martedì 24 maggio 2016

Regole: il dittongo "ie"

Continua oggi il nostro viaggio nella corretta pronuncia delle parole. Il mese scorso abbiamo visto un caso di due omografi (pèsca e pésca) mentre questo mese ci occuperemo di una regola, quella relativa al dittongo ie. Questa rubrica infatti alternerà casi particolari a regole. L'elenco completo dei post lo trovate nel post introduttivo, oppure potete vedere i vari appuntamenti sotto l'etichetta Come si dice?

Il dittongo ie
Prima di parlare della pronuncia del dittongo ie forse è il caso di fare una breve premessa: che cos'è un dittongo?
Il dittongo è un gruppo di due vocali consecutive all'interno di una stessa sillaba. Una delle due vocali è sempre o una i o una u.
  • Nei dittonghi ascendenti la i o la u  si trovano in prima posizione (e sono dette semiconsonanti). È il caso di ia, ie, io, iu, ua, ue, ui, uo.
  • Nei dittonghi discendenti la i o la u  si trovano in seconda posizione (e sono dette semivocali). È il caso di ai, ei, oi, ui, au, eu.


Pertanto, il dittongo ie di cui ci occupiamo oggi è un dittongo ascendente in cui la i  è una semiconsonante.

Chi studia dizione sa bene che le regole sono poche e le eccezioni troppe, quindi quando si trova una regola che funziona quasi sempre è una grande festa! E questo è proprio il caso del dittongo ie! Infatti, esso quando è accentato si pronuncia quasi sempre con la e aperta (è).

Es. ièri, piède, dièci, fièra, pièno…

Per me questi non sono accenti naturali, nel senso che quando parlo  nella mia quotidianità non pronuncio così queste parole, però questa regola mi aiuta a ricordarmene quando mi serve parlare in dizione corretta.

Le eccezioni
Sfortunatamente ogni regola ha le sue eccezioni e nell'insidioso mondo dell'ortofonia e della dizione questo è ancora più vero.

La regola, infatti, non va rispettata  e la pronuncia della e è chiusa in alcuni casi in cui il dittongo si trova in un suffisso per il quale è prevista  una regola diversa! Ebbene sì, l'esistenza di altre regole porta questa ad avere eccezioni. Vediamo alcuni casi:
  • Il suffisso per le terminazioni etniche -ése si pronuncia con la e chiusa e questo avviene anche in caso di dittongo (es. ateniése, pugliése…).
  • Il suffisso per i diminutivi -étto/-étta si pronuncia con la e chiusa  e questo avviene anche in caso di dittongo (es. fogliétto, magliétta…).
  • Il suffisso -iézza si pronuncia con la e chiusa nonostante ci sia un dittongo (es. ampiézza).


Ci sono poi le cosiddette parole isolate che sono il terrore di ogni studente di dizione perché l'unico modo per non sbagliarle è studiarle a memoria poiché non seguono una regola particolare. Per quanto riguarda il dittongo ie è il caso di chiérico e bigliétto.

Riassumendo…
Ecco qui l'immagine riassuntiva che ho preparato per voi:



Una frase per memorizzare
Vediamo se siete stati attenti: sapreste metter gli accenti sulle e che abbiamo imparato oggi?

Ieri ho chiesto a un chierico ateniese di darmi il suo biglietto per mettere piede in fiera e mi ha dato un foglietto bianco di insignificante ampiezza.

Fatto? Se avete dei dubbi, ecco qui:
Ièri ho chièsto a un chiérico ateniése di darmi il suo bigliétto per mettere piède in fièra e mi ha dato un fogliétto bianco di insignificante ampiézza.

Se poi volete proprio sapere tutti gli accenti tonici giusti:
Ièri ho chièsto a un chiérico ateniése di dàrmi il suo bigliétto pér méttere piède in fièra e mi ha dàto un fogliétto biànco di insignificànte ampiézza.

Ecco qui la versione audio:




Provate a ripetere la frase per memorizzare gli accenti corretti.

Molti potrebbero sembrarvi innaturali, ma, tranquilli, è così per tutti quando si cammina nel territorio dell'ortofonia! 

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