domenica 30 ottobre 2011

"Il trofeo"

“Paura, eh?” Riuscirà una scrittrice non horror a mettervi paura?

Domani sarà Halloween, una festa che io non amo e non festeggio. Tanto per precisare: non ho niente contro Halloween... semplcimente non amo come viene festeggiato in Italia. Mi piace quando le culture si incontrano e si scambiano usanze e costumi per crescere insieme, ma in questo caso mi sembra solo una festa commerciale che testimonia un’influenza del mercato americano sul nostro... va beh... il tema del post non è certo questo!
Da tempo, volevo tentare di scrivere un breve racconto horror e ho pensato che postarlo in questo periodo avesse più senso.
Non ho mai scritto nulla di horror e questo è, per me, solo un esercizio di scrittura, ma vediamo se riesco a mettervi paura!
         

          Il trofeo
Un cigolio la svegliò improvvisamente nel cuore della notte. Era davvero strano, perché di solito aveva il sonno pesante.
Deve essere colpa del film dell’orrore che ho visto ieri, si ripeteva per tranquillizzarsi.
Lo sapeva che non doveva vedere film horror, soprattutto in quelle fredde notti d’inverno in cui la pioggia e il vento sembravano abbattersi sulla sua piccola casa di campagna, isolata da tutto. Si sentiva una stupida per quella paura idiota che le era sorta improvvisa a causa di un insignificante cigolio, uguale a tutti i cigolii che una casa vecchia e malandata come quella faceva ogni giorno e ogni notte.
Che strani scherzi fa la mente, si diceva, rigirandosi nel letto, nel tentativo di riaddormentarsi.
I suoi occhi si stavano già richiudendo sotto il peso della stanchezza, quando avvertì un tonfo al piano inferiore.
Il vento deve aver fatto cadere qualcosa al piano di sotto, sospirò.
Al primo tonfo, però, ne seguirono altri.
Se avessi paura, direi che sono passi che salgono le scale, si disse, sorridendo, come per prendersi in giro da sola.
Si rigirò nel letto un paio di volte e si riaddormentò.
Un altro cigolio la distrasse dai suoi sogni di primavera.
Sembrava più vicino.
La porta della sua stanza era aperta.
Era davvero strano, perché lei la chiudeva sempre.
Non l’ho chiusa ieri? si domandò. 
Decise di accendere la luce per alzarsi a chiudere la porta e magari scendere a controllare anche le finestre di sotto, perché sentiva il vento invaderle la stanza.
Forse il temporale ha rotto una finestra e l’aria fredda ora può entrare.
Premette l’interruttore della luce e d’improvviso lo vide: un uomo, alto più di un metro e settanta, con gli occhi scuri e i capelli un po’ lunghi sulle spalle.
Lei pensava a uno scherzo di cattivo gusto, ma l’uomo estrasse da un fodero legato alla cintura un grosso coltello.
La donna cominciò a urlare.
Gridò con tutto il fiato che aveva in corpo e, in quegli ultimi istanti, si pentì solo di aver comprato quella solitaria casa di campagna.
Il coltello le si conficcò proprio poco sopra al cuore e, mentre ancora annaspava in un lago di sangue, quel folle le recise una mano. Il sangue schizzò sul muro con impeto, imbrattando la deliziosa carta da parati color glicine che la giovane aveva a lungo cercato.  
L’uomo raccolse la mano mozzata sotto lo sguardo sofferente della donna che sembrava contenere solo la richiesta di un perché. Un ultimo desiderio che il suo carnefice non ebbe la bontà di soddisfare.
L’uomo misterioso rimise il coltello nel fodero e, con il suo trofeo insanguinato stretto a sé, uscì dalla stanza e discese le scale.
E pensare che lei diceva sempre: «Nessuno mai avrà la mia mano».

Ok… lo so, non fa molta paura! Io ci ho provato, ora sta a voi scrivere la "sentenza". 
Temo di dover tornare ai generi a me più congeniali. Passare dalle fiabe agli horror non è stato facile, ma è stato un bell’esercizio.

Vi è mai capitato di scrivere un testo di un genere per voi difficile?
Cosa ne pensate di questo mio raccontino? Il vostro parere mi interessa davvero!



Hanno parlato di questo articolo:

6 commenti:

  1. Secondo me il racconto va bene fino all'ultima frase, che è una battuta, in pratica, e stona col genere del racconto. :)

    Ma è bene scrivere anche di generi estranei a noi, purché, però, si abbia letto storie di quei generi.

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  2. @ Daniele: Per me, non era una battuta, era una spiegazione del perché l'uomo le taglia proprio la mano come "trofeo"... forse mi sono spiegata male perché ho tolto l'unica frase pronunciata dall'assassino che prima di ucciderla diceva: "Sono venuto a prendere la tua mano". Volevo giocare sul concetto "chiedere la mano" (nel senso di chiedere in sposa) e "prendere la mano" (mozzarla e portarla via)... invece è suonato ironico! Beh... forse dovrei darmi al racconto umoristico...
    In ogni caso, mi andava di provare un genere diverso, qualcosa che non ci si aspetta da una scrittrice di fiabe e romanzi di altri generi.
    Cercherò di documentarmi di più per la prossima volta. Intanto grazie per avermi fatto questa osservazione sull'ultima frase che mi ha dato modo di riflettere! A presto!

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  3. Secondo me avrebbe avuto tutt'altro effetto stoppare il racconto al momento in cui accende la luce nella stanza. Proseguendolo poi con la ripresa di un articolo di cronaca locale che raccontava quanto rinvenuto dai soccorritori accorsi dopo l'ingiustificato ritardo accumulato per la sua festa di addio al nubilato.

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  4. @ Anonimo: Beh... che dire? Bellissima idea! Ne sarebbe risultato un testo diverso nello stile e ovviamente anche, almeno in parte, per i contenuti, ma forse hai ragione tu: sarebbe stato migliore! Grazie per il valido suggerimento, ne terrò conto se deciderò di scrivere altri brani horror... Grazie e benvenuto/a nel blog!

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  5. Ho scritto un altro commento quando ero ad Udine che è andato perso. Ripeto qui: secondo me non te la sei cavata male, magari puoi lavorare sulle motivazioni finali dell'assassino. Però non era male.
    Ciao.

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  6. @Nick: Grazie!!! Non ho certo la pretesa di essere arrivata da qualche parte: questo è il mio primo testo di questo genere quindi mi fa piacere che ti sia piaciuto... magari dopo tutti questi bei commenti costruttivi scriverò una nuova versione "riveduta e aggiornata" come si dice! Grazie davvero per l'incoraggiamento!

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