sabato 7 giugno 2014

"Il Papa" di Giorgio Saviane - Seconda parte

Oggi sono lieta di presentarvi il quarto post di La biblioteca dimenticata, rubrica fissa sul mio blog curata Davide Rigonat, il blogger che gestisce La casa della nebbia.

Nel suo primo post ci ha parlato di Dafni e Cloe di Longo Sofista, un importante romanzo greco, nel secondo ci ha parlato dei libri di Andre Norton al confine tra fantasy e fantascienza.
Il mese scorso ha cominciato a parlarci di Giorgio Saviane e dei suoi libri e, come promesso, oggi potete leggere la seconda parte di quel post, incentrata in particolare sul suo libro, Il Papa.
Vi lascio subito alla lettura e ringrazio tanto Davide per il suo contributo.



In questo quarto appuntamento con La Biblioteca Dimenticata, proseguiamo il discorso su Giorgio Saviane. Dopo l'introduzione sulle sue opere fatta il mese scorso, scendiamo ora più nel dettaglio per quanto riguarda Il Papa.


Il Papa di Giorgio Saviane - Seconda parte


Il Papa è un romanzo che narra la vita di Claudio, dalla sua fanciullezza alla sua nomina a papa.

Il libro si apre con Claudio bambino che comunica a sua sorella Sandra la sua decisione di farsi prete al più presto. Nonostante la cosa non sia vista di buon occhio dalla famiglia (il padre, il conte Lisi, rifiuterà i sacramenti anche in punto di morte), entra, bambino, in seminario. I motivi che lo spingono non sono però legati all'amore per Dio (sensazione che scoprirà scoprirà solo in seguito), che anzi si rende conto di non provare veramente, ma derivano dalla paura dell'inferno, che il catechista gli aveva descritto come un tormento di fiamme eterne. Costantemente frainteso, viene però presto espulso dal seminario per esserne uscito scavalcando il muro di cinta. Dovranno passare molti anni, e precisamente fino al secondo anno di Legge all'università, perché lui rientri in seminario, questa volta definitivamente, e diventi prete. Anche questa volta però i motivi che lo spingono sono tra i più sbagliati: egli stesso ammette che uno di essi era lo smentire i suoi compagni che lo canzonavano per essere un cappone scappato dal castrino. Claudio è un prete atipico, in quanto ciò lo anima è una continua ricerca e un approccio a Dio personale e umano. Egli è infatti molto più uomo che prete e le sue azioni sono il risultato della sua idea di come la Chiesa dovrebbe essere e comportarsi e dei suoi dubbi. Anzi, esse sono spesso una scelta cosciente operata per soffocare le sue pulsioni e per avvicinarsi alla divinità. Ecco allora come, sia nei confronti del mostro sia di don Pietro (di cui volutamente non vi rivelo la storia - NdR), egli non provi un reale moto di simpatia o di carità: al contrario, li odia e ne prova ribrezzo. Ma proprio da questo suo sentire umano nasce il ragionamento, che solo a tratti si trasforma in vero sentire, che lo porta ad assumere determinati comportamenti, spesso contrari al sentire comune, e che in pubblico porterà avanti con coerenza ostinata. Quella di Claudio è una convivenza continua con le sue paure e con le sue pulsioni, a cominciare proprio dall'amore; quello per sua madre, che lo venera a sua volta; quello per la cugina Ginevra, che, trasformandosi via via da materiale a spirituale, lo accompagnerà per tutta la vita; quello per Dio. E proprio nel suo rapporto con Dio, Claudio ha un'idea assolutamente personale e non certo ortodossa del piano del divino e del suo rapporto con l'uomo, in molti passaggi addirittura vicina alla blasfemia. Ma ciò lo porta alla scoperta di un'importante verità, della sua verità. Ed è proprio per poter rivelare questa verità incontrovertibile che decide di diventare Papa, depositario cioè della verità infallibile. Questo suo modo di agire e di pensare, che spesso emerge in superficie con discorsi slegati dal contesto, disorientano i suoi ascoltatori e ne fanno più di una volta fraintendere il senso e le motivazioni. Sarà così che assurgerà alla carica vescovile molto presto.

olo in seguito), che anzi si rende conto di non provare veramente, ma derivano dalla

Nell'intreccio del romanzo troviamo poi numerosi personaggi che si muovono attorno al protagonista e che Saviane caratterizza con grande maestria. Innanzitutto c'è Ginevra, da sempre amata da Claudio e con la quale era fidanzato prima di tornare al seminario. Ginevra, che lui ebbe modo di conoscere anche carnalmente e contro il cui ricordo condusse una battaglia senza quartiere e senza speranza. Ginevra che si era sposata con un altro per dimenticarlo senza riuscirci e che, a differenza delle altre donne dei romanzi di Saviane, si trova ad amare sinceramente entrambi gli uomini. E poi ci sono Giovanna, la vecchia nonna ricca e astuta come una volpe, donna forte e carismatica; sua madre Antonia, completamente devota al figlio; l'onorevole, personificazione del potere asservito a sé stesso; e così via.

Alla fine Claudio riuscirà a farsi eleggere papa e, depositario della verità, riuscirà a pronunciare il discorso per cui si era preparato per anni, ma… il finale dovrete scoprirlo da soli!

In conclusione, Il Papa è un romanzo potente e scritto con maestria da un grande del Novecento, un romanzo che si legge in un pomeriggio e che vi consiglio vivamente di leggere. Sono sicuro che ne rimarrete rapiti anche voi.

La prossima volta parleremo di un'opera di un autore italiano molto famoso, ma che, almeno per la mia esperienza, conoscono davvero i pochi… curiosi? Alla prossima.




4 commenti:

  1. Nel mezzo c'è un pezzo di frase che spunta stranamente, di sicuro un errore di layout.
    In ogni caso davvero un'ottima recensione.

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    Risposte
    1. Io vedo tutto normale... però la connessione mi sta facendo dannare da ore, quindi potrebbe esserci qualcosa che non va.

      Ora cerco di sistemare, grazie mille!

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    2. La frase volante va a fianco della prima foto, dopo "(sensazione che scoprirà s".

      Grazie Marco per il complimento! Ho letto i tuoi post e posso davvero ricambiare.

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    3. La frase nel post c'era, poi con il "copia-incolla" si è compressa?! Mah... scusa, Davide, ma la connessione mi sta davvero facendo impazzire. Ho provato a risolvere e spero che ora sia tutto ok.

      Devo dire che mi sono scelta proprio due validi collaboratori.

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