venerdì 15 dicembre 2017

NaNoWriMo: come scrivere un (brutto) libro in un mese

Volevo scrivere questo post a inizio dicembre, subito dopo la fine del NaNoWriMo, ma per varie ragioni lo pubblico solo oggi. In realtà, poco importa perché le riflessioni che voglio fare con voi riguardano solo in minima parte, in realtà, il NaNo.


Che cos'è il NaNoWriMo?
Se siete appassionati di scrittura, probabilmente, sapete tutti di cosa sto parlando, ma spendiamo due parole per chi non conoscesse questa sigla. Il NaNoWriMo, ossia il National Novel Writing Month, che è un evento creato dall'organizzazione Office of Letters and Light che spinge gli scrittori a scrivere un romanzo in 30 giorni (nel mese di novembre). Per partecipare basta iscriversi sul sito dedicato e tentare di raggiungere le 50.000 parole entro la mezzanotte del 30 novembre (così da vincere un badge che attesti di aver compiuto l'impresa). I risultati di tutti gli scrittori di una certa area vengono poi sommati per una competizione anche più ampia tra Stati.

Detto ciò, perché mi ritrovo qui a parlarvene a giochi conclusi? Be', non certo perché ho partecipato (dato che ho appeso la penna al chiodo e il tempo per scrivere in ogni caso scarseggerebbe), ma perché frequentando il gruppo Facebook dedicato al NaNoWriMo Italia ho notato qualcosa di preoccupante per scrittori e, soprattutto, lettori.

Rileggere e pubblicare?!
Non fraintendetemi, non critico il NaNo o chi l'ha ideato, né il suo funzionamento. Mi sembra anzi un bellissimo pungolo per conferire costanza e dedizione a un'attività come la scrittura che troppo spesso finisce relegata a ritagli di tempo striminziti a causa dei ritmi di vita. Avere un incentivo (anche goliardico) per mettersi ogni giorno con le dita sulla tastiera è sicuramente positivo, ma c'è un MA grosso come una casa e che in molti mi sembra abbiano perso di vista: in trenta giorni non si può scrivere un libro (fatte le dovute eccezioni). E, infatti, lo scopo del NaNo non è scrivere un libro, ma scrivere 50.000 parole di una storia. Non importa che il vostro romanzo sia alla fine di più o meno 50.000 parole (infatti il NaNo non implica che la storia si concluda lì) ma quello che non si può dimenticare è che ciò a cui state lavorando è solo una prima stesura.

Ho letto frasi inquietanti sul gruppo da questo punto di vista. Molti partecipanti discutevano infatti su cosa fare del loro scritto del NaNo e moltissimi (troppi!) parlavano di rileggerlo e pubblicarlo. A me si gela il sangue, davvero. Come si può pensare che un testo scritto di getto nella furia della competizione e nella fretta possa essere riletto e pubblicato? Avrà sicuramente bisogno di una revisione più o meno drastica e, possibilmente, di un editing, magari di qualche confronto con beta reader, di decantare, di versioni e modifiche, di correzioni e poi di una rilettura in vista di un'eventuale pubblicazione.

Insomma, non scherziamo, la scrittura è una cosa seria. Sul gruppo c'era gente che diceva che il NaNo gli consentiva di scrivere più libri all'anno, mentre prima ne scriveva uno ogni tot anni. Ma è davvero una cosa buona? Il mercato librario ha davvero bisogno di decine e centinaia e migliaia di libri vomitati a tempo di record dalla tastiera agli scaffali di Amazon (si tratta infatti molto spesso di autopubblicazioni)? La mia risposta come lettrice è: assolutamente no. Se avete bisogno di tre anni per scrivere un libro, non usate nemmeno un giorno in meno. La qualità è da ricercare, anche a discapito della quantità. Sempre. (Di quantità e qualità avevo già parlato nel 2014)
La mia risposta come ex scrittrice e come editor è la stessa: prendetevi tempo, create un prodotto che soddisfi voi ma anche chi lo leggerà. Non siate vanitosi ed egocentrici che pur di avere il vostro nome scritto su qualcosa pubblichereste qualunque cosa solo per sentirvi scrittori. Non fa bene nemmeno a voi, a lungo andare, perché, passato l'entusiasmo iniziale, non avrete riscontri e perderete lettori. Non scrivete libri in serie, amateli, createli, plasmateli e fateli crescere. Date ai lettori qualcosa per cui valga la pena spendere tempo.

Date alla scrittura il giusto respiro
Come avrete capito, questo post c'entra poco con il NaNoWriMo, ma è una sorta di appello alla scrittura di qualità (e il titolo del mio post è provocatorio, come avrete capito). Sia che abbiate partecipato sia che stiate scrivendo per conto vostro, sia che abbiate raggiunto o meno i 50.000 caratteri, per favore, non pubblicate prodotti incompiuti, libri mai nati davvero, storie abortite per parti prematuri e frettolosi. Fatelo per i lettori e fatelo per voi stessi: date alla scrittura il giusto respiro.


20 commenti:

  1. Io non sono una scrittrice, ma persino a me pareva ovvio che le 50 000 parole in questione fossero solo una prima stesura, da far poi riposare, rivedere, sistemare, editare ecc ecc...
    Sarò perfezionista io, ma a volte chiedo il parere ai "beta reader" addirittura per alcuni post particolarmente delicati!

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    1. Anche a me sembrava ovvio, ma, dopo aver letto certe cose, ho sentito il bisogno di ribadirlo e "spiegarlo". Noi siamo troppo perfezioniste, magari, ma molto meglio essere così che pubblicare cose tanto per, soprattutto quando si tratta di libri!

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  2. Cara Romina, per me è già tanto le leggo due pagine!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  3. Non ho mai partecipato al NaNoWriMo e se funziona come hai spiegato (senza nessuno che controlli che il mio manoscritto sia tipo quello dello scrittore impazzito di "Shining") non credo che parteciperò mai.

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    1. Non credo che ci sia una qualche forma di controllo, però potrei sbagliarmi (se qualcuno lo sa, mi smentisca, per favore). Pensa che, sempre nel gruppo, una persona chiedeva come fare per aggiornare i contatori dato che lei scriveva a mano e non su pc. Qualcuno le aveva risposto di contare le parole e poi di incollare nei contatori del NaNo un post di pari lunghezza a caso, giusto per aggiornare il contatore!

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  4. Io sono una scrittrice ma di questo Nano-Nano (scusa, è più simpatico!) non sapevo nulla.
    Per fortuna.
    Scherziamo, un romanzo in un mese?
    Al di là della passione, scrivere è un lavoro serio: uno scrittore vero deve offrire al pubblico il migliore dei libri (migliore non vuol dire che deve necessariamente essere il più costoso o il più famoso) possibili, dunque occorre ispirazione, tempo e tantissima revisione da parte di un buon team editoriale.
    Un libro in un mese non è un libro.
    Un saluto.

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    1. Il fatto è che il Nano-Nano (sì, hai ragione, è più divertente!) non prevede la scrittura di un libro, ma di una prima stesura! Quindi siamo tutti d'accordo con gli organizzatori... il problema è che molti "scrittori" non l'hanno capito. Gli organizzatori dicono che prima di novembre ci si può anche documentare o preparare schede dei personaggi e simili, poi in quel mese bisogna solo scrivere le 50.000 battute. L'errore è considerare quel prodotto un libro pubblicabile così come è.

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    2. L'errore lo fanno le singole persone. Il NaNo ha pagine e pagine di FAQ e di documentazione dove ribadisce che non è la pubblicazione il suo scopo.
      Purtroppo la documentazione in italiano non esiste, perché non c'è un progetto di localizzazione per il NaNo. Io e i miei co-ML (moderatori per l'Italia), con l'aiuto di alcuni wrimos del gruppo Fb, abbiamo iniziato quest'anno a tradurre le FAQ e a produrre la nostra documentazione.
      Tuttavia il nostro ruolo non è quello di controllare la qualità di ciò che viene scritto.
      Del resto non è neanche lo scopo del NaNo.

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    3. Infatti io ho più volte ribadito che non è il NaNo il problema, né tanto meno chi lo organizza, ma il fatto che le sue finalità siano state stravolte da molti pseudo-scrittori. Anzi, voi fate un gran lavoro e non sta a voi risolvere il problema (che tra l'altro si risolverebbe con un briciolo di sano buonsenso da parte dei partecipanti).

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  5. Ciao Romina, bello l'articolo! È qualche anno che partecipo al NaNoWriMo, quest'anno sono stata molto soddisfatta, e ho messo in cantiere tre storie, ma come dici tu sono embrioni e come recita il sito del Nanowrimo, un mese per buttare giù l'idea e undici per sistemarla. Ma capisco l'entusiasmo dello scrittore alle prime armi, c'è la felicità di essere riusciti a scrivere un'idea e questo basta, purtroppo. :)

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    1. Benvenuta sul mio blog!
      Sono felice che anche una partecipante al NaNoWriMo abbia commentato (e senza insultarmi, ahah). Non conoscevo il motto, però mi piace. Anche se persino 11 mesi potrebbero essere pochi per creare un bel libro da una prima stesura (dipende da quanto tempo di quegli 11 mesi si può adibire alla scrittura). Però il motto rende il tutto più ragionevole. Purtroppo gli "scrittori" che ho sentito fare ragionamenti agghiaccianti non sono tutti alle prime armi (visto che parlavano di quanti libri scrivevano negli anni precedenti ai loro NaNo) e trovo difficile trovare giustificazioni. Capisco l'entusiasmo ma... se vuoi definirti scrittore, devi anche sapere ciò che stai facendo! Grazie per aver commentato.

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  6. Hai detto cose sacrosante Romina.
    Il fatto è che molti si ritengono scrittori solo per aver partecipato a queste iniziative. Scrittori eventualmente incompresi se non vendono o vengono stroncati.
    Scrivere penso sia sudore perchè ogni parola va studiata e ricercata con attenzione.
    Poi,sai... la megalomania ormai è dilagante.
    Bacio stella a te e alla principessina

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    1. Ovviamente scrittori di questo tipo sono i primi a sentirsi geni incompresi, se qualcuno trova dei difetti nella loro perfettissima creatura che ha avuto tempi di gestazione comparabili a quelli di un topolino! Un abbraccio a te, Pat!

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  7. Sinceramente in un mese riesco a scrivere se va bene un racconto di 20.000 battute e me ne servono altri due (mesi) per riguardarlo. Lo so, alle volte è necessario fare le corse e quando è stato il caso le ho anche fatte, ma il tempo da dedicare a un racconto è – per me – quello che è. Per la cronaca sto anche scrivendo un romanzo più o meno da due anni e ci vorrà ancora un altro anno per finirlo. E qualche mese per la revisione, le beta-letture, i dubbi, i tagli, le aggiunte ecc. Non vivere di scrittura permette di scegliersi i tempi necessari.

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    1. Il tuo commento ti descrive come uno scrittore serio. I romanzi richiedo anni, soprattutto per chi non vive di scrittura e deve ritagliarsi il tempo come può per poter portare avanti le sue opere. Insomma, quel che dici per me è perfettamente normale, ma temo non sia più la norma, per molti, ahimè.

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  8. Che belle cose che hai scritto. Questi giorni sto leggendo due libri molto diversi e lontani nel tempo, La Città dei Libri Sognanti di Walter Moers e Il Mondo di Ieri di Stefan Zweig. A un certo punto entrambi si soffermano, per diversi motivi, sulla qualità della scrittura, sulla necessità di tagliare e ridurre quello che si è scritto in prima stesura, sulla quantità che serve soltanto al mercato per vendere spazzatura.
    Sono consigli che sto seguendo anch'io.

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    1. Non ho letto questi libri, però me li segno! La qualità è un valore da riscoprire in moltissimi campi al giorno d'oggi. Segui saggi consigli e andrai lontano!

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  9. Cara Romina, se non hai partecipato al NaNo, ma ti sei limitata a osservare dalla panchina, non hai veramente gli strumenti per giudicare.
    Sul sito del NaNo c'è un forum regionale per l'Italia, con tre moderatori, detti ML (Municipal Liaison), di cui una sono io. Il gruppo Facebook è stata una nostra iniziativa e ci è servito moltissimo per tenere i contatti tra partecipanti, incoraggiare gli aspetti della creatività e della partecipazione e per fornire un ambiente stimolante per chi scrive.
    Molti scrittori usano il NaNo per riprendere progetti che magari hanno abbandonato per mancanza di tempo/voglia/autostima. Il NaNo è un'occasione per dire: "Basta, quest'anno mi prendo un mese per dedicarmi solo alla scrittura!".
    Ci sono esempi celebri di romanzi nati come progetti del NaNo e poi pubblicati. "Fangirl" di Rainbow Rowell è uno di questi.
    In Italia è pubblicato da Piemme e vi invito a leggerlo. Naturalmente il prodotto che leggerete non è la prima bozza che Rainbow scrisse per il NaNo. Nei ringraziamenti Rainbow delinea con poche parole il percorso che ha fatto il romanzo per giungere alla pubblicazione e il percorso è stato lungo. Gli americani, del resto, non pubblicano libri brutti.
    Il gruppo Facebook è nato per favorire la partecipazione, lo scambio libero di idee, quindi non avrebbe senso castigare chi parla dei suoi progetti futuri. Un brutto libro, pubblicato in self-publishing, ha comunque una vita limitata.
    NaNoWriMo non è una casa editrice e non offre contratti di pubblicazione, non è il suo scopo e quindi non è questa la sua natura.
    I partecipanti sono liberi di fare quello che vogliono dei loro manoscritti. Se desiderano pubblicarli, belli o brutti che siano, è una scelta personale e noi non siamo lì per castigarli.
    Scrivere 50.000 parole in un mese è difficile e richiede dedizione. Molte bozze del NaNo non vedranno comunque mai la luce, non così come sono state scritte in origine.
    Quelle pubblicate in self se sono sono proprio brutte avranno comunque vita breve.
    È la dura legge dell'editoria.
    Mi sembra che qui nessuno tra quelli che hanno risposto al post di Romina, abbiano partecipato.
    Durante il NaNo si instaura un clima di collaborazione, di sostegno reciproco tra scrittori. Questa collaborazione, spesso, non si ferma al NaNo. Io ho trovato i miei beta reader proprio nel gruppo del NaNo.
    Vorrei quindi estendere l'invito anche a te, Romina e a tutti voi, a partecipare al NaNo il prossimo anno. La cosa peggiore che può succedere: vi ritroverete con una bozza di 50.000 parole completamente inutile. Ma sarà inutile davvero? Io ritorno ciclicamente sui miei progetti, dopo averli accantonati per un po' e a volte da una bozza orribile può nascere una nuova idea.

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    1. Sicuramente non ho gli strumenti per giudicare tutto, ma, proprio perché ho osservato da esterna, ho potuto vedere delle dinamiche che a tanti saranno sfuggite. Per esempio, molti scrittori che parlavano di pubblicare il loro NaNo dopo una rilettura nei commenti ai loro post venivano incoraggiati dai "colleghi" con promesse di lettura ed entusiasmo dilagante. Il fatto è che in gruppi di quel tipo si creano anche legami di amicizia e collaborazione, proprio come dici tu, che spesso rubano oggettività (perché se un tuo conoscente web sta facendo una cavolata, magari non ti senti in diritto di farglielo notare, oppure finisci per avere anche tu la stessa idea, visto che lo fa lui!).
      Un commento di una partecipante c'è, comunque.
      Io non scrivo più, quindi dubito che parteciperò mai al NaNo, che comunque non reputo adatto al mio modo di scrivere (io non ho bisogno di pungoli ma di tranquillità, c'è stato un periodo in cui scrivevo la prima bozza di un libro in meno di un'estate, ma tutti quei libri abbozzati riposano esattamente dove devono, ossia in qualche file del pc).

      Comunque, ribadisco, io non critico il NaNo né chi vi partecipa: critico chi confonde una prima stesura con un libro e lo diffonde, perché è vero che il mercato farà sparire presto il suo libro, ma in tanto qualcuno avrà perso tempo (e magari persino soldi) trovandosi tra le mani un prodotto incompiuto. Tutto qui.

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