mercoledì 27 luglio 2016

"La stanchezza del blogger" (come essere orgogliosi di essere stanchi)

Vita da blogger: qualche riflessione su questi anni

Sono stanca.
Stanca di tante cose.
E stanca anche del blog.
Ecco qual è la verità sulla vita da blogger, o quanto meno sulla mia vita da blogger.
Questo non significa che io continui per inerzia o che mi pesi eccessivamente quello che faccio, ma, dopo cinque anni, come si può non sentire la stanchezza?, come si può non cadere almeno un po' nella routine? È stupido pensare che sia tutto semplice, tutto facile, tutto meraviglioso. Lo può essere forse gestire un blog senza alcun tipo di programma o pubblicando un post quando capita, ma, farlo con impegno, costanza e contributi da pensare e per cui documentarsi non lo è. E non voglio essere ipocrita con voi: è faticoso e toglie tempo ed energie ad altre cose che se lo meriterebbero di più, probabilmente: alla famiglia, alla casa, al lavoro… tempo rosicchiato qua e là dove possibile e anche dove non sarebbe in realtà possibile.


Ora sono qui, nella breve pausa tra un turno di lavoro e l'altro a cercare di finire questo post e la mia mente vaga altrove tra scadenze e liste di cose da fare. Sempre sul filo dell'ultimo minuto. Ed è stancante, ma questo non vuol dire che non sia bello.

La stanchezza nella società di oggi
La società ci sta educando male: ci sta insegnando, e soprattutto lo sta facendo con i più piccoli, che tutto quello che è faticoso è da evitare, che c'è sempre una strada più facile e in discesa. Be', ho una brutta notizia per voi: nessuna strada in discesa porta in alto. Le cose veramente belle della vita costano tutte fatica. Una madre non fa forse fatica a crescere i suoi figli? Non è forse spesso stanca? Ecco, qualsiasi cosa che cresce provoca stanchezza in chi se ne prende cura. Le cose belle senza fatica sono effimere. È facile innamorarsi di uno sguardo, ma quanto può durare? Amare davvero richiede impegno, fatica, sforzo costante, ma è molto più bello di un innamoramento passeggero. Vedere un cucciolo per strada e illuminarsi è una gioia fugace; portarlo a casa e  farlo crescere è una gioia di un'intensità completamente diversa ma che richiede fatica, che stanca. Non mi piace vedere che la nostra società è così spaventata dalla stanchezza, perché se ci convince che sia evitabile, allora perderemo tutto quello per cui vale la pena vivere.
Ma non ci si può far vedere stanchi, oggi: bisogna essere costantemente produttivi, efficienti, dei robot. Tutto deve essere visto come naturale e semplice svolgimento di azioni ripetute. Ma quanto ci stiamo perdendo dimenticando il valore della fatica? E a cosa stiamo rinunciando nascondendo a noi stessi che siamo stanchi e che ogni tanto non ne possiamo più? Sembriamo sempre forti e poi andiamo in frantumi in silenzio.

Bloggare per cinque anni
Per questo, quando mi sentite dire che sono stanca del blog, che è frustrante vedere così pochi risultati, non leggetelo come una resa o una sconfitta e nemmeno come una lamentela generica.

Bloggare è un lavoro e non dà reddito, è un impegno costante e dà poche soddisfazioni, è un investimento di tempo ed energie senza molto tornanconto… è normale che ogni tanto sia esasperante, no? Però sono ancora qui, dopo cinque anni.

È cambiato tutto nella mia vita. Questo blog ha attraversato cambiamenti assurdi ed è ancora qui (con la stessa grafica di cinque anni fa, tra l'altro, ahah!). Ci sono stati giorni di sole e tempeste, momenti terribili e gioie intensissime e lui è ancora qui, anche con il post di oggi. Questo vorrà pur dire qualcosa! Questo blog è stato ed è un piccolo punto fermo a cui tornare e da cui partire.

Un giorno dovrò dirgli addio e non sarà facile, spero che non succederà troppo presto. Dovrà subire qualche altro cambiamento per adattarsi a nuove mie prospettive di vita, di lavoro e di casa, ma spero che, come ha fatto in questi anni, continui a riadattarsi e rimodellarsi senza però perdere la sua vera identità. Questo blog non è mai stato un blog letterario, forse, anche quando si occupava esclusivamente di letteratura: è sempre stato uno spaccato sui miei interessi e sul mio io. Per questo si è evoluto con me e per questo ha resistito a grossi cambiamenti (come l'abbandono della scrittura). E si evolverà ancora, se voglio continuare i progetti che ho in cantiere, perché ciò che non evolve muore.
E quindi, se dovessi riassumere il lavoro di questi cinque lunghi anni, direi che la stanchezza ha avuto un suo peso crescente, ma una stanchezza positiva e sana. Produttiva!

Detto tutto ciò, forse potrete capire cosa intendo con l'aforisma di oggi:

La vita da blogger aiuta ad accettare il valore positivo della stanchezza: tutto ciò che cresce costa fatica.


A voi la parola…
Qual è il vostro rapporto con il blogging? Condividete le mie riflessioni sul valore della stanchezza positiva in questo o in altri campi? Insomma, ora sta a voi dirmi cosa ne pensate! Vi aspetto!


16 commenti:

  1. Una cosa che mi aiuta a bloggare è proprio che non ho degli schemi fissi. Ovviamente parlo per me. Ci penso al blog (infatti non vedo l'ora che ci sia il 1 agosto con la connessione che mi consente di scrivere un post) ma non può limitarmi la vita e comunque controllo costantemente e ciò che mi dispiace è che diversi miei post, anche meritevoli, non siano commentati.
    Per quanto riguarda il blog, l'ultimo post finora su Farfalle eterne è proprio su Aulonia.
    Per quanto riguarda la fatica starei anche attenta: a volte troppa fatica può anche indicare che ciò che si fa non è adatto. E può anche portare a sottovalutare ciò che cresce senza fatica come diversi rapporti.
    Ma c'è qualcosa che può aiutare ovvero come ci si sente dopo aver fatto qualcosa che per noi è stato faticoso ovvero come ci si sente dopo. Se ci si sente soddisfatti di noi stessi nonostante la fatica, allora va bene. E questo anche nella vita di tutti i giorni

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    1. Continuo a bloggare proprio perché, nonostante la fatica, sono poi felice dei post che scrivo. Quando verrà meno anche questa soddisfazione, chiuderò baracca e burattini.

      Dai che agosto arriva presto! Tieni duro! E poi ricomincerai a bloggare!

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  2. Io dopo cinque anni di aggiornamenti settimanali al blog (postavo tutti i giorni, poi 5 giorni soltanto, poi 3, adesso 2), ad agosto mi fermerò. Devo ricaricare le pile e pensare, riflettere. Credo che sia positivo sentire la stanchezza, ma anche staccare, prendersi una bella pausa.

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    1. Ho progressivamente diminuito il numero di post anch'io, più o meno come hai fatto tu. Fai bene a prenderti una bella pausa, se senti di averne il bisogno.

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  3. Ciao Romina, condivido quello che hai scritto.
    Sono in questa situazione ora come ora
    " Sembriamo sempre forti e poi andiamo in frantumi in silenzio."
    Però, come hai detto tu, scendere non porta mai in cima. Tanto vale respirare un secondo più a fondo, fare due passi e poi ritornare e ricominciare.
    Per me poi il blog è una valvola di sfogo mettendo bianco su nero i miei pensieri e le mie fantasie. Se non non lo avessi più mi sentirei monca.
    Uhm.. stanchezza o meno, mi sa che dovrete sopportarmi ancora per un bel po' anche se non escludo di dovermi fermare qualche giorno per riflettere e... dormire :)
    Bacio!

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    1. Ricarica le batterie e poi torna da noi! Che blogosfera sarebbe senza Pat?

      Spero che il brutto momento passi presto...

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  4. Ciao Romina.


    Bloggare è un lavoro e non dà reddito, è un impegno costante e dà poche soddisfazioni, è un investimento di tempo ed energie senza molto tornanconto…

    in realtà non è proprio così:se ti dedichi solo al blog,cerchi di spargerlo,linkarlo su ogni social,e mettere i banner,...qualcosa ci puoi guadagnare (vedi il blog di Grillo,che inseriti banner pubblicitari e salito di visibilità,gli frutta 1 milione di euro l'anno).

    Io ho il mio blog da 9 anni (nel 2017 farà 10 anni) e anche a me è capitato spessissimo di essere....stanco di pubblicare.Mi ero fermato,poi ho scritto fiumi di post,ispiratissimo,e io li scrivo per la maggior parte informandomi,cercando fonti,e scrivendo articoli come fossero da giornale.
    A me era salita una specie di frustrazione,specie quando non ho molta interazione,e poi mi caricavo (scrivendo di notte) quando ricevevo tante visite.

    Oggi facciamo troppe cose contemporaneamente,ecco perché ci sentiamo sempre stanchi.
    Dovremmo fare una o due cose,e fatte bene.
    Prima erano più tranquilli perché la mamma faceva solo la mamma e casalinga.
    La donna che lavorava,lavorava solamente.
    L'uomo o la donna oggi occupa ogni spazio di tempo con qualcosa,e alla fine sottrae tempo persino al dormire,a mangiare bene e lentamente (e a cucinare),e al fermarsi per ammirare la natura.

    Disimpegnamoci di certe cose,e ottimizziamo il tempo che abbiamo nel modo migliore.

    Un salutone a te e cerca di fare anche pause,servono a capire dove siamo arrivati e dove vogliamo arrivare

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    1. Per cominciare, benvenuto sul mio blog e grazie per il commento!

      Il mio blog ha troppe poche visite per poter fruttare qualcosa con la pubblicità. Mettendo banner e pubblicità varie non farei altro che infastidire i miei pochi lettori e metterli in fuga. Dubito che raggiungerei grandi numeri (non sono Grillo!).

      Conosco bene la frustrazione di cui parli e anch'io ogni tanto scrivo con uno spirito molto diverso, se vedo che a qualcuno interessa.

      "Fare troppe cose contemporaneamente" è la mia condizione di vita quotidiana. Un tempo non dormivo nemmeno per stare dietro a tutto. Ora cerco di prendermi un po' più cura di me, ma sono sempre incastrata in mille cose. Anche perché non mi accontento di fare tante cose, le voglio fare tutte al meglio, il che spiega perché la stanchezza è una costante nella mia vita.

      Grazie davvero per l'analisi e un saluto anche a te!

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  5. Portare avanti un blog ai nostri ritmi e con post lunghi come i nostri è senza dubbio stancante. Io non ho una programmazione dei post ma dedico ugualmente al blog tutto il tempo possibile (e a volte anche una parte di quello im-possibile). Ammetto di essere arrivato a questo fine luglio desideroso (e bisognoso) di una pausa agostana. Tuttavia, posso solo definire questa stanchezza una bella stanchezza, e la pausa è più simile a una rampa di lancio per ripartire a razzo che altro (oltre che un modo per fare le necessarie pulizie annuali nel blog).

    Il mio aforisma di oggi è:

    C'è una stanchezza bella e c'è una stanchezza brutta. La prima è la stanchezza che ti viene dal far bene le cose che ti piacciono, la seconda dal fare come puoi le cose che non ti piacciono o non ti piacciono abbastanza.

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    1. Il tuo aforisma di oggi è più bello del mio!

      Fai una bella pausa, allora, e poi chi ti ferma più? Bisogna capire qual è il ritmo giusto!

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  6. È arrivato il momento di monetizzare sul serio il blog, oppure farlo diventare un qualcosa di meno stressante ma non meno appagante. Ci si reinventa di continuo, chi non lo fa muore. Per consigli su online marketing ci sono quando vuoi. un saluto

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    1. Benvenuto sul mio blog e grazie per il commento!
      Dubito che potrei guadagnare più di qualche spicciolo con le visite che ho... però forse una riorganizzazione sarà necessaria. Vediamo cosa succederà in futuro...

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Non so perché hai cancellato il commento, ma erano parole davvero bellissime e ti ringrazio.

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    2. Ciao Romina, non so nemmeno io come ho fatto a cancellare tutto.
      Comunque, continua a seguire il tuo istinto e farai sempre la scelta giusta.
      Grazie a te e buona serata.

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    3. Io l'ho letto e l'ho apprezzato, questa è la cosa importante. Nella vita non sempre ho fatto la scelta giusta, però molto spesso dalle scelte più sbagliate (o da quelle che sembravano sbagliate) sono venute fuori le cose migliori.
      Buona giornata!

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