sabato 5 ottobre 2013

"Qualcuno che ci crede"

“Qualcuno che ci crede”: quando l'autostima non c'è.
 
Ogni tanto è bene fare il punto della situazione. Io mi sto chiedendo da un po' dove sono arrivata e dove sto andando. Un tempo credevo di saperlo, avevo le mie (vaghe) certezze, poi sono successe troppe cose e la confusione ha mischiato un po' le carte. Mi sa che fino a che non mi assesto in un nuovo equilibrio qualsiasi programma avrà ben poco senso, ma ora ho un briciolo di serenità, quindi mi fa bene fare qualche riflessione. Ovviamente qui mi riferisco solo a parte del mio futuro lavorativo (le altre paranoie meglio lasciarle fuori dal blog).


Maestra e non solo
Come alcuni di voi sapranno sto studiando per diventare maestra: ancora un anno e ci siamo! Però sto tenendo aperte molte altre porte perché il futuro del lavoro in Italia è piuttosto nebbioso e perché, per varie ragioni, purtroppo non posso fare programmi a lungo termine.
Che sto facendo dunque? Un po' di tutto. In campo artistico sto sperimentando tante collaborazioni che al momento non mi danno certo da vivere, ma sembrano portare con loro interessanti prospettive future e quanto meno danno qualche soddisfazione.

Darmi fiducia
Non sono mai convinta di essere brava o all'altezza. Mai. Faccio il massimo e penso sempre non sia abbastanza. Tra i buoni propositi c'è il riuscire prima o poi a riconoscere il valore di quello che faccio (ammesso che ce ne sia uno).

La prima reazione quando qualcuno mi chiede di collaborare o seguire un progetto è sempre di stupore. Mi chiedo se sarò in grado, se sono la persona adatta, se queste persone non siano state colpita da un'insolazione violenta o da una botta in testa.

Non sono abituata a darmi fiducia… non so se capita anche a voi, ogni tanto.
Questo però è un po' un problema, perché non si tratta di falsa modestia, ma di un continuo svalutarsi. Ciò fa sì che il riconoscimento del valore di ciò che faccio sia sempre nelle mani di altri. Ultimamente non mi posso lamentare: la gente con cui collaboro ora ha molta stima di me e mi dà la fiducia che io non so darmi. Il problema è che non si è sempre circondati da persone così ed essere eternamente insicuri fa sì che chi lavora con noi, non solo può giudicare ciò che facciamo ma anche ciò che siamo. E questo non è giusto.

Superbia e approvazione
Io non sopporto le persone superbe, quelle che credono di essere le migliori e non si mettono mai in discussione, tuttavia c'è qualcosa da imparare anche da loro, perché sanno avere un io stabile e non in continua oscillazione. Non sono in costante balia dell'approvazione degli altri.

E la cosa divertente è che l'approvazione degli altri non mi è di alcun conforto: tendo a minimizzarla, a non crederci… però è pur sempre meglio degli attacchi, delle cattiverie, delle ingiusitizie! Sul lavoro se ne incontrano tante, così come se ne incontrano nella vita.

Dunque?
Che fare dunque? A cosa puntare?

È bello avere qualcuno che crede in noi anche quando non sappiamo farlo da soli, ma parte del processo di crescita è anche imparare a capire il nostro valore nelle singole situazioni senza superbie e senza inutili avvilimenti.

Questo vale anche nella vita non lavorativa, ovviamente… insomma, lavori in corso, per me.

Conclusione
Qual è il vostro rapporto con le vostre capacità? Sapete essere obiettivi con voi stessi? Tendete a sottovalutarvi, sopravvalutarvi o essere dei buoni giudici?




12 commenti:

  1. Generalmente tendo a a non credere nelle mie capacità,e anche io mi stupiscono quando gli altri affermano che sono brava. Forse è' solo questione di umiltà e a volte, dice, che sia una carta vincente. Tu sei brava, oggettivamente, senza se è senza me. Crederci non influirà sulla tua natura sensibile e gentile. Arriverai dove è' scritto. Un abbraccio.
    Raffaella

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    1. Se non ci credi tu nelle tue capacità, come posso farlo io? Tu sei una vera "combattente" a mio avviso, nel senso bello della parola.
      Vediamo dove arrivo... per il momento è tutto un lavoro in corso. Spero di restare ciò che sono, magari smussando un po' i lati spigolosi del mio carattere.
      Grazie mille per il commento. Un abbraccio anche a te.

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  2. Tu devi crederci. Perché io ci credo, nelle tue capacità! :)

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    1. "Devo"?! Orbene, mi conosci abbastanza per sapere che dirmi che devo fare qualcosa non porta da nessuna parte! Ahahaha!
      Comunque, grazie... credi troppo in me, mi sa!

      P.S. Potrei dire lo stesso di te (nuova variante di "quando ti metti a scrivere con costanza?").

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  3. Capisco benissimo queste insicurezze, non ho suggerimenti ma ti auguro di cuore che con il tempo tu riesca ad avere fiducia in te stessa a prescindere da quello che gli altri dicono o non dicono. Il punto è che il sostegno e l'approvazione sono una bella cosa, ma non possono costituire la nostra forza, quella dobbiamo cercarla altrove, possibilmente dentro noi stessi...

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    1. Sono proprio d'accordo. Io non è che mi faccia condizionare tanto da quello che pensano gli altri: se pensano bene di me, sono dei bugiardi e/o esagerati, se pensano male di me, hanno ragione! Come vedi ho un "io" stabile, ma poco oggettivo.

      La forza in me stessa la sto trovando pian piano: obiettivo a medio/lungo termine.

      Grazie per il commento.

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  4. Bel post,capisco perfettamente tutto ciò che dici,io credo nelle mi capacità,sono fermamente convinta che ciò che faccio,lo faccio bene e per uno scopo.Ma la mia sfortuna e che qualcuno ha messo lo zampino e non sono riuscita ad andare avanti.Da oggi tutto ciò che diranno gli altri non me ne frega nulla.Io vado avanti per la mi strada.
    Concetta.

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  5. Benvenuta sul mio blog, Concetta.
    Sì, qualcuno mette sempre lo zampino dove non dovrebbe. Ti auguro di poter percorrere la tua strada.

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  6. Capisco quel che provi, perché capita anche a me di non credere in me stessa. D'altro canto, io penso che in questi casi tu dovresti considerare in modo diverso le richieste di collaborazione: non come una "sorpresa", ma come un attestato di fiducia e di apprezzamento. Insomma, è la prova tangibile che le persone vogliono lavorare con te! Una gran cosa (che meriti, tra le altre cose). Sei un uragano di energia, ti ho già detto tante volte che non so come fai a organizzare tutto. Quindi niente, il succo è che, per quanto possa essere difficile, penso che tu abbia tutto il diritto di avere fiducia in te stessa :)

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    1. Grazie, troppo buona!
      So che le richieste di collaborazione sono un buon segno, così come le mail di gente che mi chiede informazioni sugli argomenti del blog... mi fanno davvero piacere. Diciamo però che la fiducia in me non è mai stata il mio forte.

      La cosa veramente sorprendente è che ora dormo pure! Certo il tempo a disposizione è diminuito, ma sono più attiva (sì, ancora di più... preparati!).

      Grazie per il commento.

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  7. Sono perfettamente d'accordo. Parole che ho pensato mille volte tali e quali.
    E... visto che faccio bene a sgridarti, quelle poche volte che ci sentiamo?? Credici! Che sei brava! E tanto.

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    1. Grazie, Maria, per il commento e per le sgridate.

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