venerdì 24 giugno 2016

Omografi: "vènti" o "vénti"? (e il verbo "venire")

Con questo post continua il nostro viaggio nella corretta pronuncia delle parole. Come nel primo appuntamento  (pèsca e pésca), ci occuperemo di due omografi, dopo che il mese scorso vi avevo spiegato qualche regola relativa al dittongo ie. Questa rubrica infatti alternerà casi particolari a regole. L'elenco completo dei post lo trovate nel post introduttivo, oppure potete vedere i vari appuntamenti sotto l'etichetta Come si dice?


Come spero vi ricorderete, l'omografia si ha quando due parole che hanno la stessa grafia (si scrivono nello stesso modo) hanno significato ed etimo diverso.
Dato che questa è una rubrica dedicata all'ortofonia, come nel caso precedente ho scelto di parlarvi di due omografi che però non sono omofoni, cioè si scrivono uguali ma si pronunciano in modo diverso.
Anche in questo caso, la pronuncia corretta (oltre ovviamente al contesto d'uso) è la chiave di una corretta interpretazione del significato della parola.

Vènti e vénti
Esaminiamo dunque la parola di oggi: venti.
La parola venti può indicare sia il plurale di vento (inteso come spostamento d'aria) sia un numero. Anche se in entrambi i casi si scrive nello stesso modo, in realtà si pronuncia in modo diverso (e, in alcuni casi, si può decidere di scrivere l'accento tonico per disambiguare).

I vènti sono spostamenti di una massa d'aria atmosferica dovuti a differenze di pressione e di temperatura [e aperta]
Vénti è il numero naturale dopo il 19. [e chiusa]

Come accennato, gli omografi oltre ad avere pronuncia diversa hanno anche etimologia diversa, infatti:
  • la parola vènti è il plurale di vènto che deriva dal latino ventus, probabilmente passando dal greco aventos, parola che ha un significato letterale simile a colui che appare nel soffio;
  • la parola vénti è un numero che deriva dal latino viginiti a sua volta derivato da vincati che è un composto di dvi (che significa due), n eufonica e cati (contrazione di ducati che significa decina), quindi la parola vénti etimologicamente significa due decine.


Conoscere le due etimologie diverse ci aiuta molto anche per la dizione, infatti, ci sono altre parole derivate da venti che si comportano i base ai due etimi.
Per questo, ovviamente, anche vènto si pronuncia con la è (e aperta), mentre tutti i numeri che contengono vénti, come, per esempio, ducentovénti, con la é (e chiusa).

Ecco qui l'immagine riassuntiva che ho preparato per voi:




(-En-)  Il verbo venire
Non esiste un'unica regola in merito, perché le desinenze che contengono -en+(qualcosa) sono tante (e molte hanno regole specifiche!), però spesso quella e è da pronunciarsi aperta (come in vènto). Mi riprometto di fare un post sul tema prima o poi, però ci tenevo a farvelo notare, perché può essere un aiuto alla memoria. Ovviamente, se in dizione già le regole hanno mille eccezioni, figuriamoci questa che non è nemmeno una regola! Quindi fate attenzione.
Un esempio? Il verbo venire si pronuncia quasi sempre con la è (e aperta) quando è accentato (es. io vèngo, tu vièni, che egli vènga…) ma al passato remoto si dice io vénni, egli vénne ed essi vénnero.
Una volta imparato questo verbo, però, sappiamo pronunciare tanti altri verbi che contengono venire (es. avvenire, svenire…).  

Una frase per memorizzare
Vediamo se siete stati attenti: sapreste metter gli accenti sulle e che abbiamo imparato oggi?
Questa volta è davvero facile, quindi fate i bravi! Ahah!

Io vengo da te oggi, come vennero venti venti a muoverti i capelli su quella scogliera.

Fatto? Se avete dei dubbi, ecco qui:
Io vèngo da te oggi, come vénnero vénti vènti a muoverti i capelli su quella scogliera.

Se poi volete proprio sapere tutti gli accenti tonici giusti:
Io vèngo da té òggi, cóme vénnero vénti vènti a muòverti i capélli su quélla scoglièra.

Visto che vi ho anche messo un dittongo? Diciamo che era un piccolo test di ripasso anche per la regola principale del mese scorso!
Provate a ripetere la frase per memorizzare gli accenti corretti (se vi sembra uno scioglilingua è normale!).
Per aiutarvi ancora di più ho deciso di creare un account su Sound Cloud e incidere la registrazione relativa a questa frase.



Molti potrebbero sembrarvi innaturali, ma, tranquilli, è così per tutti quando si cammina nel territorio dell'ortofonia!



Hanno parlato di questo articolo:

2 commenti:

  1. Questo post, purtroppo, conferma che non esistono regole!

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    Risposte
    1. Purtroppo è peggio: esistono tantissime regole e ogni regola ha tante eccezioni! Povere noi!

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