giovedì 25 luglio 2013

Alterco: concorso per racconti di 200 caratteri - I vincitori

Ecco a voi il post con la decretazione del vincitore del concorso Alterco: concorso per racconti di 200caratteri relativo all’iniziativa Una parola al mese che in questo luglio è dedicata appunto alla parola alterco. Mi scuso davvero per il ritardo, ma un guasto a internet ha sabotato i miei piani.


In questo post rivelerò il racconto vincitore il cui autore (o la cui autrice) di diritto potrà scegliere la parola del mese di agosto da un mio elenco o su sua iniziativa (purché si tratti di una parola rispondente alle caratteristiche della rubrica) e, come previsto in questo mese di festeggiamenti per il secondo compleanno del blog, una copia di uno dei miei libri a scelta.

Anche questo mese ci saranno un secondo e un terzo classificato, che potranno sostituirsi al primo per la scelta della parola in caso di sua mancata risposta.

Ringrazio tutti gli scrittori per la partecipazione. I racconti in gara sono stati solo 6 (sempre meno… che tristezza, capisco che i premi non siano allettantissimi, però mi dispiace sempre vedere pochi partecipanti).

Ora vediamo chi ha vinto!

Primo racconto classificato
Senza titolo (1) di TheObsidianMirror
L’algido infingardo si presentò con un panegirico pieno di albagia. L’alterco sfociò rapidamente in un parapiglia. Qualcuno poi prese una pistola ed un improvviso barbaglio chiuse la questione.

Motivazione: L’idea di utilizzare tutte le parole del mese di questa iniziativa mi è piaciuta e anche il risultato mi sembra ben riuscito.
All’autore o all’autrice di questo racconto spetta il compito di scegliere la prossima parola e riceverà un libro omaggio a scelta tra Voliamo Insieme con la Fantasia e La mia amica Clorinda.

Secondo racconto classificato
Bianco e Nero di Marco Lazzara
Il nostro alterco durava già da diverse ore. A ogni mia battuta, il mio avversario rispondeva con un'adeguata contromossa. Ma alla fine trionfai ed esclamai le parole della vittoria: "Scacco matto."

Motivazione: Il vedere una partita a scacchi come un alterco in cui ogni giocatore risponde all’altro senza sovrapporsi rende benissimo il significato di questa parola.

Terzo racconto classificato
Lucifero  di TheObsidianMirror
Mi ribellai all’ordine costituito, a chi fece le leggi e ne pretese l’osservanza. Prima fu solo un alterco  poi divenne una guerra senza più regole. Infine precipitai sulla terra, offeso ma non vinto.

Motivazione: Il brano è ben strutturato e tratta il tema dal punto di vista opposto al solito, quindi mi ha colpita.

Gli altri racconti in gara
Qui di seguito tutti gli altri racconti in gara, buona lettura!

La fine di Maria Todesco
Avrebbe voluto parlare anche lui. Così si fa in un alterco, ognuno dice la sua. Ma le parole dell'ex amico erano spine velenose nell'animo. Solo se ne andò, chiuso in sé, scosso da quello sconosciuto.

Armonia di Maria Todesco
Cominciò piano, poi un crescendo, finì con un forte. Subito dopo, l'alterco tra canto e violini si concluse in un armonioso connubio e uno scroscio d'applausi.

Vita di Maria Todesco
L'alterco presto mutò: le urla della coppia furono interrotte da uno strillo di lei. Pace fu subito fatta, poiché il loro frutto stava per affacciarsi alla vita e gli era dovuta amorevole quiete.

Gli autori
Attendo una commento e una mail (a tamerici.libri@libero.it) da parte dell’autore o dell’autrice che ha vinto il concorso per sapere la prossima parola e il libro scelto! E poi vorrei conoscere l’identità anche degli altri autori che vogliono comunicarla! Insomma, palesatevi!

E il mese prossimo?
L’iniziativa proseguirà e il 3 agosto ci sarà il post di presentazione della nuova parola seguito, il giorno successivo, da quello del concorso.
Cercate però di partecipare numerosi, per favore, così è troppo triste…

Vi ricordo che ci sono ancora alcuni giorni per scrivere dei post sulla parola alterco.
Grazie a tutti gli autori dei racconti e complimenti!


E ora nessun alterco: chi ha vinto ha vinto, non è il caso di litigare! Siete tutti sempre molto bravi.




Hanno parlato di questo articolo: 



30 commenti:

  1. Siiiiiiiiiiii !!!!!
    Cosìììììììììì !!!!!
    Evvvaaaaaiiiiii !!!!!
    Ealloooooraaaaaa !!!!!
    Mavieeeeeeeeeniiiiiii !!!!!!!!

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    1. Mi sembri contento, o sbaglio?

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    2. Campione del mondo !
      Campione del mondo !
      Campione del mondo !

      P.S.: ....e mi sono beccato pure il bronzo! Ahahahaha

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    3. Caspiterina! Bravo, TOM! Complimenti.

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    4. In realtà non ci avrei mai scommesso su questa vittoria, soprattutto dopo aver letto "Bianco e nero"... Tra l'altro il raccontino che pensavo avesse maggiori possibilità era "Lucifero" e invece....

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    5. Be', è una scelta molto soggettiva, me ne rendo conto, però è bello anche farsi sorprendere, no?

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  2. I tre non sul podio sono tutti miei! XD
    Complimenti ai tre vincitori, ma sopratutto al primo arrivato. :) Che mi pare di capire sia Obsidian. ;)

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    1. Tutti e tre fuori dal podio? Che cu... ehm... che fortuna!

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    2. Sì, ho battuto me stessa. ;)

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    3. Per il terzo ero molto indecisa... anche "Vita" mi piaceva molto. Il prossimo mese ti rifarai.

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  3. L'argento è mio.

    Marco Lazzara

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    1. Meritava di più, davvero. Quando l'ho letto e poi ho riguardato i miei mi sono detto: "ok, anche stavolta è andata male".

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    2. Li scrivi sempre molto belli, Marco. Non demordere, abbiamo ancora 5 mesi. ;)

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    3. Grazie a entrambi!

      Marco

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    4. Be', Marco, un argento non è affatto male! Continua così.

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    5. Ed è anche ottimo contro vampiri e lupi mannari.

      Marco

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    6. Ma non fare male ai lupetti e ai pipistrelli, per carità!

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    7. Lupi e pipistrelli mi sono molto simpatici, ma se becco Edward Cullen e l'altro tipo smagliettato glielo faccio vedere io il crepuscolo. Maledetta Meyer, ha ucciso dei miti!

      Marco

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    8. Sì, sì, quelli puoi sterminarli. Io ti creo un alibi. Ahahah!

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    9. Ti do una brutta notizia. L'argento va bene con i lupi mannari. Per i vampiri servono i paletti di frassino !!!!

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    10. Invece no, caro il mio sprovveduto Obsidian. Le pallottole d'argento sono le uniche armi a poter uccidere i lupi mannari, mentre il paletto di frassino è il metodo classico (ma non l'unico) per sterminare i vampiri. Esistono però altre versioni delle leggende sui vampiri, che dicono che possono essere indeboliti e feriti da armi d'argento, fino anche a essere uccisi.
      Comunque non è l'unica discrepanza con le leggende sui vampiri: "un vampiro non può entrare in una casa se non viene invitato dal suo legittimo proprietario". Questa, in "Dracula" di Bram Stoker, per esempio non è presente.

      Marco

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    11. Allora se dovessi mai avere a che fare con un vampiro spero proprio che sia uno di quelli "classici". Non vorrei mai dover scoprire sul più bello che i miei paletti, i miei crocifissi e le mie corone d'aglio non servono a nulla. :-)))

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    12. No, quelli sono sempre efficaci! E' l'argento che di volta in volta viene ritenuto nemico dei vampiri oppure no.
      Tra l'altro pochi lo sanno, ma i vampiri possono anche trasformarsi in lupi e anche in nebbia.

      Marco

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    13. Siete un po' troppo informati su armi varie... non è che poi sapete anche come far fuori le streghe, eh? Devo cominciare a preoccuparmi?

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    14. In effetti sì, so come si fa: il metodo standard è il rogo. Ma poi dipende: nel "Mago di Oz" la Strega dell'Est viene uccisa dalla casa di Dorothy che le casca addosso, mentre la Strega dell'Ovest da una secchiata d'acqua.

      M.L.

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    15. Be', ma il rogo è un po' banale... siete due scrittori, potete inventarvi di meglio!

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    16. In uno dei racconti che ho scritto per "I Mondi del Fantasy III" viene raccontato che ogni Strega ha un suo punto debole particolare, e quella nel racconto alla fine viene uccisa con una bacchetta di legno. Da chi? Un personaggio che già conosci: Ryner Stormweather. Purtroppo il racconto non è stato selezionato, visto che è stato selezionato l'altro che avevo mandato.

      Marco

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    17. Oh, Ryner Stormweather, rieccolo! Sapevo di dover stare attenta anche a lui, alla fine!
      Sì, ogni strega ha il suo punto debole, ma non ho intenzione di dirvi il mio! Ahahah!

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  4. C'era una volta, in un paese lontano lontano, un giovane principe dall'animo sensibile. Un giorno, il principe decise di tornare per un attimo bambino e prese dallo scaffale della libreria del salone reale un volume di fiabe, regalo di una principessa sua amica... Là, in completa solitudine, il principe lesse le fiabe una dopo l'altra, ora sorridendo ora commuovendosi, fino all'ultima. Infine, egli ripose il volume, si alzò dalla poltrona, si diresse allo scrittoio, e afferrato un foglio intinse la punta della penna nel calamaio e cominciò a scrivere: C'era una volta...

    Okay, okay. Rifaccio. Il paese in questione non è affatto lontano lontano, ma è ad appena pochi chilometri da Milano, e non ha affatto un salone reale, ma un modesto salotto con cucina a vista. Il protagonista non è né particolarmente giovane né tantomeno un principe (sull'animo sensibile sono abbastanza sicuro invece, ma non voglio sembrare immodesto), e al posto di carta e calamaio utilizza PC e tastiera... Comunque, puntualizzazioni a parte, questa storiella è, né più né meno, il resoconto del sottoscritto alle prese con il tuo libro in un'uggiosa giornata di fine dicembre. Eh sì, ho approfittato delle vacanze di Natale per leggermi, finalmente, la copia di “Voliamo insieme con la fantasia” che mi hai “giveawayato” diversi mesi orsono. Meglio tardi che mai, no?

    Comunque questa non è una recensione, ma solo un commento “a caldo” a quanto appena letto. Intanto, grazie per il regalo, te l'avevo già detto? Io adoro le fiabe e penso che siano tra le storie più difficili da scrivere, proprio perché a differenza delle storie per adulti si suppone che oltre ad intrattenere debbano necessariamente avere una morale, un messaggio ben preciso, ma soprattutto perché impongono all'autore una sorta di autocensura, nel senso che sono tra i pochi casi in cui la semplicità nello stile è un valore aggiunto. La fiaba, per essere accessibile a dei bambini, deve avere uno svolgimento lineare e un linguaggio il più possibile comprensibile, il che vuol dire dover limitare l'uso di paroloni (che non è sinonimo di scrittura piatta, attenzione) per favorire la fruibilità del racconto. Da persona che ama scrivere, immagino che debba essere difficile non strafare quando si decide di scrivere per i più piccoli. Oltre a questo, io sono una persona semplice che odia gli inutili sfoggi di cultura: anche per questo amo le fiabe. Credo che con i tuoi racconti tu abbia colto nel segno in entrambi i sensi, da un lato dando prova di un'immaginazione non comune nel proporre dei messaggi, e dall'altra usando un linguaggio semplice ma allo stesso tempo abbastanza ricercato da mantenere vivo l'interesse di chi legge.
    Se posso esprimere una preferenza, direi che le storie che mi sono piaciute di più sono C'è chi ride, c'è chi piange, La rivolta di Cappuccetto Rosso e Un ranocchio poco principesco, ma anche Il fiore azzurro e Il pomodoro che voleva rimanere verde. La solitudine del Sole mi ha fatto venire in mente un episodio di Pollon (il cartone animato e il manga, che posseggo), mentre Posso mangiare un'altra storia? mi ha fatto sorridere, tanto sembra il preludio a quel mio vecchio post chiamato On the eating of books... Scherzi del destino, immagino.
    Ora ti lascio, consapevole di non averti forse detto nulla di interessante... grazie ancora, grazie, per avermi fatto tornare per un giorno di nuovo bambino!

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    1. Grazie a te per il bellissimo commento! Sono quasi commossa... e un po' imbarazzata per i troppi immeritati complimenti. Sono passati più di quattro anni dalla nascita di quel libro e mi fa piacere che ci sia ancora chi lo legge e ci trova del buono. Grazie davvero di cuore a te e al bambino che sei stato ed è riemerso anche grazie a questa lettura.

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