domenica 12 luglio 2015

Il dattiloscritto abbandonato

Il dattiloscritto abbandonato: la distanza, la malinconia, la noia...

Manca solo un giorno al quarto compleanno del blog e io non riesco a smettere di pensarci: questo era un blog di una scrittrice che credeva nel suo sogno, ora che cos'è? La mia inerzia ai cambiamenti è ormai nota, ma il fatto di non essere mai riuscita a cambiare il sottotitolo del blog fa pensare.


La scrittura non mi manca
Ho deciso di smettere di scrivere tantissimo tempo fa, ne ho parlato apertamente il 5 gennaio 2014, ma era qualcosa che era nell'aria da molto prima, dalle ceneri del 2013, l'anno peggiore della mia vita. È passato più di un anno e mezzo da quel post eppure sento ancora nel cuore la lucida amarezza che animava i miei pensieri quel giorno.
Quando smetti di crederci, non sai più volare. È così.
La scrittura ancora non mi manca e ogni tanto ancora mi tiene compagnia, ma non più come prima: scrivo per lavoro, per dei progetti, per delle rubriche fisse… non più per passione pura e semplice. Ma prima o poi, è inevitabile, dovrò fare i conti con il dannato dattiloscritto abbandonato.

Rileggere un incipit
È successo un po' per caso, di ritorno dalla presentazione del libro di Marta. Quando esco con altri factoriani è inevitabile che almeno cinque o sei persone mi chiedano cosa io stia scrivendo in questo periodo. Al mio candido: Non scrivo più da mesi, seguono divertite domande sul perché me ne sto nella Factory, sul perché non riprendo, sul come mai non ne sento più il bisogno e… punture di spillo su una cicatrice mal chiusa. Non è però la cicatrice più dolorosa, quindi in genere non mi importa più di tanto e smetto di pensarci dieci secondi dopo, ma questa volta invece c'è stato un effetto.
Il giorno dopo, un po' per malinconia e un po' per noia, ho aperto il file del manoscritto abbandonato e… non mi è sembrato terribile come ricordavo. Ho letto solo qualche pagina, l'incipit o poco più, però non ho provato quel senso di disgusto che in genere provo leggendo miei vecchi scritti e nemmeno la sofferenza emotiva che mi aveva spinto ad accantonarlo tanto tempo prima.
Avevo smesso di scrivere perché scrivere mi faceva stare male, mi aiutava a costruire un mondo lontano dal momento difficile che stavo passando, ma contribuiva a farmi isolare sempre di più e rannicchiarmi sui cocci di vetro di sogni ormai irraggiungibili e su spine di fiducie tradite. Quel libro da rifugio stava diventando via di fuga malsana, ma ora che i problemi li ho affrontanti, ora che ho ritrovato qualcosa in cui credere e persone di cui mi posso fidare, ora che il 2013 sembra più lontano e dopo un anno meraviglioso cominciato l'estate scorsa… insomma, dopo tutto questo non è forse tempo di finire quel libro?

Un libro da (ri)scrivere
Non intendo con questo dire che lo finirò e lo pubblicherò. Dopotutto l'episodio che vi ho appena raccontato è successo oltre un mese fa e non ho cominciato a lavorare a questo dattiloscritto, quindi non è sicuramente una mia priorità, però l'idea c'è. La distanza che mi separa ora da quel testo è inimmaginabile: non è solo la distanza che separa un autore da una sua opera di anni prima, è molto di più. Io non sono più quella persona e il cambiamento è stato decisamente radicale, drastico, evidente. Per questo non posso certo pensare di scrivere i capitoli che mancano e considerare finita la prima stesura. Dovrò ricominciare da capo, riscrivere il libro con la mia testa di oggi, con le mie nuove competenze, ma soprattutto con il mio nuovo modo di percepire, vedere e vivere il mondo. Non sarà facile leggere tra le righe di quel testo, perché io quando dico addio lo faccio per sempre, ma forse è tempo di tornare sui miei passi, limitatamente a quanto concerne questo libro.

In questi giorni sto ripensando a quanto mi piaceva scrivere, alla gioia che ho provato quando ho tenuto tra le mani il mio primo libro o di quando ho saputo per la prima volta di avere una poesia in un'antologia… mi piacerebbe riuscire a innamorarmi di nuovo della scrittura, anche se ne ho ricevuto più dolore che soddisfazioni. Non so se alla fine mi rimetterò all'opera oppure no, forse è solo un post dettato da un mix di malinconia e noia, forse è solo colpa del caldo, però… mi andava di parlarne un po' con voi.


A voi è mai capitato di aver dei conti in sospeso con una vostra opera? Vi è mai capitato di non scrivere per molto tempo? Avete un testo nel cassetto da troppo tempo?



Questo post è stato segnalato da Maria Teresa Steri del blog Anima di carta per La blogosfera condivide - luglio 2015 con la seguente motivazione: perché è sempre bello veder rifiorire l'amore per la scrittura. 






Hanno parlato di questo articolo:

18 commenti:

  1. Certamente sì. "Gioco letterario" è passato attraverso diverse riscritture in un periodo cronologico lungo anni, e nonostante tutto non sono ancora soddisfatto... Un testo letterario è qualcosa in continuo divenire, solo l'autore può porre la formula "versione definitiva" quando lo ritiene concluso secondo il proprio obiettivo.
    Ma anche alcune cose che ho scritto di recente mi frullavano in testa da anni...
    Vai tranquilla, se senti la necessità interiore di terminare quel manoscritto è meglio che tu lo faccia: probabilmente vi sono motivi profondi che, una volta affrontati, ti saranno utili anche nella vita quotidiana e concreta fuori dalle pagine.

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    1. Appena riesco a concludere alcuni progetti che ho in cantiere, troverò energie e tempo per rivedere almeno qualche capitolo di questa "creatura", giusto per vedere come va. Grazie per le parole di incoraggiamento!

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  2. Certo! Persi tutta la stesura del primo libro a causa di un virus nel computer, dopo un primo grido di dolore, l'ho riscritto, trovando il coraggio di togliere e modificare alcune parti che, probabilmente, non avrei avuto la forza di togliere se non fossi stata costretta. Benedetto virus!

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    1. Bisogna sempre cercare di trarre il meglio dagli imprevisti della vita: brava!

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  3. Ciao Romina,
    se ti fa bene il pensiero di rirendere in mano il tuo vecchio scritto e ritoccarlo. Fallo!
    Se ti fa stare eglio accantonarlo per sempre, fallo!
    Se invece, preferisci riscriverlo perchè le cose sono cmbiate inn questo frattempo, perchè tu sei cambiata, beh... sei tu che sai cosa ti fa stare meglio. Non forzare solo la mano.
    Non riprenderlo in mano tanto per non sentire più le domande degli altri a proposito.
    Lavora per te stessa. Leggilo, ritocalo, riscrivilo da cao o buttalo ma solo per te stessa. Per Romina Tamerici. La persona che tu devi amare di più e soddisfare di più.
    Un abbraccio!!!!

    Quanto a me, i post li scrivo e li posto o li programmo e vai!
    Nel cassetto virtuale del pc? C'è un libro. C'è e ci resterà penso a tempo indeterminato. Brutto? Non so! So soltanto che no ho voglia di prenderlo di nuovo in mano. Per farci niente... nè leggerlo e ritocarlo...
    Può anche darsi che un giorno mi decida ma uqel giorno non è ora.
    Bacio!

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    1. Tranquilla, Pat, non lo faccio certo perché mi danno fastidio le domande della gente: le ho ignorate per mesi e anni! Solo che questa volta è scattato qualcosa: una sorta di bisogno di fare il punto della situazione...

      Aspetta anche tu il momento giusto e... vedrai!

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    2. Ehh... se aspetto ancora unn po' alla mia età... ahahahahahaha
      Ciao bella!

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    3. Ogni cosa a suo tempo e alla sua stagione. Non tutti i frutti maturano nello stesso momento.

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  4. Io ho sempre avuto il sospetto che prima o poi la voglia di scrivere ti sarebbe tornata... Ti dirò di più: a volte torna anche a me, soprattutto sentendo i vostri discorsi.
    Magari un giorno riprenderò. Ma non credo proprio che riprenderò in mano il fantasy che stavo scrivendo: l'ho abbandonato proprio perché la trama era di una banalità sconcertante e non vedevo possibilità di redenzione.

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    1. Non credo mi sia tornata la voglia di scrivere. Vivo questo sentimento più come una curiosità e un bisogno di tirare le fila di una storia che per anni e anni mi è ronzata in testa. Nel mio caso, forse, è proprio una redenzione che cerco per i miei personaggi visto che ho deciso di cambiare il finale.

      Un giorno forse riprenderai anche tu, o magari scriveremo a quattro mani, chissà!

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  5. Secondo me se si ama davvero la scrittura (e mi pare il tuo caso) prima o poi l'esigenza di tornare a farlo si fa sentire. Magari ora è solo una sensazione, una specie di prurito, ma se verrà ignorata si farà sempre più forte. Io ho smesso varie volte, per motivi che si avvicinano molto ai tuoi, ma ho sempre ricominciato ritrovando la gioia di prima, anzi di più.

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    1. Lascio scorrere gli eventi, per il momento. Finisco dei progetti che devo finire e poi vedo se vale la pena rimettermi all'opera su questo dattiloscritto. Insomma, per ora il prurito più fastidioso è quello delle zanzare che mi hanno tormentato questa notte, ma si vedrà!

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  6. Penso che tu debba ascoltare questa idea, anche solo per rivedere sotto una diversa ottica quelle pagine che ti facevano stare male. Quel periodo è finito. :)
    E se non ti sembra terribile, forse è una buona storia!
    (Intanto ti mando un suggerimento telepatico per il finale, vediamo se arriva a destinazione...)

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    1. Sì, hai ragione. Quel periodo è finito e forse è finito proprio davvero da non molto...
      (Il suggerimento è arrivato, tranquillo)
      Un abbraccio.

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  7. luchiastro20/07/15, 22:02

    Certo che noi factoriani siamo proprio tremendi. E insistenti pure:-)
    Ma in fondo come scrivi tu stessa, scrivere non è solo cimentarsi in narrativa. Magari sta proprio lì la "soluzione dell'enigma": aprirsi a diversi mondi (progetti, rubriche fisse) può averti fatto tornare la passione di un tempo!

    P.s. ce l'ho fatta a commentare sul tuo blog, alla fine. Ho usato l'opzione Nome/url, visto che l'url non era obbligatorio.

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    1. Un factoriano di nostra conoscenza ha ancora in lettura uno dei miei "aborti letterari", sai?
      Sono una persona che ha bisogno di cambiare rotta, ogni tanto.

      P.S. Benvenuto sul mio blog con il tuo primo commento, anche se so che mi leggi da un po'. Sono felice che tu abbia risolto i problemi con blogger.

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    2. luchiastro22/07/15, 17:27

      Ma dai, davvero?

      Grazie dell'accoglienza!





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    3. Eh, sì, sai come è fatto Flavio... ha insistito finché ho ceduto!

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