giovedì 15 marzo 2012

"Il teorema degli appunti sparsi"

“Il teorema degli appunti sparsi”: consigli da una pignola disordinata.

Il teorema del mese scorso sul punto di equilibrio creativo  è stato un po’ un mio delirio personale che ha raggiunto livelli di complessità tali da causare, come rivelato dai commenti al post, mal di testa in tutti i lettori. Questo mese, dunque, ho deciso di darmi un po’ una calmata e di tornare a teoremi più semplici come il primo, quello delle tre penne.  L’obiettivo è sempre quello di strapparvi un sorriso, magari evitando questa volta di farvi sentire male.
Ora si comincia…

Ormai sapete che sono una persona (abbastanza) pignola, nel senso che mi piace che le cose siano precise e fatte in un certo modo, altrimenti non le faccio (se si tratta di miei lavori) oppure do dei consigli (se si tratta di lavori altrui). Bene, di solito i pignoli sono persone precise e dunque ordinate, ma questo non è il mio caso, ma partiamo dal teorema…

Dato un insieme di appunti sparsi, di seguito denominati elementi, essi devono presentare una caratteristica tale da potere determinare univocamente se dato un elemento esso appartiene o no all’insieme [in realtà non è vero, perché essi hanno di per sé in comune il fatto di appartenere all’insieme]. Tale caratteristica può essere evidente oppure nascosta e dunque non per tutti può essere ugualmente semplice identificare l’ordine esistente nell’insieme suddetto.  Se la discriminante non è sufficientemente chiara si possono verificare dei problemi nella suddivisione degli elementi tra appartenenti e non e tra eventuali relazioni da instaurare tra gli stessi.

Fuori dal matematichese…


Nella confusione più caotica può esistere un ordine, esso risulta però spesso totalmente inesistente per chi non è l’ideatore. Chi crea il caos può perderne il controllo o domarlo con facilità. La quantità di appunti/annotazioni create può dunque essere rapidamente accessibile secondo determinate chiavi di ricerca oppure finire irrimediabilmente dispersa.
Quando mi dicono che sono disordinata, io rispondo che le persone creative sono disordinate. Non so se sia sempre vero, ma esistono studi scientifici in proposito, che legano il caos e la creatività. Io, quando riordino troppo la camera dove scrivo, mi sento poco ispirata. Il problema è poi gestire il caos, ma il mio è un caos ordinato, nel senso che io so esattamente dove sono le cose, quindi di fatto, anche se per tutti c’è un grande disordine, per me c’è un ordine logico, perché io conosco le caratteristiche che discriminano l’appartenenza degli elementi ai vari insiemi. Per esempio cosa ci fanno delle mollette da bucato nel mio astuccio? Giusta domanda, per chi non conosce la caratteristica che lega vari elementi nella mia mente. Le mollette sono nell’astuccio perché a volte le uso per studiare, per tenere aperto un libro alla pagina giusta se devo copiare una citazione da inserire in un lavoro, così da avere le mani libere per digitare sul PC e senza rovinare il libro, piegandolo in modi assurdi. Visto che un senso c’era? Poi magari non è condivisibile o logico ai vostri occhi, però c’è.

Gli appunti sparsi però sono un capitolo a parte, perché quelli sono proprio difficili da non disperdere. Per appunti sparsi intendo quelle idee rapide, quelle poesie, quelle metafore improvvise e illuminanti che si annotano nei posti più disparati: scontrini della spesa, fazzoletti di carta, pezzi di fotocopie sbagliate, file dispersi nel computer, …

Io ho trovato alcune soluzioni.
  • Non faccio più file sparsi nel computer, ma ho creato dei file appositi: per le idee di scrittura, per i libri da leggere, per i film da vedere, per i progetti, per il blog.
  • Ho istallato nel computer un programma per i post-it elettronici, quindi ho il desktop invaso da post-it. In base al loro colore sono divisi in categorie.
  • Ho anche una bacheca per i post-it cartacei appesa al muro. Sì, ho una grande passione per i post-it, lo ammetto.
Vi sembra poco caotico? Certo, non avete visto la confusione che regna sulla mia bacheca e nemmeno la quantità dei miei post-it elettronici! Quello però è il mio caos ordinato che certo può sempre sfuggirmi di mano, ma per ora è sotto controllo. Non è un caos frutto del caso, tutto è esattamente dove deve essere, secondo una sua logica, anche se a nessuno sembra così.

E voi? Siete ordinati o confusionari? C’è dell’ordine nel vostro caos oppure è un vero e proprio casino senza speranza? Anche voi credete che un po’ di disordine aiuti la creatività? Insomma, a voi la parola…

 
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14 commenti:

  1. A detta di tutti sono molto pignolo e altrettanto disordinato, e sono d'accordo con tale giudizio, per cui mi raffiguro anche facilmente in ciò che hai scritto. Ricordo sempre una volta in cui, ai tempi delle superiori, doveva venire a casa mia un amico (persona molto puntigliosa, ospite per la prima volta) per un lavoro di grafica digitale in cui l'avrei aiutato. Per l'occasione mi misi d'impegno a riordinare la camera. Quando entrò la prima cosa che disse fu: "ma come fai a vivere in questo casino?". Scoppiai a ridere.

    Comunque concordo sul fatto che l'ordine, nel senso in cui s'intende solitamente, sia un concetto soggettivo. Vale lo stesso principio che si applica in crittografia: più la chiave è complessa, più è difficile che chi non la conosce acceda alle informazioni da essa codificate. Io non perdo facilmente le cose e sono quasi immediatamente in grado di reperire ciò che mi serve nella mia stanza, mentre gli altri vedono solo un gran caos.

    Per lo stesso motivo ho sempre odiato che qualcuno mettesse "ordine" nella mia stanza, perché ciò equivaleva a farmi perdere completamente tale facilità di orientamento nel mio ambiente.

    Il mio computer è ugualmente un macello e anche se pure io ho recentemente adottato lo stratagemma dei post-it elettronici, dopo il fallimento di quelli cartacei (che non guardavo mai) non nutro grosse speranze. Non sono mai stato in grado di tenere un'agenda o un calendario per lo stesso motivo.

    Per quanto riguarda il rapporto tra disordine e creatività non mi sono mai posto il problema: di certo però ho constatato e letto in testi dedicati all'argomento che il disordine rende difficile la concentrazione. Si può supporre che quindi, facilitando il vagare della mente, aiuti di contro la creatività, ma è appunto una mera ipotesi.

    P.S. Mi sa che hai conquistato un lettore: ormai quando un'occhiata quotidiana al blog la do sempre. ;)

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  2. Allora siamo due pignoli-disordinati! Credevo di essere l'unica di questa specie e invece magari si scopre che siamo in tanti... beh, non lasciamoci prendere da facili entusiasi: per ora siamo solo due.
    Anch'io quando qualcuno mette ordine nel mio "caos" non riesco più a ritrovare niente.
    Per quanto riguarda i file nel computer, se proprio sono disperata, ricorro al "cerca" che trova tutto.
    Anch'io spesso dimentico di guardare i post-it e dico sempre che devo fare anche un post-it con scritto: "ricordati di guardare i post-it", ma non lo faccio quasi mai... l'agenda invece mi salva spesso dal combinare qualche pasticcio.
    Interessante la tua ipotesi sulla difficoltà di concentrazione legata alla creatività!

    P.S. Se è così, ne sono davvero felice. Sei sempre il benvenuto!

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  3. Oddio, mi hai scoperto! Io sono fin troppo disordinato quando scrivo...e anche quando mi limito a correggere. :(

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    1. "Disordine = creatività" nel tuo caso sembra funzionare!

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  4. Interessante tecnica, questa dei post-it :)
    Quelli cartacei non posso usarli, ma quelli elettronici, ne usavo talmente tanti che ho dovuto disinstallare il programma... che dici, mi devo preocupare? ;)

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    1. No, non ti devi preoccupare, anzi, tu sei riuscita a uscire dal "tunnel dei post-it" e a liberarti da questa "dipendenza". Mi sarai da esempio!
      Ora aggiungo un post-it: "Romina, non cercare di fare battute simpatiche, non ne sei in grado".
      Eh, già, la strada per la mia "liberazione dai post-it" è ancora lunga...

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  5. Sempre stato disordinato. Anzi no. Fino alle medie ero ordinatissimo con i miei libri e matite e altra robaccia. Ora sono molto attento a dove si trovano gli oggetti intorno a me, che siano in disordine al posto giusto!
    Per quanto riguarda la scrittura, il discorso è complesso. Mi appunto molte più cose di quanto non riesca a scrivere, tanto che ho imparato ad aspettare a buttare giù una trama perché so che nel giro di qualche tempo avrò un'idea che la stravolgerà (ho un esempio eclatante... lo chiamerò "il romanzo che in 10 anni è ritornato al prologo").
    Sono disordinato in molti altri modi, ma ho già scritto troppi. Non condividerò altri segreti. So che il disordine mi porterà al successo! ^^

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    1. "In disordine al posto giusto"... ecco che allora siamo in tre, forse quattro (Nick non ha ben specificato se poi ritrova ciò che è apparentamente disperso).
      Sono proprio curiosa di saperne di più del tuo "romanzo che in 10 anni è ritornato al prologo", a che punto sei? Io mi appunto tutto, anche varie versioni di trame e scalette prima di comiciare e puntualmente cambio qualcosa (o tutto!) durante la stesura.
      Tieniti pure i tuoi segreti per il successo: è giusto così, ma, quando diventerai famoso grazie al tuo disordine, non dimenticarti nel tuo disordine generale di noi altri poveri scrittori disordinati.

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    2. Quando sarò famoso e ricco sfondato, pagherò un giornalista affinché scriva una biografia dove divulgherò alcuni dei miei molti segreti!
      All'altra domanda è complicato rispondere, quindi per questa volta mi terrò sul vago...

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    3. Fammi sapere quando deciderai di scrivere la biografia, potrei candidarmi per la stesura! Scherzo oviamente, non credo che sarei all'altezza... comunque la leggerei con grande interesse.
      "A che punto sei?" è sempre una domanda dolente... meglio lasciare tutto nel mistero da condire con un po' di puntini di sospensione...

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    4. Vedo che ci intendiamo!
      Ormai ho già segnato: biografia -> Romina Tamerici. Hai almeno 30 anni per imparare come si fa. ^^

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    5. Sei sicuro? Trent'anni sono davvero pochi perché io possa imparare... comunque, per restare in tema, metterò un post-it in bacheca: "imparare a scrivere biografie".

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  6. Ma sei che è una bella idea quella di usare delle cartelle elettroniche divise per argomenti.
    Di post it ne ho fin attaccati ai capelli, li appiccico dovunque e poi me li ritrovo sui vestiti tanto che di video post.it non ne voglio più sapere.
    Pure il mio computer in ufficio ne è tappezzato e ogni volta che lo accendo genera ansia.

    Validissima l'idea delle cartelle in word: non si vedono ma ci sono.

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    1. I post-it sono terribili... non si può vivere senza di loro (ok, io non posso, gli altri chissà...) ma allo stesso tempo incasinano la vita. Ora ho una bellissima immagine di te che vaghi per l'ufficio ricoperta di post-it!

      Io sono disordinata, ma il computer è rigidamente diviso in cartelle di vari argomenti (almeno per le cose importanti).

      Grazie del commento!

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