venerdì 24 ottobre 2014

"Un fiore per Kylie" di Ottavio D'Alessio Grassi (+ invito alla presentazione con mie letture)


Che non so scrivere recensioni ormai è risaputo. Io faccio discorsi confusi attorno a un libro e spesso finisco con il parlare più di altro che del testo. Sono fatta così (e sto per farlo di nuovo). Di recente l'ho fatto per Sherlock Holmes contro Dracula sul blog Argonauta Xeno (post di cui ho parlato anche sul mio blog), ma quello era un guest post, perché, come voi sapete bene, qui sul blog, se scrivo una recensione, di solito è di un autore esordiente.

Bene, oggi vi parlo di Un fiore per Kylie di Ottavio D'Alessio Grassi.


Ma prima facciamo un passo indietro… vi parlo di Ottavio, anzi no, visto che la sua biografia dice solo: nato a Milano, attualmente risiede a Cinisello Balsamo, vi parlo di come ho incontrato Ottavio e il suo libro.
Ho conosciuto Ottavio poco tempo fa, ha partecipato con me all'evento Destinazione Luna che si è svolto domenica. Ci siamo subito trovati sulla stessa lunghezza d'onda [nda: se stai leggendo questo post, Ottavio, perdona il gioco di parole, ma tanto lo capiranno solo gli addetti ai lavori]. Ho adorato fin da subito le sue metafore e la sua capacità di dire la sua opinione senza farsi intimorire mai.
Alla fine dello spettacolo si è avvicinato per salutarmi e mi ha detto: «Sabato presento il mio libro, mi piacerebbe se venissi a leggerne qualche pezzo. Sei bravissima». Io lo guardo, sorpresa, lui inizia a dirmi che sa che sono occupata, che non devo… e poi fruga nella tasca e mi porge il suo libro, un piccolissimo volumetto. «Tieni, è per te, un regalo, poi deciderai se venire a leggerlo o meno».

Così sono entrata in possesso di questo libricino. Mi permetto di chiamarlo così solo per la mole, non certo per i contenuti: meno di 80 pagine, ma di grande impatto.

Un fiore per Kylie è una raccolta di sette racconti che affronta temi legati al rapporto uomini animali. Lo stile è frizzante, spesso una sorta di flusso di coscienza che porta a rivelare verità ignorate.

Ecco a voi la quarta di copertina che spiega, meglio di quanto io potrei mai tentare di fare, di che cosa parla il libro:
Sette racconti per parlare di animali. Animali visti attraverso lo sguardo degli uomini.
Gatti, mucche, maiali, cavalli, orsi e rondini visti da noi. Con gli occhi di noi adulti, di noi bambini. Sguardi e sensibilità differenti, a seconda delle epoche e delle latitudini.Il salvataggio di una gatta in fuga, l’attesa del ritorno delle rondini al nido, la sensibilità di una bambina Down, un viaggio alla ricerca delle proprie radici, il pentimento di Tien, raccoglitore di bile d’orso. E poi la resurrezione della carne, la nemesi animale, una sorta di preconizzazione del giudizio universale, confinato in un mercato cittadino. E infine, riflessioni in una pausa pranzo, un fulminante confronto a due tra misticismo e scetticismo. Storie di uomini e di bambini nel loro complesso rapporto con la natura che li circonda, visioni contrastanti, sentimenti diversi, e il fascino, talvolta la nostalgia che essa suscita. Sullo sfondo, l’ingombrante peso di una cultura spesso ancora pervasa dalla supponente, quanto fallace, convinzione di essere, come uomini, altro rispetto all’ecosistema. Da ciascuno di questi racconti, è il tema della visione antropocentrica dell’uomo che affiora, come dal fiume gli occhi di una lontra. Un tema antico, una guerra vinta, ma mai terminata. Un conflitto crudele e testardo nel quale i vincitori sembrano però sempre più percepire la vanità della loro vittoria.

Io a questo posso aggiungere solo una cosa: un pensiero che mi è ronzato in testa dalla prima all'ultima pagina. Questo è un libro che non vi dirà niente di nuovo, niente che voi non sapete già, ma vi costringerà a fare i conti con ciò che fate finta di non sapere. Vi metterà di fronte le cose così come stanno e non potrete più nascondervi dietro a ma e però sottili come fili di ragnatela. Poi magari chiuderete il libro e continuerete a far finta di niente, ma per il tempo di questa breve lettura sarete solo voi e la vostra coscienza a dire: lo sapevo, ma ho sempre fatto finta di niente, non vedere era meno difficile. Un libro che si porta via un'oretta e mezza della vostra vita e vi dona uno sguardo nuovo. A me sembra un bell'affare, poi vedete voi.

Per finire questo post, vi dico che, ben prima di leggere il libro avevo già accettato l'invito di Ottavio di andare a presentarlo con lui, ma dopo averlo letto sono ancora più convinta. Quindi vi aspetto a Un caffè con l'autore - Ottavio d'Alessio Grassi sabato 25 ottobre alle 16, presso il Centro di Cultura Villa Brivio, Piazzetta Vertua Prinetti, 4, a Nova Milaese (MI). Vi ho messo l'evento anche nel calendario, dove trovate anche i contatti.
Io leggerò interamente il racconto Caos (storia di un gattino che si trova in un incrocio trafficato) ed estratti tratti da Un fiore per Kylie (storia di orsi usati per l'estrazione della bile) e Il cavallo di pongo (vicenda di una bambina con la sindrome di Down e il suo incontro con un cavallo).

Se vi state chiedendo perché questa dovrebbe essere una recensione… vi capisco, però io vi avevo avvertiti, no?

Per chiudere vi dico solo che una quota dei proventi derivanti dalla vendita di questo libro vengono devoluti all'Animals Asia Foundation per sostenere le sue attività in favore degli orsi torturati per l'estrazione della bile.



Un fiore per Kylie
di Ottavio D'Alessio Grassi
Edizione: Montedit
ISBN: 978-88-6587-4431
Link per l'acquisto: Un fiore per Kylie (a questo link potete leggere anche un estratto)





Un grazie a Ottavio, perché agli animali manca solo la parola ma lui gliel'ha data e senza nemmeno farli parlare come in uno strano film fantasy, semplicemente aprendo gli occhi a noi umani.

6 commenti:

  1. Mi piacerebbe molto assistere, sia per il contenuto del libro che per la tua lettura, ma purtroppo non sono in zona :(

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    1. Che tenera che sei! Con il pensiero sarai con me, lo so.
      Per favore, suggeriscimi le "e" aperte e chiuse! Ahah!

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  2. Incidentalmente, non sapevo di queste pratiche con gli orsi tibetani...
    In bocca al lupo per la presentazione! Il libricino sembra proprio simpatico, da come ne hai parlato.

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    1. Poveri orsi...
      Grazie per l'in bocca al lupo. Il libro te lo presto volentieri!

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  3. Purtroppo mi sarà difficile esserci, però ti penserò ;) Poi ci racconterai com'è andata

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    1. Grazie! Le distanze spesso sono proibitive... peccato!

      Ti do intanto il mio benvenuto ufficiale su questo blog, visto che questo è il tuo primo commento!

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