mercoledì 23 ottobre 2013

Superno: concorso per racconti di 200 caratteri - I vincitori


Ecco a voi il post con la decretazione del vincitore del concorso Superno: concorso per racconti di 200 caratteri relativo all’iniziativa Una parola al mese che in questo ottobre è dedicata appunto alla parola superno.
Vi ricordo che per scrivere i post con la parola del mese avete tempo ancora fino al 31 ottobre (anch'io lo scriverò a breve), mentre oggi vi rivelo il racconto vincitore del concorso il cui autore (o la cui autrice) di diritto potrà scegliere la parola del mese di novembre da un mio elenco o su sua iniziativa (purché si tratti di una parola rispondente alle caratteristiche della rubrica).


Anche questo mese ci saranno un secondo e un terzo classificato, che potranno sostituirsi al primo per la scelta della parola in caso di sua mancata risposta (anche se finora non è mai stato necessario).

Ringrazio tutti gli scrittori per la partecipazione. I racconti in gara sono stati solo 4. Per la serie Sì, può sempre andare peggio. Pochi, troppo pochi… per il prossimo mese tenterò una nuova strategia, incrociate le dita per me.

Ma passiamo ora subito ai vincitori.

Primo racconto classificato
Senza titolo (01) di Salomon Xeno
Il sacerdote alzò le braccia, invocando i superni: «Perché, o Dei, non mi date risposta?»
In cielo si addensarono nubi plumbee, una scarica lo folgorò.
Nessuno poi mostro la medesima curiosità.

Motivazione: In poche righe il racconto presenta una trama strutturata e usa la parola del mese in modo pertinente e per niente forzato.
All’autore o all’autrice di questo racconto spetta il compito di scegliere la prossima parola.

Secondo racconto classificato
Senza titolo (02) di The Obsidian Mirror
- Superno padre! Come andò che mi prendesti a nerbate? Taci, figliolo! E se proprio devi parlare almeno non usare continuamente quelle maledette "parole del mese" che impari sul blog della Tamerici!

Motivazione: Manca un po' la suddivisione corretta dei dialoghi, ma l'idea era simpatica. Spero che queste scene non si verifichino sul serio in alcune delle vostre famiglie (in caso, ricordo ai figlioli di chiedere il mio soccorso).

Terzo racconto classificato
Amore superno di Maria Todesco
Superno è l'amore che celo in me: superno poiché più elevato d'ogni sentimento ch'io mai provai, paragonabile solo all'amore che Dio ci rivolge.

Motivazione: Cadenzare quasi poetico della frase.

Gli altri racconti in gara
Qui di seguito l'unico altro racconto in gara.  


Narcisista di Maria Todesco

"Superno è il tuo viso, paradisiaco e divino", mi dissi gongolante allo specchio.

Gli autori
Attendo una commento e una mail (a tamerici.libri@libero.it) da parte dell’autore o dell’autrice che ha vinto il concorso per sapere la prossima parola! E, come sempre, mi fa piacere che tutti gli autori si rivelino al pubblico. 

E il mese prossimo?
L’iniziativa continuerà almeno fino a fine anno, dato che ormai manca poco. Per il prossimo concorso ho un'idea che però vi svelerò solo il 4 novembre. Ormai non spero più nei grandi numeri, ma non voglio starmene impotente senza fare niente (troppe miei iniziative non stanno andando come vorrei ultimamente).

Probabilmente servirebbe un aiuto superno, ma vi dovrete accontentare delle mie trovate!


Un grande ringraziamento agli autori dei racconti.




Hanno parlato di questo articolo: 






12 commenti:

  1. Un secondo posto davvero insperato! Grazie! Si, mi ero accorto di aver fatto casino con la suddivisione dei dialoghi, ma ormai il click era partito....

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    1. Niente di grave, ma io, lo sai, non so starmene zitta. Grazie per la partecipazione!

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  2. Terza e quarta! :) Questa parola non mi ispirava altro, purtroppo... A "breve" il post nel mio blog.

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    1. Non è una parola facile, in effetti, e forse un po' settoriale. Aspetto il tuo post! A "breve" anche il mio post nel blog.

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  3. Mio! I superni mi sono stati propizi, dunque.
    :)

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    1. Complimenti! E ora hai l'onere/onore di scegliere la parola di novembre.

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    2. Se dici così, mi preparo... e mi preoccupo! Ah!

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    3. Ma una parola normale, di tanto in tanto, no? Chessò... qualcosa tipo "tavolo", "sedia", "matita"....

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    4. Eh, no! Scopo della rubrica è parlare di parole ormai cadute un po' in disuso, quindi, finché "tavolo", "sedia", "matita" sono di largo uso, non le posso accettare!

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    5. "Matita", come no. Dai, cercherò di essere buono.

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    6. Mi avete fatto venire in mente questo video: https://www.youtube.com/watch?v=4BtKD1eynB8

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