venerdì 30 settembre 2011

Elena Perego

Elena Perego: illustratrice e animatrice culturale.


Io ho avuto la fortuna di conoscerla questo febbraio. Era l’8 febbraio, io ero stanchissima e mi ero presa un giorno di vacanza avendo finito gli esami, quando, improvvisamente, suonò il telefono. Era la bibliotecaria di Berbenno che mi avvisava della presenza di Elena Perego, una raccontastorie. Dato che io avevo ancora molto da imparare (ed è ancora così) mi sono precipitata per “spiare” un po’ i trucchi del mestiere. Non immaginavo, però, di incontrare una persona così straordinaria e disponibile (e non sto esagerando!).

La sua creatività è così esplosiva da togliere il fiato e a quell’incontro ne sono seguiti molti altri. In breve, è nata una bella amicizia e una buona collaborazione creativa. Mi ha aiutata quando io non riuscivo a credere nei miei progetti per bambini e mi ha incoraggiata tantissimo. Lavorare con lei è perfetto anche perché artisticamente ci completiamo dato che io scrivo libri e lei li illustra. Chissà, presto magari vi presenterò un nostro lavoro comune… lo spero davvero tanto!
Le sue animazioni e il suo vastissimo repertorio lasciano sempre i bambini senza fiato. In ogni incontro, Elena presenta dei libri per bambini con un personaggio guida e dei bellissimi libroni (e per libroni intendo libroni) dai quali estrae ogni volta meraviglie e sorprese che lasciano a bocca aperta i bambini (e anche me)!
Tra le sue trovate geniali, sono rimasta colpita soprattutto dai suoi libri tridimensionali… beh, non si possono descrivere, ma credo che l’aggettivo grandioso sia abbastanza esaustivo. Ogni pagina di quei libri è un mondo e presenta così tanti particolari da stregare: le chiome degli alberi, le pietre incastonate nelle corone dei re o le finestre dei castelli, … insomma: Meraviglioso (e io non uso le maiuscole tanto per fare).
E, poi, i suoi laboratori che con carta piegata e colori permettono ai bambini di creare bellissimi lavori pieni di creatività? Davvero incredibili.

Per quanto riguarda la sua attività di illustratrice non sono molto informata, ma mi sono documentata. Ho letto il libro “Raccontando, … cantando a mezz’aria” o meglio l’ho ascoltato perché il libro contiene due CD in cui i racconti sono letti in maniera davvero interessante e divertente. Questo libro di fiabe e canzoni per bambini fa parte di un progetto benefico della Cooperativa Sociale e di Solidarietà Amandla. Per quanto riguarda le illustrazioni, perché di questo voglio parlare, sono davvero insolite. Le immagini delle varie storie sono realizzate con metodi diversi, quasi rispecchiando lo stile dei vari autori. Mi è piaciuto tantissimo l’utilizzo di materiali strani in queste immagini, per esempio la lana nel disegno di un arazzo raffigurante un pascolo con delle pecore, un po’ di juta per rappresentare un sacco dietro al quale si nasconde lo Squash e delle note musicali (tolte da una borsa di plastica, secondo quello che mi ha detto Elena, quindi davvero geniale!) per raffigurare il gracidare delle rane… insomma delle belle e simpatiche idee che rendono ancora più particolare questo libro che consiglio a tutti, non solo ai bambini.
Elena, però, non si limita ai disegni per bambini e crea illustrazioni naturalistiche simili a fotografie. Da togliere il fiato!

All’interno di questo post, potete trovare alcune delle illustrazioni da lei realizzate (Babbo Natale viene dal libro che vi ho presentato).
Per saperne di più, ho chiesto a Elena di concedermi un’intervista.  Inizialmente non era proprio convita, ma la capacità di persuasione è uno dei miei superpoteri (non è vero, ma lei è davvero buona e si è lasciata convincere).




L’intervista

Ciao Elena, ora ti farò alcune domande, ma non aver paura di rispondere sinceramente, ok?

Se potessi descriverti con tre parole, quali useresti?
Professionalmente: raccontastorie, disegnatrice, inventa giochi.
Personalmente: è personale (e poi non ci penso nemmeno a descrivermi!).

Parliamo un po’ della tua carriera di illustratrice… quando hai cominciato?
Mi piace disegnare da quando ero bambina, ho capito che volevo che diventasse un mestiere alle medie, anche se non sapevo ancora come e in quali settori si poteva disegnare come volevo io (cioè disegno artistico e non tecnico) poi ho fatto un po’ di studi del settore: liceo artistico e scuola di specializzazione in illustrazione.
I primi lavori pubblicati sono stati dei calendari a soggetto naturalistico per il parco regionale di Monte vecchia (LC), poi ho disegnato per un paio di libri per bambini, nel frattempo ho fatto anche disegni per magliette, poster, carta regalo e cose varie, ma il settore di illustrazione nel quale mi ritengo più “professionista” è quello dell’illustrazione naturalistica.
Di disegni per bambini ne faccio moltissimi, ma li uso direttamente io, con i bimbi, nelle mie animazioni. Ho tentato di far pubblicare qualcosa, ma richiede troppo tempo e fortuna e io non ho “troppo” di nessuna delle due cose.

Nell’articolo io ho parlato delle tue illustrazioni del libro “Raccontando, … cantando a mezz’aria”, ti è piaciuto partecipare a quel progetto?
Certo! È l’unico libro per bambini ben fatto (secondo me) che ho avuto il piacere di illustrare!
Poi l’ideatrice-curatrice del progetto, Candelaria Romero, è instancabile e Oliviero Biella, l’autore delle musiche, è originalissimo e molto bravo (tra l’altro anche loro hanno lavorato parecchio nelle scuole con i bambini e da loro ho imparato alcuni modi di fare).

Ho notato che le illustrazioni sono realizzate con vari materiali e tecniche. Usi spesso tecniche diverse quando illustri libri?
Sì… io non ho una tecnica preferita e forse questo è uno svantaggio. Quando uno ha una tecnica subito riconoscibile, è più facile che “sfondi” nel settore.
Gli illustratori più famosi si riconoscono subito, senza bisogno di firme: la firma è il loro tratto.
Non so se conosci illustratori, ma se dico Altan penso che tutti riconoscano lo stile della Pimpa, di Camillo Cromo ecc.
O Nicoletta Costa (anche se non è tra le mie preferite) è, per chi lavora con i libri per bambini, subito riconoscibile.
Già che ne parliamo, ecco un elenco di alcuni che secondo me sono bravissimi: Axel Sheffler, Corentin, Mc Kee, Quentin Blake, Pef, Ross… no! Sono troppi…
A me, però, piace variare a seconda di quello che devo rappresentare, e per ora vado avanti così, poi si vedrà…

Secondo me, il tuo stile è proprio questo: il saperti adattare alle situazioni, alla mente dell’autore che ha scritto il testo. A mio parere, è una grandiosa capacità.

Quali altri libri hai illustrato?
L’unico altro libro che ho illustrato ed è stato pubblicato si intitola “Un nuovo regno”, scritto da Erminio Bonanomi e pubblicato da una piccola casa editrice, in bianco e nero, per motivi economici.

Parliamo ora della tua attività come raccontastorie. Credo di aver elogiato abbastanza le cose straordinarie che fai, ma come ti vengono queste idee? Lo fai da molto? Ricordi come hai cominciato?
Ho cominciato per caso come educatrice ambientale nel parco di Montevecchia, lo stesso al quale poi ho proposto il mio primo calendario naturalistico, lì, in estate, seguivo anche i progetti di settimane di vacanza, per cui si stava con i bambini 6 giorni la settimana, 24 ore su 24! E si facevano giochi, gite nel bosco, laboratori manuali, si raccontavano fiabe, ecc.
È  sempre lì che ho incontrato la mia vera grande maestra nel fare con i bambini: Mariagrazia Citterio, la (allora)  responsabile dell’educazione ambientale nel parco. Lei sì che è un vero genio del lavoro con i bambini!!!

Io non conosco Mariagrazia Citterio, ma anche tu sei un genio del lavoro con i bambini, di questo garantisco io!

Quali progetti hai per il futuro? Ricordati che puoi farti un po’ di pubblicità anche spudorata…
Non progetto il futuro lontano, quello prossimo è animazioni! Preferibilmente con biblioteche rispetto alle scuole per motivi burocratici (troppe scartoffie da compilare, negli istituti comprensivi) e perché in biblioteca, nelle animazioni extrascolastiche, i bambini non sono obbligati a venire, perciò sono più predisposti ad ascoltare.
E poi spesso si possono fare attività in collaborazione con altri: ho amici che chiamo a collaborare per fare i personaggi nelle mie animazioni più “spettacolari”, c’è chi suona stranissimi strumenti musicali (Francesca Galbusera), chi sa fare il giocoliere (Fabrizio Mauri), chi interpreta alla perfezione tutte le bestie del mondo e non solo (Simona Panzeri), ah! E… ultimamente ho conosciuto una discreta maga (Romina Tamerici, la conosci?).

Che dire? Troppo buona!

Chi vuole vederti all’opera dove ti può trovare?
In biblioteca naturalmente! Nelle scuole non si può entrare senza adeguato permesso da richiedere in carta bollata eccetera…
Se qualcuno vuol sapere dove faccio le mie prossime animazioni, può richiedere il calendario qui: elenaperego@libero.it (specificando in oggetto: richiesta calendario animazioni).

Io non ho altro da aggiungere. Grazie mille per l’intervista e per il tuo aiuto in tutto.


Amici lettori, so che questo post è stato un po’ lungo, ma, credetemi, è difficile condensare in poche parole l’entusiasmo e la creatività di Elena!
Se volete lasciare dei commenti, siete sempre i benvenuti!

4 commenti:

  1. Complimenti per l'intervista. Vedere come lavorano i professionisti aiuta senz'altro. E anche le interviste sono un modo per scoprire i loro segreti.

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  2. Grazie!
    Chissà quanti segreti ci sono nella creatività esplosiva di Elena!

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  3. Bella intervista e belle illustrazioni.

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  4. Grazie! Era la prima volta che facevo un'intervista, ma ho cercato di fare del mio meglio.
    Le illustrazioni di Elena, invece, sono sempre una garanzia di successo!
    Grazie del commento!

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