venerdì 4 gennaio 2013

Tre parole per il 2013

Daniele Imperi di Penna Blu ha lanciato un’interessante iniziativa per gli scrittori che si chiama Scrivere nel 2013. Nel primo post ha chiesto di riflettere su tre parole per impostare il nostro lavoro di scrittura per l’anno appena cominciato.
Io ho deciso subito di partecipare ma mi sono presa un giorno di tempo per riflettere.


Se volessi vincere la sfida con me stessa dovrei puntare su cose fattibili per me, come essere sempre più pignola (cosa che mi viene piuttosto naturale). Non richiederebbe grandi sforzi e sarebbe anche gratificante avere obiettivi raggiungibili. Lo scopo però è quello di indurre un miglioramento e quindi bisogna anche rischiare, mettere un piede fuori dal sentiero già tracciato, anche se si potrebbe finire a camminare su un burrone.
Quindi sceglierò tre parole che mi metteranno in discussione davvero e, probabilmente, quando fallirò ci resterò male e mi sentirò un’incompetente. Pazienza. Vale la pena di tentare.

Le mie tre parole sono:
  • Priorità
  • Rischio
  • Fiducia


Priorità
La scrittura deve diventare una mia priorità. Non so come, ma lo deve diventare. Il tempo non c’è. Il mio tempo libero è praticamente inesistente e mi consente a malapena di tenere in piedi questo blog, ma non posso accantonare così a lungo la scrittura come sto facendo. Scrivo sempre qualcosa (qualche poesia e racconti per i concorsi), ma i romanzi che ho in cantiere sono abbandonati a loro stessi. Quello che mi sta più a cuore è fermo dal 30  agosto 2012. Ho guardato la data dell’ultimo salvataggio del file, quindi ne sono certa. E non è questione che non voglia scrivere solo che il mio tempo è preso nella sua quasi totalità dall’università e il tempo che resta si deve dividere tra le attività della vita reale, il blog, la Palestra di scrittura, altri blog e forum che seguo, i concorsi… e al netto di tutto questo? Nulla. Ma, come trovo il tempo per il resto, devo trovarlo anche per la scrittura. Non sarà facile, ma ci proverò.

Rischio
Ho in mente tante idee sia per il blog sia nella scrittura che sto rimandando da tantissimo tempo perché comportano un rischio, comportano l’uscire dalle mie abitudini e lanciarmi senza paracadute. E io odio lanciarmi senza paracadute. Voglio sapere esattamente dove andrò a cadere, anzi voglio conoscere anche la direzione del vento che può causare degli spostamenti imprevisti… insomma, voglio che l’imprevisto sia prevedibile e, dato che non è possibile, le idee più originali che mi vengono finiscono con il morire prima del loro primo respiro. Ed è triste. Indipendentemente dal fatto che le mie siano buone o cattive idee, perché così non lo saprò mai. Devo quindi convincermi a tentare e osare di più. Non sarà facile, ma ci proverò.

Fiducia
Se le prime due parole hanno una possibilità di riuscita pari a un magro 30%, quest’ultima rischia di non arrivare a un 10%. Avere fiducia in me, in ciò che posso fare. Questo fa parte di un mio progetto più ampio come persona, ma almeno nella scrittura potrei fare qualche passettino in avanti. Io non mi adagio mai sugli allori, ogni punto di arrivo è un punto di partenza per me. Non competo con gli altri, sfido solo me stessa in una continua ricerca di divenire migliore, ma per quanti sforzi faccia, per quanto possano dirmi gli altri che apprezzano il mio lavoro, io non ho fiducia in me e nelle mie capacità. Non so credere ai complimenti e invece basta poco per convincermi che non sono in grado di fare qualcosa. Non voglio fermare il mio processo di crescita né credermi arrivata. Voglio solo cercare di essere fiera di me ogni tanto. Non sarà facile, ma ci proverò.



Ecco. Queste sono le mie tre parole per la scrittura del 2013. Non so dove mi condurranno, ma cercherò di fare del mio meglio.
Ringrazio Daniele Imperi di Penna blu per il bellissimo spunto di riflessione. Se altri si vogliono unire al progetto, vi rimando al post 3 parole per il 2013 su Penna blu


P.S. Tutti i post che hanno aderito all'iniziativa sono elencati nel post 3 parole per il 2013 - Adesioni sul blog Penna blu.



14 commenti:

  1. Brava :)
    La scrittura come priorità è un buon inizio.
    Il rischio ci deve essere, perché scrivere e gestire un blog comporta sempre un margine di rischio, lo scrittore e il blogger tendono - e devono farlo - a creare qualcosa di nuovo e quindi rischiano.
    Fiducia: quella serve a tutti!

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    1. Diciamo che ho scelto delle belle parole. Ora è attuarle la vera impresa!
      Almeno non mi hai bocciata.

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  2. Il tempo temo che non lo avrai mai. Qualcosa forse puoi eliminare, ma ti sembrerà sempre di non dedicare sufficienti energie alla scrittura. E in effetti sarà proprio così! Ricorda però che Raymond Carver scriveva nei fine settimana, nella rimessa di casa, per stare un po' da solo, lontano dai due figli e dalla moglie. Era poco, eppure è quando siamo sotto pressione che si ottiene il meglio.

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    1. Sono d'accordo sul fatto che quando sia ha poco tempo lo si sfrutta meglio. Aimè, io ho la pessima abitudine di studiare anche il fine settimana...
      Comunque cercherò di ritagliarmi un po' di tempo qua e là. Per dedicare sufficienti energie alla scrittura, dovrei fare solo quello! E non sarebbe comunque sufficiente. Sono una che non si accontenta mai.
      Grazie del commento.

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  3. In bocca al lupo per tutto, sono degli ottimi obiettivi :)

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    1. Grazie! Un obiettivo si può definire ottimo anche quando è concretamente quasi irrealizzabile? Boh, vedremo. Speriamo bene.

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  4. Bella anche questa idea! Ci mediterò ^^

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    1. Molto bella! Si vede che non è mia! Spero di riuscire a seguire tutto il programma di "Scrivere nel 2013" e spero che Daniele sia un maestro clemente. Potresti unirti a noi, no?

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    2. Daniele è un maestro vecchia maniera LOL

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    3. Allora sono fregata. Bacchettate sulle mani e orecchie d'asino al primo errore.

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  5. Ma sì, io ho fiducia in te. :)

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    1. Grazie! Il problema però non è né la fiducia che gli altri nutrono in me (siete troppo buoni, sempre) né la fiducia che io nutro negli altri (sono fin troppo buona, a volte). Il problema è la fiducia che io nutro in me.

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    2. Il problema, Romina, è che credi che noi si sia troppo buoni. :)
      Pensa a me come a un cattivo.

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    3. Che tenero...
      Ti ho appena scritto su G+ che sei diabolico, ma si tratta di un'altra questione.
      No, non riesco a pensarti come a un cattivo.

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