venerdì 10 gennaio 2014

Presentare un libro

Promuovere un libro con delle presentazioni: perché scriverlo non basta.

Chiunque abbia mai provato a scrivere un libro sa che è un'attività faticosa. È vero, la fase iniziale, creativa e anche un po' improvvisata, può essere divertente e spensierata, ma prima o poi viene il momento di procedere in modo più strutturato, di fare lunghe revisioni… E poi c'è la difficile e sofferta ricerca di un editore con tutto quel che ne consegue (editing, impaginazioni, copertine, ISBN…). Ma alla fine vi trovate davanti il vostro libro. Sospiro di sollievo? Eh, sì, ma i giochi non sono di certo finiti: un libro stampato non è il nostro obiettivo che è chiaramente essere letti! E per essere letti, serve la promozione.
Di solito l'autore confida molto nell'editore, ma ci sono in realtà molte cose che uno scrittore può fare per il suo libro. Una di queste è organizzare presentazioni.


La mia esperienza
Mi è capitato spesso di presentare i miei libri, soprattutto nelle biblioteche, e spesso attraverso animazioni per bambini. Poche volte ho presentato i miei libri in contesti più formali e a un pubblico adulto, come per esempio durante la manifestazione Giovani autori  a Zogno. Sinceramente preferisco parlare a ruota libera con i bambini o farli divertire con storie, piuttosto che rispondere a domande, ma me la sono cavata anche in quel caso, nonostante un pubblico decisamente risicato (leggi  quasi inesistente).

In due casi mi sono trovata a presentare libri non miei, facendo da relatrice ad altri scrittori.

La prima volta si è trattato del libro Ali nere  di Alessandra Scubla. È stata un'esperienza interessante, per cui forse non mi sentivo del tutto preparata, ma la presenza di altre persone (musicisti e lettori) tutte giovanissime è servita a rendere l'atmosfera leggera e tranquilla. La presentazione si è tenuta pochi paesi dopo il mio, sempre nella mia valle, quindi si può dire che si giocava in casa e il pubblico è stato molto numeroso.

La seconda volta è stata meno di un mese per il libro Mostri di Natale  di Flavio Pagani. Dalla presentazione precedente era passato un bel po' di tempo, tempo durante il quale ho avuto spesso modo di parlare in pubblico per altre ragioni, quindi ero ancora più serena. Il lavoro di team è stato in questo caso indispensabile per orchestrare un evento che, nella sua brevità e semplicità, era strutturato bene pur lasciando un sano margine all'imprevisto che, se gestito nel modo migliore,  rende poi un evento pubblico davvero ben riuscito.

Suggerimenti
Alla luce di queste e di altre esperienze che ho omesso per non annoiarvi troppo, vi lascio qualche suggerimento che, secondo me, può aiutare nella presentazione di un libro.
  •  Non fate mai parlare per più di 5-7 minuti di fila la stessa persona.
  • Alternate i momenti di discussione e/o risposta di domande con momenti di lettura di brani.
  • Animate il più possibile i brani letti (con letture teatrali o a due voci) e non eccedete nel loro numero.
  • Fate il possibile per procurarvi un sottofondo musicale dal vivo, rende l'atmosfera più magica (io vi consiglio pianoforte o chitarra durante le letture di brani, evitate come sottofondo musicale strumenti non adatti a fare da semplice base).
  • Preparate un supporto visivo (slide, un breve filmato).
  • Cercate di strutturare la presentazione per renderla originale: parlare di un libro e leggere qualche stralcio non basta, dovete trovare un appiglio creativo che catturi il più possibile l'attenzione del vostro pubblico e rimanga nella memoria, anche solo come una piacevole serata.
  • Se offrite spazio alle domande, imparate a tollerare anche qualche minuto di silenzio: serve coraggio per parlare davanti a una sala piena, soprattutto se si era venuti solo con l'idea di ascoltare.
  • Alla fine ricordate sempre come si può acquistare il libro e, se possibile, allestite un banchetto per la vendita delle copie e la firma degli autografi.
  • Predisponete biglietti da visita o volantini di modo che la gente possa, anche in caso di mancato acquisto, portare via qualcosa con il nome dell'autore e il titolo del libro (potrebbe sempre ripensarci).
  • Se siete l'autore (o anche un suo collaboratore), dopo la presentazione fermatevi un po' tra la gente per rispondere alle loro domande in maniera più informale e semplice, così da incentivare anche i più timidi a esporre le loro questioni.


 Cose da evitare
Ovviamente non fare le cose precedenti o fare addirittura il contrario è, a mio avviso, controproducente, però scrivo comunque un po' di spiegazioni aggiuntive.
  •  Lunghi e interminabili monologhi sono da evitare come la peste, soprattutto in caso di oratore con tono di voce troppo piatto e monotono (se avete una grande verve allora potete sbilanciarvi di più). Ciò vale ovviamente anche per i brani letti (meglio pochi, scelti con cura e, soprattutto, letti con enfasi).
  • Non leggete un discorso scritto: suonereste falsi e più noiosi. Preparatevi una traccia e poi seguitela senza troppe ansie.
  • Lasciare in toto spazio al caso può non rivelarsi una geniale idea. Io adoro improvvisare, ma, se lo fate (a me è capitato) dovete essere assolutamente certi di saper reggere lo stress che può provocare l'imprevisto e fare in modo che nessuno se ne accorga.
  • Non obbligate nessuno a parlare o intervenire, risultereste unicamente fastidiosi.
  • Non ripete troppe volte come e quando si può acquistare il libro. Una volta sul finale è già sufficiente, due sono tollerabili, tre sono l'equivalente dello spam.
  • Non fate i burberi: sorridete, siate amabili e disponibili nei confronti di tutti. Se lo siete di natura bene, altrimenti fingete in modo magistrale (ahahah).

Conclusioni
Ovviamente questa è la mia piccola e limitata esperienza. Comunque non pensate che promuovere un vostro libro sia un modo di svendervi o qualcosa di commerciale che va a ledere la spiritualità della vostra arte. Se scrivete, lo fate per trasmettere un messaggio e quindi è sciocco fermarsi un passo prima che il vostro messaggio giunga ai diretti interessati.


E voi? Avete mai organizzato la presentazioni di un vostro libro o di quello di altri? Cosa pensate renda buona o pessima una presentazione? 



22 commenti:

  1. Il problema non è presentare il libro, quanto avere la possibilità di presentarlo. Ora che lo sto facendo col mio libro, è davvero dura. Da certi posti (peraltro biblioteche) ho ricevuto risposte che ti fanno solo venire un fegato così. Quando una risposta la ricevi, ovviamente.

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    1. Eh, sì, avere gli agganci giusti non è cosa facile. Poi qualche trucco c'è anche per quello, per esempio, fare presentazioni collettive o all'interno di manifestazioni.

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  2. Ho fatto 7 presentazioni del mio primo romanzo, in diversi ambiti tutte bellissime, un consiglio banale ma reale: il buffet finale non può mancare! Si mangia insieme, ci si rilassa, si chiacchiera e magari si vendono più copie. Ho avuto sempre la fortuna di incontrare persone eccezionali, es. gestori di ristoranti che hanno creduto nel mio lavoro offrendomi spazio e banchetti!

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    1. Sì, diciamo che il buffet è un'ottima attrattiva! A volte però capita che la gente venga solo per quello (magari saltando proprio la presentazione) e allora è bene valutare un po' i costi. Comunque in linea generale, il buffet è quasi d'obbligo!

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  3. Quando ho pubblicato il mio libro avevo solo diciotto anni (è stata la prima cosa firmata da me, che emozione!) e dopo l'estate sono dovuta arrivare fino a Roma per presentarlo... è stata una esperienza tremenda, primo perchè il pubblico c'era ma era tutto sopra i cinquanta, assolutamente inadatto a presentare un romanzetto rosa per adolescenti... mi vergognavo da morire a leggere brani stupidelli del mio libro davanti a gente così anziana!!! E poi, nonostante l'ambiente fosse carino e la tipa che dirigeva l'incontro molto capace, ero così tremendamente a disagio... un'esperienza da non rifare, tanto che per diversi anni ho rifiutato categoricamente l'idea di pubblicare qualcos'altro per non dover ripeterla...

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    1. Io ho pubblicato (anche se con un POD) quando non ero nemmeno maggiorenne. Per mia fortuna ho una buona dose di faccia tosta nel parlare il pubblico. Comunque non dovresti evitare le presentazioni, al massimo avvaliti di un buon relatore che ti faccia parlare il meno possibile, se la cosa ti crea ansia.

      Il problema della presentazione di cui parli è in sostanza il target: il libro era per adolescenti mentre l'incontro non è stato tarato sulla fascia d'età giusta (del resto non potevi sapere chi sarebbe venuto). Forse lì avresti dovuto reagire all'imprevisto riducendo le letture e dando un'impronta più seria alla presentazione (per esempio focalizzandoti su aspetti più generici dell'essere scrittrice e di come scrivi, promuovendo poi in modo diverso il libro). Ma facile fare discorsi a posteriori. Sono sicura che te la sei cavata comunque!

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    2. In realtà l'incontro era stato organizzato dalla casa editrice per tutti quelli che avevano partecipato alla selezione... solo che ero l'unica ad avere meno di quarant'anni!
      Parlare in pubblico non mi dà grossi problemi, ma credo che per le prossime volte mi terrò lontana dalle presentazioni comunque... sebbene io sia una che parla di sè senza problemi, non so perchè ma parlare ad altri di miei racconti mi mette un po' di ansia... come se io stessi sbattendo loro in faccia che io so fare una cosa e loro no! (sono strana, lo so XD)

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    3. Credo che il termine tecnico sia "umiltà" ed è una buona cosa.
      Tranquilla!

      Be', se era organizzato così, stai sicura che erano tutti appassionati di scrittura e quindi interessati, nonostante l'età.

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  4. Niente tono piatto e monotono?
    Non fa per me. :P

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    1. Uff... per prima cosa, con un po' di esercizio si migliora tantissimo (e per te le lezioni sono gratis, lo sai). Seconda cosa, finisci il tuo libro e poi ne riparliamo! Se ti servisse una relatrice, te la posso procurare... ahahah!

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    2. Sai che devo meritarmela. :)

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    3. Ah, ma no! Credevi te ne trovassi una brava? Povero te, guarda che mi stavo candidando io!

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  5. Ciao Romi,
    se mai un incauto editore deciderà di pubblicare il romanzo che sto scrivendo, passerò da te a ripassare! ;-)
    Ottimo articolo, grazie
    Tomas (tuqiri73)

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    1. Oh, Tomas! Quanto tempo! Che bello rivederti sul mio blog. Finisci il libro, trova un editore e poi via con il ripasso!

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  6. Immagino che: finisci il libro! valga anche per me. L'editore so già che non lo cercherò. Per la relatrice, vedremo quando sarà il momento ;)

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    1. Sarebbe una bella trasferta, ma mai dire mai! Intanto, sì, finisci il libro!

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  7. Mai presentato libri, né miei né di altri. Essendo un sociopatico non credo che riuscirei a essere credibile ;-)
    Però ho assistito - da spettatore - a un paio di presentazioni. Ma non ho comprato il libro pubblicizzato :-P

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    1. Io sono un soggetto strano: mi mette ansia quasi tutto, ma non parlare in pubblico. Ahahah!
      Eh, be', ovviamente non tutti i presenti comprano il libro. Per curiosità, non era stata convincente la presentazione o è stata solo una tua scelta?

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  8. Ciao Romina.

    Interessante e istruttivo.

    Come diceva un commentatore, comunque, un grosso problema è quello di trovare la disponibilità del luogo (non lo credevo, ho fatto qualche giro per la factory anche librerie piccole o caffé letterari, non è che stendano tappeti rossi agli esordienti, anzi... a meno che non paghi...)

    Il secondo punto è come riuscire a riempire la stanza di sconosciuto (magari un po' di clac di amici e parenti si riesce pure a rimediare, ma il nostro scopo sarebbe di attirare nuovi lettori, no?, e non di angustiare i parenti e gli amici come fanno i venditori delle organizzazioni piramidali :P )

    Ciao
    Angelo

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    1. Nella mia Valle io trovavo con facilità posti dove promuovere i miei libri: organizzavo spettacoli per bambini e associavo la vendita (sempre molto limitata) dei libri. A Milano non è così semplice, me ne sono resa conto con la Factory, ma mai demordere!

      Per riempire una sala serve assolutamente il passaparola: amici di amici sono di fatto sconosciuti e servono assolutamente! Certo, sarebbe bello avere grandi affluenze di completi sconosciuti, ma è davvero difficilissimo.

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