venerdì 20 gennaio 2012

"Il viaggio di una lacrima"


“Il viaggio di una lacrima”: il legame tra sofferenza e poesia.

Comincio a scrivere questo post e mi rendo conto di quanto tempo sia passato dalla stesura della poesia in programma questo mese. L’ho scritta nel 2005, forse anche prima, eppure quelle sensazioni mi sembrano così vicine… proprio non pensavo che fosse passato tutto questo tempo.
Quando ho scelto gli argomenti di questo mese, non ci avevo fatto caso… ho scelto una delle mie poesie già pubblicate su antologie e ho assegnato una tematica per poi occuparmene a tempo debito. Attualmente non partecipo più a molti concorsi per poesie e quindi le pubblicazioni risalgono a tanto tempo fa, però… basta, basta con tutti questi ricordi nostalgici dei tempi che furono!
Questo è il testo della mia poesia pubblicata sull’antologia “Il Club degli autori 2005-2006 – Le più belle poesie del premio letterario”.


Distolgo lo sguardo
da chi mi osserva,
cerco di nascondere quella lacrima
che scende arrogante dai miei occhi,
non voglio mostrare il mio dolore.
Con un dito la scosto dall’occhio,
ma questa continua a scendere
lenta, anche se imperturbabile,
la sento scivolare sulla guancia
e farmi soffrire sempre più
ad ogni suo minimo spostamento.
Ormai non voglio più fermarla,
vorrei che altre mille lacrime rigassero il mio volto,
ma ne basta una a raccontare il mio dolore,
una sola, quella che scende in silenzio,
mentre dentro di me tutto grida.
Arriva al mento e cade, bagnando le pagine della mia esistenza,
quella lacrima è diventata una poesia.

Il legame tra sofferenza e poesia è sempre stato molto forte per me. La poesia è emozione e molto spesso è un modo per convogliare nell’arte ciò che ci fa soffrire, per rendere il dolore più sopportabile. Quello che resta della sofferenza poi è un foglio di carta pieno di lacrime, un ricordo concreto di ciò che è stato. Sì, ho scritto anche poesie allegre ma su un totale di circa 500 credo che rappresentino meno del 2%. Sarà perché nella poesia cerco conforto e rifugio, che sono cose che si anelano più nella disperazione che nella gioia. La felicità si vuole vivere, la disperazione si vuole raccontare. Quando siamo felici, non abbiamo mai troppo tempo per raccontare ciò che proviamo, invece quando siamo tristi, abbiamo voglia di sfogarci e la carta raccoglie, silenziosa e complice, i nostri pensieri. Il poeta si isola per comporre o compone perché è isolato? L’aforisma “Grida e parole” racconta già il mio pensiero. Nella poesia che vi ho riportato, la lacrima, che porta fuori dal corpo la tensione, si trasforma nella poesia che porta fuori dall’animo l’angoscia, così la lacrima e i versi si confondono tra loro, sfumano l’una negli altri, diventano un tutt’uno e sanciscono un legame profondo e antico.

21 commenti:

  1. Ciao Romina, la poesia è decisamente bella anche se contrasta un pò con la mia visione della poesia (ma forse ne abbiamo già parlato) come tensione verso l'indicibile. Soprattutto mi piace il finale che assume un tono quasi di fiaba con la metamorfosi della lacrima in poesia al contatto con la carta.
    Fra l'altro, un'infinità di anni fa, ho partecipato al concorso letterario della mia scuola (vincendolo!) scrivendo un tema sul titolo assegnato che era: "Viaggio di una goccia d'acqua" (dal momento in cui cade dal cielo fino all'arrivo in mare).

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    1. @Ivano: Sì, so che abbiamo visioni diverse, ma grazie... Congratulazioni per il tuo concorso... si vede che i viaggi di gocce (salate o no) sono tematiche letterariamente apprezzate. A presto e grazie!

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  2. Bella poesia, complimenti per l'antologia. Chissà, magari un giorno mi verrà voglia di partecipare a qualche concorso per poesie o di pubblicarne qualcuna nel blog. Ma le mie sono macabre :)

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    1. @Daniele: Grazie... anche se finire in questo genere di antologie non è poi così difficile, è sempre una piccola soddisfazione. Secondo me, dovresti partecipare a qualche concorso e soprattutto far leggere qualche poesia sul tuo blog, anche perché io sono curiosissima!!!

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  3. Veramente molto bella. Io a quell'età non mettevo in fila più di due righe. ^^

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    1. @Salomon Xeno: Grazie! Beh... ci sono i talenti, i precoci e i talenti precoci... io credo di rientrare nella seconda categoria... poi si spera sempre di migliorare! Comunque sono sicura che a quell'età sapevi mettere in fila due righe!!! Non fare il modesto... oppure coltivavi già una passione per la fisica? L'importante comunque non è quando si comincia, ma come si va avanti e per quanto!!!

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    2. La mia era naturalmente un'esagerazione. Ma su una cosa hai quasi ragione: coltivavo già una passione per la fanta-fisica!

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    3. @Salomon Xeno: Avevo capito che esageravi... volevo fare una battuta, ma so di non esserne sempre in grado. Fanta-fisica?! Beh... mi devo documentare...

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  4. Davvero ti vuoi documentare sulla fanta-fisica? ^^

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    1. @Salomon Xeno: Beh... perché no? Non voglio diventare una fanta-fisica: voglio solo sapere di cosa si tratta... dici che non ce la posso fare? Magari prima o poi te ne occuperai tu sul tuo blog, no? Chissà...

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    2. Era un innocuo gioco di parole, eheh. Non esiste come disciplina, era un modo simpatico di dire che leggevo qualcosina di fanta-scienza. ^^

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    3. @Salomon Xeno: Ops... scusa se non ho risposto subito ma mi stavo nascondendo per la vergogna... Io pensavo fosse una cosa seria e poi esiste il "fantacalcio" vuoi che non esista la "fantafisica"? Ma cosa ne so... io ho fatto solo un esame di fisica all'università... comunque su google con "fantafisica" escono dei risultati interessanti, che vista l'ora non mi sento di indagare oggi...
      Scusa se non ho capito il tuo simpatico gioco di parole... la stanchezza di questo periodo inizia a pesare e la mia stupidità di sempre miete i suoi effetti.

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    4. Ma su, non abbatterti. Ammetto che mi incuriosisce il fatto che google parli di fantafisica, potrebbe essere una buona idea di partenza per un futuro post!

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    5. Vedi, ecco trovato un lato positivo! Su questa questione bisognerà di certo informarsi... abbiamo "scoperto" la fanta-fisica!!!

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  5. Ciao Romina,

    è una poesia molto profonda. Mi è piaciuta molto la tua osservazione sulla differenza tra felicità e tristezza: difficilmente componiamo o scriviamo quando siamo felici. La maggior parte delle nostre esternazioni spontanee sono spinte da emozioni negative.
    Mi sono accorta delle variazioni dei miei stati d'animo al momento della revisione degli scritti.

    Ora vado a leggermi i risultati di Google sulla fanta-fisica!!!

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    1. Grazie, Lisa! Come sempre, sei molto profonda e attenta nei tuoi commenti. Gli stati d'animo emergono sicuramente in fase di revisione: un capitolo più stringato può essere frutto di un periodo stressante, uno confuso di un periodo di dubbi e incertezze... del resto la scrittura è un'attività troppo umana per non recepire tutto ciò. La usano anche in psicologia per far aprire i pazienti e sicuramente mette in contatto con il nostro vero io.
      Documentati sulla fanta-fisica! Sono sicura che ne scoprirari delle belle!
      Grazie e a presto!

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  6. Sul sentimento di Aulonia credo che starebbe bene l'ultima parte.
    Anch'io ho scritto poesie. Mi servivano per esprimere qualcosa che in prosa non avrebbe avuto forza.
    Infatti, per me, la poesia deve essere diversa dalla prosa. Non parlo di rima (molte delle mie poesie che ho scritto non le hanno), ma di musicalità.
    Secondo me ci sono parole (soprattutto nella prima parte) che tolgono musicalità alla poesia

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    1. Vorrei aggiungere che mi è chiaro il senso che dai. altri ragazzi mi hanno mandato delle poesie (così si parla e allora ci si confronta) e alcune non erano per niente chiare. Non parlo di essere enigmatici, ma proprio di confusione.

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    2. Quando ti ho consigliato questa poesia, riferendomi al tuo blog "Aulonia" non mi aspettavo un tuo commento qui. Grazie!

      Stilisticamente non è un poesia perfetta (hai ragione sulle parole di troppo), ma non l'ho mai modificata da quando l'ho pubblicata nel 2005 quindi bene 7 anni fa (caspita, è strano pensarci)quando avevo 14 anni. Questa breve poesia mi dà ancora emozioni, perché legata a un evento particolare.

      Non mi piacciono molto i poeti moderni che cercando a tutti i costi di non farsi capire. La poesia non è solo ricercatezza e musicalità, è comunicazione di emozioni e per trasmettere stati d'animo bisogna anche farsi capire. Quindi cerco di non mettere mai troppa confusione.

      Grazie per il commento!

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  7. Anche tu hai iniziato a 14 anni! Wow. Anch'io verso quell'età ne ho scritta una e la considero la mia prima vera poesia.
    Te la riporto qui se non ti dispiace.

    La scelta

    Assaggiai del sangue l'essenza,
    ma fu così blu
    che ne rimasi indignata
    Ora, la mia vita è persa
    e nient'altro
    Una bocca s'aprì:
    "Nel cielo verde
    e nel prato blu
    và ad incontrare l'arcobaleno
    e la risposta avrai."
    Due labbra ribattono:
    "O vivi o muori.
    O resti o scappi.
    O amata o umiliata.
    Tocca a te decidere."
    Il tempo decide da sé.
    La vita non è più affar mio.
    Solo una cosa mi domando:
    ma che razza di tempo è
    il mio?

    Ho fatto apposta a scrivere "il cielo verde e il prato blu" come se il mondo fosse sottosopra.

    A 14 anni circa si prova a scrivere qualcosa ed è anche facendo questi errori che poi ci si accorge di dove si sbaglia.
    Se vuoi ti inserisco l'etichetta dove ci sono alcune mie poesie:
    http://www.almacattleya.blogspot.it/search/label/poesie%20mie

    Comunque anche se stilisticamente non perfetta, immagino che non la cambieresti mai perché il ricordo per te è molto importante, un ricordo che appartiene a te come se fosse un segreto.
    E a proposito di segreto, ti mando un link che parla del segreto racchiuso nella poesia.

    http://www.almacattleya.blogspot.it/2012/02/il-segreto-racchiuso-nella-poesia.html


    P.S.: Spero non ti dispiaccia se ti ho messo tutti questi link, ma credo ti possano interessare in particolar modo l'ultimo.

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    1. In realtà ho cominciato molto prima… a 14 anni per la prima volta un mio testo è finito in un libro (cioè questa poesia nell’antologia del premio).

      La poesia che hai scritto è bellissima! Mi ha trasmesso delle forti emozioni, soprattutto i versi “o resti o scappi” e “la vita non è più affar mio”. C’è qualcosa in questo componimento che mi ricorda eventi del mio passato. Io lo dico spesso che tutti gli scrittori (e soprattutto i poeti) hanno una radice comune pur nelle loro esperienze diverse.

      I link non mi disturbano affatto, anzi… io sono per la condivisione dei contenuti e mi piace scambiare link con gli amici blogger! Ora vado a curiosare.

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