domenica 15 aprile 2012

"Il teorema delle vacanze"

“Il teorema delle vacanze”: cosa succede a uno scrittore dopo un periodo di “quasi astinenza” dalla scrittura, se poi si ritrova con tanto tempo libero?

Vi ricordate “il teorema del punto di equilibrio creativo”?  Forse sì, forse no, se l’avete letto, forse vi ricorderete almeno il mal di testa! Non preoccupatevi, il post di oggi non è così contorto, diciamo che è una sorta di applicazione pratica di quel teorema. Vi avevo già detto che la funzione “numero di idee” è discontinua, infatti non c’è un rapporto diretto e proporzionale tra tempo a disposizione e numero di idee (non si può dire “un’ora = due idee, due ore = quattro idee, …”). Bene, oggi analizzeremo un punto di discontinuità, vedendo un caso in cui  il rapporto "numero d’idee e tempo a disposizione" segue un po’ una logica tutta sua. Le idee, infatti, questa è solo una mia supposizione non matematica, sono un po’ “infami”: vengono sempre nel momento meno appropriato, quando uno non ha proprio tempo di lavorarci e così si accumulano, si accumulano e si accumulano ancora e poi improvvisamente arriva un periodo di vacanza e il tanto agognato tempo libero è finalmente disponibile, ma… c’è sempre un ma, però prima procediamo con il teorema.


Data una quantità limitata di tempo e un insieme di idee potenziali, nel momento in cui un evento più o meno prevedibile va a intaccare la variabile tempo provoca una diminuzione della concentrazione di idee e porta a una drastica riduzione della produttività vista come rapporto tra idee potenziali e idee effettuate. Per arginare il fenomeno occorre, in previsione del cambiamento di stato, provvedere all’istituzione di correlazioni e legami prioritari tra le idee potenziali.

E fuori dal matematichese:

Se si hanno tante idee potenziali, quando il tempo per realizzarle aumenta, le idee sembrano di meno perché si disperdono in uno spazio temporale maggiore e così, invece che scrivere di più, si rischia di scrivere di meno.
A me capita spesso di avere accumuli di idee e poi improvvisi momenti di tempo libero. Durante tutto il semestre universitario (o l’anno scolastico prima) le idee che mi vengono sono sempre tantissime (racconti, romanzi, poesie, … qualsiasi cosa!) e scriverei giorno e notte se ne avessi la possibilità e il tempo non mi basterebbe comunque. Poi, quando improvvisamente finisce il semestre e ho qualche giorno libero, non mi viene più nemmeno una misera ispirazione, ma le idee accumulate sono così tante e confuse che non so da dove partire e il rischio è quello di cadere nel “ma tanto ho tempo”. Di solito questo non mi capita (anche perché aspetto sempre con ansia ogni momento da dedicare alla scrittura) però ho bisogno di fare un piano della situazione. In genere costantemente aggiorno il mio file sui progetti di scrittura come vi ho raccontato ne “il teorema degli appunti sparsi” quindi non corro il pericolo di dispersione delle idee, anche perché sono già divise per argomenti. Poi cerco di capire le priorità e quali idee è meglio sviluppare prima di altre in vista di concorsi  o scadenze oppure semplicemente perché più valide.

Insomma, per evitare che le vacanze, invece che un’occasione per coltivare la passione per la scrittura, diventino un periodo di paura della pagina bianca o di apatia generalizzata, vi lascio qualche suggerimento pratico, che con me funziona.
  • Tener traccia di tutte le idee appena vengono in qualsiasi posto si sia (non confidare mai nella memoria).
  • Riportare le idee scritte ovunque su un file ordinato.
  • Avere sempre sotto controllo le priorità di scrittura.
  • Avere il coraggio di abbandonare un’idea, se non ci convince del tutto (magari lasciatela un po’ in quarantena, non si sa mai).
  • Darsi dei paletti ragionevoli e mai a distanze temporali eccessive (es. entro questa settimana voglio scrivere la prima bozza del testo x per il concorso y e non nei prossimi anni voglio terminare il mio libro k).
  • Aver sempre un piano di riserva.
  • Non pensare di poter fare tutto contemporaneamente, ma aver sempre sotto controllo le fasi generali del piano di lavoro.
  • Ricordarsi che scrivere è una passione e una vocazione e non un lavoro da fare timbrando il cartellino (se non è giornata, non è giornata).


Forse vi sembro pazza, ma finora non ho mai perso una scadenza e nelle vacanze riesco sempre ad assottigliare molto la lista delle cose da scrivere.

E voi? Come reagite ai periodi di vacanza? Vi mettete a scrivere tantissimo sfogandovi del periodo di “astinenza” oppure in vacanza attaccate anche la biro al chiodo? Io non ce la farei mai!


Hanno parlato di questo articolo:


16 commenti:

  1. Ciao, sono appena tornato e volevo salutarti. ;)

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    1. Bentornato Nick! Sei stato davvero gentile a passare di qui... la tua mancanza si è sentita! Come è andata la vacanza? Tanto per restare in tema...

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  2. Capita anche a me che nei periodi indaffarati abbia tante idee e spunti, degli incipit che mi arrivano all’improvviso e quando poi ho molto tempo a disposizione…tutto svanito. Credo sia legato alla scrittura che si fa sentire come via di fuga, ossia, provo a spiegarmi: quando siamo presi da tanti avvenimenti la nostra mente ci porta “involontariamente” nel nostro mondo naturale (che per noi è la scrittura) quando, invece, abbiamo piena libertà di gestione del tempo, la mente in un certo senso “ozia”. A volte penso che se mi trovassi, per un breve periodo, segregata da qualche parte, fuori da ogni contatto umano e con una risma di fogli e penne a volontà, scriverei come un fiume in piena. Ho messo alcune parole tra virgolette proprio perché non ho ben chiara questa dinamica, l’ho buttata là, se qualcuno coglie…Grazie Romina per il suggerimento per il blog!

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    1. Io concordo pienamente con la tua spiegazione. La scrittura è evasione, se non ho una prigione da cui evadere, non sento il bisogno di fuggire! Anche se, ti dirò, io se ho tutto il giorno a disposizione per scrivere, scrivo tutto il giorno. In questo periodo che non ho proprio tempo libero per seguire il blog e i vari progetti di scrittura dormo il minimo indispensabile. Proprio per una voglia di evasione ho scritto un post sulle vacanze in un periodo in cui comincio a dimenticarmi il significato di quella parola...

      P.S. Per il blog non mi devi ringraziare, forse avrei potuto starmene zitta, ma sono per natura un grillo parlante, non ci posso fare nulla!

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  3. Sono d'accordo, infatti durante le vacanze cazzeggio, vado in giro e scirvo dannatamente poco... Quando lavoro, invece, torno a casa e la sera spesso mi va di scrivere....

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    1. Bene bene... forse questo è il primo dei miei teoremi che non viene smontato dai commenti! Certo che è una cosa strana: meno tempo si ha per scrivere e più si scrive!

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  4. Io in vacanza sono spacciato. Ho tante idee nei momenti di maggiore impegno, me le segno, ma non riesco mai a gestire bene i periodi di tempo libero. Devo dire che tenere un blog mi aiuta, almeno a rispettare qualche scadenza, ma devo ancora migliorare dal punto di vista della pianificazione del lavoro (che al momento è zero).
    In generale, le scadenze aiutano: sono riuscito a terminare il racconto per "Pirati!" proprio grazie alla scadenza!
    Terrò conto di alcuni consigli, anche se un paio già li metto in atto. ^^

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    1. Sai, se devo essere sincera, l'idea di questo teorema mi è venuta leggendo un tuo commento su G+... La pianificazione è importante, ma non tutti la vivono bene! Io non riuscirei a non pianificare qualsiasi cosa: gli imprevisti mi spaventano sempre. C'è chi invece preferisce lasciarsi sorprendere dagli eventi.
      Ora che conosco questa tua necessità di scadenze ne terrò conto per il progetto 10 parole!

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    2. Sei una stratega del marketing, allora!
      Io sono piuttosto dispersivo, lo ammetto. ^^

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  5. Io sono praticamente sempre in vacanza, quindi il tempo che posso / voglio dedicare alla scrittura viene compresso solamente da quello dedicato ad altre attività creative, che però sono, ahimè, molteplici. Ormai ho deciso che è inutile forzarmi su un progetto; meglio invece abbandonarmi a ciò che mi va di fare, così almeno quello va avanti.

    Per cui teoricamente ho sempre tempo, ma devo anche sempre rinunciare a qualcosa, o quantomeno lavorare a qualcosa a scapito di molte altre. E poi, lo ammetto, sono pure un ozioso e quindi talvolta mi abbandono anche alla sterile nullafacenza.

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    1. Beh, ognuno ha i suoi problemi: il tuo è un eccesso di vacanze. Parli di "attività creative" oltre allo scrivere... sono curiosa, se ti fa di farci sapere di più! Cosa fai dipingi?, suoni?

      L'unica cosa "attività" che non mi piace è l'ozio, preferisco fare duemila cose contemporaneamente ma oziare mi rende nervosa!

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  6. Dal momento che a me le idee e la voglia di scrivere vengono quando leggo o studio, pratiche che seguo nel tempo libero, devo dire di andare contro corrente.
    La vacanza per me è una forte fonte di ispirazione mentre il mio lavoro è fuorviante.
    Condivido pienamente l'idea della scadenza. Utilissima! Aiuta a oziare meno.

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    1. Ed ecco l'eccezione! Avevo cantato vittoria troppo presto... veramente anch'io scrivo moltissimo durante i periodi di vacanza, ma adesso mi sembrano così lontane...
      La questione della scadenza è una storia lunga, te la spiego via mail, ma ora non riesco ad aprire la posta elettronica.

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  7. Anche per me il tuo teorema è valido! (dovrò informarmi anche sugli altri!)
    Il mio problema è che, se anche mi organizzo, poi non rispetto la tabella di marcia.
    Poi beh, quando devo studiare mi perdo decisamente troppo. Sono tre giorni che praticamente non studio (accidentaccio!), ma in compenso scrivo, abbozzo, girovago nel blog, ecc.
    Poi mi capita che in vacanza magari lascio da parte la scrittura perché esco oppure faccio altre "attività artistiche".
    Ma il mio problema più grande è...la connessione internet! Più specificatamente, Facebook. Maledizione a quella volta che l'ho fatto! Ci passo ore (sempre facendo qualcosa!). E a fine giornata mi maledico perché non è sulla cima delle prorità, ma non riesco proprio a farne a meno quando so che posso usarlo.

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    1. Questo è uno dei miei pochi teoremi che sembra valido per molti scrittori.

      Ricordati anche di studiare però, eh!

      E non credevo che Facebook creasse dipendenza, ma evidentemente...

      P.S. Se vuoi leggere gli altri "Teoremi per ridere" ti basta cliccare sull'etichetta nella barra destra o sotto il post.

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