venerdì 29 luglio 2016

"Il giorno in cui" la Morte ascolta le storie (spettacolo teatrale)

C'è un giorno in cui la Morte ascolta le storie degli uomini e delle donne a cui ha tolto la vita, per farsi più vicina al genere umano, per apprezzare ciò che normalmente spegne e spezza.
Dolore, bei ricordi, vite interrotte troppo bruscamente o smorzate come candele, sogni spezzati o vissuti così intensamente da uccidere…
Quando la Morte ascolta le storie degli uomini, non può che far male a chi in silenzio nel buio le ascolta con lei, mentre lei rimane impassibile.
La Morte mi ha fissata negli occhi per lungo tempo e nemmeno sapevo che era lei, ma un senso di angoscia profondo mi ha attraversata, accompagnato dal mio «No, non sediamoci qui, voglio stare più lontana». Qualcosa di oscuro, potente e catartico era troppo vicino, quasi insopportabile.


Ma forse non mi state seguendo… facciamo un passo indietro.
Il 20 giugno 2016 sono andata a vedere Il giorno in cui, uno spettacolo teatrale della compagnia Teatro Inaudito, scritto e diretto da Mauro Gentile, presso la Sala Agrati di Via De Amicis 15 a Rho (Milano), all'interno della rassegna Assicurarsi ai sedili
Ci sono andata perché tra gli interpreti c'era Micaela Lupino, che è la dolce ragazza che ha portato nella mia vita l'adorabile e pestifero Conan, grazie a un annuncio che ho trovato in università l'anno scorso. Da quel momento siamo rimaste in contatto e siamo diventate amiche anche se non abbiamo avuto modo di incontrarci spesso. Dato che sono appassionata di teatro e lei recita, mi ha invitata a questo spettacolo e io ci sono andata più che volentieri.

Ero curiosa di vederla recitare e mi aspettavo che fosse brava, ma… wow! Davvero sensazionale! È stata strepitosa! E chi più chi meno devo dire che tutti gli interpreti sono stati molto bravi (qui l'elenco completo: Andrea Alemani, Rosa Alba Bellante, Alberto Biscaro, Lorenzo Brunelli, Sara Codari, Tommaso Giovannardi, Fabio Lovato, Micaela Luppino, Sofia Murari, Chiara Pini, Laura Tognetti).

È stato uno spettacolo molto emozionante e coinvolgente (non ho fatto foto e me ne dispiaccio tantissimo, uff…). è stato il primo esempio di teatro del corpo che ho visto e che non mi ha lasciata delusa, forse perché non è stato solo teatro del corpo (di solito lo trovo poco comprensibile). La fisicità era un elemento dominante e molto forte, però vi era anche una trama e un significato che hanno fatto da collante tra le varie scene generando uno spettacolo denso, pieno e significativo.

La Morte, come vi dicevo all'inizio, ha scelto un giorno in cui conoscere le storie delle anime a cui ha tolto la vita. Così, attorno a lei, le persone pian piano ricostruiscono pezzi del loro passato, spesso doloroso e difficile. E regalano emozioni forti. La Morte è molto umana (niente falci o segni inquietanti).
In mezzo a loro c'è una coppia che ha appena avuto un incidente stradale e non sa ancora se è viva o morta. Il senso di tutto è sul fondo di una tazza di tè.
Il finale, lo confesso, mi ha fatta piangere.

Tutto lo spettacolo ha generato in me un grandissimo senso di tensione, come di un'emotività a stento trattenuta che poi è scoppiata. Micaela ha detto che è un bene, perché il loro scopo era questo. Io mi sono sentita svuotata.
La scena in cui è stata lei la protagonista è stata tra le più forti e di impatto, ma tutte hanno avuto un grande impatto emotivo.
Io sono una persona a cui il contatto fisico con gli altri dà abbastanza fastidio per cui tante scene mi sono sembrate quasi estreme e inguardabili (ma non in senso di brutte, eh, nel senso che riuscivano a trasmettere a pieno il senso di angoscia e inquietudine che volevano veicolare).
Insomma, è stato uno spettacolo per cui non si poteva rimanere semplici spettatori, in qualche modo si finiva risucchiati in tutto quel turbinio di emozioni e non si è usciti come si è entrati ma con un pezzo di storia in più e con qualche pensiero in testa.

La sala era piena e ne sono felice. Spero che lo replichino presto, perché Il giorno in cui è uno spettacolo che in tanti, tantissimi!, dovrebbero avere occasione di vedere.

Ringrazio Micaela per avermi invitata e tutta la compagnia e il regista per il meraviglioso lavoro che hanno realizzato. Bravi tutti, davvero.




P.S. Non c'entra con lo spettacolo, ma… ci sono degli altri gattini che cercano casa! Conan è un importante membro della nostra famiglia e dobbiamo tanto a Micaela che l'ha portato nelle nostre vite. Se anche voi volete un pezzo di amore in più… fatemi sapere così vi metto in contatto! 

8 commenti:

  1. La Morte sul palcoscenico fa sempre un grande effetto. E' capitato anche a me di "raccontarla". Quando ho scritto lo spettacolo su Frida Kahlo, ho voluto che la grande artista dialogasse con la Morte, che ho voluto nei panni di una signora elegante. Un confronto dialettico sempre incalzante, a tratti grottesco.
    Complimenti ai tuoi amici.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La cosa che più mi ha colpito è che la Morte non sembrava essere lei! Siamo abituati a una descrizione sempre molto standardizzata della Morte, mentre qui era umana anche se inumana.

      P.S. Ma video dei tuoi spettacoli in rete ce ne sono? Sono curiosa!

      Elimina
  2. Dev'essere stato uno spettacolo molto intenso, non è un argomento facile...

    RispondiElimina
  3. Grazie davvero,Romy! La recensione è meravigliosa! Sono lusingata da tutti questi complimenti...significa davvero che abbiamo fatto centro! �� Farò tutto il possibile affinché venga replicato. Promesso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono felice che la recensione ti sia piaciuta. È molto sincera, lo sai che non so dire le bugie!

      Tienimi aggiornata su eventuali repliche, mi raccomando! E su tutti i tuoi prossimi spettacoli!

      Elimina
  4. Grazie! È stato impegnativo ma bellissimo anche per tutti noi. Ci siamo chiesti chissà quante volte cosa saremmo riusciti a trasmettere, e sinceramente arrivare ad avere una recensione così è la più bella risposta che potessi immaginare! Guardarvi tutti così è stato faticoso, indimenticabile. Ognuno, tra il pubblico, portava qualcosa di diverso, un modo diverso per essere lì in quel momento. Ognuno con la sua storia unica. Come nello spettacolo, che ha toccato anche me. Ora quando guardo gli sconosciuti li guardo in modo diverso!
    In una chat privata parallela con il tuo post hai scosso noi "ombre". Grazie per aver capito tutto !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ho ben capito, tu sei la Morte! Fa uno strano effetto, detto così.
      Siete stati davvero bravissimi. Congratulazioni ancora!

      E... benvenuta sul mio blog!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...