giovedì 15 novembre 2012

3. Cenerentola

Cenerentola: non preoccuparti, lo farò io!

Benarrivati al terzo appuntamento della rubrica La chiamavano Luciferina.
Senza ripetere le premesse fatte nel post introduttivo passo subito al confronto del post di oggi: Luciferina vs Cenerentola.


Mi chiamano Luciferina. Io, però, una brava Luciferina, la immagino prepotente e forte e capace di dire sempre di no a chi le chiede un favore (ammesso che ci sia qualcuno che abbia tale ardire!). Di certo non la immagino molto disponibile e delicata, anzi, forse si diverte pure a negare una mano a chi, disperato, gliela domanda. È pronta a farsi servire e sfruttare il prossimo, ma allo stesso tempo è consapevole che non renderà mai i favori ricevuti. È capace di voltare la faccia al momento giusto anche di fronte a chi le è sempre stato accanto.

Mi chiamano Luciferina, ma io mi sono sempre sentita una disponibile Cenerentola. Non per le faccende domestiche, ma per altre cose. Diciamo che fatico parecchio a dire di no a una richiesta di aiuto o a un progetto impossibile in cui poi so che dissiperò troppe energie. Rifiutare di fare qualcosa che potrebbe essere utile a qualcuno mi costa davvero fatica e mi sento subito in colpa. Proprio pochi giorni fa ho dovuto dire di no a un bellissimo progetto con dei bambini che mi avrebbe impegnato per alcune domeniche. Avevo già degli altri progetti nelle stesse date ed era impossibile accettare, eppure mi sono sentita in colpa e fino all’ultimo ho sperato di poter conciliare le cose. Insomma, mi viene più facile rispondere piuttosto che no. Lascerei andare le mie sorellastre di buon cuore alla festa del principe restando a casa a togliere lenticchie dalla cenere, perché privare gli altri di una felicità potenziale (e per loro non dannosa) mi sembra un triste crimine. Per fortuna non sono l’unica ad agire così e ci sono tante persone disponibili, sempre pronte a dare una mano e mille volte meglio di quanto possa fare io!  
Essere degli yes man però non è sempre una cosa positiva, a volte porta a disperdere le energie in mille attività e progetti. Può essere stancante, può far dimenticare che ci si deve occupare anche di noi stessi, che non sempre è giusto dire .

Siamo onesti, essere una Luciferina sarebbe molto più comodo: meno impegni e più persone pronte a lavorare al posto mio, ma non mi sentirei a posto con la coscienza. Nei forum, per esempio, molti si lamentano del fatto che c’è chi non fa il suo dovere o non segue le regole. Io penso che tutti facciano il possibile per fare del loro meglio (anche se poi non sempre è così). A me piace dare una mano, cercare di essere utile per quel poco che posso e così spero di fare anche sul blog. Il tempo è sempre poco, ora anche meno del solito, ma nonostante questo sono felice di essere qui. Anzi, credo che al ballo non mi divertirei così tanto quanto qui con voi!

Insomma, di me diranno i posteri: La chiamavano Luciferina, ma in realtà era un’instancabile Cenerentola!
E i contemporanei che ne dicono?
Ci sono tra voi delle Cenerentole che preferiscono lavorare per gli altri invece che andare al ballo?

Ora vi lascio al dialogo che prosegue quello del post precedente della rubrica.

Dialogo tra Luciferina (L) e Cenerentola (C)
Biancaneve si allontana piangendo disperata, immersa nei sensi di colpa. Richiamata dalle sue grida, giunge alla casa di Luciferina Cenerentola.
C – Serve aiuto? Ho sentito delle urla.
L – Io non ho sentito nulla.
C – Oh, ora non le sento più nemmeno io… eppure erano dei singhiozzi così tristi…
L – Ah, deve essere quella sciocca di Biancaneve.
C – Oh, poverina, che cosa le è capitato?
L – Tutta colpa di uno stupido grillo.
C – Un grillo?!
L – Già, un Grillo Parlante. È morto, credo.
C – Come credo?! È il caso di controllare, no?
L – Non ho tempo, devo uscire ora.
C – Oh, non preoccuparti, lo farò io. Se posso.
L – Ok, già che ci sei, dai un’occhiata anche a Biancaneve.
C – Sei preoccupata per lei?
L – No, solo che non ha pulito il sottoscala.
C – Poverina, sarà così scossa!
L – Ci pensi tu, dunque?
C – Sì, non preoccuparti, lo farò io. Subito dopo essermi occupata del buon Grillo.
L – Oh, be’, volevo dirti che io ti…
C – Non preoccuparti, non occorre che mi ringrazi, vai pure.
L – Io non volevo ringraziarti, volevo chiederti se puoi pulire il sottoscala, sai, non mi sembra il caso di lasciarlo così.
C – Sì, non preoccuparti, lo farò io. Ora vai. Penso a tutto io.
Luciferina lascia la casa, senza nemmeno salutare, diretta chissà dove, mentre Cenerentola corre a fare tutto ciò che ha promesso.
CONTINUA
Per capire il senso di questa rubrica vi ricordo di leggere le motivazioni nel post introduttivo!


Hanno parlato di questo articolo: 


10 commenti:

  1. Anch'io a volte non riesco a dire di no, ma fortunatamente sono poco richiesto. O sfortunatamente, a seconda dei casi.

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    1. Sì, in effetti, varia molto anche rispetto al perché si viene richiesti. Nel mio caso si tratta spesso di lavori e progetti non pagati, quindi... però devo dire che mi danno tantissime soddisfazioni!

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  2. Dire di no o dire di si.. poco importa. L'importante è dare il giusto peso alle cose. Nella vita ci sono delle priorità e, visto che la vita ha una lunghezza finita, è meglio che le priorità vengano rispettate.

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    1. Stabilire delle priorità è importantissimo. Il fatto è che io voglio fare al meglio tutto ciò che devo fare, anche quando una cosa si trova in fondo all'elenco. In ogni caso, rispetto sempre le priorità (nel senso che ci sono attività più importanti e che richiedono quindi più tempo e di essere svolte prima di altre). Il tuo però è un buono spunto per affrontare il problema dei "Cenerentoliani" (lo so, non si può dire)!

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  3. Io ho convissuto per ani con la mia tendenza a essere una Yes Girl perche' non sopporto le discussioni, anche se da un annetto mi sto facendo valere un po' di piu'... Pero' ho comunque un carattere mite, non mi va di litigare per le cavolate, sono una che si adatta molto quindina volte puo' sembrare che abbia poca personalita' o che mi faccia sfruttare... Mah, forse di piu' prima...

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    1. Essere delle "Yes Girls" è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo! Ah ah ah! Anch'io odio le discussioni e in genere non mi arrabbio, quindi ti capisco. A volte essere miti risolve tantissime situazioni!

      Di certo tu non hai poca personalità!

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  4. Simpatica questa nuova rubrica!

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    1. Grazie! Questo è già il terzo post... magari ti va di dare un'occhiata anche agli altri (sono linkati in questo post prima del dialogo)!

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  5. Sì, ho avuto prova anche ieri che sei una Cenerentola!
    Ammettiamolo, non ne avevo tanti dubbi... Sei limpida e trasparente, il che è una cosa bellissima!
    In parte ti capisco, anch'io fino ad un annetto fa dicevo sempre sì e mi verrebbe anche oggi da farlo... E mi trovo sempre divisa quando due persone a cui voglio ugualmente bene mi chiedono "favori contrastanti" (andare a trovare una persona o l'altra, per esempio), tanto che quando scelgo mi sento sempre in colpa e vorrei comunque far qualcosa. Però ho imparato a valorizzare il mio tempo.
    Ma aiutare gli altri è il mio tarlo... Sennò non mi sarei messa a studiare psicologia, eheh!
    Però aiutare gli altri o far le cose per gli altri sono comunque attività che hanno bisogno di un limite, per il bene della propria salute mentale (e talvolta fisica!).
    Diciamo che, come per il precedente post di Biancaneve, il problema sono sempre i sensi di colpa... Urge rimedio! :S

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    1. Oh, studi psicologia? Wow, ora capisco il tuo interesse per la mia mente contorta!
      I favori contrastanti mandano in crisi... io tendo di accontentare tutti e poi finisco super stressata a volte!
      "Sensi di colpa II: Il ritorno"! Potremo scriverci un'intera saga!
      Chiediamo a gran voce un rimedio!

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