mercoledì 20 novembre 2013

Sinestesia

Sinestesia: un misto di percezioni

Oggi vi parlo della sinestesia. Ho scelto questa figura retorica perché in questo periodo sto studiando la percezione e ciò mi ha richiamato questa figura retorica. Tra poco capirete il perché.  



La sinestesia
La sinestesia è una figura retorica che prevede l'accostamento di due termini appartenenti a due piani sensoria diversi.
Il termine deriva dal greco e significa percezione contemporanea.
È una figura retorica piuttosto comune anche nel linguaggio quotidiano (es. colori caldi e freddi).


Esempi
L'esempio più famoso che mi viene in mente pensando alla sinestesia è contenuto ne L'assiuolo di Giovanni Pascoli (poesia sulla quale ho anche fatto un video).
[…] Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù […]
Il lampo è il fenomeno luminoso collegato al tuono, pertanto è un evento percepibile con la vista, mentre il soffio può essere percepito con il tatto.

Un altro esempio, un po' meno noto dei soliti che si fanno, si trova nei primi versi di La sera fiesolana  di D'Annunzio:
Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscìo che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
[…]
Le parole si odono, il fresco si percepisce con il tatto, per esempio.

Gli esempi illustri sono davvero tantissimi, ma la rete è piena di elenchi, quindi non mi dilungo.

Un caso di enallage?
La sinestesia può essere considerata un caso particolare di enallage.
L'enallage è una figura retorica di tipo sintattico che consiste nello scambiare una parte del discorso con un'altra per darle maggiore efficacia. Ciò può avvenire in diversi modi (per esempio, sostituendo un avverbio con un aggettivo, un nome con un verbo…). Secondo alcune fonti, anche la sinestesia rientrerebbe in questa figura retorica in quanto prevedere uno scambio tra concetti relativi a due sensi diversi. Io però mi sento di dissentire, perché l'enallage è una figura sintattica, mentre non riscontro alcuno scambio sintattico nelle sinestesie o almeno non in tutte.

Un caso di metafora?
C'è chi considera la sinestesia un caso particolare di metafora, poiché con essa si attribuisce a un oggetto, percepibile con un senso, una qualità percepibile con un altro senso e quindi a esso pertinente solo in modo metaforico.
Io, sinceramente, non condivido del tutto nemmeno questo concetto (anche se è sensato per molti versi), perché per me la metafora è una figura retorica ben definita (ne ho già parlato in un post mettendola a confronto con allegoria e similitudine).

Curiosità
La sinestesia al di fuori dell'ambito poetico è un fenomeno sensoriale/percettivo che indica una contaminazione dei sensi nella percezione. Ciò avviene quando in una situazione delle stimolazioni uditive, olfattive, tattili o visive vengono percepite come un unico evento sensoriale.

Questo, che a livelli gravi è considerato un problema, è in realtà estremamente normale, perché i sensi non sono rigidamente separati come spesso si vuol far credere.
Io sto studiando per un esame di biologia incentrato in parte proprio sul fatto che non ha alcun senso parlare de i cinque sensi, così come siamo abituati a fare costantemente.

Conclusione
In questo post ho cercato di spiegarvi brevemente che cos'è la sinestesia. Ho poi preso un po' le distanze da chi la considera un'enallage o una metafora particolare, ma è, ovviamente, solo un mio punto di vista che potete condividere o meno.

Spero di essere stata sufficientemente chiara, in ogni caso, se avete dubbi, ora la parola passa a voi.

Mi interessa molto anche il vostro parere sul fatto di considerare o meno la sinestesia un tipo di enallage o metafora. 



4 commenti:

  1. Dato che l'hai citato nelle curiosità, hai dimenticato di dire che la sinestesia è uno degli effetti dovuti all'assunzione di alcune droghe psicotrope. Ma fa anche parte della sintomatologia di alcune patologie, in genere tumori al cervello.
    Passando ad argomenti più leggeri, anche secondo me non può essere considerata una metafora.

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    Risposte
    1. Grazie per le precisazioni, Marco.

      Sono lieta di trovarti d'accordo con le mie perplessità!

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  2. È una figura retorica che amo molto, la trovo particolarmente espressiva :)

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    Risposte
    1. Già! E poi le cose contraddittorie hanno sempre il loro fascino, no?

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