venerdì 5 settembre 2014

"Scrittori si nasce e si rimane?"

Scrittori si nasce e si rimane?: una riflessione tra strani incontri e scrittura della tesi.

Da quando ho dichiarato di aver concluso la mia carriera da scrittrice, tante cose sono cambiate e altre sono rimaste invariate. Non ho mai pensato seriamente di riprendere. È abbastanza agghiacciante a pensarci, dato che scrivere era per me una delle cose più importanti al mondo. Del resto, però, sono una persona che fatica ad affezionarsi e poi sa che prima o poi tutto finisce. La resilienza accumulata negli anni mi ha aiutata anche a distaccarmi dalla scrittura con un taglio dapprima incerto ma poi netto e senza ripensamenti. I rami secchi si tagliano e si va avanti, perché ciò che non cambia muore.


Un amore finito…  ricollocato!
In questo periodo però carico di attese, cambiamenti, fini e inizi mi sento molto confusa anche riguarda a ciò che la scrittura ancora rappresenta per me. Un amore finito, indiscutibilmente finito, ma che ancora riesce a trovare un posto nel mio cuore, in molti modi diversi.
Del resto vi ho parlato di ciò che ancora scrivo, della scrittura per il teatro o per la musica… e anche il mese prossimo ci sarà una cosa simile in programma. Insomma, un po' di passione per la scrittura mi deve essere rimasta, anche se è stata ricollocata su altri fronti.

Scrivere la tesi
Un po' me ne sono resa conto scrivendo la tesi di laurea, che di certo non è narrativa (anche se un po'… per la disperazione di qualcuno lo è stata!). Ero lì, davanti al pc e le parole scorrevano così fluide, così lineari. Il ticchettio dei tasti era così piacevole… sì, come scrivere i post, ma ancora di più, non so perché di preciso… pagine e pagine si riempivano di concetti, idee, riferimenti teorici ed esperienze personali senza troppo sforzo (poi rileggere e sistemare è stato un delirio, ovviamente).
Ero lì e scrivevo, scrivevo e scrivevo ancora. E nel mio scrivere, anche una tesi, il mio stile è saltato fuori, colorando di metafore e immagini alcuni concetti, usando tecniche anche un po' artistiche per proseguire.
Insomma, la Romina che un tempo scriveva, un po' di nascosto, faceva di tutto per riprendere possesso delle mani e tornare a raccontare, per riprendersi la sua voce.

Viene da qui l'aforisma di oggi:
Chi scrive può smettere di farlo ma rimane uno scrittore: la sua testa continua a raccontare storie i cui personaggi sono silenti  aborti di vite di carta.

Anche in versione twittabile da qualche mese:


Piccole novità in cantiere…
Nonostante questo, scrivere non è più tra le mie priorità. Non riuscirei più a scrivere un libro, mi sembrerebbe davvero di perdere tempo, sottraendolo ad altre cose.

Poi, certo, mi ha fatto piacere che entrambi i miei monologhi presentati al concorso di DramaQueen siano stati scelti. E mi piace anche quando ho la possibilità di scrivere qualche raccontino qua e là, ma niente di più.

Ieri però (e non potevo saperlo quando ho programmato questo post) è successa una cosa che forse mi porterà a scrivere di nuovo e tanto, anche se non sarà pura e semplice narrativa. Ve ne parlerò solo se la cosa andrà in porto, perché sono piuttosto elettrizzata e non mi va di restarci male di nuovo come per il radio-crochet.

E ora... una storia!
Ora vi racconto un curioso aneddoto.
Ero seduta alla fermata del 728 (autobus demoniaco che mi ha fatto perdere da quando lo uso, ma sto divagando…), leggevo un libro. Un tizio si è avvicinato: «Sei una scrittrice?».
Mi sono chiesta come fosse possibile, perché lo chiedesse proprio a me…
Avrei potuto tacere, ignorarlo, negare. Invece ho risposto: «Un tempo lo ero, ora non più».
Una punta di malinconia riempiva quella frase, come chi racconta di un tesoro perduto.
«Si vede che hai un'aurea artistica sviluppata» ha risposto lui.
Io cercavo di tornare alla mia lettura, ma lui insisteva sulla mia aurea e a parlarmi dei suoi progetti da attore.
E dopo un suo «Non scrivi più perché ora sei una cantante dark metal?» si è accorto che era alla fermata sbagliata e se n'è andato via, lamentandosi del fatto che era fuori di testa perché non aveva dormito.

Conclusione
Perché vi ho raccontato questa storia? Non lo so… forse perché mi fa sorridere il poter essere scambiata per una cantante metal o forse perché magari è vero che quell'aurea esiste e il teatro, l'arte, la scrittura in qualsiasi loro forma non possono sparire dalla mia vita con un colpo di spugna. Resterà sempre un po' di ardente arte sotto la cenere delle mie disillusioni



Hanno parlato di questo articolo:


28 commenti:

  1. Ti capisco. Anch'io da un po' di tempo non disegno più e sono malinconica un po' per questo. Eppure non so...
    Certo, rimane uno dei miei più grandi amori ma chissà... Forse sta maturando qualcosa, forse si sta trasformando dentro il mio corpo come se questo fosse un athanor.
    Sarà quel che sarà ;)
    P.S.: Che belli quegli incontri assolutamente misteriosi, che ti fanno chiedere: "Ma per caso stavo sognando?"

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    1. Io non sono malinconica per il fatto che non scrivo più. Al massimo ogni tanto rimpiango un po' l'entusiasmo creativo che mi dava lo scrivere come attività, ma simili sensazioni ora mi provengono da altri modi di fare arte, quindi va bene così.

      P.S. La mia reazione è stata un po' più simile a "Questo tizio non mi sembra tutto a posto". Che poi è stata la sua stessa reazione conoscendo me, secondo me! Ahah!

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    2. Oh, io con la malinconia sembro aver fatto un contratto :D A volte mi prendono alcuni momenti (credo che la luna decisamente mi influenzi).
      Comunque, ho scritto che ti capisco perché anch'io non sto facendo qualcosa che mi era così familiare fino a un po' di tempo fa. Ma come ho scritto può darsi che per quanto mi riguardi sia qualcosa di passeggero. La porta non è chiusa del tutto.

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    3. Anch'io sono una persona molto malinconica a volte... ma qui si è trattato di una mia scelta peraltro reversibile, quindi, se volessi scrivere, semplicemente scriverei.

      Non credo nei "per sempre": nessuna porta è mai chiusa del tutto. Il futuro ci dirà se riaprirle o meno.

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    4. D'accordissimo con la tua ultima frase ^_^

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  2. A proposito dell'aurea artistica, sono curiosa di sapere che tipo sei.
    http://www.altamira.it/Test/Default.htm

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    1. Oh, sono curiosa anch'io. Appena riesco ad accedere a una connessione meno precaria ci provo e poi ti faccio sapere!

      In merito a quanto detto sopra, ti auguro che ciò che sta maturando maturi al meglio.

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    2. Fatto. Ti ho mandato i miei risultati in privato.

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  3. Io per 5 anni ho smesso di scrivere, di leggere, ho gettato via anche un mucchio di libri per liberarmene... Non ci sono riuscito.

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    1. La scrittura è una forma di dipendenza, forse: ricaderci è facile. Credevo di avere almeno qualche crisi di astinenza, invece... per il momento poco o niente.

      Forse nel tuo caso è un bene che tu non ci sia riuscito!

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  4. Anche io come Marco ho smesso di scrivere per 5 anni. Ho ripreso da poco e sono felicissima. Mi domando come abbia potuto rimanere così a lungo lontana da ciò che amo di più.

    Io penso che ciò che uno è non sempre corrisponda a ciò che uno fa. Siamo fortunati se riusciamo a far convivere i due elementi. Però il talento artistico, di qualunque natura esso sia, sopravvive in maniera latente anche quando non lo esercitiamo. Inoltre la scrittura non è solo narrativa. Se una capacità esiste, è tangibile e reale, emerge anche in altri frangenti. Se scrivo una mail ad un cliente, il mio essere scrittrice aiuta :)

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    1. A quanto pare il punto di svolta è dopo cinque anni, quindi per un po' posso stare tranquilla!
      Se ti fa stare bene, hai fatto benissimo a riprendere.

      Sono d'accordo sull'aiuto che dà! Per esempio, scrivere la tesi sarebbe stato sicuramente più difficile senza una predisposizione per la scrittura. E questo vale anche per tantissime altre cose!

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    2. Non solo mi fa stare bene: voglio farlo per tutta la vita :)

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  5. Anch'io ho smesso di scrivere, ma mi diverto a scrivere post e a leggere i voatri consigli... E poi mi dico che un giorno riprenderò... Magari sarà vero, chi lo può sapere?

    P.S. Il tizio dell'autobus ti ha scambiata per me ;) L' "aurea" artistica ce l'hai di sicuro, ma altrimenti la parte del metal non me la spiego...

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    1. Hai smesso di scrivere per concentrarti di più sul teatro. Probabilmente riprenderai, o forse no: l'importante è che tu sia contenta.

      Forse anch'io ho smesso per preparare il cuore a qualcosa di nuovo. Sperando che questa volta ne venga fuori qualcosa di interessante!

      P.S. Può essere! E poi ha detto che ho una predisposizione per la recitazione, quindi, sì, mi ha scambiato per te! La discussione è stata lunga, ho omesso alcuni dettagli... ahahah!

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  6. Uno che mi chiedesse se sono uno scrittore e poi se sono un cantante dark metal, sarebbe uno con poteri sovrannaturali: perché io scrivo (e nessuno se ne accorge) e ascolto metal pur avendo l'aria di uno che ascolta Laura Pausini.
    P.S.: ma come eri vestita?
    ;-)

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    1. Forse aveva il super potere dato da qualche bicchierino di troppo, chissà! Ahah!

      P.S. Considerato che ci sono molti giorni in cui sono vestita tutta di scuro/nero, ero vestita anche più colorata del solito. Di sicuro non sembravo una metallara.

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  7. Romina - a parte la scusa del tipo che chiaramente ci stava provando :D - riprendi a scrivere e basta, la pausa te la sei presa, ora basta. Su, poche storie, anzi... tante storie :)

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  8. Gli uomini che ci provano sono una razza che non si estinguerà mai, temo. Questo però sembrava più che altro "allegro" e desideroso di fare conversazione, anche se un pochino... sì, hai ragione. Ahaha!

    Se tutti i progetti artistici che ho avviato in questo periodo partiranno come spero, ti assicuro che di cose da fare ne avrò abbastanza. E credo che il panorama letterario non senta affatto la mia mancanza.

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  9. Sono sicuro che verrà fuori una tesi più che dignitosa! E credo che la Romina scrittrice sia viva e vegeta, anche se si esprime sotto altre forme.

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    1. Grazie per la fiducia! Spero di finirla presto.

      La Romina scrittrice cerca un suo nuovo posto nel mondo. Lo troverà? Lo scopriremo nelle prossime puntate.

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  10. Penso di capirti perché io nel corso degli anni, e dei decenni, mi sono lasciato alle spalle ben due arti, prima la pittura poi la musica. La pittura non mi manca per niente, anche se il disegno un po' sì. La musica mi manca decisamente di più, ma stavano insorgendo troppi ostacoli e ho preferito staccare la spina. Per fortuna, l'esperienza con la scrittura mi sta ripagando più che a sufficienza della perdita.

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    1. I nuovi progetti in cui mi sto cimentando forse mi servono anche a questo... Lieta che tu mi capisca...

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  11. L'essenza di una persona è l'insieme di tutto ciò che essa è e ha fatto fino a quel momento. Noi costruiamo la nostra essenza continuamente e a volte qualcuno la percepisce correttamente. Siamo quello che siamo. Non importa quel che facciamo ma quello che siamo ci identifica, ci segna e ci fa interagire. Ciao, cara.

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  12. Una precisazione: per "quel che facciamo" intendo sostanzialmente l'attività di lavoro o le cose che facciamo normalmente, nelle quali spesso ci si identifica... L'importante è l'essere che sta dietro a tutto, che sta a monte.

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    1. Ogni essere umano è un insieme complesso di sfaccettature. Ogni cosa che facciamo o subiamo o pensiamo ci plasma lentamente e ci rende ciò che saremo domani.

      Potrei anche non scrivere mai più nulla in campo narrativo e sarei comunque stata plasmata da ciò che ho scritto finora, da questo blog che ho aperto solo perché scrivevo e altrimenti non avrei mai aperto, dalle persone che ho conosciuto in seguito al fatto che condividevo con loro questa passione... insomma, un vero e proprio effetto domino!

      Insomma, sono d'accordo con te. Grazie per la bella riflessione.

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