mercoledì 5 febbraio 2014

"Lavori creativi"

“Creatività”: piccola riflessione sui lavori creativi.

Il mese scorso nel web imperversavano tre video virali che fortunatamente ancora fanno parlare di loro. Sto parlando dei tre video creati da Zero - Pirate Filmmakers che fanno parte della Campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi.



I video durano pochi minuti ciascuno e vi invito a vederli, se non l'avete ancora fatto.



Vergognoso!
L'idea è semplice e geniale. Chi si rifiuterebbe di pagare un giardiniere, un idraulico o un antennista? Nessuno. E perché invece chi svolge un lavoro creativo deve sentirsi dire che non c'è budget? Chi usa la creatività produce e solo perché il risultato non è concreto come una siepe, un tubo o un'antenna, ciò non significa che il suo lavoro valga meno o sia meno utile. Eppure è la condanna di chi lavora con la creatività…
 Ed è vergognoso non venire pagati per il proprio lavoro. Ci hanno abituati ad abbassare la testa, ci hanno riempiti di stupidaggini a cui  abbiamo finito con il credere. Ma non siamo persone che inseguono sogni impossibili o capricci di lavori improponibili per fare poi poco o niente. Ci hanno spinti a lavorare gratis o a condizioni economiche insensate. Ci hanno fatti sentire inutili, non importanti. Ci hanno fatto credere che i sogni hanno un prezzo… e quindi dobbiamo pagare per lavorare? Be', se sei una lavoratore creativo, aspettati anche questo.

Svolgere un lavoro creativo non vuol dire pensare qualcosa pigramente sdraiati sul divano. Dietro c'è studio, impegno e perfino talento. Cose per cui si dovrebbe percepire un reddito.

La mia esperienza
Ho parlato al plurale, sì, perché mi sento toccata in prima persona da questa faccenda. Anch'io mi considero una lavoratrice creativa, per alcuni versi (almeno per alcuni dei tanti lavori che faccio). Sia come (ex) scrittrice, sia come animatrice per bambini, sia come organizzatrice di eventi, sia come potenziale speaker. Non ho grandi titoli da vantare o corsi prestigiosi alle spalle. Mi sono fatta le ossa sul campo, ce l'ho messa tutta e il mio lavoro in alcuni casi è stato anche molto apprezzato, anche se il più delle volte mi è stato chiesto di farlo gratis. E il problema non sarebbe nemmeno tanto questo, quanto che in molti casi ciò che si fa gratis è riconosciuto come di valore inferiore. Questo è davvero triste: l'essere considerati sostituibili, perché quello che fai tu lo possono fare tutti, oppure ma tanto ti diverti, no?, quindi puoi farlo gratis (se vogliamo parafrasare uno dei video con una frase che io mi sono sentita rivolgere in prima persona).

Giusto per fare un esempio recente…
Qualche giorno fa cercavo possibilità per ritentare con i lavori in radio o come speaker per spot. Ho trovato un'emittente interessante che sembrava offrire uno spazio. Erano specificati tempi e modalità per i podcast e tutto sembrava in regola. La cosa divertente? Non era nemmeno specificato che il lavoro era da svolgere gratuitamente (quasi come se fosse ovvio), ma a grandi lettere tuonavano che non mi avrebbero chiesto un centesimo! Eh, bene! Che meraviglia, no? Posso lavorare gratis e senza dover pagare chi guadagna dal mio lavoro… non so voi, a me mette una grande tristezza.

Lucrare sui sogni
E io sono una persona che ha spesso lavorato gratis e ancora continua in settori in cui  ne vale la pena, però a volte è veramente difficile rassegnarsi a questo. E non si tratta di gavetta, che farei benissimo anche gratis e che fa anche un calzolaio,  ma del modus operandi. Un giovane che sogna un lavoro creativo non è un illuso o un sognatore. La creatività può essere una nuova risposta alla crisi. Certo, non così. Non quando diventa un modo per non pagare, per sfruttare. Lucrare sui sogni dei giovani è davvero una cosa riprovevole eppure è diventato la norma.

E poi ci criticano se diventiamo disillusi, ci dicono che non abbiamo più ideali e sogni, ma come è possibile averne? Si lavora, si fatica per raggiungere uno scopo, non si guadagna nemmeno un euro e si prosegue così per troppo tempo, fino a che ci si sente davvero dei sognatori che hanno perso la testa inseguendo un'illusione. E la nostra creatività la releghiamo a hobby e i nostri sogni li soffochiamo tra le camicie nei cassetti. Colpa nostra? Non so, al massimo potremo mettere la nostra delusione nel CV, sotto una lunga serie di collaborazioni che non ci sono state pagate.

Conclusione
Ribadisco, non mi sono mai fatta problemi a lavorare gratis, però a volte mi è capitato di chiedere un giusto compenso e di sentirmi attaccare: Ma come?! Non vorrai mica dei soldi! Non so la gente come ragioni, ma, per quanto si possa amare il proprio lavoro, l'affitto va pagato, la spesa va comprata e le bollette vanno saldate. E non è questione di essere venali. Perché al falegname pagate un mobile senza accusarlo di essere attaccato al denaro, no? Svolge un lavoro e viene pagato. Ecco, anche i creativi svolgono un lavoro e meritano di essere pagati. E senza farli sentire in colpa come se quei soldi li rubassero.

Questo è ciò che penso io, nella mia ridottissima esperienza di lavoratrice creativa.

E mi sembrava una buona occasione per parlarne e dare anche un po' di spazio alla bella iniziativa di Zero. Ora a voi la parola. 

12 commenti:

  1. Beh che dire? Condivido parola per parola. Il più delle volte poi la gente che parla così, che dice "Poiché tu lavori a casa, non è da considerare un vero e proprio" in realtà non lo conosce, non ha mai visto uno all'opera. Perché uno crede che quando io disegno o dipingo, l'opera mi viene già al primo tentativo? Crede che io nella mia testa solo perché ho l'idea, riesco a fotocopiarla in quello che faccio?
    Nei discorsi poi contro la creatività è stato detto che nessuno vuole fare più l'artigiano. Eppure non sanno quanto l'artigianato sia vicino alla creatività.
    E il fatto di avere un orario ampio non vuol dire non ci sia una meticolosità.
    Anche i sognatori sanno essere concreti
    Un bacione e speriamo che le situazioni migliorino.

    P.S.: Ho una grande notizia da darti. Sono stata contattata per la Vernice Art Fair di Forlì e parteciperò con due quadri ad una mostra Speciale Emilia Romagna. La Fiera ci sarà dal 21 al 23 marzo. Poi ne parlerò meglio

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    1. Per non parlare della frase che ogni artista si sente rivolgere almeno una volta nella vita: "Ah, ok, dipingi/scrivi... ma di lavoro?". L'ignoranza è una delle peggiori piaghe che i lavoratori creativi devono sopportare.

      "Anche i sognatori sanno essere concreti" è uno slogan bellissimo, ma bisogna ancora lottare affinché non sia solo uno slogan.

      P.S. Wow! Compimenti! Non vedo l'ora di saperne di più e di sicuro ti aggiungerò al calendario degli eventi qui sul blog.

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    2. "...Ma di lavoro VERO?" Oddio, quanto lo odio!

      P.S.: Grazie infinite!!!!!

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    3. Quella è la variante ancora più diabolica!

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  2. Bisogna imparare ad assumersi il rischio di dire "no". Se hanno bisogno di te tornano a cercarti e se non hanno bisogno di te tutto quel che perdi è un lavoro non pagato.

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    1. Io l'ho fatto e più di una volta. Purtroppo entrano in gioco tanti fattori e soprattutto l'orgoglio di chi dovrebbe darti il lavoro e si sente messo in discussione (e si dimentica quanto stimava il tuo lavoro prima che tu avessi l'ardire di chiedere dei soldi).
      Inoltre è nel loro interesse creare guerre al ribasso, perché sono consapevoli che ciò che tu non fai perché vuoi essere pagato, qualcuno più disperato/ingenuo/... di te lo farà gratis. La situazione è triste, ma, almeno per quello che ho visto io, è questa.

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  3. Io la vedo in modo ancora più drastico. Ormai il mio grado di fiducia è vicino allo zero, collaboro gratis solo coi progetti nei quali decido autonomamente di partecipare, ma se me lo chiedono domando subito quanto è il conquibus. Se le risposte sono vaghe, beh, divento vago anch'io ;-)

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    1. Io faccio tante collaborazioni gratuite, se sono stimolanti e interessanti, però c'è un limite a tutto... forse dovrei diventare più vaga anch'io! Ahahah!

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  4. Questa campagna è bellissima. I video non li avevo ancora visti. Se ti interessa, qui puoi trovare un modulo utile qualora ti chiedessero una collaborazione. :)

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    1. Bello questo modulo, grazie! Ne farò tesoro. E la parte finale è geniale.

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  5. Ti quoto parola per parola, più o meno. E non vedo ancora via d'uscita da questo tunnel del "ma non ti pago mica".

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    1. Io di solito sono per il "se non puoi uscire dal tunnel, intanto arredalo", ma in questo caso... con quali soldi arredare il tunnel?

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