venerdì 16 settembre 2011

Logorroici per passione - 1

Non so se vi è mai capitato di partecipare a un concorso letterario e sentire il limite delle parole come una duna insormontabile. A me capita spesso, anche quando ho 18.000 caratteri in cui navigare comodamente, figuriamoci con i concorsi per i corti (es. 300 parole) nei quali non mi sono ancora cimentata.
Oggi, però, ho deciso di proporvi un esperimento, una specie di concorso dal titolo “Logorroici per passione” per tutti quelli che amano dilungarsi. Dato, però, che amo contraddirmi questo “concorso” avrà un limite di parole.  

Gli studiosi della comunicazione affermano che il contenuto di ciò che raccontiamo ad altri in una conversazione deve avere un certo interesse, in altre parole non raccontiamo una cosa che non sentiamo importante o interessante o curiosa.
Io racconto moltissimi fatti e spesso mi sento dire: «Taglia corto! Versione sintetica, per favore». Spesso, però, sono proprio i dettagli a fare di un evento insignificante qualcosa di bello e rilevante. Da qui l’idea di questo “concorso”.
Chi racconterebbe a un amico con enfasi:
Questa mattina, ho visto un uomo camminare su un marciapiede e prendere l’autobus.
 Nessuno, vero? Aggiungiamo, però, i dettagli… non scene o personaggi o sequenze, ma solo i dettagli, le emozioni, i sentimenti, le supposizioni. Facciamo un passaggio da 10 parole a 100! Un elevamento a potenza in piena regola.
Questa mattina, ho visto un uomo con lo sguardo basso e i pensieri persi.
Non avrei saputo dare un’età al suo modo di vestire o alla sua andatura. L’uomo mi sembrava senza meta, senza più sogni in cui credere. Un fallito. Lo osservavo camminare su un marciapiede, quando ha alzato gli occhi solo il tempo di notare l’autobus in arrivo per poi perdersi ancora trai i suoi perché che non potevo conoscere. L’ho visto prendere l’autobus con una sensazione di addio sopita nel cuore.
Quanto poteva mancarmi quell’ombra di vita passata senza lasciare tracce? Forse molto se ancora lo racconto.
È un’altra cosa o è solo una mia impressione?
Se volete partecipare al “concorso”, dovete prendere la frase di 10 parole e trasformala in un testo di 100 parole esattamente (sono sadica, lo so, ma è stato difficile anche per me). Inoltre, dovete usare tutte le parole della frase principale (potete togliere al massimo qualche congiunzione o articolo). Poi potete postare qui il vostro testo in modo anonimo per non influenzare il mio giudizio insindacabile… in seguito vi dichiarerete.
Cosa si vince? La mia stima è abbastanza? No, eh? Se siete degli scrittori o blogger, al vincitore andrà un articolo con intervista sul mio blog, se non siete scrittori o blogger… siete sicuri che la mia stima non basti?
Scherzi a parte, questo non è un vero concorso, ma solo un esercizio di scrittura… se poi ci divertiamo è anche meglio… diciamo che è un esperimento in vista dei prossimi concorsi, ok?
È un’idea pazza e insulsa, ma sarà l’orario (ho deciso di dare la colpa di tutto all'oscurità della notte e al fatto che questa idea è nata un'ora fa e sto agendo d'impulso)!
Chi vuole unirsi è ben accetto!
Il “concorso” resterà aperto fino al 25 settembre!

5 commenti:

  1. Questa mattina ho visto un uomo morire.
    Ero uscito presto e, costeggiando il Lungotevere, ho sentito il sibilo di una frenata. A quell'ora, in strada, circolavano poche macchine.
    Mi sono voltato, in tempo per sentire una sgommata e l'acceleratore spingere l'auto a velocità impensabili. Sono tornato sui miei passi e lui era là.
    Un ammasso di abiti sporchi e logori, di pelle non lavata, di buste piene di cianfrusaglie.
    E il sangue.
    Un emarginato senza nome, non abituato a camminare su un marciapiede, dimenticato dal mondo e da Dio.
    Composi il 113 sul cellulare e mi allontanai per prendere l’autobus.

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  2. Ciao Daniele! Che bello vederti partecipare a questa mia folle iniziativa! 100 parole precise e hai utilizzato tutte le parole della frase di base: ottimo lavoro! Un po' macabro nel tuo stile.
    Hai aggiunto un episodio, però, perché il mio uomo ordinario non moriva. Comunque l'idea mi è piaciuta davvero molto!
    Grazie per aver partecipato... sei stato velocissimo. Spero che ti sia divertito con questo esercizio, anche se sei abituato a scrivere corti. A presto!

    P.S. Ora aspettiamo gli sfidanti attratti dai premi "stratosferici" come le mosche dalla luce!

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  3. Come farò a decretare il vincitore? Questa è un'impresa troppo ardua! Temo di dovermi prendere minimo un mese di tempo, forse due...

    Ovviamente sto scherzando. Bravo Daniele!
    Anch'io una volta ho vinto un concorso perché ero l'unica partecipante... forse non dà molta soddisfazione, ma devi comunque esserne lieto!

    Per quanto riguarda il premio, io ho già dedicato un post a Penna blu, ma tu hai maturato il diritto a un altro post. Puoi scegliere tu la tematica o l'argomento, se vuoi scriverlo tu o preferisci una mia recensione su un tuo elaborato... nei limiti del possibile cercherò di accontentarti. Per definire i dettagli ti prego di contattarmi via mail (tamerici.libri@libero.it) oppure su Google+.
    A presto e congratulazioni!

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  4. Questa era un'iniziativa interessante! Un po' un capovolgimento del labor limae a cui siamo abituati (peraltro 18000 caratteri mi ricorda qualcosa...) ma divertente.

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  5. @Salomon Xeno: Grazie, comunque, come avrai notato, l'iniziativa non ha riscosso un grande successo, comunque non escludo di riproporla in seguito (una bella seconda edizione, chissà!)... Il riferimento ai 18000 caratteri viene proprio da dove pensi tu!

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