sabato 10 novembre 2012

Scrivere un testo per un concorso letterario


Scrivere un testo per un concorso letterario: alcuni consigli e qualche ragionamento (il)logico.

I concorsi letterari sono un ottimo modo per mettersi alla prova nella scrittura e racimolare qualche piccola pubblicazione per la propria bibliografia o anche qualche euro. Soprattutto però sono utili per mettersi in gioco e magari conquistare un pochino di coraggio in più.


Se state cercando consigli per vincere dei concorsi, vi dico fin da subito che non li troverete in questo post. E, sempre che non ve ne siate già andati tutti, vi dico anche di diffidare di chi sembra vendere la ricetta per la vittoria sicura.


Io non ho mai vinto un primo premio (se si eccettuano i concorsi di poesie natalizie a cui partecipavo in paese quando andavo alle medie).
In altri concorsi ho conquistato qualche secondo posto e una decina circa di pubblicazioni (l’elenco è presente nella pagina del curriculum letterario).

Insomma, questo per dire che nel post di oggi non troverete chiavi segrete per il mondo della vittoria, perché, se le avessi, le utilizzerei anch’io, no?

Si fa presto a dire “concorso letterario”
Per cominciare facciamo un po’ d’ordine nel panorama dei concorsi letterari.

In base alla tipologia testuale distinguiamo:
  • Concorsi per racconti
  • Concorsi per poesie
  • Concorsi per romanzi e/o raccolte


In base a vincoli sui testi distinguiamo:
  • Concorsi per inediti
  • Concorsi per testi editi


In base al genere letterario distinguiamo:
  • Concorsi per testi di ogni genere letterario
  • Concorsi per testi di un genere particolare


In base al tema distinguiamo:
  • Concorsi per testi a tema libero
  • Concorsi per testi a tema vincolato


In base all’età dello scrittore distinguiamo:
  • Concorsi per bambini
  • Concorsi per ragazzi
  • Concorsi per adulti


In base al genere dello scrittore distinguiamo:
  • Concorsi aperti a tutti
  • Concorsi solo per donne

[Non ho mai visto un concorso solo per uomini, ma, se ne conoscete, fatemi sapere. Apro la parentesi e la richiudo ma trovo abbastanza strano che si organizzino concorsi solo per donne… non possiamo competere con gli uomini? Queste cose che sembrano a favore della parità alla fine mi paiono sempre delle forzature un po’ discriminatorie. Casi particolari però sono rappresentati da concorsi che richiedono di parlare di esperienze personali (es. Voci di donne, di recente segnalato da Carlo). Ok, fine del comizio]


In base alla provenienza dello scrittore distinguiamo:
  • Concorsi aperti a tutti
  • Concorsi per autori di una certa area geografica


In base alla lingua distinguiamo:
  • Concorsi ai quali si può partecipare con un testo in qualsiasi lingua (in genere è richiesto il testo a fronte in italiano)
  • Concorsi con una lingua stabilita (spesso un dialetto)


In base all’onere per la partecipazione distinguiamo:
  • Concorsi gratuiti
  • Concorsi con quota di iscrizione in denaro
  • Concorsi con quota di iscrizione in acquisto libri


In base alla tipologia di invio distinguiamo:
  • Concorsi con invio cartaceo (in uno o più esemplari) (ciò concorre a determinare l’onere per il concorso)
  • Concorsi con invio elettronico.


In base al coinvolgimento dell’autore distinguiamo:
  • Concorsi senza coinvolgimento (l’autore invia il testo e attende un responso)
  • Concorsi con coinvolgimento facoltativo (l’autore è invitato a commentare i racconti o parte dei racconti dei suoi  avversari).
  • Concorsi con coinvolgimento obbligatorio (come sopra, ma con vincoli, pena l’esclusione dal concorso).


In base al premio previsto per i vincitori e/o i segnalati distinguiamo:
  • Concorsi con premi in denaro
  • Concorsi con in palio una pubblicazione cartacea (con o senza eventuale obbligo d’acquisto)
  • Concorsi con in palio una pubblicazione in e-book (con o senza eventuale obbligo d’acquisto)
  • Concorsi con premi in natura (es. quadri, prodotti tipici locali…)
  • Concorsi con viaggi in premio
  • Concorsi senza premi

Queste sono alcune delle categorie che mi sono venute in mente, ma credo siano sufficienti per farsi un’idea della complessità del panorama. Insomma, si fa presto a dire concorso letterario, ma se si vuole partecipare tutte queste cose possono essere importanti.  Ed è bene avere le idee chiare.

Se vi viene in mente qualcosa che andrebbe aggiunto, potete segnalarlo. Sono certa che l'elenco non sia del tutto esaustivo. Quindi grazie in anticipo.

A quali concorsi è meglio partecipare?
Non ci sono concorsi migliori di altri in assoluto. Il tutto va valutato caso per caso. Ovviamente un concorso gratuito e con invio elettronico che prevede pubblicazione cartacea e senza obbligo di acquisto risulta più invitante di un concorso a pagamento con invio cartaceo in 8 esemplari senza pubblicazione. Molto dipende però dalle prospettive e dal perché si partecipa.

A lungo, per esempio, ho preferito i concorsi a tema libero. Ora invece mi ispirano di più quelli con un tema prefissato perché mi spingono a scrivere cose che magari non scriverei senza uno stimolo e a sperimentare molto.
Mi piacciono i concorsi con coinvolgimento, ma richiedono molto tempo e non posso partecipare a molti contemporaneamente.
Ho partecipato a molti concorsi anni fa di poesia, poi ho smesso per alcuni anni e ora mi concentro soprattutto sui racconti.

Molto dipende anche da cosa vi capita tra le mani, dai testi che avete pronti, dal tempo a disposizione.
Io vi consiglio di appuntarvi tutti i concorsi che ritenete adatti a voi, segnando anche le informazioni clou (es. tema, numero di battute, scadenza) in modo da non perdervi opportunità interessanti.

Le fasi per partecipare a un concorso letterario (secondo me)
Ora vi presento le fasi che seguo io quando voglio partecipare a un concorso. Inutile dirvi che è la mia opinione e vale quel che vale (cioè poco).

  • Trovare un bando (possono essere molto utili i forum letterari) e leggerlo con estrema attenzione.
  • Controllare come è classificato il concorso per evitare di perdere tempo inutilmente. Non ha senso preparare un testo per poi scoprire che il concorso non fa per noi per un qualunque motivo (es. non rientriamo nella fascia d’età; non intendiamo pagare una quota; non ci interessano i premi in natura o i viaggi…).
  • Controllare la scadenza. A volte si trova un concorso quando è già scaduto o manca troppo poco tempo. Meglio esserne consapevoli in questa fase.
  • Controllare con grande attenzione i limiti di battute, parole e/o righe. Dovete avere in mente questi limiti per strutturare il vostro testo in modo da non eccedere troppo per poi dover tagliare o viceversa.
  • Non farsi prendere dal panico, perché non si hanno idee, soprattutto se c’è un tema vincolato. Provare a pensare al tema ogni tanto e lasciarsi guidare dall’ispirazione. Le associazioni di idee possono essere tantissime.
  • Scartare la prima idea o almeno aspettare un po’ a scrivere per cercare di articolarla bene.
  • Fare una prima stesura del testo.
  • Rileggere il testo per valutare la coerenza globale della storia in sé e della storia con il tema (se previsto).
  • Non guardare il testo per un po’ di tempo (più ne passa meglio è, ma occhio alla scadenza!).
  • Rileggere il testo come se non fosse vostro cercando di migliorarlo il più possibile (se necessario fare una copia cartacea, non so se capita anche a voi, ma a stampa io noto di più gli errori).
  • Non aver paura di agire in modo massiccio sul testo o di cambiare completamente soggetto.
  • Ripetere la fase di riposo e revisione quante volte necessaria.
  • Controllare il rispetto dei vincoli tecnici (es. numero di battute).
  • Preparare la documentazione di invio con grande cura (es. numero di copie richieste, indirizzi, busta con i dati personali, se richiesta, dichiarazioni eventuali da aggiungere).
  • Invio del materiale (secondo quanto indicato dal bando).

E a questo punto non resta che attendere. Siate consapevoli (ma di certo lo siete) che non tutti i concorsi avvisano in caso di esito negativo.

Negli occhi della giuria
Oltre ad aver partecipato a vari concorsi sono anche stata giurata per tre edizioni del concorso nazionale Letterando Berbenno e presto farò anche altre esperienze in concorsi di ambito più locale. Si tratta di esperienze molto formative perché si vede il mondo dei concorsi da un’ottica totalmente diversa. Non è che ciò fornisca consigli per vincere, anche perché ogni giuria è molto diversa, però aiuta sempre percepire le cose da più punti di vista.
Se non avete mai fatto esperienze di questo tipo, vi consiglio comunque di provare a mettervi nell’ottica dei giurati, potreste trarne giovamento.

Strani fenomeni
Non so se è un caso solo mio oppure succede anche a voi, ma in tutti i concorsi dove mi sono classificata abbastanza bene non ero affatto convinta del risultato del mio lavoro. Questo è anche dato dal fatto che ogni persona è diversa e in genere non si possono conoscere i gusti della giuria (che poi spesso sono anche molto discordanti e basati su criteri diversi).
Quindi, se avete scritto il testo e il concorso è gratuito o sufficientemente economico, non precludetevi la possibilità di tentare. A volte succedono strani fenomeni e un testo che per voi non era particolarmente riuscito può essere apprezzato molto dalla giuria. Questo soprattutto se avete poca autostima, perché tenderete a svalutarvi spesso.

Conclusioni
Quali tipi di concorsi fate?
Come affrontate la preparazione del testo?
Avete dei consigli da dare?
Insomma, ora aspetto i vostri suggerimenti e le vostre impressioni sul tema. 



Aggiornamento dell'8/01/2013

Sul mio blog c'è una pagina in cui segnalo alcuni concorsi letterari. Si chiama Concorsi letterari & Co.


Hanno parlato di questo articolo:


30 commenti:

  1. Io ho partecipato e a volte con buoni risultati a concorsi letterari di cui alcuni per sole donne... Come te non condivido questo modo di agire, tanto piu' che erano organizzati dalle Pari Opportunita' (ci lavorava mia mamma - non ero raccomandata, giuro) ma lei mi aveva detto che, come inizio, volevano stimolare le donne alla scrittura e alla condivisione... Una cosa che mi sono sempre chiesta, dal momento che gli uomini pubblicano piu' delle donne e' se pubblicano di piu' perche' c' e' molto maschilismo nell'editoria o perche' sono effetivamente piu' bravi.

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    1. Secondo me, fino a che si sentirà il bisogno di riservare alle donne delle "quote rosa", non ci sarà mai effettiva parità. Di certo c'è del buono in iniziative del genere, ma si portano dietro anche degli stereotipi. Diverso è parlare di iniziative come quella descritta nel post di Carlo, dove è necessario che siano proprio le donne a raccontare le loro esperienze.

      Se gli uomini pubblicano più delle donne non credo proprio che sia perché sono effettivamente più bravi (è una generalizzazione eccessiva). Non significa nemmeno che l'editoria sia un settore maschilista. Forse il tutto dipende dal fatto che gli uomini ci credono di più o dal fatto che più uomini che donne scrivono e quindi poi è normale che siano più loro quelli pubblicati.

      Sinceramente non sono molto informata su queste statistiche però è un bell'argomento, magari prima o poi farò un post! Grazie mille per il commento.

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  2. beh, io, come puoi immaginare, ho partecipato a concorsi pittorici e devo dire che a volte è un mondo davvero strano: http://almacattleya.blogspot.it/2009/09/le-stranezze-dei-concorsi.html

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    1. Ogni tanto c'è proprio da farsi delle domande! Grazie per il commento e per il link (ti sono capitate cose curiose!).

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  3. Personalmente credo di essere stato più spesso nei panni del giurato che del concorrente. Ho smesso di partecipare a concorsi - in quanto autore - qualche anno fa, per moltissimi motivi, primo tra tutti per il dubbio che chi era chiamato a giudicare non fosse più qualificato di me. Il che è davvero un problema. In qualità di giurato ho partecipato per ultimo al concorso per Alga (che sinceramente consiglio) sparandomi una buon numero di romanzi. E ho rifiutato - per semplice pigrizia, lo ammetto - la partecipazione al concorso per il Premio Calvino in quanto lettore. Onestamente non me la sentivo di leggere e selezionare come minimo una trentina di romanzi. Ho qualche difficoltà a esprimermi sui concorsi che sono per la maggior parte fabbriche di sogni inutili. D'altro canto è comunque vero che scrivere per un pubblico - sia pure i giurati di un concorso - abitua a tempi e ritmi da scrittore professionista. Suggerirei soltanto di evitare i concorsi che richiedono denaro in cambio di una lettura - a meno che non si sia CERTI del valore letterario dei giurati. Meglio, molto meglio offrire un giro di birra agli amici dopo averli assillati per la lettura di un proprio testo.

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    1. Ti capisco. Essere nella giuria a volte è molto faticoso e nel mio caso si tratta di racconti e poesie e non di interi romanzi! Credo proprio che ci voglia tantissimo tempo in quel caso.

      Sul valore dei giurati la questione è molto complicata perché è sempre difficile misurare il valore di chi ci giudica. Anche se a volte mancano proprio le premesse, perché una persona possa essere competente in un certo settore.

      Io ho partecipato a concorsi a pagamento, ma ultimamente li sto evitando. Sto usando i concorsi per ottenere giudizi e crescere e ce ne sono molti anche gratuiti in cui lanciarsi!

      Grazie per aver espresso il tuo interessante parere.

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  4. In che senso "ci credono di piu' "?

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    1. Ovviamente è una generalizzazione, quindi non mi riferisco a tutti, però credo che sia più facile per un uomo credere di poter diventare uno scrittore rispetto che per una donna, forse proprio perché gli uomini pubblicano più libri. Si crea dunque un circolo vizioso: i libri pubblicati da uomini sono di più quindi le donne credono meno nelle loro potenzialità e cercano meno di pubblicare e quindi i libri editi di donne sono sempre meno... Boh, magari è solo una mia impressione. Se qualcuno ha delle altre idee in proposito, sono ben accette! E, come ho già detto, sto solo generalizzando!

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  5. Prenderò spunto da questo tuo vademecum, preparando la prossima mossa!

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    1. Oh, è una grossa responsabilità per me! Speriamo bene... E in bocca al lupo per i prossimi concorsi!

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  6. Ho partecipato a diversi concorsi con buoni risultati. Mi piacerebbe ora partecipare come membro di giuria, così per vedere il rovescio della medaglia.
    Di solito partecipo a quelli che hanno temi a me affini o il cui premio mi interessa in modo particolare.
    Hai dato un ottimo spunto di riflessione per i concorsi di genere.
    Raffaella

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    1. Se hai l'occasione per entrare in una giuria, è una bella esperienza che ti consiglio di fare!
      Grazie per il commento.

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  7. I concorsi solo per donne sono veramente ridicoli, ma perché questa distinzione? Se fossero stati organizzati concorsi solo per uomini si sarebbe subito gridato alla discriminazione sessuale. Non è la prima volta che trovo qualcosa di riservato solo alle donne, perfino blog e siti... ma che senso ha? Ok, fine della polemica, per il momento.
    Complimenti per la bella carrellata di concorsi :)
    Io partecipo solo a concorsi gratuiti, tanto per cominciare. Non per spilorceria, ma se esistono concorsi gratuiti, perché ne devono esistere a pagamento? E alcuni costano veramente tanto.
    Inoltre sto partecipando a concorsi in cui si vinca una pubblicazione (finora 3 partecipazioni e 3 vittorie).

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    1. Hai perfettamente ragione e condivido il tuo pensiero sui concorsi per sole donne. Presto dovrò scrivere un post dedicato perché è un argomento che mi sta a cuore.

      Anch'io ultimamente partecipo solo a concorsi gratuiti proprio per la ragione che hai scritto tu.

      Tre partecipazione e tre vittorie?! Complimenti vivissimi!

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  8. Il mio consiglio è di non partecipare MAI a un concorso a pagamento. Si trattasse anche solo di 5 o 10 euro. Ci sono case editrici che ti truffano anche per 10 euro. Lo dico per esperienza diretta personale. Se poi si tratta del premio "Italo Calvino" il mio consiglio è di parteciparvi.

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    1. Benvenuto sul mio blog!

      Ci sono dei concorsi a pagamento che si configurano proprio come delle piccole truffe, hai ragione. Anche se ce ne sono anche di onesti, ovviamente.
      Il premio "Italo Calvino" è interessante (e poi è intitolato a uno dei miei scrittori preferiti!) però mi sembra di ricordare che la quota di iscrizione è piuttosto elevata.

      Se hai voglia di raccontare le tue esperienze con i concorsi o gli editori in genere, scrivi pure.

      Grazie mille per il commento.

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    2. Be' l'editore in questione è un editore fiorentino. Con 10 euro si dovette fregare secondo me puliti tra i 2000 e i 3000 euro. L'antologia non è mai uscita ovviamente e non si è mai saputo nulla di nulla. Non è l'unica antologia che quell'editore doveva realizzare, ce n'era anche una con un tema diverso, anch'essa con 10 euro di contributo e anch'essa mai uscita. Certo siamo tutti bravi a fare gli editori così. La cosa che più mi fa imbestialire di queste cose è il fatto che l'editore non pubblica nemmeno un annuncio sul sito dove dice che magari non sono pervenute opere di qualità con cui mettere assieme l'antologia (e io comunque non ci credo). Totale silenzio e nel frattempo pubblica altri autori, altre cose che sicuramente saranno con contributo o con acquisto di 50 o più copie. Chiaramente puoi mai metterti a intentare causa per 10 euro? Ovviamente no ed è qui che quella gente si mostra furba. 10 euro a me, 10 euro a un altro e si fanno bei soldi, più di un concorso e si sbarca il lunario.
      Sì, al premio Italo Calvino si pagano 90 euro, ma sono gente onesta che ti fa una bella scheda di valutazione dove si capisce che il testo lo hanno letto per intero e tutto e poi da lì vengono fuori gli autori per i medi/grandi editori. E oggi come oggi la pubblicazione ha senso solo dove c'è distribuzione nazionale e con e-book e solo un medio grande editore se lo può permettere. È chiaro che la mia è un'opinione strettamente personale, ma non mi andrebbe mai di pubblicare per un editore a cui poi devo vendere io i libri, io fare promozione e io fare tutto. A quel punto faccio tutto da me a prescindere. So che è un'opinione forte che magari non mi porterà mai da nessuna parte, ma ritengo di non dover per forza pubblicare ciò che scrivo. E so che esistono editori onesti e piccoli che potrebbero dare soddisfazione, ma ho smesso di cercarne un anno fa. Il mondo può fare anche a meno dei miei testi. Non credo di scrivere opere che cambieranno il modo di intendere la narrativa, non mi chiamo Stephen King, non sono Alexandres Dumas, ma in genere mi piace scrivere :) .
      Spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno :) e mi spiace ma non voglio fare il nome dell'editore disonesto, non ci tengo ad averci a che fare.
      Ho pubblicato circa 8 racconti in 8 antologie per un editore romano che non mi ha mai chiesto un solo centesimo e come esperienza è stata istruttiva sotto ogni punto di vista. Senza di lui non avrei mai più ripreso la penna in mano.

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    3. Grazie mille, Giovanni, per il bellissimo commento. Sentire queste storie da chi le ha vissute è importante. Proprio per questo ho creato la rubrica "SOS Scrittori" e credo che un post sui concorsi truffa prima o poi dovrò proprio farlo.

      Mi dispiace molto per la tua esperienza con l'editore fiorentino (sul mio blog non si fanno nomi per questo tipo di faccende, quindi hai fatto bene a ometterli).

      La cifra di 90 euro per il premio "Italo Calvino" è alta secondo me, però è vero che per una scheda di valutazione le agenzie letterarie raramente chiedono meno. Non escludo prima o poi di partecipare, però volevo solo sottolineare che quel concorso ha una quota piuttosto cospicua rispetto ai comuni concorsi letterari.

      Il non dover pubblicare per forza e il non poter cambiare il panorama letterario credo siano cose che accomunano almeno il 98% degli scrittori in cerca di editore. Questo non significa non poter sognare e crederci. Se ciò che scrivo può piacere anche a sole dieci persone nel mondo, io vorrei poter arrivare a quelle dieci persone, senza alcun ambizione di fama e denaro. Tuttavia, non pubblicherei a tutte le condizioni.

      Sono molto felice per le antologie che hai pubblicato con l'editore romano, perché forse ti hanno ridato un po' di fiducia nel mondo dell'editoria che, pur con tutti i suoi difetti, resta un posto popolato anche da gente davvero in gamba.

      Continua a scrivere e a sognare, se poi riuscirai anche a pubblicare tanto meglio.

      Grazie davvero per l'intervento.

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  9. Ho smesso di partecipare ai concorsi letterari in quanto trovo frustrante la mancanza di trasparenza nel giudizio delle opere, la spesso discutibile preparazione di chi compone le giurie (salvo debite eccezioni) e il fatto che si finisce sempre per prediligere e premiare chi tratta i soliti tre-quattro temi da lacrimuccia facile.
    Una ricetta per sbancare nei concorsi letterari c'è, anche se chi abbia un minimo di dignità non la seguirà mai: evitare di essere originali.

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    1. Io ho partecipato a tanti concorsi e solo in uno (mi pare) è stato spiegato perché i vincitori avevano vinto. Questo non significa che i criteri non ci siano, semplicemente non vengono palesati. In alcuni casi poi magari non ci sono proprio.

      Sul fatto invece che vincono spesso testi tristi ti do perfettamente ragione. Del resto si sa, "le belle notizie non fanno notizia"! Sarebbe interessante valutare cosa succede in concorsi per testi umoristici! Ah ah ah!

      Evitare di essere originali mi sembra molto triste e sono d'accordo sul fatto che non bisogna seguire questa regola!
      Grazie per il commento!

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  10. Per principio non partecipo a nessun concorso a pagamento.
    Insomma, io ti do il mio lavoro (poi che sia brutto o bello non importa) e ti devo pure pagare?
    La filosofia del concorso dovrebbe essere premiare un lavoro già svolto e pubblicarlo.
    Per quanto mi riguarda non mi interessa altro premio oltre alla pubblicazione e al "titolo" per cui mi sento coerente nel dire che nei concorsi letterari o fotografici che siano il denaro non dovrebbe entrarci.
    Specialmente se si tratta di grossi eventi solitamente ben sponsorizzati altrimenti.

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    1. Ultimamente sto partecipando solo a concorsi gratuiti e che prevedono in premio una pubblicazione, però non escludo gli altri a prescindere. Comunque sono d'accordo con te sul fatto che spesso è meglio quando l'arte non ha a che fare con il denaro! Grazie per il commento.

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  11. A breve parteciperò a un concorso letterario - sarà la prima volta - con alcune poesie e lo farò per puro divertimento. Nella vita faccio altro e lo scrivere per me è un piacere creativo, è libertà, e spero che lo resti sempre, al di fuori di ogni logica commerciale e competitiva.

    Penso sempre ai miei poeti preferiti, e nessuno di loro ha avuto, per così dire, un ritorno economico immediato dalle loro opere; forse solo la fama, più spesso la fame. Eppure scrivere mi piace e spero di non smettere mai di farlo.

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    1. Anch'io nella vita faccio altro. Non ambisco a vivere di ciò che scrivo (anche se guadagnarci qualcosa non sarebbe male, così avrei la "scusa" per dedicare più tempo a questa mia passione!).

      Di certo non scriverei contro voglia solo per soldi. Bisogna scrivere anche senza fama, anche se non ci dà da vivere! Bisogna crederci! Quindi in bocca al lupo per il tuo primo concorso! E, in ogni caso, non smettere mai di scrivere!

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  12. Ciao Romina, come sai non amo particolarmente i concorsi letterari, o meglio, non do loro troppo credito, magari perché non riesco ad arrivare tra i primi ;) Scherzi a parte, sto partecipando al Calvino nell'edizione attuale, e gli 80 euro (non 90) sono a fronte delle spese da sostenersi dalla segreteria, e come ricordato ti fruttano almeno una bella scheda di valutazione. C'è da considerare che il Calvino è una macchina impressionante: l'anno scorso sono arrivati 600 manoscritti, tutti letti da diversi giurati. Sicuramente è un segno di grande serietà. Bisogna anche ricordare che è un Premio per esordienti assoluti, e che chi si piazza quasi sempre trova contratti a lungo termine con case editrici di primo livello. Ciao!

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    1. Io non ho mai speso 80 euro per un concorso letterario, ma non ho nemmeno mai partecipato a concorsi come il premio Calvino! Sicuramente è un concorso prestigioso e che dà ottime possibilità. Quando si ha un libro adatto bisognerebbe tentare e considerare la quota di partecipazione come un piccolo investimento per il proprio futuro. In bocca al lupo per il concorso, fammi sapere!

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  13. Noto che parlate molto del premio Calvino. Mi dovrò informare.
    Comunque io partecipo da poco ai concorsi letterari (un anno) e sinceramente non rinuncio a nulla: gratuiti e a pagamento (monetario o acquisto libri), di racconti e poesie, tema libero o genere specifico, per invio elettronico e cartaceo, ecc... Insomma, diciamo che ne ho fatto uno per tipo, per ora.
    Pure io seguo i tuoi passaggi preparatori, escluso l'eliminazione della prima idea: la prendo e cerco di renderla al massimo. Non ne scarto mai nessuna di idea, non si può mai sapere. ;)
    Adesso che sto cominciando a prenderci il ritmo, comincio anche ad essere più critica nella ricerca dei concorsi. Scartarli a priori non ancora. Però li soppeso ancora di più.

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    1. Inizialmente ne scartavo pochi anch'io, ma ora leggo tantissimi bandi e non potrei partecipare a tutti, quindi tanto vale scegliere i migliori! In bocca al lupo per tutti i concorsi!

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  14. Ciao mi chiamo Emanuela ed ho letto con interesse il tuo articolo e i commenti degli altri lettori, ho qualche scritto nel cassetto e vorrei mettermi alla prova partecipando a qualche concorso. Volevo solo chiederti se prima di mandare il racconto o altro lo depositi all' enpals(credo sia questo l'ente ma potrei sbagliarmi e mi scuso per il mip errore) o se lo mandi direttamente. scusate la mia ignoranza a riguardo ma sono davvero all'inizio di questo tipo di esperienza. Grazie

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    1. Benvenuta sul mio blog, Emanuela!

      Allora... L'ENPALS è l'Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo e dello Sport Professionistico. Io non ho mai sentito parlare di depositare lì dei testi, ma potrei sbagliarmi.

      Forse intendevi la SIAE? Depositare un testo inedito alla SIAE prima di un concorso ha un suo senso, poiché è una tutela giuridica in caso di eventuale plagio. Non è obbligatorio farlo e, in tutta sincerità, io non l'ho mai fatto. Il motivo è semplice: è una procedura che ha un suo costo e il rischio di plagio è veramente basso. Inoltre quasi tutti i concorsi dichiarano nel bando che lasciano all'autore ogni diritto sull'opera presentata. Ovviamente può succedere di cadere vittima di un plagio, ma le probabilità sono bassissime e, a mio avviso, non giustificano il costo del deposito.
      Il discorso è diverso se si parla di un romanzo, ma anche in questo caso ci sono sistemi di tutela alternativi alla SIAE e molto meno costosi.

      Insomma, io ti consiglio di inviare il testo senza effettuare depositi. E ti auguro un caloroso in bocca al lupo per l'inizio di questa nuova avventura.

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