professore di Musica e Didattica della Musica all'università, ma da lì in poi non ho più smesso di seguire le sue lezioni-concerto, ogni volta che mi è stato possibile. Non avrei mai pensato che un compito a casa per un esame mi avrebbe poi portata a conoscere un mondo bello e denso come quello che ruota attorno all'associazione musicale Sulle Note, con Antonio Belloni ed Elena Zuccotto e, ovviamente, Emanuele Ferrari. Avere a che fare con persone di questo calibro e, almeno in piccola misura, collaborare con loro, per me, è motivo di grande orgoglio e crescita personale, ma oggi voglio solo parlarvi di lezioni-concerto, un domani chissà…

Il 29 febbraio ho potuto assistere nuovamente a una bellissima lezione-concerto di Emanuele Ferrari presso il Teatro Litta. Il tema della serata è stato Invenzioni a due voci di Bach, una serie di brani composti da Bach con un intento formativo ma non per questo semplici o addirittura banali, anzi! [Vi rimando alla bella introduzione di Elena Zuccotto]

Io però sto continuando a parlare di lezioni-concerto e non è detto che a tutti sia chiaro di che cosa si tratta.
La magia delle lezioni-concerto di Ferrari sta proprio nel fatto che non si tratta solo di guardare qualcuno suonare, ma di entrare nel tessuto della musica e imparare a distinguerne i fili che la compongono. Io non so quasi niente di musica e, come molte persone, tendo spesso a vederla come un sottofondo. È facile lasciar vagare la mente mentre si ascolta un brano suonato al piano o mettere una bella musica rilassante mentre si lavora al computer, ma quante volte così facendo perdiamo la possibilità di andare più in profondità? Cosa sussurrano i brani al di là delle loro note, se prestiamo la giusta attenzione?
Quando si ha a che fare per la prima volta con una lezione-concerto, non si sa bene cosa aspettarsi. In realtà il concerto è limitato a un brano o poco più, molto spesso. Il resto del tempo serve a capirlo a fondo. Quel limitato è il termine più improprio del mondo in questo contesto, ma serve a far capire che i brani suonati sono pochi… non intendetelo in senso negativo o dispregiativo perché dentro un unico pezzo c'è una vastità tale da perdersi una vita intera al suo interno!

Dopo l'esecuzione del brano, Ferrari commenta i vari passaggi facendoli sentire separatamente, a volte separando le note emesse dalla mano destra da quelle suscitate della mano sinistra oppure rallentando o velocizzando delle parti oppure collegandole a pagine splendide della narrativa o della poesia. Se ci si lascia distrarre dal termine lezione, il rischio è quello di pensare che tutto potrebbe essere noioso e che siamo troppo grandi per aver ancora voglia di andare a scuola, ma, fidatevi, non è affatto così.
La capacità oratoria di Ferrari è tale che non si smetterebbe mai di ascoltarlo e ogni volta imparo almeno una parola nuova perché la vastità del suo vocabolario è immensa. Ha una capacità di ammaliare, convincere e affabulare che ha dell'incredibile. Tutto sembra tranne che una noiosa lezione (come del resto non erano mai noiose le sue lezioni all'università).  
Quando ci si siede su quella poltroncina e si sente il brano per la prima volta non si può coglierne la vastità, ma quando lo si risente a fine spettacolo tutto assume un colore e una profondità completamente diversa.

Ci sono tantissimi pianisti molto bravi e anche molte persone capaci di insegnare e spiegare senza annoiare sapendo coinvolgere gli ascoltatori. Trovare le due cose nella stessa persona è senza dubbio più difficile, ma Emanuele Ferrari incarna contemporaneamente l'ideale del pianista e quello del divulgatore. Quando suona, ogni sua espressione, ogni gesto è arte, ma non un'arte snob in una sua roccaforte, è un'arte che vuole essere di tutti e che tutti prova a raggiungere poi mediante le parole. È come un mago che però non è geloso dei suoi trucchi e anzi li spiega e li mostra, consapevole comunque che la sua bravura non ne verrà sminuita.

Mi ritengo molto fortunata per aver avuto più volte la possibilità di entrare nel mondo della musica con una guida così straordinaria e auguro a tutti prima o poi di poter assistere a una lezione-concerto di Ferrari.

Intanto, se vi va di restare informati sui suoi spettacoli (che potete vedere anche su Sky!), da poco c'è la sua pagina Facebook ufficiale e poi potete iscrivervi al suo canale YouTube in cui potete trovare contenuti davvero interessanti (altri saranno caricati a breve!). Io qui vi lascio il trailer e un'intera lezione-concerto per farvi capire che il mio entusiasmo è ben motivato.





Siccome pagina e canale sono molto recenti, diffonderli e condividerli può essere di grande aiuto, quindi spero troverete un istante per farlo, soprattutto se amate la musica. Non serve essere esperti (nemmeno io lo sono!) per apprezzare la magia che si trova in queste lezioni-concerto, in cui la lingua straniera della musica può diventare alla portata di tutti





2 commenti:

  1. Sottoscrivo! E sì, forse "lezione" può lasciare intendere una pesantezza di fondo o l'atteggiamento eccessivamente professorale (qualunque cosa significhi) di Ferrari, ma la realtà è facilmente mostrata dai video che hai condiviso.

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    Risposte
    1. I video parlano più delle mie parole, ovviamente!

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