domenica 19 aprile 2015

"Book Pride" - "La strage dei congiuntivi" di Massimo Roscia: una lettura inaspettata

Vi ricordate quando vi ho detto che sarei andata al BookPride Milano il 28 marzo 2015?
«Non so bene di che si tratti, né cosa ci sia, né cosa ci vado a fare, però c'è un po' di gente che conosco da andare a trovare e qualche nuova conoscenza da fare tra i blogger».
Vi ho detto anche che non avrei avuto una parte attiva e tante altre cose che… niente, ora mi ritrovo a scrivere un post con il resoconto dell'evento che però è diventato in un certo senso anche un episodio che mi ha vista un po' più attiva del previsto.

Ma andiamo con ordine. E partiamo dall'inizio.


Sinceramente, io non avevo molta voglia di andare al BookPride, perché alla fine queste fiere tendono a essere un po' tutte uguali e io, che non ho il problema cha hanno in tanti dell'acquisto compulsivo di libri, non ne sento poi così tanto il fascino, però mi sono lasciata convincere da Salomon Xeno, con la scusa che avremmo potuto incontrare un po' di blogger che entrambi conosciamo.

Siamo arrivati, abbiamo dato un'occhiata a tutti gli stand e abbiamo visto un po' di gente, poi siamo tornati a casa. Il riassunto sarebbe potuto essere questo, se non fosse stato che…

Sto di nuovo perdendo il filo.
Con calma.

Qualche saluto!
Voglio fare un caro saluto a tutti i blogger e/o scrittori incontrato in quella sede: Renato (che in passato ha partecipato con me a Destinazione luna e Reading by ebook), Ottavio (anche lui conosciuto in quelle occasioni e autore di Un fiore per Kylie che ho recensito sul blog), Camilla (del blog Bibliomania), Valentina (del blog Peek a book), Maria (del blog Scratchbook), Simona e TOM (del blog The Obsidian Mirror).
Se mi sono dimenticata qualcuno, chiedo scusa.
In tutti i casi purtroppo si è potuto chiacchierare poco e questo mi è dispiaciuto, però è stato comunque bello rivedere o incontrare per la prima volta tutta questa bella gente.

Gli incontri tra blogger, però, sono una delle costanti di questo tipo di eventi. Ora voglio invece parlarvi di ciò che ha reso davvero particolare questa giornata.

Un aneddoto divertente
Io e Salomon Xeno stavamo quasi per andare via, quando, passando davanti a uno stand, ho notato un libro che avevo già visto qualche ora prima:  La strage dei congiuntivi  di Massimo Roscia (edizione Exòrma). Non avendo acquistato niente, stavo valutando di comprare quel libro che per ben due volte è stato capace di attirare la mia attenzione. Nel frattempo, l'autore presente allo stand stava avvisando una collega che doveva salire al piano superiore per la presentazione del libro, che stava per cominciare. Così ho pensato: «Perché acquistare il libro ora, se prima posso ascoltare la presentazione e saperne di più?».

Nonostante la stanchezza della giornata, ho deciso di ascoltare la presentazione e ho convinto anche Salomon Xeno. Siamo andati a prendere l'ascensore. Io sono salita e lui invece è stato trattenuto giù da una degli addetti. Convinta che fosse una questione di limiti di sicurezza dell'ascensore e che avrebbe dunque preso il successivo, lo stavo aspettando al piano superiore, quando un suo messaggio mi ha avvisata del fatto che, a causa della sala già piena, non l'avrebbero lasciato salire. Le persone normali forse sarebbero semplicemente scese e andate via o rimaste lì da sole, ma io volevo capire dove fosse questa sala tanto piena.
Così ho chiesto a un addetto dove si trovasse la sala per la presentazione del libro di Massimo Roscia (visto che c'erano più sale) e ho sbirciato: in effetti era proprio piena.
Ho allora spiegato all'addetto che io dovevo scendere perché ero rimasta separata dal mio gruppo [Non so perché ho parlato di gruppo, ancora non ne ho la più pallida idea…]
«Ah, capisco... di quante persone?» mi ha chiesto l'altra addetta.
«Una sola in realtà, comunque ora scendo, se è possibile. Grazie».
«Ma no, andiamo a prenderla, dai, per una persona in più… però vi toccherà stare in piedi».
Ho annuito, ringraziato e sorriso.
Io e la gentilissima addetta del Book Pride siamo scese in ascensore e lei ha spiegato a quella che stava impedendo ad altra gente di salire che invece quel ragazzo poteva. Insomma, dopo la mia intercessione (ahaha!) è stato ammesso ai piani alti! E mi dispiace non essere in grado di descrivervi la divertentissima faccia di Salomon Xeno quando, senza sapere nulla di ciò che era successo di sopra, si è visto additare e prelevare dicendo: «Ecco, lui».

Insomma, modalità faccia tosta attivata, anche se ci tengo a specificare che non era mia intenzione e non mi sarei nemmeno permessa di chiederlo, ma ho accettato subito la gentile proposta.

L'intera scena è stata decisamente buffa e quindi ho deciso di raccontarvi  questo aneddoto divertente, ma… no, non mi sono limitata a questo!

Alzare la mano… far sentire la voce
Dato che finalmente avevamo avuto accesso alla sala, ci siamo seduti in fondo, per terra, ad ascoltare la presentazione. Massimo Roscia, attraverso la moderazione frizzante e allegra della giornalista Giusy Cascio, ha parlato un po' del suo libro, ma soprattutto dei continui attacchi a cui viene sottoposta la nostra bellissima lingua italiana. L'ha fatto con un'ironia e un brio che mi hanno davvero coinvolta e divertita, pur nella tragedia di ciò che sta avvenendo, ovviamente. Inoltre è stato bello vedere che tra i suoi esempi c'erano moltissimi dei temi su cui io ho scritto post qui sul blog nella rubrica Errori da evitare. È stato un po' come sentirmi partecipe della sua stessa battaglia.

E poi è successo. Non so ancora come né perché, ma è successo.
Foto di Salomon Xeno
«Ora leggeremo un pezzo del libro… qualcuno ha voglia di leggere?».
Senza sapere bene cosa stessi facendo, ho alzato la mano.
Mi sono poi subito voltata verso Salomon Xeno che era abbastanza perplesso. Gli ho sorriso come a dire, tranquillo, so quello che sto facendo», mentre dentro di me stavo realizzando che avevo appena fatto una stupidaggine! Una cosa è preparare un reading a casa con calma, con i miei begli appunti di dizione, le mie penne colorate e le mie prove, un'altra cosa è prendere in mano un testo mai visto e leggerlo senza preparazione alcuna davanti a un pubblico! Ma, come dico spesso, mi piace improvvisare, no?

Foto di Salomon Xeno
Ho preso il libro che mi hanno dato in mano e ho letto il brano che mi avevano indicato, dedicato alla scritta qual è e alla gioia che si può provare trovandola scritta correttamente senza apostrofo.

Ovviamente non è stata la migliore perfomance della mia vita (altrimenti smetterei di fare prove e analizzare i testi nel dettaglio per i miei reading, ahaha!), però sono abbastanza soddisfatta del risultato.
Massimo Roscia si è complimentato e io, in un altro eccesso di faccia tosta, ho risposto: «Sto provando a farlo di lavoro, grazie».

Mi dispiace non avere il video da mostrarvi, però ho qualche foto che Salomon Xeno è riuscito a scattare  con il cellulare dopo essersi ripreso dallo shock. E alcune le ho trovate su Fb. Ho scelto queste tre (purtroppo sono consapevole di non essere fotogenica). 

Foto dalla pagina FB di Massimo Roscia

Dopo la lettura mi sono seduta di nuovo per terra al mio posto e ho seguito il resto della presentazione (che è stata bellissima!), poi ho comprato il libro (che spero di leggere presto!) e me lo sono fatto autografare.
L'autore mi  ha chiesto di lasciargli i miei contatti in caso avesse avuto bisogno in futuro di una lettrice e questa cosa ha gettato un po' di luce in questo periodo non facile dal punto di vista professionale.

Già tempo fa vi dicevo che avrei avuto più faccia tosta, che avrei creduto nella possibilità di realizzare questo mio sogno e che con l'apertura della partita IVA avrei dovuto osare ancora di più per cercare di far sentire la mia voce… bene, in questo caso l'ho fatto e mi andava di raccontarvelo.

Questo è il resoconto della mia giornata al Book Pride che è diventato, almeno in piccola parte, una mia lettura teatrale, anche se del tutto inaspettata!







Questo post è stato segnalato da Salomon Xeno del blog Il pozzo e lo straniero  per La blogosfera condivide - aprile 2015perché non l'ho lasciato al pianterreno. 




Hanno parlato di questo articolo:



18 commenti:

  1. Un peccato che non ci sia un video, ma, appunto, non era organizzato... anche se lo sembrava!
    Davvero un bel colpo da "faccia tosta". ;)

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    1. Visto che io sono imprevedibile... d'ora in poi girerò con la videocamera in borsa!

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  2. Brava, è pur sempre un'esperienza!
    E poi si dice che la fortuna aiuti gli audaci, e tu lo sei stata :)

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    1. Ultimamente sto cercando di fare più esperienza possibile. Speriamo che la fortuna alla fine si accorga della mia audacia! Ahah!

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  3. Wow, sono commossa! Un Book Pride di cui essere orgogliosa... ok, pessima battuta ;)

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  4. Ricordo un'intervista che ho letto una volta in cui l'intervistatore chiedeva a un riccone come avesse fatto a saltare sempre al momento giusto per cogliere al volo le occasioni.
    La risposta del riccone era questa: "Saltavo sempre e comunque, anche quando all'apparenza non c'era nessuna occasione".
    Tu sei saltata e sarà il tempo a dire se era o no un'occasione ;)

    P.S: Secondo me sei pure fotogenica...

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    1. Io sto saltando molto ultimamente... spero di trovare qualche occasione. Il rischio di ogni salto è cadere e farsi male, ma è necessario correrlo.

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  5. Complimenti! :D
    So perfettamente che ci vuole un bel fegato a mettersi 'in vista' senza nessuna premeditazione!

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    1. Come dico sempre, il confine tra coraggio e incoscienza è molto sottile! Comunque grazie!

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  6. Brava Romina! Ammiro il tuo coraggio e spero che qualcuno ti offra ciò che desideri.

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    1. Benvenuta sul mio blog, Verdiana! È un piacere vederti qui tra le mie pagine!

      Grazie mille per il commento!

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  7. Nella vita bisogna anche sapersi buttare. Bisogna fare come Martino Testadura della favola di Gianni Rodari.

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  8. Complimenti! Hai un gran pelo sullo stomaco! Ovviamente in senso figurato...

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    1. Grazie! Hai visto cosa ti sei perso?

      P.S. Ma puoi esserne certo? Hai mai visto il mio stomaco? Ahahah!

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    2. Ah beh, per quel che ne so potrebbe anche essere....

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    3. Volevo gettare un alone di mistero... ahah. Ok, mi zittisco da sola.

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