sabato 20 agosto 2011

Scrivere: le mie W questions 2. What? - Cosa? (seconda parte)

I sogni son desideri… chi può negarlo? Io ho avuto la fortuna di realizzare alcuni dei miei sogni in campo letterario e proprio di questo vi voglio parlare oggi.

·         Che cosa volevo?
     Quando ero piccola, non volevo che nessuno, a parte pochi amici e familiari, leggesse quello che scrivevo. Mi dava davvero fastidio anche quando le maestre leggevano un mio tema in classe davanti ai miei compagni. Scrivere, per me, è sempre stato come mettere su carta l’anima e non si vuole mai che qualcuno di cui non ci si fida più che ciecamente legga la nostra anima.
Crescendo, però, ho sentito in bisogno di far leggere ciò che scrivevo, di condividere, di stupire ed emozionare e soprattutto di confrontarmi per crescere e migliorare. Non mi bastava più scrivere solo per me: volevo farmi leggere. Ho cominciato così a partecipare a dei concorsi, pur continuando a far leggere ciò che scrivevo solo a poche persone. Potrebbe sembrare un controsenso, ma avevo più paura del giudizio di chi poi dovevo incontrare tutti i giorni. Poi ho capito che se scrivevo lo facevo per comunicare e, se volevo comunicare, dovevo farlo con il mondo e tutti, se ne avevano voglia, dovevano poter leggere ciò che scrivevo. Da qui è maturata la mia voglia di pubblicare un libro. Era quello che volevo e lo desideravo ardentemente. Ricordo ancora la grande gioia provata nell’aprire lo scatolone con le prime copie del mio primo libro… credo che solo gli altri scrittori potranno capirmi.
      Una volta pubblicato il mio primo libro volevo vederlo tra gli scaffali di una biblioteca contornato dai libri che tante volte avevo sfogliato e letto. Anche questo desiderio si è realizzato in alcune biblioteche della provincia Bergamo.
      Infine volevo che la gente apprezzasse o criticasse i miei libri. Fortunatamente anche questo è successo e spero vivamente che accada ancora!

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