domenica 27 gennaio 2013

La giornata della memoria


Secondo post di oggi, cosa che in genere evito ma in questo caso è come se fosse programmato da tempo, perché oggi è la giornata della memoria. Questa ricorrenza internazionale viene celebrata ogni anno il 27 gennaio per commemorare le vittime del nazismo e soprattutto quelle dell’Olocausto. La data non è casuale, richiama il 27 gennaio 1945, giorno in cui i sovietici liberarono il capo di concentramento di Auschwitz.


Ho pensato a lungo a cosa dire nel post di oggi. Ho avuto tante idee, ma alla fine le uniche due che mi hanno convinto a pieno si sono rivelate non realizzabili nel tempo previsto (o forse non realizzabili e basta, chissà). Il fatto è che di fronte a questo evento sento sempre le mie parole impotenti e mi sembra quasi che il silenzio sia la scelta migliore.
Questo post vuole solo essere un invito a ricordare, a conservare la memoria, perché solo così si potranno evitare simili atrocità nel futuro della storia dell’umanità.

Vi lascio solo una mia poesia, scritta il 26 marzo 2008 (quindi un bel po’ di tempo fa), in cui racconto proprio la difficoltà nel parlare di questo tema…

Crimine
Ho spesso cercato di raccontare
l’atrocità di quegli avvenimenti,
o almeno di riuscire a comprenderla,
a motivarla.
Non mi ero mai resa conto
di aver così commesso un crimine:
utilizzando parole umane
per descrivere comportamenti inumani,
cercando di narrare l’inenarrabile,
di spiegare l’inspiegabile,
di capire l’incomprensibile.
Oggi davanti a una fotografia
sono rimasta in silenzio
e le mie lacrime durante quel breve
ma interminabile silenzio
sono state le uniche parole
degne di essere pronunziate
di fronte a tanta crudeltà,
di fronte a un crimine così grande.


Per supplire almeno in parte ai miei limiti, affido il pensiero del post a Primo Levi, perché solo chi ha visto e vissuto certe cose sa come raccontarle (e non senza difficoltà):

Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere quest’offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati in fondo. Più già di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla è più nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga. [Da Se questo è un uomo di Primo Levi]

Per il resto, sono sicura che altri blogger affronteranno l’argomento e forse loro sapranno cosa dire e come dirlo. Io aggiungerò qui i loro link, per aiutare la circolarità delle informazioni.  



18 commenti:

  1. Io ne ho parlato in fondo al mio ultimo post, quello che parla di fumetti. Ho voluto ricordare la giornata della memoria parlando anche di MAUS di Art Spiegelman.
    Però puoi anche evitare di mettere il link, era solo una citazione persa in un mare di altre.
    La Memoria in un paese che ne ha poca di suo è preziosa come il pane, specialmente per evitare di rivivere le stesse cose.

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    1. Vado a dare un'occhiata. Grazie per la segnalazione. Sì, questo paese ha un disperato bisogno di Memoria con la "M" maiuscola!

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  2. Milioni di persone commosse in occasione del "giorno della memoria", anche oggi si nutriranno dei prodotti di veri e propri lager per animali, si vestiranno con capi ottenuti strappando pelliccia, pelle e vita da esseri senzienti.

    Ognuno, nel suo piccolo, può fermare gli olocausti dei quali ogni esemplare della nostra razza si rende colpevole. Ma capisco che sia più comodo fingere di indignarsi un giorno all'anno.

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    1. Io non credo di rientrare in quei milioni di persone.

      E sono d'accordo con te sul fatto che non si dovrebbero ricordare certe cose solo un giorno l'anno, ma ritengo comunque importante parlarne almeno un giorno l'anno. Il rischio è altrimenti quello di dire: "Non posso cambiare il mondo, quindi non farò niente".

      Grazie per il commento.

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  3. Anch'io ho voluto ricordare nel mio post che Auschwitz esiste tuttora laddove c'è guerra.
    Aggiungerò il tuo post al mio.

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    1. Grazie. Io farò lo stesso con il tuo post.

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    2. adesso ho aggiunto una cosa riguardo al tuo post.

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  4. La memoria è importante, ma come dicevo da un'altra parte non ci credo molto. Ogni volta che un testimone schiatta, spunta fuori un negazionista. Ci sono genocidi che non vengono riconosciuti, anche a due passi dalla porta di casa.

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    1. Secondo me il problema non è la memoria o il fare memoria, ma che non se ne fa abbastanza.
      Dei negazionisti non voglio neanche parlare! Purtroppo troppi crimini non vengono scoperti e raccontanti e ciò consente che si verifichino continuamente.

      L'essere umano, poi, non è a mio avviso una creatura molto sveglia se dopo tutti questi anni ancora si ostina a fare ancora delle guerre.

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    2. Come, per esempio, le foibe, a cui si dedica a malapena un accenno in TV.

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    3. In effetti è strano, ma ci sono eventi ai quali si dà grande risonanza mediatica e altri che passano sempre in secondo piano.

      Il 10 febbraio è la giornata della memoria per le foibe, credo sia importante parlare anche di questo.

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    4. Le foibe, certo. Il genocidio armeno. I massacri nei Balcani. Sono genocidi relativamente recenti e documentati, che però non tutti (non le parti interessate) riconoscono. C'è molto da ricordare. Al di là di istituire singole giornate, per me il giorno della Memoria vale per tutti questi massacri.

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    5. C'è molto da ricordare e c'è sempre qualcuno che cerca di far mettere certe cose nel dimenticatoio. Forse, come dici tu, il giorno della Memoria, dovrebbe far ricordare tutte queste stragi.

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  5. inizio ad essere ripetitiva, lo so... ma ammiro davvero il lavoro che fai ogni giorno.

    -SoSp-

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    1. Non proprio tutti i giorni, dai...
      Però apprezzo che tu apprezzi il mio lavoro. Grazie, SoSp!

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  6. Bel post Romina, e bella la tua poesia.
    Anch'io ne scrissi una... Ma sto sperando di pubblicarla, quindi non posso renderla pubblica.
    Invece consiglio la visione di due film, un po' "alternativi" sulla giornata della memoria. Perchè in realtà parlano del rastrellamento ebreo avvenuto a Parigi il 16 luglio 1942. Sono "Vento di Primavera" e "Le chiavi di Sara".
    A breve nel mio blog parlerò proprio dell'ultimo dei due, visto l'altro giorno, con una mia riflessione, se ti andrà di dare un'occhiata.

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    1. In bocca al lupo per la pubblicazione della poesia!
      Non ho visto questi due film e leggerò con molto piacere il tuo post. Grazie.

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