martedì 12 luglio 2016

Scrivere post: l'importanza di programmi e rubriche

Esistono due tipi di blogger: quelli che vanno a sentimento e quelli che programmano ogni cosa. Io sono un po' una via di mezzo, ma, senza dubbio, sono più una che programma piuttosto che una che lascia al caso. Siete ormai infatti abituati ai programmi a inizio mese che presentano nel dettaglio quello che succederà nel blog e, anche se amo ogni tanto farvi qualche sorpresa, in linea di massima sapete che cosa aspettarvi. Scrivere il programma del mese non è solo un modo per alimentare la vostra curiosità e ricordarvi gli appuntamenti fissi ma per me è un modo per tenere sotto controllo il blog. Senza programmi e rubriche questo blog avrebbe chiuso i battenti tanto tempo fa, quindi oggi vi voglio parlare, visto che domani è il compleanno del blog, di come sono riuscita a sopravvivere così a lungo nella blogosfera e garantendo una frequenza di post abbastanza alta.


L'importanza dei programmi
Spesso mi trovo soffocata dai programmi, lo confesso. Anche oggi, mentre sto scrivendo questo post, so di essere già in ritardo su mille altre cose e che però devo assolutamente ritagliarmi tempo anche per questo. E so anche che questa settimana i post in programma sono quasi uno al giorno e quindi il lavoro sarà ancora più denso e impegnativo. Questi sono i momenti in cui qualche amico (o io stessa!) mi chiede: «Ma chi te lo fa fare di scrivere un programma? Quando hai voglia scrivi un post e fine, così non hai vincoli». Sembra un ragionamento talmente coerente da non essere attaccabile, ma non è così. Voi non stareste leggendo questo post oggi se non fosse perché ve l'ho promesso. Non leggereste un post ogni tre giorni o meno. Probabilmente ne leggereste meno di uno a settimana e forse con il tempo meno di uno al mese, perché nella vita ci sono sempre cose più importanti del blog: ci sono il lavoro, la famiglia, le scadenze, la spesa da fare, la casa da pulire, il gatto da (in)seguire... Insomma, c'è la vita. I blog che non hanno un programma pubblicano meno proprio perché non si sentono in dovere di farlo con costanza e lo fanno nel tempo libero. E il tempo libero è una favoletta che ci raccontano, ma che spesso, siamo sinceri, non esiste. Questo ovviamente non vale per blog che, pur non pubblicando il programma, ne hanno uno: l'importante infatti non è il comunicarlo al pubblico ma averlo da qualche parte e imporsi di rispettarlo. Questo fa sì che vi dovrete ritagliare del tempo per questo, anche quando di tempo non ne avrete, perché bloggare è un lavoro, non retribuito e spesso con poche gratificazioni, ma è un lavoro. E io lavoro ben solo sotto scadenza. La riprova è data dai post a sorpresa: alcuni sono in cantiere da settimane e altri da mesi o anni. Finché non mi darò una scadenza ci sarà sempre qualcosa di più urgente, di più importante, di più necessario. E penso che questo sia qualcosa che accomuna la vita di tutti.

L'importanza delle rubriche
Non so se vi ho convinto sull'utilità dei programmi, ma, se ci sono riuscita, non vi sarà difficile credere a quella delle rubriche. Scrivere un programma mensile o settimanale richiede di avere molte idee da proporre e non sempre è semplice. Soprattutto dopo anni e anni di blog e centinai e centinaia di post. Le rubriche sono un buon modo per avere più idee e per appuntarsi quelle che nel corso dei giorni ci vengono in mente (per esempio, se sento una parola strana me la appunto per Parole da (ri)scoprire, se sento un modo di dire particolare lo segno per Lo dicono tutti, se qualcuno fa un errore, lo annoto per Errori da evitare…). In questo modo ho sempre un file di idee ordinate per categoria che poi mi è facile scegliere per assemblare un programma del mese.

Le rubriche inoltre hanno un formato più standard e questo consente di non dover ogni volta pensare alla struttura di un post, ma di averne già in mente lo scheletro. In questo modo i tempi di stesura si riducono notevolmente.

Un altro vantaggio delle rubriche è dato dal fatto che la gente sa che cosa aspettarsi e può tornare sul vostro blog proprio per quello per cui è interessata al vostro lavoro, senza necessariamente dover leggere tutto (cosa che non fa quasi nessuno, ovviamente). Questo è rassicurante per il lettore e contribuisce a fidelizzarlo.

In conclusione…
Senza programmi e rubriche non sarei qui a scrivervi oggi. Sento il bisogno di cambiare tante cose e magari a breve, ma programmi e rubriche ci saranno sempre, anche se forse diventeranno diversi.

E voi? Siete dei blogger programmatori o vi lasciate guidare dall'istinto? Pensate che scrivereste di più con un programma e delle scadenze? 

15 commenti:

  1. Come avrai certamente capito, io sono una che si lascia molto guidare dall'istinto. So che i post nei mesi non seguono uno schema fisso di uscite ma, per quanto mi riguarda adesso, non saprei proprio cosa scrivere se non c'è qualcosa che mi solletica, che mi incuriosisce, qualcosa che in quel preciso momento mi preme di scrivere e milto è dettato dalla vita di tutti i giorni. Questo però non vuol dire che sottovaluto il mio blog: faccio ricerche di dati e immagini scoprendo anche qualcosa che prima non sapevo neanche. Inoltre anche quando non scrivo, ci penso al blog, a cosa potrei scrivere e mi chiedo abche se il post sia utile in quel caso oppure magari solo l'ennesimo post che ne parla. Detto questo, credo molto che il fattore essenziale sia che cosa è meglio, qual è il modo più giusto per chi scrive.

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    1. Io ti invidio perché riesci a scrivere con spontaneità e con una buona frequenza. Se io non avessi un programma, qui si formerebbero le ragnatele!

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  2. Ieri, mentre dovevo ancora scrivere il post di oggi, ho dato un'occhiata al tuo programma e ho pensato: "Ah ah ah, programmare? Chi, io?"
    A parte gli scherzi, mi impegno a scrivere almeno un post a settimana, altrimenti diventerei una blogger occasionale e non mi va. Una volta riuscivo a scriverne due alla settimana e programmavo le uscite, ma non ho mai rivelato questo programma a nessuno, perché in ogni caso ho bisogno di sentirmi libera di fare dei cambi.
    Le mie rubriche, purtroppo, hanno avuto vita breve, ma forse ora che sono disoccupata riuscirò a riprendere qualcosina sulla storia del teatro.

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    1. Io lo so che in realtà tu programmi. Conta ben poco se non lo comunichi. La tua testolina brulica di idee e progetti!
      E alcune tue rubriche erano/sono molto interessanti e spero continuino!

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  3. Programmare? No, mioddio, che ansia!

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  4. Io ad esempio sono un blogger (si?) completamente in balia del(la mancanza di) tempo. Te lo segnalo perché ho notato che avevi dimenticato questa terza importante categoria!!!

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    1. Sto per finire in quella categoria anch'io, temo!

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  5. Programmare? No! A istinto, a ispirazione.
    al limite se scrivo più post in un solo giorno programmo la pubblicazione. Non sia mai che vi lasci tranquilli un giorno ��
    adesso ho due o tre idee che mi frullano perla testa ma non sono ancora riuscita ad acchiapparle. Quando capiterà diventeranno post ma dirti quando non so proprio

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    1. Tu sei un vulcano di idee! Non ti serve programmare: scrivi tutti i giorni!

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    2. Poi, sinceramente, se programmassi so già che finirebbe tutto schifìo per intoppi vari. ahahhaahhaha
      Vivo alla giornata!

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    3. Ogni tanto i casini succedono perché così è la vita! Ahah!

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  6. Io sono a metà strada. a volte programmo ma più spesso mi lascio andare alla libera ispirazione. In linea di massima mi preparo una scaletta delle cose di cui vorrei parlare ma poi mi lascio massima libertà sul quando realizzare i programmi.
    Ciao.

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    1. Scherzi a parte, Nick, io non programmo anche perchè il blog è la mia valvola di sfogo, un sogno che si realizza e entrambi devono essere liberi di farlo come preferiscono

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    2. @Nick: Forse ne devo ancora fare di strada per arrivare ai tuoi livelli, Nick!

      @Pat: Il giorno in cui inizierò a usare il mio blog come valvola di sfogo... sarà l'Apocalisse! Ahah!

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