mercoledì 20 marzo 2013

Sinalefe e dialefe


Sinalefe e dialefe: due concetti chiave per il conteggio delle sillabe metriche.

La divisione in sillabe delle parole segue le regole che tutti abbiamo imparato a scuola. Quando però si contano le sillabe in poesia (per esempio per scrivere un sonetto e quindi degli endecasillabi) bisogna tener conto delle sillabe metriche il cui conteggio differisce spesso rispetto a quello delle sillabe effettive. Due concetti importanti per il calcolo delle sillabe metriche sono la sinalefe e la dialefe.


La sinalefe
La sinalefe (dal greco fondo insieme) è la figura metrica in cui nel conteggio delle sillabe di un verso sono unificate in una sola posizione la vocale finale di una parola e quella iniziale della parola successiva.

Di solito si indica con il segno del cuneo con la punta verso l’alto (ˆ), una sorta di accento circonflesso.

La sinalefe è sempre presente nella metrica italiana (non viene applicata solo in casi eccezionali) anche se nel Duecento l’autore poteva non applicarla tra i segni di interpunzione.

Come esempio prendiamo la terzina finale del sonetto A Zacinto di Ugo Foscolo, in cui sono presenti ben quattro sinalefi.
Tu / non / al / tro / che il / can / to a / vrai / del / fi / glio,
o / ma / ter / na / mia / ter / ra; a / noi / pre / scris/ se
il / fa / to il / la / cri / ma / ta / se / pol / tu / ra.

A differenza dell’elisione, la sinalefe non viene in alcun modo evidenziata nello scritto. L’elisione viene fatta solo in casi particolari, mentre la sinalefe coinvolge sempre le vocali di fine  e inizio parola.

Un caso particolare di sinalefe è rappresentato dall’anasinalefe che è una sinalefe che lega vocali appartenenti a due versi distinti.

La dialefe
Come ho detto sopra, la sinalefe è la regola base e non viene rispettata solo in rare eccezioni.
Si parla in questi casi di dialefe (dal greco fondo separatamente) che è il conteggio della vocale finale d’una parola e della vocale iniziale di quella successiva come appartenenti a due sillabe diverse.

In genere, si verifica quando la prima sillaba è accentata (anche nei dittonghi discendenti come -ài, -éa, -ìa, -ùo, -òi, etc.).

Di solito si indica con il segno del cuneo con la punta verso il basso (ˇ).

Prendiamo come esempio un verso dal primo canto dell’Inferno della Divina commedia  di Dante Alighieri.
tan / t’e / ra / pien / di / son / no / a / quel / pun / to
Come vedete, per ottenere le 11 sillabe dell’endecasillabo (11 perché la parola finale è piana), occorre considerare separate le sillabe no (di sonno) e a ( preposizione).

Oggi la dialefe è avvertita come un tecnicismo arcaico è spesso poco utilizzata in favore di maggiore fluidità metrica.

Conclusione
La sinalefe e la dialefe sono importanti per il conteggio delle sillabe metriche in qualunque tipo di poesia che preveda il conteggio corretto delle sillabe.

Voi conoscete questi concetti?

Il mese prossimo probabilmente ci sarà un altro post utile per il conteggio delle sillabe in cui affronterò altri concetti base.



Hanno parlato di questo articolo: 





13 commenti:

  1. Conosco la sinalefe è talvolta l'ho usata furbescamente nei miei pseudo-haiku per rispettare senza rispettarla la regola delle 17 sillabe...

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    1. Utilizzare la sinalefe nel conteggio delle sillabe metriche negli haiku è possibile! Non è una furbata... tranquillo!
      Dai un'occhiata agli ultimi commenti di questo post, è tutto spiegato lì: http://tamerici-romina.blogspot.it/2012/12/haiku.html
      Grazie per il commento!

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  2. Risposte
    1. Grazie... io mi sento "indietro", ma forse la vita è come un cerchio quindi dipende solo dal punto di vista.

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    2. Potresti nominare "anasinalefe" come parola del mese di Aprile... quella sì che sarebbe una grande sfoda!!!
      P.S.: no, scherzo, non farlo, ti prego ^^

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    3. Sfoda... intendevo "sfida" ovviamente :-P

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    4. Oh, sarei proprio tentata di farlo, sai? Ahahah! Ma non tocca a me decidere la parola.
      Domani renderò noto il racconto vincitore del concorso e spetterà al suo autore o alla sua autrice decidere! Però potrebbe sempre raccogliere il tuo suggerimento!

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  3. Figure metriche non proprio immediate, ma spiegate con molta chiarezza. Applicare la sinalefe non è per nulla facile in italiano, dove c'è un gran cozzare di vocali e semivocali, e bisogna tener conto della posizione degli accenti in un verso.

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    1. La sinalefe andrebbe applicata sempre, mentre la dialefe è un'eccezione. Poi ovviamente ci sono tantissimi casi, ma ho preferito parlare solo dei concetti chiave. Grazie per il commento.

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  4. Io di queste cose non ci capisco/ne so niente. Post affascinante!

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    1. Oh, spero che dal post qualcosa tu abbia capito! Grazie.

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  5. Non mi ricordavo minimamente il nome, ma so che alcune sillabe si uniscono. A un certo punto avevo assorbito il ritmo, dimenticando la regola. Come al solito, grazie.

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    1. Questo si chiama "interiorizzare la regola", bravo!

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