lunedì 8 giugno 2015

"Eravamo una famiglia" di Marta Folcia (+ invito alla presentazione)

Mentre la pioggia rinfresca un po' l'afa di una Milano troppo urbana, mi metto a scrivere questa recensione che ho da un mese in mente e che mi riduco a scrivere all'ultimo minuto, purtroppo.
Si tratta, infatti, di Eravamo una famiglia  di Marta Folcia e lo scopo del post è principalmente quello di invitarvi alla sua presentazione di mercoledì 10 giugno alle ore 19.15 presso la biblioteca Dergano-Bovisa (in Via Baldinucci, 76 - 20158 Milano).


A differenza delle solite presentazioni dei factoriani, quella a cui vi ho appena invitato, però, non sarà gestita tra colleghi, perché Marta ha la fortuna di avere a che fare con teatranti e relatori molto bravi che quindi si occuperanno della serata. Presenterà Claudio Scarselli e ci sarà anche un sipario teatrale con Rossella Spampinato e Roberto Penagini. Per impreziosire la serata è previsto persino un intermezzo musicale con Alberto e Fabio Tartaglini. Ovviamente i factoriani non mancheranno, ma per una volta se ne staranno seduti comodi a godersi lo spettacolo. Insomma, sarà un'occasione per saperne di più sulla Factory e su questo libro in particolare ma anche per fare qualche chiacchiera con noi.


Fatto questo, in fretta e furia, visto lo scarso preavviso, posso ora parlarvi del libro.
In realtà comincio con il dirvi che ho già citato questo libro in occasione di un'altra sua presentazione (assieme ad altri volumi dello stesso editore) durante una serata di presentazione di alcuni autori della Factory. Quella sera io ho letto due brani, uno dei quali era proprio tratto da questo libro (purtroppo non ho ancora scritto il resoconto di quell'evento perché non sono ancora entrata in possesso dei video di quella serata e quindi non ho potuto montarli, ma prima o poi sarà fatto). Per quanto riguarda Eravamo una famiglia, ho letto, su indicazione di Marta, il brano in cui si racconta cosa c'è nella mente di Ermanno, un reduce della seconda guerra mondiale, tornato in pessime condizioni dal fronte.

Eravamo una famiglia è una romanzo breve, ambientato nella Milano sconvolta dalla seconda guerra mondiale.

Come di consueto comincio con la quarta di copertina che vi introduce un po' al testo:
Quando ero una ragazza, prima di conoscerti, sognavo di creare una famiglia numerosa, com'era stata la mia, al paese. Eravamo allegri noialtri, si rideva coi miei fratelli e si andava a dormire contenti e pieni di speranza per il domani, anche se eravamo poveri e la cena era solo una scodella di minestra. Ce l'ho messa tutta e ci siamo riusciti, eh Arnaldo? Cinque figli, tutti belli, sani, intelligenti.
Ma poi i figli te li portano via, uno alla volta e senza pietà, o se ne vanno, perché sono costretti  farlo per qualche ragione. Chi dobbiamo ringraziare per questo?

Queste parole, così vere e così dure, vengono dalla bocca di Emilia, moglie di Arnaldo. Ha faticato tanto per creare una famiglia che poi la guerra e gli eventi le hanno distrutto e non sa darsi pace. Nessun genitore dovrebbe sopravvivere ai figli, si dice spesso e questo libro evidenzia il profondo dolore che scava il cuore di un padre o una madre quando perde uno dei suoi figli. Un dolore che in questo libro si condisce spesso di una rassegnazione cupa.
Tutto il testo sembra gridare Eravamo una famiglia, ma ora non lo siamo più.
E non è giusto. Aggiungerei.
Gli spicchi di mela della copertina, pronti per essere divisi tra i commensali (come d'abitudine) restano invece silenti e immobili, perché sono diminuite le mani pronte a riceverli.

È una storia come tante, di tempi di guerra e di ristrettezze economiche, di morte e di paure.
È la storia di una famiglia come tante mossa dal vento degli eventi senza possibilità di riscattarsi.
È la storia di nessuno e di tutti. In questo sta la sua forza. Non ci sono cose non plausibili o stravaganti: è una storia credibile di una famiglia qualunque, di quelle di cui i libri di storia non parlano mai. È una storia in cui tutti possono riconoscere un pezzo del proprio passato o di quello dei propri cari. Un'evidente prova di quello che sto dicendo si è verificata dopo la mia lettura teatrale nella presentazione scorsa in cui alcune persone tra il pubblico, visibilmente commosse, hanno detto di aver ricordato le parole di loro padre o di loro nonno, di un vecchio zio… reduci anche loro.

Quella che Marta ha scritto è una storia senza veri protagonisti, in una Milano troppo diversa da quella di adesso che vedo io dalla finestra. Ci ha raccontato un pezzo di un passato che sta andando perduto, ma l'ha fatto con personaggi in cui tutti possiamo trovare un ricordo. In un certo senso ha scritto una storia di famiglia, perché anche noi potevamo essere quella famiglia.

Come al solito, non sono il mio forte le recensioni, ma vi consiglio di leggere questo libro e chiudo con qualche informazione tecnica…



Eravamo una famiglia
di Marta Folcia
Edizione: Factory Editoriale I Sognatori
ISBN: 978-88-95068-61-9
Link per l'acquisto: Eravamo una famiglia




Se ne volete sapere di più, ci vediamo mercoledì, ok? Lì ci saranno relatori, attori, musicisti e la stessa Marta, quindi potrete avere un'esperienza a tutto tondo di questo libro.




Hanno parlato di questo articolo:

4 commenti:

  1. Mi sembra molto interessante... soprattutto dopo la bella presentazione di ieri sera. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo: è stata una presentazione grandiosa!
      Se vuoi il libro, te lo presto. Si legge rapidamente.

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...